Da Panorama in edicola giovedì
Il meteo dell’economia, di questi tempi, varia solo nell’area delle basse pressioni. L’opinione pubblica si scoraggia, sotto i colpi della sfiducia. E in tutto questo c’è qualcosa di singolare davvero, nei sondaggi. In un mesetto, infatti, gli italiani almeno una certezza l’avrebbero luminosamente conquistata. A stragrande maggioranza, sarebbero diventati convinti sostenitori di una bella tassa patrimoniale. Oro alla Repubblica che rolla tra i marosi! Vien quasi da plaudire, all’idea che nel 150° dell’Unità d’Italia i suoi cittadini siano così fervidi di amor patrio. Senonché i conti non tornano, almeno per me. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco Berlusconi, fisco, Tremonti
L’Italia di sinistra si spella le mani nei confronti del nuovo piano Obama di rientro del debito federale, urla e grida gioiosamente all’indirizzo della Warren Buffet Tax. Paghino i ricchi, l’America lo dice e chi siamo noi per non adeguarci, intona il peana progressista italiano tra lieti canti, cimbali e tamburi. C’è da rimanere senza parole, a volte, di fronte alle vette di mistificazione alle quali può giungere il dibattito pubblico italiano. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco Barack Obama, fisco, Italia, Tremonti, USA
Nella proposta di riforma della Costituzione presentata da Nicola Rossi e da altri senatori, appartenenti a forze politiche sia di opposizione che di maggioranza, il vincolo del pareggio di bilancio è opportunamente affiancato da un tetto alla spesa pubblica complessiva, stabilito al 45% del Pil. Poichè nel 45% è inclusa la spesa per interessi sul debito, che negli ultimi anni ha oscillato tra il 4,5 e il 5%, il tetto proposto da Nicola Rossi sarebbe stato rispettato con una spesa pubblica primaria (al netto quindi della spesa per interessi) pari al 40-40,5% del Pil. Si tratta di valori molti inferiori a quelli effettivi del decennio 2000 ma in linea con quanto verificatosi per tutta la seconda metà degli anni ’90. Prosegui la lettura…
Ugo Arrigo Senza categoria debito pubblico, par, spesa pubblica, Tremonti
Prima della serie di manovre estive di finanza pubblica la nostra economia era nei guai, dopo lo è molto di più:
- A seguito della crisi di fiducia sul debito pubblico il governo si è impegnato a conseguire il pareggio di bilancio nel 2013, colmando in un biennio circa quattro punti di Pil di disavanzo pubblico;
- L’operazione si verifica quasi integralmente attraverso aumenti di tasse.
- Conteggiando solo gli incrementi palesi delle imposte (e lasciando fuori gli aumenti dei tributi locali che saranno attuati per compensare i tagli nei trasferimenti dal governo centrale) la pressione fiscale, calcolata come rapporto tra il gettito atteso e il Pil, aumenterebbe di due punti percentuali.
- Calcolata invece come rapporto tra il gettito atteso e il solo Pil emerso, che il Centro Studi Confindustria stima nell’80% del Pil totale, aumenterebbe di due punti percentuali e mezzo passando dal 53% al 55,5%.
- Nessun paese al mondo ha una pressione fiscale così elevata, neppure i paesi scandinavi caratterizzati dai sistemi di welfare più estesi.
- Le entrate totali del settore pubblico arriverebbero, secondo le stime di Tito Boeri, al 49% del Pil nel 2014. Se rapportate al solo Pil emerso arriverebbero invece al 61% (sempre ipotizzando, irrealisticamente, che gli enti territoriali facciano fronte ai tagli dal governo centrale senza alcun incremento dei tributi locali). Prosegui la lettura…
Ugo Arrigo Senza categoria crisi del debito sovrano, finanza pubblica, manovra, Tremonti
L’incontro tra il ministro dello Sviluppo economico, Paolo Romani, e l’amministatore delegato di Edf, Henri Proglio, si è concluso secondo le attese, spostando al 30 ottobre il calo del sipario sui patti parasociali che legano il colosso francese alla cordatina dei colossini italiani, guidati da A2a, nell’azionariato di Edison. Non so se i tempi supplementari in questa partita siano una buona notizia. So però che non sta né in cielo né in terra che sia il governo a preoccuparsene.
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Carlo Stagnaro energia A2A, edison, elettricità, gas, proglio, romani, Tremonti, zuccoli
“Quando un governo basa fonda la sua politica di bilancio sulla lotta all’evasione vuol dire che è a corto di idee e di volontà politica”. Questo scriveva ieri del governo italiano il Financial Times, commentando l’ipotesi che ha trovato puntualmente conferma, e cioè che è la lotta all’evasione la posta con la quale il governo ritiene di poter integralmente coprire il buco da 3,8 miliardi determinato dalla caduta della sovrattassa sui redditi oltre i 90 mila euro annui denominata “contributo di solidarietà”. Travolta in 24 ore l’idea di defalcare il riscatto di laurea, specializzazione e militare dal computo degli anni di lavoro necessari a godere attualmente delle pensioni di anzianità, pressato dalla dura protesta di Comuni e Regioni di cassare tutti i 6 miliardi di tagli aggiuntivi alle Autonomie e non solo i meno di due miliardi che il governo ricava dalla Robin Hood Tax sui gruppi energetici, il governo non ha trovato misure strutturali aggiuntive di contenimento della spesa. Dunque, la soluzione è quella di una nuova intensificazione della lotta all’evasione. Un grave errore. Vediamo perché. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, evasione, fisco, Libertà, Senza categoria, spesa pubblica Berlusconi, tasse, Tremonti
Le aspre e giuste critiche rivolte al governo per la manovra bis hanno iniziato ieri a ottenere ieri qualche significativo risultato. Nel lungo vertice tra Berlusconi, Bossi e Tremonti, ciascuno ha dovuto fare marcia indietro rispetto ad alcuni punti del testo che era stato varato. Esso comprendeva scelte in violento contrasto con le promesse elettorali del centrodestra, depressive per effetto sull’economia, inique perché aggravavano la pressione fiscale su chi, con aliquote tra le più alte nei Paesi avanzati,già le tasse le paga e sostiene una parte significativa dei consumi. Il centrodestra si apprestava ad alzare le aliquote delle imposte sia dirette sia indirette e ad introdurre anche una patrimoniale, mentre al contempo sblocca le tasse locali. Sarebbe stato un massacro sicuro: per i contribuenti prima, ma certo per il centrodestra poi. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, fisco, spesa pubblica Berlusconi, spesa pubblica, tasse, Tremonti
Se il settore dell’energia è davvero così “strategico”, perché continuano a tassarlo a morte?
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Carlo Stagnaro energia carburanti, elettricità, energia, fisco, gas naturale, reti, rinnovabili, robin hood, tasse, Tremonti
Un centrodestra coerente alle sue promesse mai mantenute in 17 anni ha avuto l’ultima occasione, di fronte alla clamorosa autosmentita cui era costretto. Io dico: l’ha persa. Per ungoverno di centrodestra, “essere costretto” ad affondare la lama nella spesa pubblica dovrebbe costituire una festa, tanto più se ce lo impone l’Europa. Invece tagli come frattaglie, nessuna visione sui grandi aggregati di spesa da ridurre, e più tasse. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, Draghi, liberalizzazioni, Mercato del lavoro, previdenza, privatizzazioni, sindacato, spesa pubblica Berlusconi, crisi finanziaria, Fiat, germania, Italia, tasse, Tremonti
Dal prossimo numero di Tempi, in distrubuzione al meeting di Rimini
Mentre scrivo queste righe, mancano ancora una decina di ore al Consiglio dei ministri incaricato di varare la manovra-bis per rassicurare i mercati. Di conseguenza, manil dettaglio dei provvedimenti che il governo alla fine avrà deciso di assumere. Si conosce un’ampia forbice di misure che il governo ha esaminato, e il giudizio finale sarà solo sul decreto. Ma quel che si sa ora mi basta tuttavia per esprimere una personale valutazione. Che non impegna nessuno e discende dal mio punto di vista. Se sarà come sembra, l’occasione è persa, l’autocontraddizione è manifesta, la stangata fiscale demenziale. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Senza categoria Berlusconi, crisi finanziaria, spesa pubblica, tasse, Tremonti