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]]>La mia impressione è che, semplicemente, il mercato non tenda al “prezzo più equo” tra domanda e offerta, perché tutti i “concorrenti” tendono a massimizzare il guadagno, senza “concorrere” tra loro, ma senza necessariamente essersi messi d’accordo “esplicitamente”. E trattandosi comunque di un oligopolio, questo è a maggior ragione possibile.
La domanda che mi pongo è: nella civiltà del marketing, della “creazione di nuovi bisogni”, valgono ancora le normali considerazioni sul “libero mercato”, o forse vanno almeno in parte riconsiderate? Fatte le debite proporzioni, non sembra di avere non più il rapporto “cliente – fornitore”, ma bensì “spacciatore – [bene/servizio]dipendente”?
In ogni caso, credo non sarebbe folle ipotizzare un limite al massimo sconto praticabile, che oggi nel caso degli SMS può tranquillamente arrivare oltre il 90%, e nel caso della connettività Internet via cellulare anche oltre il 99%. Ha senso?
Saluti,
GT