Commenti a: Friedman, i fallimenti bancari e la reincarnazione /2009/08/31/friedman-i-fallimenti-bancari-e-la-reincarnazione/ diretto da Oscar Giannino Fri, 24 Dec 2010 00:30:31 +0100 hourly 1 http://wordpress.org/?v=3.0.1 Di: Massimo /2009/08/31/friedman-i-fallimenti-bancari-e-la-reincarnazione/comment-page-1/#comment-1253 Massimo Sun, 06 Sep 2009 14:54:35 +0000 /?p=2403#comment-1253 ...o forse avrebbe concentrato i suoi studi sulla velocità di circolazione della moneta più che sulla quantità di moneta. Credo che comunque avrebbe criticato la Fed e gli aiuti governativi. …o forse avrebbe concentrato i suoi studi sulla velocità di circolazione della moneta più che sulla quantità di moneta. Credo che comunque avrebbe criticato la Fed e gli aiuti governativi.

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Di: lolli /2009/08/31/friedman-i-fallimenti-bancari-e-la-reincarnazione/comment-page-1/#comment-1194 lolli Wed, 02 Sep 2009 13:03:31 +0000 /?p=2403#comment-1194 Che ne pensate del Plug Protection team? E' realmente un team esistente, voluto , approvato e operante o una leggenda metropolitana? http://www.washingtonpost.com/wp-srv/business/longterm/blackm/plunge.htm Che ne pensate del Plug Protection team?
E’ realmente un team esistente, voluto , approvato e operante o una leggenda metropolitana?

http://www.washingtonpost.com/wp-srv/business/longterm/blackm/plunge.htm

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Di: Mario Seminerio /2009/08/31/friedman-i-fallimenti-bancari-e-la-reincarnazione/comment-page-1/#comment-1175 Mario Seminerio Mon, 31 Aug 2009 20:13:44 +0000 /?p=2403#comment-1175 Oscar, sono assolutamente d'accordo con te circa la posizione di Friedman sul principio del bailout del sistema finanziario. Il keynesismo postulava l'irrilevanza della politica monetaria rispetto alla politica fiscale nel raggiungimento del pieno impiego. Per tentare di sovvertire questo principio, Friedman ricordava il crollo dell'offerta di moneta nel 1929, e lo indicava come prova dell'importanza della politica monetaria nella gestione delle crisi. Ovviamente, come tu sottolinei, est modus in rebus, e quello che è accaduto nell'ultimo anno con alta probabilità lo avrebbe visto contrario. Sono meno d'accordo con la tua valutazione sulla gestione dei dissesti delle TBTF, e cioè sulle perdite inflitte agli azionisti delle società dissestate. Questo si è verificato anche in questa crisi, ma non è bastato. Servirebbe invece, come segnalo da tempo, la possibilità di usare dei debt-to-equity swaps (proprio come nel Chapter11), ovviamente non a carico dei depositanti, ma almeno degli obbligazionisti junior, ad esempio quelli che investono in debito ibrido e in preferred, trasformandoli in azionisti "per amore o per forza". Ad esempio, le autorità britanniche hanno previsto la possibilità di sospendere il pagamento delle cedole sul debito junior di banche nazionalizzate, e questo è un piccolo passo nella direzione giusta, anche se servirebbe molto più coraggio. Geithner e Obama hanno finora mancato una grande occasione per gestire la resolution delle TBTF, e credo che non toccheranno lo status quo, almeno fino al prossimo redde rationem. Oscar, sono assolutamente d’accordo con te circa la posizione di Friedman sul principio del bailout del sistema finanziario. Il keynesismo postulava l’irrilevanza della politica monetaria rispetto alla politica fiscale nel raggiungimento del pieno impiego. Per tentare di sovvertire questo principio, Friedman ricordava il crollo dell’offerta di moneta nel 1929, e lo indicava come prova dell’importanza della politica monetaria nella gestione delle crisi. Ovviamente, come tu sottolinei, est modus in rebus, e quello che è accaduto nell’ultimo anno con alta probabilità lo avrebbe visto contrario.

Sono meno d’accordo con la tua valutazione sulla gestione dei dissesti delle TBTF, e cioè sulle perdite inflitte agli azionisti delle società dissestate. Questo si è verificato anche in questa crisi, ma non è bastato. Servirebbe invece, come segnalo da tempo, la possibilità di usare dei debt-to-equity swaps (proprio come nel Chapter11), ovviamente non a carico dei depositanti, ma almeno degli obbligazionisti junior, ad esempio quelli che investono in debito ibrido e in preferred, trasformandoli in azionisti “per amore o per forza”. Ad esempio, le autorità britanniche hanno previsto la possibilità di sospendere il pagamento delle cedole sul debito junior di banche nazionalizzate, e questo è un piccolo passo nella direzione giusta, anche se servirebbe molto più coraggio.

Geithner e Obama hanno finora mancato una grande occasione per gestire la resolution delle TBTF, e credo che non toccheranno lo status quo, almeno fino al prossimo redde rationem.

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