Commenti a: 2009 fuga da Copenhagen. Chicago anticipa le conclusioni del vertice /2009/09/16/2009-fuga-da-copenhagen-chicago-anticipa-le-conclusioni-del-vertice/ diretto da Oscar Giannino Wed, 30 Sep 2009 22:34:52 +0200 http://wordpress.org/?v=2.8.4 hourly 1 Di: Andrea Massucco /2009/09/16/2009-fuga-da-copenhagen-chicago-anticipa-le-conclusioni-del-vertice/comment-page-1/#comment-1431 Andrea Massucco Thu, 17 Sep 2009 11:05:39 +0000 /?p=2760#comment-1431 Fausto, non te la prendere, ma... sono tutte stupidaggini. Attenderemo con trepidazione le conclusioni dell'ENSEMBLES, intanto però potrebbero dirci come mai nei modelli viene sempre studiata la variazione della CO2 e mai, mai, mai, MAI quella del vapore acqueo, gas serra dall'effetto enormemente maggiore. Inoltre, almanaccate pure con modelli e previsioni, ma per favore, studiatevi la storia climatica del pianeta, forse troverete delle sorprese... Fausto, non te la prendere, ma… sono tutte stupidaggini.

Attenderemo con trepidazione le conclusioni dell’ENSEMBLES, intanto però potrebbero dirci come mai nei modelli viene sempre studiata la variazione della CO2 e mai, mai, mai, MAI quella del vapore acqueo, gas serra dall’effetto enormemente maggiore.

Inoltre, almanaccate pure con modelli e previsioni, ma per favore, studiatevi la storia climatica del pianeta, forse troverete delle sorprese…

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Di: Fausto /2009/09/16/2009-fuga-da-copenhagen-chicago-anticipa-le-conclusioni-del-vertice/comment-page-1/#comment-1422 Fausto Thu, 17 Sep 2009 02:02:30 +0000 /?p=2760#comment-1422 Finirà esattamente così, purtroppo, come a tutti gli altri meeting. Spero però che questa volta l'EU giochi la partita con più grinta. Primo perchè ci ha messo la faccia, secondo perchè in questi ultimi anni ci ha messo pure la pilla, in una notevole quantità di studi sul cambiamanto climatico, su cui anch'io come molti altri sono pagato e cresciuto professionalmente. A fine anno termina un progetto europeo-monstre (ENSEMBLES), iniziato nel 2004, che ha coinvolto 80 enti europei sullo studio dei modelli previsionali globali e le loro applicazioni. Quando ho iniziato a lavoraraci anch'io, due anni fa, nutrivo seri dubbi, sia scientifici, sia 'filosofici' sulla validità delle previsioni e della metodologia proposta, che in sintesi si può riassumere in: facciamo girare un sacco di modelli, questi produrranno un ampio fascio di simulazioni (un ensemble appunto), talmente ampio da bilanciare gli errori dei singoli modelli e farci magari ricadere 'il reale' nel mezzo. Però però... mi sono dovuto ricredere. Non posso certo anticipare a che conclusioni giungeranno in novembre, ma i modelli previsionali meteorologici a scala globale in questi anni sono migliorati fortemente. In tutti gli studi di applicabilità pratica delle previsioni di tali modelli che ho testato (ad es. previsione di rese del grano, previsioni di richiesta irrigua) questi sono risultati più performanti, magari non di molto, ma pur sempre migliori, di una semplice statistica sui dati meteo precedenti. Cioè l'uso dei modelli è più performante nella previsione rispetto all'uso del semplice clima. In conclusione, poichè tali modelli prospettano TUTTI un aumento di alcuni gradi (assurdo dare un numero esatto) nei prox decenni, questa è con alta probabilità un'ipotesi verosimile. Se affermano che il driver di questo surriscaldamento è l'aumento di concentrazione di CO2 di origine umana, questa è con alta probabilità una cosa verosimile. E se infine alcuni vengono tacciati di 'allarmismo' su questo fatto è perchè le conseguenze del riscaldamento le stiamo già osservando, nelle siccità estive in pianura padana, nelle magre del Po, nelle morti per picchi di calore dell'estate 2003. Le conseguenze economiche di una tale situazione, protratta nel tempo, sarebbero ben più gravi degli interessi miopi dell'industria energetica attuale che si cerca di salvaguardare. Finirà esattamente così, purtroppo, come a tutti gli altri meeting. Spero però che questa volta l’EU giochi la partita con più grinta. Primo perchè ci ha messo la faccia, secondo perchè in questi ultimi anni ci ha messo pure la pilla, in una notevole quantità di studi sul cambiamanto climatico, su cui anch’io come molti altri sono pagato e cresciuto professionalmente.
A fine anno termina un progetto europeo-monstre (ENSEMBLES), iniziato nel 2004, che ha coinvolto 80 enti europei sullo studio dei modelli previsionali globali e le loro applicazioni. Quando ho iniziato a lavoraraci anch’io, due anni fa, nutrivo seri dubbi, sia scientifici, sia ‘filosofici’ sulla validità delle previsioni e della metodologia proposta, che in sintesi si può riassumere in: facciamo girare un sacco di modelli, questi produrranno un ampio fascio di simulazioni (un ensemble appunto), talmente ampio da bilanciare gli errori dei singoli modelli e farci magari ricadere ‘il reale’ nel mezzo.
Però però… mi sono dovuto ricredere. Non posso certo anticipare a che conclusioni giungeranno in novembre, ma i modelli previsionali meteorologici a scala globale in questi anni sono migliorati fortemente. In tutti gli studi di applicabilità pratica delle previsioni di tali modelli che ho testato (ad es. previsione di rese del grano, previsioni di richiesta irrigua) questi sono risultati più performanti, magari non di molto, ma pur sempre migliori, di una semplice statistica sui dati meteo precedenti. Cioè l’uso dei modelli è più performante nella previsione rispetto all’uso del semplice clima.
In conclusione, poichè tali modelli prospettano TUTTI un aumento di alcuni gradi (assurdo dare un numero esatto) nei prox decenni, questa è con alta probabilità un’ipotesi verosimile. Se affermano che il driver di questo surriscaldamento è l’aumento di concentrazione di CO2 di origine umana, questa è con alta probabilità una cosa verosimile.
E se infine alcuni vengono tacciati di ‘allarmismo’ su questo fatto è perchè le conseguenze del riscaldamento le stiamo già osservando, nelle siccità estive in pianura padana, nelle magre del Po, nelle morti per picchi di calore dell’estate 2003. Le conseguenze economiche di una tale situazione, protratta nel tempo, sarebbero ben più gravi degli interessi miopi dell’industria energetica attuale che si cerca di salvaguardare.

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