a) Sinceramente non vedo dove sia il cambiamento importante…
b) Attenzione potenza installata è una cosa, energia prodotta è un’altra.
c) Non mi si fraintenda. Alla dipendenza e alla ricattabilità non voglio affatto che si dia troppo peso. Sono convinto anzi che sia più vantaggioso connettere economicamente due paesi, piuttosto che lasciarli isolati l’uno dall’altro. Detto ciò, tuttavia, mi fa specie che chi oggi avanza perplessità e preoccupazioni sulla nostra dipendenza dalle sette sorelle o da Gazprom, non intravveda i medesimi “problemi” nel caso africano.
d) Per quanto riguarda la fattibilità tecnica, non sono affatto sicuro che si tratti di un buon investimento. Sul sito dell’EIKE alcuni docenti universitari tedeschi sostengono che gli elevati costi di una simile operazione rispetto agli standard oggi vigenti in Europa riducono l’iniziativa a niente più che uno spot elettorale.
http://www.eike-klima-energie.eu/news-anzeige/strom-aus-der-sahara-eine-technisch-nuechterne-betrachtung/
e) I costi dell’investimento non sono quantificati. I 400 miliardi sono una cifra buttata lì. Non esiste allo stato attuale alcuna conoscenza di dove dovranno sorgere gli impianti.
f) Sottolineo infine la paradossale, per non dire grottesca querelle tra le lobby fotovoltaiche, l’una, quella tedesca, che rimprovera all’altra, quella del progetto Desertec, di essere iper-sovvenzionata. Come faceva quel proverbio sulla trave e sull’occhio?
]]>Se Kurzweil ha ragione, dovremmo vedere un sorpasso del solare sull’energia ricavata dai combustibili fossili intorno al 2020 al più tardi.
]]>Sarà, ma io Sandro Bondi che salta nel cerchio di fuoco e fa vela per la quarta sponda sulle note di “Tripoli!, bel suol d’amore” non ce lo vedo.
Molto più semplice sarebbe utilizzare le aree più meridionali della UE: L’andalusia, l’Algarve, una parte della Sicilia, Malta, Creta, Cipro. Dopo tutto non servono aree sconfinate.
]]>Come diceva qualcuno, la gente pacifica è a 3 pasti saltati di seguito dalla barbarie.
]]>Come dire: sono d’accordo con voi. Ma oltre alle potenzialità ricattatorie, io nel progetto intravedo soltanto una missione espropriatrice da parte europea. Servirsi di territori altrui per fare i propri porci comodi e poter dire che si fa qualcosa per salvare il mondo. Anche in Germania se ne sta discutendo…Poi magari non è così, ma la prima impressione è quella di becero (post)colonialismo…
Saluti