CHICAGO BLOG » telecomunicazioni


Archivio

Posts Tagged ‘telecomunicazioni’

NGN e monopolio naturale

3 giugno 2009

Mi piace segnalare (con alcuni giorni di ritardo) questa presa di posizione di Assoprovider, che offre un punto di vista ragionevole e non convenzionale sugli investimenti per le reti di nuova generazione.

telecomunicazioni , , , , , ,

Quattro domande sul rapporto Caio

22 maggio 2009

Ora che del rapporto Caio sappiamo tutto, sebbene continui a sfuggirci il motivo di tanta segretezza, è il momento dell’analisi. La mia impressione è che il rapporto sia una buona risposta a domande cattive: proviamo, dunque, a porre le domande giuste.

1) Siamo convinti che spetti al governo il compito di determinare l’ammontare di connettività desiderabile nel nostro paese?

La risposta è un chiaro no. Vi sono certamente delle azioni che i pubblici poteri possono intraprendere per agevolare (rectius: non ostacolare) il raggiungimento del livello ottimale: rientrano in questa categoria la predisposizione di un quadro regolamentare certo ed equo e la digitalizzazione della pubblica amministrazione. Ma – come per ogni altro bene – sono la domanda e l’offerta a dover determinare la quantità. La banda larga non sfugge alle leggi dell’economia.

2) Questo vale anche per il digital divide?

Sì. Le zone di digital divide sono banalmente le aree in cui è (ancora) anti-economico portare l’accesso in banda larga. Non si tratta, come molti sembrano pensare, di una market failure ma piuttosto di una market feature: quando il gioco non vale la candela, si passa la mano. Ora, è legittimo sostenere che il digital divide vada combattuto, ma l’argomento va posto per quello che è: una richiesta di redistribuzione a beneficio di individui ai quali – brutalmente – non ha ordinato il dottore di vivere in aree digitaldivise.

3) Come la mettiamo con le reti di nuova generazione?

La risposta è giocoforza la medesima. L’ottimo Stefano Quintarelli rilancia oggi uno studio del regolatore spagnolo che dimostrerebbe l’impossibilità per il mercato di portare le NGN ad oltre metà dei sudditi di Juan Carlos: da ciò consguirebbe la necessità dell’intervento pubblico. Si tratta però di un non sequitur: ad esempio, il mercato non ha ancora trovato il modo per fornire a ciascun maschio maggiorenne un jet privato, e nessuno si sogna di richiedere l’intervento del governo a correzione di tale stortura. Se le stime della CMT fossero corrette ne seguirebbe unicamente che quello della rete di nuova generazione è un progetto prematuro ed, allo stato attuale delle tecnologie e dei processi, insostenibile. Va appena ricordato che non sono le stime a fare la storia dell’economia, ma le concrete operazioni degli agenti economici.

4) Posto che la politica ha deciso di piantare (almeno) una bandierina su internet, si possono individuare strategie d’intervento più o meno dannose?

Mi pare che non si tratti di una questione di poco conto. Se un esborso pubblico dev’esserci, è necessario che esso sia il meno distorsivo possibile. Un finanziamento diretto agli operatori violerebbe questa condizione, attribuendo allo stato un ruolo imprenditoriale che – storicamente – esso ha dimostrato di saper interpretare con esiti tragici. Inoltre, si imporrebbe un notevole sforzo di vigilanza successiva. Perché, allora, non riflettere sulla possibilità di un broadband voucher assegnato direttamente ai cittadini e spendibile presso qualsiasi operatore e senza distinzioni di tecnologia? Si tratterebbe d’un’opzione assai più efficace e rispettosa dei principi di un mercato che la bramosia della classe politica potrebbe seriamente compromettere.

mercato, telecomunicazioni , , , , , , , , ,

Il Caio trafugato

18 maggio 2009

Lo trovate qui. L’analogo rapporto inglese era stato pubblicato dopo pochi giorni: da noi ci è voluto un generoso emulo di Arsenio Lupin. Strano paese, l’Italia.

telecomunicazioni , , , , ,

Brussels calling

24 aprile 2009

Sono giorni d’attività frenetica, per le istituzioni europee, sul fronte tlc. Con risultati agrodolci. La buona notizia è il voto della commissione ITRE che scongiura (definitivamente?) l’accoglimento nel pacchetto Telecom della cosiddetta “dottrina Sarkozy”. Gli europarlamentari hanno, dunque, escluso l’obbligo – a carico dei provider – di disconnettere gli utenti che per tre volte si rendano protagonisti di violazione del diritto d’autore on line.

Desta, viceversa, grave preoccupazione l’approvazione – a maggioranza schiacciante – del regolamento sul roaming, che pone un tetto alle tariffe degli sms e del traffico dati e sforbicia i limiti già esistenti per il traffico voce. Si tratta di una decisione miope, che costituisce una minaccia per lo sviluppo della telefonia mobile nel medio periodo ed avrà – nel breve – l’effetto di redistribuire ricchezza dai clienti più statici (la grande maggioranza) a quelli più nomadi: per dire, gli europarlamentari…

Nelle stesse ore, anche l’avvocato generale della Corte di Giustizia europea, Poiares Maduro, ha fatto sentire la sua voce, sostenendo l’illegittimità della vacanza regolatoria promossa dal governo tedesco in tema di fibra ottica, in quanto non preceduta dalla necessaria analisi del mercato. Tale pronunciamento è a tutti gli effetti necessitato alla luce del framework comunitario, e non può stupire. D’altro canto, esso riafferma quanto la strada verso un mercato libero delle telecomunicazioni in Europa sia ancora lunga.

telecomunicazioni , , , , , , ,