Sono certamente utili i rapporti che escono in merito al debito delle banche ecc. Sapere che la situazione va peggiorando non ci tiene alti i cuori [solleviamoli per nostro conto], ma almeno spero serva per trovare i rimedi alla situazione.
Detto questo, sarebbe forse più utile sapere come si compongono le sofferenze delle banche, quante dipendono e sono legate alle imprese [piccole, medie e grandi], quante dipendono da fattori endogeni alle banche [es. scelte errate dei banchieri cui basta presentare carta e tante belle parole per elargire agli amici e agli amici degli amici manciate di milioni come fossero noccioline per le scimmie], quante invece a fattori esterni, come ad esempio tante piccole e medie imprese che, dipendendo da grandi clienti [non facciamo nomi sono noti], si ritrovano strozzate due volte, dal cliente che paga a sei mesi se va bene, dalle banche che chiudono i rubinetti vieppiù, quante sofferenze invece vedono la loro causa nelle famiglie.
Ritengo che fare uno spaccato di questo tipo forse servirebbe di più per apportare correttivi utili, perchè forse:
- sapere quanti milioni le banche buttano dalla finestra per operazioni azzardate o al limite, consentirebbe anche agli azionisti, non i piccoli che contano quel che non contano, di impalare alle loro responsabilità i managers che gonfiano il portafogli anche se la banca perde;
- sapere quanti milioni perdono perchè i piccoli e medi imprenditori non ce la fanno a più a subire le angherie dei grandi [alla faccia delle belle parole di leggi come quella sui subfornitori] sarebbe utile per interventi veri e non di facciata delle tante autority esistenti [lascio a voi di pensare al motivo per cui ne esistono anche per controllare il confezionamento dei paccheti natalizi, scherzo naturalmente sui pacchi dono];
- sapere quanti milioni perdono invece perchè le famiglie non ce la fanno più servirebbe invece per interventi veri di sostegno alle famiglie che non siano i 500 euro una tantum perchè è nato il figlio e i pannolini per un paio di mesi sono assicurati, o le elemosine che vengono studiate o proposte. Serve una vera politica economica sociale perchè aiutare le famiglie significa anche aiutare le imprese.
Non datemi del comunista perchè non lo sono, ma le svolte, anche dirigistiche, qualche volta servono e sono utili. Il punto è controllarle e avere i fondamenti etici per dirigerle e questi ultimi sono più in crisi delle banche e dell’economia mondiale.
Etica una parola tanto spesa negli ultimi anni, ma che per tanti, troppi è solo una parola di 5 lettere senza contenuti.
Buona notte a tutti e grazie se avete resistito nella lettura del pistolotto.
]]>(ASCA) – Milano, 28 lug – E’ boom di perdite su crediti per il sistema bancario italiano. Lo dice il Rapporto annuale eleborato dal Centro Studi e Ricerche di Mediobanca, che evidenza come le perdite su crediti abbiano raggiunto nei primi tre mesi del 2009 quota 3 miliardi di euro, con un incremento del 125% rispetto allo stesso periodo del 2008.
Una tendenza in netto peggioramento dopo il gia’ allarmante +72,2% fatto segnare lo scorso anno. La piu’ penalizzata, su questo fronte, e’ Unicredit, che nel primo trimestre dell’anno ha visto aumentare le proprie perdite su crediti fino al 25% dei ricavi complessivi. Dalla parte opposta della classifica si piazza il Banco Popolare, le cui perdite su crediti in rapporto ai ricavi sono state pari al 12%. Secondo quanto emerge dallo Studio, i crediti deteriorati netti sono cresciuti da 44,8 miliardi di fine 2008 a 50,1 miliardi a fine marzo 2009, ossia il 3,7% degli impieghi e il 32,5% dell’utile netto. L’incidenza piu’ alta pesa sulle spalle di Mps, i cui crediti deteriorati sono risultati a fine marzo pari al 5,8% degli impieghi e al 54,7% dell’utile netto. Sotto la media generale del settore, invece, Ubi Banca (2,6% degli impieghi e 20,7% dell’utile netto) e Intesa Sanpaolo (rispettivamente 3,2% e 24,6%).
]]>Perchè scandalizzarsi per la stampa e i media italiani? Esiste un’informazione in Italia? Forse all’epoca del Minculpop sì.
Perchè scandalizzarsi delle banche italiane?
Perchè scandalizzarsi se le stesse banche ci diranno, con poco sommessa e sottomessa adesione dei sindacati, che devono ristrutturarsi e manderanno in pre-pensionamento un tot di impiegati?
Perchè i Presidenti e AD di quelle banche, ma anche di tantre altre società e imprese, rimangono al loro posto nonostante i “…successi…” evidenti del loro operato?
Perchè affannarsi per le imprese, piccole e medie che tengono in piedi quel che rimane dell’Italia, quando bisogna preoccuparsi della figura di Milano e del suo Expo?
Perchè perchè perchè!!!
Perchè mi affanno a pormi o porvi queste domande e le mille altre che sorgono naturali e senza sforzi cerebrali, quando so già che chi eventualmente risponderà non è tra quelli che dovrebbero invece rispondere in un solo modo: togliersi dalle balle, scusatemi l’aulicità.
Vi rendete conto che Kakà se ne è andato dal Milan!!! Come sopravviveremo?
]]>IntesaSanPaolo: 674,2 milioni di Euro.
Banco Popolare: 376,4 milioni di Euro.
Unicredit: 345,3 milioni di Euro.
RBS: 180 milioni di Euro.
Hypo: 100 milioni di Euro.
Bpm: 87 milioni di Euro.
Bnl: 46 milioni di Euro.
Meliorbanca: 40 milioni di Euro.
MPS: 20 milioni di Euro.
Sarebbe poi interessante valutare l’impatto percentuale delle
esposizioni su ciascun bilancio.
In particolare in questo momento, poi, nessuno si sogna di far rizzare le orecchie su possibili problemi che potrebbero abbattersi sui bilanci delle maggiori banche italiane. Il popolo bue é al mare e deve divertirsi. I panni sporchi li laveranno in famiglia.
L’italiano deve dormire tranquillo perché le banche tricolori sono state (cosí raccontano) le piú brave al mondo ad evitare lo tsunami finanziario e di certo il suo senso critico non deve subire pericolosi risvegli in seguito a vicende come quella in questione.
Che poi queste banche tanto brave in passato abbiano rifilato pacchi colossali alla clientela o che siano sotto del 70% (quando va bene) dai massimi é un discorso che non interessa…non vende. Meglio tacerlo.
Questa vicenda comunque fa il paio con l’intervendo dell’a.d. di Unicredit che il 2 Ottobre 2008 trovava spazio per un monologo al TG1 nel corso del quale rassicurava in merito alla soliditá patrimoniale della banca…salvo poi convocare un cda straordinario per domenica 5 Ottobre 2008 nel corso del quale venivano approvate 6,6 miliardi di misure di rafforzamento patrimoniale. Ma anche queste osservazioni nessuno le ha sollevate. Evidentemente non vende nemmeno questo.
Le banche comunque non sono gli unici altarini intoccabili.
Che dire di Pirelli RE, dell’adc e delle dichiarazioni di Tronchetti Provera datate 21 Aprile 2008 (con il titolo che prezzava 20 Euro)?
Per correttezza le riporto di seguito:
(ANSA) – MILANO, 21 APR – Quello che bisogna mettere a fuoco ora è “come verrà superata la crisi, quanto durerà: sapendo che dopo avremo un mondo diverso dal punto di vista dei mercati finanziari”, ha aggiunto Marco Tronchetti Provera, parlando ancora della crisi dal palco del Mediolanum Market Forum. La crisi immobiliare, che ha pesantemente colpito gli Usa, non ha travolto Pirelli Real Estate, la società immobiliare del gruppo. “Pirelli Re ha una struttura finanziaria molto solida e un portafoglio immobiliare altrettanto solido, come una presenza in Paesi che stanno andando ancora bene – ha detto Tronchetti – non ci sono elementi che mettano a rischio Pirelli Re. Quello che sta avvenendo è solo un rallentamento nella rotazione del portafoglio”.(ANSA).
Credo che di rotazione si dovrebbe parlare con gli azionisti di Pirelli RE…ai quali credo che il portafoglio sia l’unica cosa che non sta ruotando…
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