E se ci sono delle regole, nel caso dell’edilizia è sempre meglio farle rispettare prima che venga messa in atto la costruzione, perchè la demolizione postuma è sempre molto più costosa e spesso è a spese dello Stato, il che vuol dire che raramente avviene.
Mettiamoci poi che spesso l’edilizia non è “reversibile”, cioè non si riesce a tornare indietro a prima della costruzione da un punto vista geologico-paesaggistico-urbanistico, e il tutto lo vedo molto problematico.
Aggiungiamo che si tratta di un popolo che probabilmente non ha mai perso la mentalità medioevale del dipendere dal “Signore” (in senso religioso e in senso temporale, che poi quest’ultimo sia l’amministratore locale, il politico nazionale, lo Stato tutto, o, perché no, la mafia, poco importa).
Insomma, finché i singoli non comprenderanno che devono dare il loro contributo alla comunità per il loro stesso bene, difficilmente andremo lontano…
]]>Se si dovesse dare un voto alle dichiarazioni di Renato Brunetta da quando e’ ministro, un bel 9 non glielo toglierebbe nessuno.
Se pero’ si dovesse valutare anche le iniziative intraprese nelle direzioni indicate (decreti, proposte di legge, iniziative parlamentari, ecc), il veneziano si beccherebbe un 2–
La politica di Brunetta: tanto (bel) fumo, poco arrosto.
]]>E’ la prima idea intelligente che sento da Brunetta, ne sono quasi basito. Una proposta sensata, forse troppo pericolosa per il malaffare edilizio per fare strada.
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