Nell’attesa che i decreti attuativi del decreto Romani facciano chiarezza sul futuro delle fonti rinnovabili (a partire dal funzionamento dei meccanismi di asta) il mondo elettrico è nella confusione più totale. Infatti, leggi e regole sbagliate – a partire dall’eccesso di incentivazione del fotovoltaico, vera grande madre del caos in corso – hanno aperto buchi che vengono, oggi, tappati con pezze peggiori.
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Il 12 ottobre la Commissione Europea ha ufficialmente presentato il pacchetto di iniziative volte a riformare la Politica Agricola Comune (PAC) da qui al 2014, quando la riforma entrerà in vigore. E’ una serie di misure molto complesse, che merita migliore approfondimento. Intanto vorrei dedicare alcuni brevi post alle contraddizioni più evidenti della proposta appena approvata, seguendo il canovaccio dell’efficace sintesi riportata sul periodico online “Agronotizie”.
Terza puntata: “l’Agricoltore attivo”
La futura Pac conterrà una nuova definizione di ‘agricoltore attivo’: per escludere coloro che non hanno un reale impatto sulla produzione, d’ora in poi la percentuale degli aiuti dovrà rappresentare almeno il 5% del reddito globale del beneficiario degli aiuti.
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Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Giuseppe Artizzu e Carlo Durante.
L’ultima volta ci siamo sentiti a marzo. Ci dicevano che eravamo a 7.000 MW di fotovoltaico e che era una follia. Tagliare! Tagliare! Poi qualcuno glielo spiega, e gli sorge il dubbio che i soldi dati alle rinnovabili non siano solo buttati a quattro bucanieri in cerca di soldi facili. Intanto però il danno era fatto. Prosegui la lettura…
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Riceviamo da Carlo Durante e Tommaso Barbetti e volentieri pubblichiamo. Sul tema delle aste l’Istituto Bruno Leoni ha pubblicato il Position Paper “Incentivi alle rinnovabili: pochi, maledetti e subito“, che invece esprime una posizione favorevole alla definizione dei sussidi tramite un meccanismo di aste.
Il tema della recente introduzione delle aste nel mondo dell’incentivazione alle rinnovabili è oggetto di un paper realizzato da APER: in questo articolo si riassumono gli elementi principali dello studio, che verrà presentato nei prossimi giorni dall’Associazione (per informazioni rivolgersi a speciale@aper.it).
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Austerità sì, ma non per tutti. Ci sono dei fortunati, in Italia, che possono ancora contare sui rubinetti della spesa pubblica. L’ultima notizia – che arriva a valle di una manovra lacrime e sangue, tutta giocata dal lato delle entrate – è quella di una nuova spesa, e una nuova tassa. La nuova spesa è il sussidio all’auto elettrica. La nuova tassa è sulle bottiglie di acqua minerale. Una parola sola: vergogna.
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Non se ne parla (ancora) molto, ma è appena uscito un rapporto sulle crisi alimentari e sulla volatilità dei prezzi delle materie prime agricole che potrebbe rappresentare un punto di svolta importante sia per quanto riguarda le politiche agricole che quelle energetiche nel prossimo futuro. Le fonti sono piuttosto autorevoli, dato che il rapporto è il frutto di un lavoro comune che ha coinvolto appena 10 organizzazioni sovranazionali tra cui la Banca Mondiale, l’OCSE, il WTO, la FAO ed altre agenzie delle Nazioni Unite.
La novità è che si invitano con decisione i governi del G20, ai quali il rapporto è indirizzato, a
“rimuovere le disposizioni delle attuali politiche nazionali che sovvenzionano la produzione o il consumo di biocarburanti”
In subordinata ipotesi, i governi dovrebbero almeno sviluppare piani di contingenza per sospendere temporaneamente i sussidi ogni volta che il gap tra produzione e consumi dovesse provocare repentini aumenti nei prezzi dei generi alimentari.
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Non solo sorella acqua, ma anche fratello sole è sotto assedio. Il demone del profitto ha preso possesso delle perfide multinazionali che vogliono catturare la luce del sole, energia che il buon Dio ha regalato come un dono comune all’intera umanità, la luce che è gratis per tutti, e vendercela, e addirittura pretendono di essere sussidiate. Vogliono privatizzare il sole. Questo è intollerabile. Il Sole è di tutti! ¡El pueblo unido, jamás será vencido! Liberamente tratto da p. Adriano Sella e p. Alex Zanotelli.
Carissimi sacerdoti, missionari(e) e religiosi(e). Ci stanno rubando il sole! Come possiamo permettere che il sole, nostro padre, sia violentato e fatto diventare mera merce per il mercato? Per noi cristiani il sole è un grande dono di Dio, che fa parte della sua straordinaria creazione e che non può mai essere trasformata in merce.
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Ieri la commissione agricoltura del Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza la proposta dell’europarlamentare tedesco Albert Dess, proposta che se sarà fatta propria dall’assemblea a giugno rappresenterà a pieno titolo la risposta dell’europarlamento alla bozza della Commissione pubblicata a novembre e sulla quale avevamo espresso giudizi non troppo lusinghieri. Quanto di più simile, salvo imprevisti, alla stesura definitiva della nuova PAC (o quanto meno dei suoi principi ispiratori). E pensare che quando era stata presentata, la proposta Dess aveva raccolto solo critiche, anche se le modalità e i tempi della sua presentazione (una proposta organica arrivata entro il tempo massimo a sparigliare giochi già fatti) lasciavano prevedere un esito del genere.
La mia personalissima impressione è che si vada di male in peggio. In particolari i punti “caldi” sono il tetto massimo ai sussidi e il condizionamento di parte degli aiuti diretti al rispetto di pratiche agricole ecosostenibili.
Per quanto riguarda il primo punto, al di là della facile demagogia sui sussidi PAC intascati dai Windsor e da altri reali europei, a me sembra che se è vero come è vero che uno dei limiti che rendono poco competitiva l’agricoltura europea rispetto a quella di altri continenti è l’eccessivo nanismo delle aziende agricole, istituire norme che scoraggiano la crescita e gli accorpamenti fondiari sia quantomeno poco lungimirante. Tenendo anche conto che le grandi rendite non avrebbero difficoltà a frazionare le loro proprietà, aggirando la norma e mantenendo così intatto il loro bottino, esattamente come è già successo negli USA.
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La pubblicazione dell’ultimo rapporto IBL sul costo dei sussidi verdi (qui lo studio e qui l’articolo del Sole 24 Ore che ne anticipava i risultati) ha suscitato polemiche di vario tipo. In particolare i nostri numeri hanno fatto arrabbiare Legambiente. Tuttavia l’organizzazione ecologista non ci rivolge critiche specifiche, scegliendo piuttoso una risposta benaltrista: è “ben altro” che fa lievitare i costi delle bollette, a partire dai sussidi a Trenitalia. Se fosse una partita a poker, rilancerei.
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Cari rinnovabilisti, non scendete in piazza. La guerra polarizza e costringe a fingere che al mondo esistano solo il bianco e il nero, il sì e il no, un estremo oppure l’altro. Sicché obbliga tutti quelli che osservano lo scontro, avendo magari delle posizioni sfumate (o, preferisco dire, razionali) a chiamarsi fuori, o a schierarsi a malincuore con la truppa meno distante dalle proprie posizioni. La guerra costringe a prendere le decisioni sbagliate. Questo è un aspetto cruciale che non tutti hanno metabolizzato. Per dirla nel modo più semplice e chiaro possibile, comunque vadano le cose l’età dell’oro è finita: i soldi non piovono più dal cielo e tutti, decisori pubblici e imprese del settore, sono chiamate a compiere scelte e correre rischi. Il reddito non è più garantito. Il rendimento non è più una variabile indipendente. Quindi è cruciale dare un assetto sensato, e stabile, a tutto l’ambaradàn.
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