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Posts Tagged ‘sanità’

Catricalà: concorrere per crescere

15 giugno 2010

La relazione annuale dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, illustrata oggi da Antonio Catricalà, cade in un momento del tutto eccezionale. Pesa, anzitutto, l’eccezionalità della crisi. E pesa perché, se i simboli hanno un significato, nel 2010 cade il ventesimo anniversario dell’istituzione dell’Antitrust. Nella stessa data, dunque, convergono l’esigenza di tirare le somme e quella di indicare un percorso per la ripresa economica. Catricalà non si sottrae.

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Carlo Stagnaro mercato , , , , , , ,

Le regioni in rosso dovranno aumentare le tasse. E chiudere, finalmente, gli ospedali inutili

14 maggio 2010

La notizia che quattro regioni (Lazio, Campania, Calabria e Molise) non riceveranno più i fondi del FAS per ripianare i conti in rosso del proprio sistema sanitario è una buona notizia. Anche se questo significherà necessariamente più tasse (anche per il sottoscritto, ahimé, che risiede nel Lazio nonostante pochi chilometri lo separino da due regioni “virtuose” come Umbria e Toscana).

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Giordano Masini fisco , , , , , ,

La Kos di CdB, il mercato delle cure e la legittimità del profitto

4 maggio 2010

Da quando la scelta di “andare in borsa†(diciamolo meglio: di offrire a potenziali acquirenti quote della propria attività) può diventare motivo di polemica? Eppure su due quotidiani è uscito un appello dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti, l’Ucid, che invita a fermare la scelta della Kos, intenzionata a trovare nuove risorse attraverso il mercato azionario. La Kos è una società che fa capo alla Cir di Carlo De Benedetti e che possiede centri di assistenza e riabilitazione per anziani. Prosegui la lettura…

Carlo Lottieri finanza, liberismo, welfare , , ,

“Report” e la sanità lombarda

3 maggio 2010
Finito di guardare l’attesissima puntata di “Report†che doveva scodellare eclatanti scoperte sulla “sanità lombardaâ€, chiedo aiuto per capire dove stesse, oltre il fumo, l’arrosto. Durante la tramissione ci è stato fatto annusare più di un “sospettoâ€. Ma, dietrologie a parte, where’s the beef?
Riepilogo quelli che mi sembrano essere i punti centrali del team della Gabanelli:
1. Anche la sanità lombarda è “politicizzata†(ma più o meno di quella di altre Regioni?). La sanità assorbe magna pars del bilancio delle Regioni, viene usata a fini di consenso dai politici (Formigoni che promette “upgrade†delle strutture in campagna elettorale), è lottizzata (in Lombardia, ci viene spiegato, da CL).
2. Anche in Lombardia ci sono casi di malpractice e negligenze (ma più o meno che in altre Regioni?). Alcuni di questi casi sono riscontrati in strutture private. Questi casi sarebbero conseguenza di un sistema di remunerazione “premiale†dei medici, per cui chi lavora di più (chi fa più interventi) viene pagato di più.
3. Alcuni imprenditori della sanità hanno forti interessi nei mass media. Ciarrapico, De Benedetti (“graziato†dalla Gabanelli perché è arrivato alla sanità dopo e non prima aver cominciato a fare l’editore), Angelucci, Rotelli, che ha una quota rilevante di RCS nonostante, essendo fuori dal patto di sindacato, non conti sostanzialmente un tubo (come confermato dal fatto che i “rumors†che lo vedevano come futuro Presidente di RCS quotidiani sono stati puntualmente smentiti). Prosegui la lettura…

Alberto Mingardi informazione, liberismo, privatizzazioni, welfare , , , , , , , ,

L’Obamacare, o dello statalismo demagogico

23 marzo 2010

Sarò brutale. L’entusiasmo dei media più ancora che della sinistra italiana per l’Obamacare mostra due cose. Non conoscono la riforma, o fanno finta di non conoscerla. Brindano solo alla politica padrona. Che quasi nessuno da noi abbia letto le 2.800 pagine dell’Obamacare, è evidente. Altrimenti perché esultano, di una riforma che esclude gli immigrati clandestini da ogni copertura? In Italia darebbero dei fascio-razzisti a chiunque pensasse la stessa cosa. Che cosa c’è di “sinistraâ€, in una riforma il cui fine è salvare il buco – sei volte il Pil americano, si stima – delle assicurazioni private americane, che però restano private ma con tariffe e prestazioni decise dalla politica e ripiani del debito a carico di imprese e contribuenti? In Italia verrebbe accusato di essere un lacchè degli assicuratori, chiunque proponesse una cosa simile. E se Tremonti avesse proposto in parlamento una riforma sanitaria il cui costo dichiarato netto è di 800 miliardi – 960 netti in un decennio meno i 150 che per Obama verranno risparmiato in Medicare – ma alla cui copertura si inizierà a pensare solo dal 2018 – così Obama potrà ricandidarsi nel 2012 e lasciare magari dopo ancora a un altro democratico, prima che i contribuenti se ne rendano conto – che cosa avrebbero detto, i direttori di giornali che tanto esultano per Obama? Che cosa avrebbero fatto scrivere, se l’ufficio analisi di bilancio del Parlamento avesse messo nero su bianco che le stime di copertura da parte del Tremonti-Obama sono del tutto inattendibili, visto che nel primo decennio potrebbero aggiungersi in realtà non meno di 600 miliardi agli 800 preventivati dal governo? Eppure è questa, la riforma Obama. 1400 miliardi di costo sono il 10% del Pil americano, e si aggiungono al 17% della sanità che resta privata nella forma ma sotto il tallone di prezzi politici e tasse per imprese e cittadini. E’ questo il motivo dell’entusiasmo. I media hanno capito solo che Obama statalizza un altro sesto dell’America dopo il quinto che Obama aveva già nazionalizzato tra auto e banche. E questo basta a stappare champagne. Vedremo gli americani, se la penseranno allo stesso modo. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino Diritti individuali, Stati Uniti, welfare , , ,

Tutto il potere ai medici?

22 dicembre 2009

La Voce.info sforna da alcuni giorni delle “ricette†per uscire dalla crisi. Uno dei più acuti economisti italiani, Pietro Garibaldi, giostra la sua sulla necessità di “ridurre il potere dei signori della sanitàâ€.
Il contesto in cui l’articolo di Garibaldi si situa è quello dei numerosi “scandali†scoppiati nel tempo nel mondo della salute, particolarmente rispetto all’interazione pubblico-privato. Ora, su un punto bisogna esser chiari. Il sistema misto, privato-pubblico, in Italia è patrimonio essenzialmente della Regione Lombardia. La componente privata può essere importante anche in altre Regioni, ma svolge un ruolo quasi ovunque “residualeâ€.
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Alberto Mingardi liberismo, mercato, privatizzazioni, welfare , , , , , ,

Sanità, in Senato con questa luna Obama non passa

8 novembre 2009

Il voto alla Camera dei Rappresentanti sulla sanità è un successo solo per modo di dire, per l’amministrazione Obama. Il sì per soli 5 voti di maggioranza contro 215 voti negativi si deve al fatto che un solo repubblicano ha votato per l’Healthcare Bill, mentre la bellezza di 39 democratici hanno votato contro. Su moltissimi siti USA potete leggere in queste ore analisi a iosa, sul fatto che ben 31 su 39 appartengono a distretti dove i repubblicani erano andati bene alle presidenziali o sono tradizionalmente forti, su come molti di essi appartengano  agli old blue dogs che sono tradizionalmente i più centristi e i meno liberal, e via proseguendo. Ma se questo è stato il risicato esito alla Camera, dove la maggioranza democratica è schiacciante, una cosa appare non dico sicura ma molto probabile: al Senato questo testo NON passa. E quando inizieranno a cambiarlo, vedremo se non sarà l’inizio dello stillicidio di una presidenza che comincia avere molta ma molta condensa sul suo parabrezza, e molta ma molta meno sicumera di aver messo al bando i conservative per chissà quanti decenni.

Oscar Giannino liberismo, mercato, welfare , , ,

Oba-maniacs a iosa, ma i numeri dicono che…

1 novembre 2009

Stamane con Alberto Mingardi ci siamo scambiati messaggi di esultanza, per il fondo del Sole 24 ore in cui si esalta Ayn Rand. Non è esattamente l’inno alle forze più energiche del capitalismo basato sull’irriducibile determinazione degli individui, al di là di ogni logica collettiva e statalista, il mantra quotidiano dei giornali italiani. Detto questo fa anche un po’ ridere, che i neodirettori di grandi quotidiani come  Sole e Stampa preferiscano sistematicamente scrivere dell’America, invece che dedicare la loro penna all’Italia. Un bel modo per trarsi d’impaccio e volare alto, senza esprimere giudizi scomodi, su economia  e politica nostrane. Quanto all’America, se guardassero i numeri l’esaltazione mediatica obamiana andrebbe fortemente ridimensionata. Irwin Stelzer dell’Hudson Institute sul Times di oggi è molto meglio di tutto il piombo italiano filo obamiano. Per almeno tre ragioni. Prosegui la lettura…

Oscar Giannino informazione , , , , , ,

Camici liberi!

15 ottobre 2009

In un panorama contraddistinto da leggi e proposte di legge che fanno a gara per comprimere la libertà economica – si pensi che giacciono in Parlamento ben 19 progetti finalizzati ad istituire nuovi ordini o albi professionali – ogni tanto appare qualche lodevole idea di segno contrario.

E’ il caso della proposta A.C.2529 (primo firmatario On. Michele Scandroglio) la quale intende rimuovere un vincolo assurdo che contraddistingue negativamente il sistema sanitario italiano (SSN). Prosegui la lettura…

Silvio Boccalatte liberismo , , ,

Sul tea party anti Obama, silenzio in Italia

13 settembre 2009

Parecchi grandi media italiani dedicano giustamente un po’ di attenzione quotidiana a quel che capita negli Stati Uniti. Qualcuno, come il Sole 24 Ore,  pubblica a valanga traduzioni di articoli ed editoriali dalla stampa USA e britannica. Con esiti a volte un po’ paradossali, visto che a volte si finisce per dedicare più attenzione ai grandi nomi americani che ai problemi e ai temi – e alle banche – dell’economia italiana; e altre volte - quasi sempre – dell’America si importa naturalmente solo la versione liberal e democratica, vedi il domenicale del Sole odierno che partendo dalle memorie di un veterano del Vietnam stronca inappellabilmente l’intera strategia della guerra al terrorismo post 11 settembre. Detto tutto questo, forse non bisogna stupirsi del silenzio assoluto riservato oggi dai media italiani alla grande manifestazione di protesta tenutasi ieri a Washington. Non era l’equivalente di piazza san Giovanni a Roma riempita ritualmente ogni anno dalla CGIL contro Berlusconi. È stata la convergenza di centinaia e centinaia di grass roots political actions committees da tutti gli Stati americani, antistatalisti e anti big government, antitasse e dunque anti riforma sanitaria. Settantacinquemila che sfilano a Washington contro Obama, non mi pare proprio una non-notizia.

Oscar Giannino liberismo , , , ,