http://www.washingtonpost.com/wp-srv/business/longterm/blackm/plunge.htm
]]>Sono meno d’accordo con la tua valutazione sulla gestione dei dissesti delle TBTF, e cioè sulle perdite inflitte agli azionisti delle società dissestate. Questo si è verificato anche in questa crisi, ma non è bastato. Servirebbe invece, come segnalo da tempo, la possibilità di usare dei debt-to-equity swaps (proprio come nel Chapter11), ovviamente non a carico dei depositanti, ma almeno degli obbligazionisti junior, ad esempio quelli che investono in debito ibrido e in preferred, trasformandoli in azionisti “per amore o per forza”. Ad esempio, le autorità britanniche hanno previsto la possibilità di sospendere il pagamento delle cedole sul debito junior di banche nazionalizzate, e questo è un piccolo passo nella direzione giusta, anche se servirebbe molto più coraggio.
Geithner e Obama hanno finora mancato una grande occasione per gestire la resolution delle TBTF, e credo che non toccheranno lo status quo, almeno fino al prossimo redde rationem.
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