Un cittadino svizzero o tedesco può vedere quando vuole quanti soldi incassa lo Stato (federale), quanti ne trattengono e quanti ne ricevono o trasferiscono le regioni (Länder o Cantoni). I bilanci pubblici sono pubblici. Anche in Germania o in Svizzera avvengono sprechi, anche in Germania una tessera di partito può agevolare molto l’acquisizione di un appalto: ma tutto resta contabilizzato, ripercorribile, tracciabile…
E un Land che non fosse in grado di presentare un bilancio corretto (cosa inimmaginabile) perderebbe il diritto ad accedere ai fondi di compensazione inter-regionale (Länder-Finanzausgleich).
Non si parla di Marte, si parla di un qualsiasi Paese civile.
Adottare coerentemente un sistema di questo tipo in Italia vorrebbe dire arrivare quasi certamente ad una guerra civile: quando un governatore (vedi Bassolino/Campania) dichiara pubblicamente di non sapere dove sono finiti 3, 4 o 8 miliardi di Euro, la conseguenza sarebbe (o dovrebbe essere) la sospensione di ogni ulteriore trasferimento di compensazione – fino a chiarimento. E’ chiaro che ciò non sarà mai possibile (con buona pace della Lega e dei suoi “sogni” di federalismo fiscale, che proprio per le ragioni di cui sopra NON potrà mai essere tradotto in realtà, a meno – appunto – di una guerra civile e relativa secessione.
Tutto il resto non potrà essere che una continua riedizione della constatazione del principe Salina, e cioé che tutto dovrà cambiare affinché tutto rimanga com’è.
Guardando agli ultimi 50 anni temo però che, piú che rimanere come erano, le cose vadano in realtà peggiorando: il Sud (e il centro) vivono sempre piú di assistenzialismo e il Nord fa sempre piú fatica a tenere in piedi la “baracca Italia”. Cosa succederebbe se il Nord non ce la facesse piú…?
artkane44 :Sono un liberale di 65 anni, conosco un pò della Filosofia della Politica di Antonio Rosmini. Scritta oltre 150 anni fa, ma le cose che fa questo governo pseudo liberista in scacco al socialismo non mi piacciono e direi che sono delle bestialità sia politicamente che economicamente. Rosmini ha sempre detto che fare i regali poi i ricevitori di tali regali ti si rivoltano contro. Serviva dare 4,5 miliardi di € al sud, quando questi andranno solo a ingrassare le tasche della malavita del sud dato che è nel DNA del meridionale rassegnarsi e accettare il delinquere. Non sarà certo lo statalismo a risolvere i problemi del sud se non prima si migliorano le persone. Certo che anche al sud vivono in maggior parte delle brave persone, ma c’è troppa rassegnazione a subire le varie mafie. Se non si reagisce a questo stato di cose nemmeno 100 miliardi di € risolleveranno il sud.Questo governo non sarà mai capace di sollevare il sud da quella atavica indigenza strutturale e politica perchè è il suo più grande bacino di voti. Con le regalie non risolvono certi i problemi. La politica italiana oggi non sa fare politica, ma solo interessi vari di persone addette alla politica. Finazia solo se stessa. Saremo sempre dei “pummarò” come chiamavano i nostri emigranti in America e nel resto del mondo.
]]>Forse sarebbe interessante comparare questi dati anche con quelli delle regioni come il Trentino, riccamente sovvenzionate dallo Stato per altri, noti motivi.
Evidentemente si e’ creato uno strano effetto: i politici (soprattutto nel passato in gran parte provenienti dal meridione) hanno impiegato non pochi soldi “prodotti” al Nord per finanziare il Sud, creando anche consenso elettorale. In questo modo il “controllo” elettorale dei cittadini del Nord sarebbe stato fortemente ridimensionato, se non del tutto annullato. “Cornuti e mazziati”, insomma. Cio’ si puo’ considerare “democraticamente corretto”?
Tempo fa lessi un articolo (non ricordo dove o di chi) dove si sosteneva che probabilmente investendo al Nord tutti i soldi oggi “girati” al Sud, sarebbe stato molto piu’ efficace, e con una tale produttivita’ sarebbe stato possibile coprire i costi del Sud “a corpo morto”. Mi viene alla mente l’episodio della centrale di Gioia Tauro (e prima dell’acciaieria), dove le stime parlarono di miliardi spesi in infrastrutture completamente inutili, che portarono praticamente come unico risultato alla devastazione del territorio: se una parte di quei soldi (probabilmente piccola) fosse stata usata per pagare “comunque” gli stipendi ai dipendenti, probabilmente il Paese avrebbe speso molto meno e oggi avremmo ancora la piana di Gioia Tauro vergine e utilizzabile per il turismo…
Chissa’, forse potrebbe essere interessante un meccanismo in cui chi riceve e ha ricevuto finanziamenti non sia ammesso a deciderne…
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