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Posts Tagged ‘riforme’

Una Repubblica basata sulle corporazioni

17 gennaio 2012

Il decreto liberalizzazioni dovrebbe passare in Consiglio dei ministri il prossimo giovedì. Un decreto che dovrebbe affrontare l’apertura di molti mercati, in un paese, quale è l’Italia, che da troppi anni è fermo.

Cosa ha fermato le liberalizzazioni? Diversi Governi in Italia hanno annunciato le liberalizzazioni, senza poi riuscire a mettere in pratica le promesse. Da ultimo il Governo Berlusconi, che le aveva annunciate, ma arrivate in Parlamento, si fermarono di fronte alle modifiche dei diversi parlamentari, rappresentanti delle stesse lobbies corporative.

Questo è il primo pericolo per il Governo Monti: che nel passaggio parlamentare il decreto venga stravolto. Ma questa volta i vincoli dei mercati sono troppo stringenti ed è impossibile che i parlamentari non se ne accorgano.

Lo spread è stabilmente sopra i 500 punti e il 7 per cento di tasso d’interesse non è sopportabile a lungo, con un debito che viaggia intorno al 120 per cento del prodotto interno lordo.

L’Italia è una Repubblica basata sulle corporazioni. Storicamente è stato così, dato che sono nate addirittura sotto il fascismo e si sono stabilizzate nel corso dei decenni.

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La forza di rialzarsi – Il caso FIAT-FIOM – di Diego Valiante

18 gennaio 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Diego Valiante.

Leggevo senza molte sorprese un articolo sulle scritte contro Marchionne rinvenute a Torino in questi giorni. Al di là del singolo episodio assolutamente da deprecare, c’è di fatto un conflitto sociale che oggi cresce nel Paese, ma che viene discusso sui nostri media in una maniera strumentale e a mio parere poco costruttiva. Si tratta agli occhi di tutti della solita contrapposizione tra capitalismo/liberismo e coloro che vogliono difendere lo stato sociale e il ‘lavoro’ (come se ci fosse una sola definizione di lavoro a cui tutti noi ci dovremmo prostrare). Prosegui la lettura…

debito pubblico, liberalizzazioni, Mercato del lavoro, sindacato, spesa pubblica, welfare , , , , ,

La Francia di Sarkozy tra proteste (tante) e riforme (poche)

28 ottobre 2010

La protesta francese è alle corde, dopo che per settimane il Paese è stato sull’orlo del blocco totale. Oggi è in programma l’ennesimo sciopero generale, ma Sarkozy sembra aver riportato una vittoria, dopo che la legge della riforma delle pensioni è passata al Senato e ieri all’Assemblea.

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previdenza, welfare , , , , ,

Lo sciopero revocato dei benzinai: una buona notizia?

16 settembre 2010

Potevano essere tre giorni molto difficili per gli automobilisti italiani, ma lo sciopero dei benzinai è rientrato all’ultimo momento. Non è detto sia una buona notizia, però.  Prosegui la lettura…

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Gli effetti perversi dell’Art.67 della Costituzione. Una risposta di Mario Unnia

1 marzo 2010

Riceviamo dal Prof. Mario Unnia e volentieri pubblichiamo.

Ringrazio i lettori che hanno commentato il mio intervento sulla proposta di cancellare l’Art. 67 Cost. da me ritenuto responsabile, non l’unico certamente, dell’involuzione della nostra vita democratica. Va da sè che una riforma della Carta dovrebbe andare oltre la soppressione dell’articolo in questione, e delineare un assetto costituzionale ‘alternativo’ ben più profondo di quello accennato nella mia proposta.
Il rischio che il paese corre non è il ritorno all’assemblearismo sessantottino o addirittura alla Comune di Parigi (semiseria questa seconda, delirante il primo): è invece la ‘manutenzione concordata’ di cui va cianciando la coppia Fini-D’Alema, e di cui c’è traccia in alcuni commenti ispirati dal buon senso riformatore.
Il mio scetticismo in proposito è totale. Al punto in cui siamo, la nostra Carta avrebbe bisogno di un ribaltamento, sia della parte ‘ideologica’, sia di quella normativa, ma questo richiederebbe una discontinuità forte. Le discontinuità forti sono date dalle guerre civili (non dimentichiamoci che la Costituzione è nata da una guerra civile) o dai ‘golpe bianchi’, tipo quello di De Gaulle che diede avvio alla Quinta Repubblica. Purtroppo, e sottolineo il purtroppo, non c’è nulla di tutto questo all’orizzonte.

Mario Unnia

Diritti individuali, diritto , ,

Caro Boeri… Di Adriano Teso

7 gennaio 2010

Riceviamo da Adriano Teso, e volentieri pubblichiamo.

Caro Prof. Boeri, Ho molto apprezzato le Sue parole sull’esigenza di fare quelle riforme economiche che da troppi anni vengono rimandate. Mi permetto di ricordare le principali: i 20 interventi strutturali per lo sviluppo dell’Economia.

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Agenda Dowd

15 settembre 2009

Lo scorso week-end sono stato al Freedom Fest di Parigi, un’iniziativa di Christian Michel (da tanti anni appassionato attivista libertario) condotta assieme con Liberte’ Cherie. LC rappresenta un tentativo di “liberismo grassroots”, cosa rara in Europa, ed ha avuto il suo momento di gloria alcuni anni fa, quando la fondatrice Sabine Herold organizzo’ un “contro-sciopero” di grande successo. I tempi cambiano e le persone pure, ma Liberte Cherie mi ha fatto un’eccellente impressione: ci lavorano molti ragazzi, impegnati, ottimisti.
Molti i relatori, in tre giorni di conferenza. Ho molto apprezzato il levigato cinismo di Bill Bonner, autore di Mobs, Messiahs and Markets, e ho trovato retoricamente eccellente la perorazione di Ken Schoolland sulla liberta’ di emigrare.
Ma il discorso migliore e’ stato di gran lunga quello di Kevin Dowd, un economista sempre acuto e spiritosissimo (che non guasta). Prosegui la lettura…

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Laffer rules

18 agosto 2009

Segnalo questo bel paper di Dan Mitchell, che sviluppa un’analisi empirica su diversi casi recenti di tagli fiscali. La conclusione è che, in generale, la Curva di Laffer – secondo cui una riduzione delle imposte può determinare un aumento del gettito – descrive piuttosto bene il comportamento dell’economia. Quindi, una seria riforma fiscale può costare poco (nell’immediato) e addirittura essere conveniente (nel lungo termine) dal punto di vista delle finanze pubbliche. Purtroppo, nessuna evidenza è abbastanza solida per chi non vuol capire.

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Brava la Guidi, togliamo l’Irap e stimoliamo la competizione fiscale

16 giugno 2009

(anche su Libertiamo.it)

Non si può nascondere una punta di soddisfazione nel sentire Federica Guidi scegliere, tra le proposte di policy che i Giovani di Confindustria hanno lanciato alla politica, una misura che l’Istituto Bruno Leoni aveva inserito un anno fa nel Manuale delle Riforme per la XVI legislatura: l’eliminazione dell’imposta regionale sulle attività produttive – l’Irap, l’imposta rapina – attraverso la sua “scomposizione” in due diverse componenti. Se quella del Manuale era una rivisitazione di un’intuizione di Francesco Forte, quella di Federica Guidi ne è una versione molto concreta e – se si volesse – facilmente attuabile. Le buone idee circolano, insomma. Prosegui la lettura…

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