“Lo Stato si fonda sulla schiavitù del lavoro. Se il lavoro diventerà libero, lo stato sarà perduto.” Max Stirner
Distinti saluti
Alessio Borsotti
Il fatto è che , e quì dottor Giannino chiedo la sua opinione, in un contesto industriale come il nostro, caratterizzato da bassisima crescita negli ultimi anni e da un tonfo pauroso negli ultimi 12-18 mesi, si fa sempre più difficile poter uscire da questa strategia che la Fiat quando può rilancia.
Ma queste incentivi servono a far sì che si vada meno peggio o a far sì’ che si vada un poco meglio ?
In genere un contesto di crescita e sviluppo c’è spazio per poter assorbire la disoccupazione creata da aziende che non riescono a stare sul mercato ma oggi son ben pochi quelli che non han problemi e la mia impressione è che il governo pur di non avere altre gatte, nel breve periodo, da pelare assecondi tali signori.
Strani anche i continui riferimenti del presidente del consiglio alle banche dicendo che stan facendo bene il loro lavoro. ma dove ? con chi ? con fiat forse
Ma perchè ha bisogno di queste sponde ? secondo Lei perchè ?
Io inviterei il Presidente del Consiglio a fare un giro per i distretti industriali delle province del nord, ad entrare nelle aziende, a parlare con gli imprenditori (quelli veri, non quelli politicamente sponsorizzati e pubblicamente finanziati), a toccar con mano la situazione del 95% delle aziende che con meno di 30 dipendenti tengono in piedi tutto il sistema.
Queste cose non se le faccia raccontare dai molti quaquaraquà che purtroppo lo circondano.
Che verifichi in prima persona anche lo stato delle aziende , non soltanto la qualità degli infissi delle case aquilane.
Se anche dovessimo crescere di qualche decimo di punto % di pil all’anno per tornare ai fatturati del 2006-2007 ci vorranno lustri; non voglio pensare a quello che nel frattempo potrà succedere, anche ai Signori della Fiat; se i soldi finiscono per gli imprenditori veri finiscono di conseguenza anche per loro ma hanno sempre un asso nella manica che è quello, con il loro stile, di svincolarsi dal settore auto in barba a tutto ciò che ne conseguirà ed in barba a tutti gli incentivi che , immeritatamente gli sono sempre stati dati.
Oltre al danno anche la beffa; c’è qualche possibilità che non si finisca così se lo stato si metterà seriamente a sostenere le alternative industriali a lor Signori.
Scusandomi se vi ho annoiato vi auguro buona giornata
Stefano