Nel sistema pubblico, il pianificatore decide quante RMN sono necessarie quell’anno o nei prossimi anni e quindi decide quante macchine comprare. La differenza è che ogni RMN fatta, da quel momento in poi è un costo che diminuisce il budget disponibile. Se la RMN diventasse improvvisamente richiesta e si scoprisse che non basta, sarebbe difficile incrementare velocemente la disponibilità di altre macchine, i lavoratori non sarebbero interessati a produrre di più per mancanza di seri incentivi.
Sui risparmi al riguardo dei farmaci cercherò di non cadere in un linguaggio da postribolo, ma io ci lavoro in una ASL e vedo le assurdità che combinano. Un giorno ordini Diazepam (il generico del Valium) e la farmacia dell’ospedale ti manda effettivamente il Diazepan generico di una marca, un’altro giorno riordini la stessa roba e la farmacia ti manda il generico di un’ altra marca, la volta dopo ordini DiazepaM e ti mandano Alprazolam lo Xanax (visto che hanno deciso che è equivalente al Diazepan per loro). Magari è vero per tutti gli altri reparti, ma non in Psichiatria. A quel punto potevano mandarmi su direttamente un po’ di bustine di camomilla.
Altro esempio: invece delle fiale endovenose di EN mi mandano il Bromazepan in fiale, ottimo a parte che se devi sedare una persona in stato di agitazione psicomotoria la probabilità di una depressione respiratoria è maggiore con il Bromazepan e minore con l’EN.
In generale, i risparmi che può fare lo stato sono, per dirla con un detto inglese “penny wise, pound foolish”. Si risparmia sui centesimi e si buttano via gli euro.
Aggiungiamo il fatto che se lo stato facesso un appalto nazionale per la fornitura di farmaci, la prima cosa che farebbero le aziende farmaceutiche sarebbe quella di corrompere o fare lobby per vendere il loro farmaco. Dato che ci sarebbe un singolo gruppo di persone (una decina, probabilmente meno) a decidere dell’appalto, sarebbe facile manipolarle in un modo o nell’altro. Ma che succede se l’appalto non va bene? Se ordinano troppo farmaco? Oppure se ne ordinano troppo poco? Facciamo come in UK, dove se un medico finisce il numero di Rx che può ordinare fa tornare i pazienti all’inizio dell’anno nuovo?
Comunque, se veramente credi in quello che hai visto in Sicko, non c’è molto che ti possa dire per convincerti. Ma, c’è un detto tra i cubani che dice che “A Cuba c’è un medico ogni cento persone e una aspirina ogni mille”. La gente che va a Cuba per farsi curare va in cliniche che sono riservate alla nomenclatura del regime o ai ricchi e facoltosi. La gente normale ha a disposizione strutture fatiscenti, sporche e ben pochi medicinali per curarsi.
]]>“clientelismo politico o lobbies, siamo lì, sono distorsioni non insite nel modello teorico”, al contrario, lo sono. A meno che il modello teorico sia l’assiomo “siamo lo stato, facciamo gli interessi del cittadino”.
Sono un infermiere che lavora per il SSN in un ospedale. La quantità di sprechi che esistono, sono tollerati o addirittura forzati è enorme. L’altro lato della medaglia è che la gente deve (come mostrato dai servizi di questi giorni) fare file di mesi per una visita specialistica o una prestazione dispensata dal SSN. Al contrario, se uno va privatamente, lo stesso medico probabilmente è in grado di dare lo stesso servizio in poche ore o giorni. Negli USA, con il 17% del PIL in spese mediche, i tempi di attesa sono come minimo dimezzati, le TAC, le Risonanze Magnetiche, etc. si sprecano, tanto che i privati, avendo spesso un eccesso di macchinari di tanto in tanto, per non farli stare li a far nulla fanno le offerte speciali (500$ una RMN senza appuntamento). Hai mai sentito di una offerta speciale da parte di usa ASL? Io ho sentito di code di 10 mesi (se il medico te la prescrive).
Non solo, ma un esempio americano (tra i tanti) mostra che, se si lascia al mercato la possibilità di organizzarsi, beni e servizi calano di prezzo: Uno studio recente mostra come le catene di ambulatori aperte nei centri commerciali per trattare i più comuni problemi (mal di gola, infiammazioni dell’orecchio, etc.) sono alla pari, se non meglio, dei medici di base e dei pronti soccorsi (come risultato finale), ma costano almeno il 30% in meno (pagati dal cliente), sono più disponibili (uno non deve chiamare il medico per un appuntamento) ed essendo collocati in centri commerciali, i farmaci prescritti possono essere comprati subito; invece di avere medici, utilizzano infermieri, che per quello che devono fare, vanno benissimo.
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