hai ragione… non ammettere la libertà di lasciar morire un individuo è una intrusione della libertà… ed hai pure ragione quando dici che il non legalizzare il commercio volontario di organi vivi è una intrusione della libertà..
citi la teologia.. Dio ci ha dato il Libero Arbitrio per scegliere tra il bene ed il male.. ma non ci ha dispensato dalla responsabilità che deriva dalla caritas (privata e pubblica)… vangelo docet.. anzi umanità docet..
PS: x quanto riguarda la politica io voglio essere trasparente xrchè chi mi legge deve sapere quale è il mio back ground… io sono a-partitico (da Fini a Bertinotti chi volete voi) con 1 sola eccezione : Silvio di cui fatti alla mano (e non propaganda da Repubblica/Australia) ne sò troppe senza dubbio… e tu da che area vieni ?
]]>Lasciamo perdere l’articolo di Lancet che affermava che c’erano stati un milione di morti in Iraq a causa della guerra.
Quindi, andiamoci piano con le patenti di affidabilità date a chi lavora in un certo luogo.
]]>Cioè, un limite (che io ho notato quasi subito) è che hanno rilevato se uno era non assicurato nel 1988 e, per lo studio, tale è rimasto per tutto il tempo fino al 2000. Non hanno controllato se erano veramente non assicurati o se erano elegibili per l’assistenza gratuita ma non lo sapevano.
Lo studio è interessante, da certi punti di vista, ma prima di usarlo come prova che bisogna obbligare i non assicurati ad assicurarsi o che c’è bisogno di un sistema sanitario gestito dallo stato, ce ne vuole.
lo statunitentismo del blog a questo punto è indiscutibile
Luca
]]>nella Regione Puglia, amministrata da Niki Vendola (un altro selvaggio liberista sanguinario?) l’impianto delle protesi e cresciuto quasi cinque volte più rapidamente che nel resto d’Italia. Se escludiamo il caso di un’improvvisa emergenza ortopedica, vuol dire che c’è un numero non piccolo di persona alle quali è stata impiantata una protesi non necessaria. Ne sarà morto qualcuno sotto i ferri? Eppure stiamo parlando di una sanità totalmente a carico pubblico; Obama farebbe salti di gioia.
]]>Se uno non coperto da assicurazione sanitaria muore in un conflitto a fuoco, oppure in un incidente aereo, oppure in uno automobilistico, figura comunque nelle statistiche come “morto senza assistenza sanitaria” e voi poi venite a raccontare che è morto perché non poteva pagarsi le cure mediche.
Mai che portiate fatti chiari e non discutibili, vero?
]]>Per esempio, la conosci questa notizia?
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http://www.lavocedicampoli.it/?p=247
Perché non c’è nessuno che grida allo scandalo e all’oltraggio in Italia? Per lo stesso motivo per cui l’altra notizia non dovrebbe far gridare allo scandalo. Perché i dati vanno interpretati e compresi per quello che dicono, non per quello che altri hanno interesse a fargli dire.
45.000 morti all’anno sono una goccia nel mare, negli USA.
Sono il 2% dei morti, a spanne. “Nearly 50,000 fewer Americans died in 2004 than in 2003, according to data based on about 90% of U.S. death certificates. The preliminary number of U.S. deaths in 2004 was 2,398,343, compared with 2,448,288 in 2003.”.
Interessante, vero?
Ma torniamo ai 45.000 morti senza assistenza. Quanti di questi sono morti in un pronto soccorso, dopo un incidente, dopo una aggressione, etc. Cioè, quanti sono morti mentre venivano assistiti comunque, per legge? Oppure, quanti sono morti perché erano obesi e non avevano cambiato stile di vita?
http://www.realclearpolitics.com/articles/2009/09/28/an_exercise_in_ego_gratification_98464.html
The 45,000 figure cited by Baucus is itself an unreliable statistical construct built on many assumptions. It’s based on a study of 9,004 people aged 17 to 64 who were examined between 1988 and 1994. By 2000, 351 had died; of these, 60 were uninsured. The crude death rates among the insured (3 percent of whom died) and uninsured (3.3 percent) were within the statistical margin of error. After adjustments for age, income and other factors, the authors concluded that being uninsured raises the risk of death by 40 percent. They then extrapolated this to the entire population by two techniques, one producing an estimate of 35,327 premature deaths and another of 44,789.
Il “principio dell’universalità dell’assistenza sanitaria e della solidarietà del finanziamento” garabtisce solo che ci siano semrpe soldi nella greppia dei politici. In particolare di quelli più corrotti.
Mi ricrederò il giorno in cui le ASL potranno fallire per debiti e chi ci lavora sarà licenziato. Prima, mi scuso, ma non ci credo.