Commenti a: Alitalia: le motivazioni della preoccupazione degli azionisti /2009/08/03/alitalia-le-motivazioni-della-preoccupazione-degli-azionisti/ diretto da Oscar Giannino Thu, 31 Dec 2009 02:49:45 +0100 http://wordpress.org/?v=2.8.4 hourly 1 Di: Sara, Sestri L. /2009/08/03/alitalia-le-motivazioni-della-preoccupazione-degli-azionisti/comment-page-1/#comment-1049 Sara, Sestri L. Tue, 18 Aug 2009 13:21:36 +0000 /?p=1876#comment-1049 Per Riccardo. Ma chi e' che invece va a prendere un aereo a Malpensa dal nord Italia? Io sono ligure e volo da Genova, i piemontesi hanno Torino Caselle, i Veneti il Marco Polo e gli stessi milanesi volano comodamente da Linate. Malpensa e' ormai una cattedrale nel deserto. Alitalia avra' le sue pecche, ma lasciare malpensa e' stata forse l'unica decisione saggia fatta dopo anni di errori e sprechi. Per Riccardo. Ma chi e’ che invece va a prendere un aereo a Malpensa dal nord Italia? Io sono ligure e volo da Genova, i piemontesi hanno Torino Caselle, i Veneti il Marco Polo e gli stessi milanesi volano comodamente da Linate.
Malpensa e’ ormai una cattedrale nel deserto.
Alitalia avra’ le sue pecche, ma lasciare malpensa e’ stata forse l’unica decisione saggia fatta dopo anni di errori e sprechi.

]]>
Di: Riccardo /2009/08/03/alitalia-le-motivazioni-della-preoccupazione-degli-azionisti/comment-page-1/#comment-806 Riccardo Wed, 05 Aug 2009 16:32:50 +0000 /?p=1876#comment-806 Perchè preoccuparsi di Alitalia, al nord le alternative per volare tra Bergamo e Malpensa non mancano certo e per un volo intercontinentale sono decisamente più comode Londra o Francoforte, ma chi va a prendere un aereo a Roma dal nord Italia? hanno guardato bene la carta geografica dell'Italia questi della CAI? Perchè preoccuparsi di Alitalia, al nord le alternative per volare tra Bergamo e Malpensa non mancano certo e per un volo intercontinentale sono decisamente più comode Londra o Francoforte, ma chi va a prendere un aereo a Roma dal nord Italia?
hanno guardato bene la carta geografica dell’Italia questi della CAI?

]]>
Di: Andrea Giuricin /2009/08/03/alitalia-le-motivazioni-della-preoccupazione-degli-azionisti/comment-page-1/#comment-784 Andrea Giuricin Tue, 04 Aug 2009 07:10:43 +0000 /?p=1876#comment-784 Gentile Luca Salvarani, cerco di risponderLe in maniera sintetica: 1) E' probabile che l'antitrust europeo intervenga, ma i tempi sono abbastanza lunghi, come insegna il caso del prestito ponte. Lo scorso anno i "famosi" 300 milioni di euro sono stati dati ad Aprile e la sentenza della UE di condanna come aiuto di Stato è arrivata a Novembre, cioè circa 3 mesi dopo il fallimento. Tale sentenza di fatto è diventata inapplicabile. 2) Gli altri Governi tutelano già abbastanza le compagnie nei loro Paesi; è il caso di AirFrance che gode di una posizione monopolistica in Francia. Tale posizione dominante ha mostrato tutti i suoi effetti peggiori proprio nel mercato francese (domestico e intra-europeo), dato che dal momento della liberalizzazione (1997) il trasporto aereo Transalpino è stato quello che meno si è sviluppato. 3) CAI è una compagnia privata e credo (ma non posso avere la certezza) che l'unica via di uscita è quella che si sta prospettando per tutte le compagnie nazionali. In Europa rimarranno 3 grandi player (AF-KLM, Lufthansa, BA-Iberia) e due o tre grandi compagnie low cost. Le compagnie "nazionali" hanno e avranno sempre meno spazio e verranno assorbite in qualche grande player. Nel caso di Alitalia è prevedibile che il vettore sarà acquisito dai francesi, come è logico che sia, vista l'alleanza in SkyTeam. 4) Nell'articolo non ipotizzo affatto un calo del petrolio; affermo che il prezzo del petrolio è stato notevolmente inferiore rispetto a quanto prospettato dal Piano Fenice (125 dollari) e per questo motivo, rispetto agli obiettivi, i costi legati al carburante sono inferiori di circa 400 milioni di euro. La ringrazio, Andrea Giuricin. Gentile Luca Salvarani,

cerco di risponderLe in maniera sintetica:
1) E’ probabile che l’antitrust europeo intervenga, ma i tempi sono abbastanza lunghi, come insegna il caso del prestito ponte. Lo scorso anno i “famosi” 300 milioni di euro sono stati dati ad Aprile e la sentenza della UE di condanna come aiuto di Stato è arrivata a Novembre, cioè circa 3 mesi dopo il fallimento. Tale sentenza di fatto è diventata inapplicabile.

2) Gli altri Governi tutelano già abbastanza le compagnie nei loro Paesi; è il caso di AirFrance che gode di una posizione monopolistica in Francia. Tale posizione dominante ha mostrato tutti i suoi effetti peggiori proprio nel mercato francese (domestico e intra-europeo), dato che dal momento della liberalizzazione (1997) il trasporto aereo Transalpino è stato quello che meno si è sviluppato.

3) CAI è una compagnia privata e credo (ma non posso avere la certezza) che l’unica via di uscita è quella che si sta prospettando per tutte le compagnie nazionali. In Europa rimarranno 3 grandi player (AF-KLM, Lufthansa, BA-Iberia) e due o tre grandi compagnie low cost. Le compagnie “nazionali” hanno e avranno sempre meno spazio e verranno assorbite in qualche grande player. Nel caso di Alitalia è prevedibile che il vettore sarà acquisito dai francesi, come è logico che sia, vista l’alleanza in SkyTeam.

4) Nell’articolo non ipotizzo affatto un calo del petrolio; affermo che il prezzo del petrolio è stato notevolmente inferiore rispetto a quanto prospettato dal Piano Fenice (125 dollari) e per questo motivo, rispetto agli obiettivi, i costi legati al carburante sono inferiori di circa 400 milioni di euro.

La ringrazio,

Andrea Giuricin.

]]>
Di: luca salvarani /2009/08/03/alitalia-le-motivazioni-della-preoccupazione-degli-azionisti/comment-page-1/#comment-780 luca salvarani Tue, 04 Aug 2009 00:38:26 +0000 /?p=1876#comment-780 In vita mia non prenderò mai un volo Alitalia neanche se me lo regalassero, per principio! Questa specie di compagnia è un disonore per l' Italia e un fardello per i contribuenti, i concorrenti e i viaggiatori! Spero solo che fallisca il prima possibile una volta per tutte! Vorrei gentilmente chiedervi: 1-c' è qualche speranza che l' antitrust (europeo! non italiano ovviamente) metta i bastoni tra le ruote a Cai vista la sua posizione dominante e le varie tipologie di aiuti che danneggiano la concorrenza in un mercato già difficile? 2-Possibile che gli altri governi non riescano a tutelare le loro compagnie aeree contro Cai? 3-Nel medio-lungo periodo come può sperare CAI di restare competitiva nonostante lo sviluppo delle low-cost come Ryanair considerando che già adesso compagnie tradizonali e ben più efficienti come British Airways hanno seri problemi? 4-Nell' articolo si ipotizza un probabile calo del prezzo del petrolio proprio oggi che si toccano nuovi massimi e inizia il recupero economico...non è forse troppo azzardato? Grazie! Cmq questo articolo è molto interessante perchè dimostra, numeri alla mano, come CAI non è in grado di guadagnare e anzi aumenta le perdite, anche in una condizione di semimonopolio e con un prezzo medio del petrolio molto contenuto..caso più unico che raro! A mio parere manca solo la presa d' atto conclusiva che è una sorta di corporazione parassita STRUTTURALMENTE FUORI MERCATO e che sempre più lo sarà col tempo! In vita mia non prenderò mai un volo Alitalia neanche se me lo regalassero, per principio! Questa specie di compagnia è un disonore per l’ Italia e un fardello per i contribuenti, i concorrenti e i viaggiatori! Spero solo che fallisca il prima possibile una volta per tutte!

Vorrei gentilmente chiedervi:
1-c’ è qualche speranza che l’ antitrust (europeo! non italiano ovviamente) metta i bastoni tra le ruote a Cai vista la sua posizione dominante e le varie tipologie di aiuti che danneggiano la concorrenza in un mercato già difficile?
2-Possibile che gli altri governi non riescano a tutelare le loro compagnie aeree contro Cai?
3-Nel medio-lungo periodo come può sperare CAI di restare competitiva nonostante lo sviluppo delle low-cost come Ryanair considerando che già adesso compagnie tradizonali e ben più efficienti come British Airways hanno seri problemi?
4-Nell’ articolo si ipotizza un probabile calo del prezzo del petrolio proprio oggi che si toccano nuovi massimi e inizia il recupero economico…non è forse troppo azzardato?
Grazie!
Cmq questo articolo è molto interessante perchè dimostra, numeri alla mano, come CAI non è in grado di guadagnare e anzi aumenta le perdite, anche in una condizione di semimonopolio e con un prezzo medio del petrolio molto contenuto..caso più unico che raro! A mio parere manca solo la presa d’ atto conclusiva che è una sorta di corporazione parassita STRUTTURALMENTE FUORI MERCATO e che sempre più lo sarà col tempo!

]]>