apprezzo l’equilibrio dal quale fa discendere la prudenza della paternità dell’iniziativa, ma essendo amante delle verità, mi sembra importante affermare quanto necessario per capire e far capire come si sviluppano le situazioni a partire da intuizioni e da ragionamenti di stimolo come quelli da Lei costantemente evidenziati.
Il senso di quanto sopra sta nell’idea, altrettanto apprezzata da una parte di Confindustria (come desunto dalla discussione interna aperta su quei tavoli nello scorso mese di Marzo), di garantire a tutte le imprese che comunque necessitano di investimenti l’accesso al credito per mezzo di una compartecipazione dell’impresa stessa alle erogazioni salvo privilegio su parte dei beni ed accessori oggetto dell’investimento, tagliando così fuori, i canoni di Basilea 2 per una gran parte del valore dell’investimento e tutto grazie ad un semplice fondo rotativo auto-alimentato dallo sviluppo stesso delle produttività aziendali.
Si tratta di uno strumento tutto sommato di semplice applicabilità e che in Italia ha già prodotto in ca. 15 anni più di 80.000 posti di lavoro tutt’ora attivi, praticamente senza perdita alcuna per le erogazioni ciclicamente rientrate.
L’effetto moltiplicatore, nel caso descritto, non è delle dimensioni previste dalla Sua idea, in quanto produce risultati consolidati tra i 10 ed i 12 anni, ma in questo lasso di tempo il “fattore”, pur non raggiungendo il limite di 12 dichiarato dal Governo a febbraio sfruttando le sue manovre, si attesta sul valore minimo di 4 (se non addirittura 5, con dotazioni sui livelli attuali, potendo migliorare le performances in caso di dotazioni aumentate.
Ne scrivo qui, quale addetto ai lavori in economia, rispecchiando quanto da Lei ben espresso all’inizio del Suo testo, auspicando opportunità di scambio e confronto in merito, magari anche nell’ambito di uno dei Convegni e/o Meeting che si stanno predisponendo in merito.
Vincenzo Bonasera – Asti
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