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Posts Tagged ‘recessione’

Debito e conseguenze economiche – di Gerardo Coco

23 ottobre 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

Il World Economic Outlook report di ottobre del Fondo Monetario Internazionale fa delle previsioni al ribasso rispetto a quelle dello scorso aprile che prevedevano per il 2012 una crescita mondiale del 3.5% e per il 2013, del 4.1. Ora sono state aggiustate rispettivamente al 3.3% e al 3.6% (per le previsioni sui singoli paesi vedi qui).

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I “fondamentali” dell’Europa – di Gianni Pardo

26 settembre 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gianni Pardo.

In economia i “fondamentali” sono i dati di base. Immaginiamo che una banca abbia un credito di un milione di euro e che alla scadenza l’industria debitrice non possa restituirglielo. La banca esamina seriamente la situazione dell’azienda e se la sua incapacità di restituire il milione è il sintomo di una situazione degradata che porterà al fallimento, si rassegna. Se viceversa si accorge che l’impresa ha i conti in equilibrio e quell’incapacità di restituire il denaro dipende da una serie di temporanee circostanze negative, può prolungare i termini per la restituzione del debito o addirittura concedere un nuovo mutuo. Nel primo caso i “fondamentali” sono negativi, nel secondo positivi. La domanda è: i fondamentali dell’Europa sono positivi o negativi?

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Il fallimento spagnolo e i rischi per l’Europa.

20 luglio 2012

La Spagna è in rivolta. La protesta contro i tagli del Governo guidato da Mariano Rajoy è esplosa nella giornata di ieri nelle principali piazze delle maggiori città iberiche. E proprio nella giornata di ieri si sono avute maggiori informazioni circa il salvataggio spagnolo da parte dell’Unione Europea.

Non è un salvataggio del solo sistema bancario, ma di tutto lo Stato. Lo stesso ministro dell’Economia spagnolo Montoro ha ammesso davanti al Parlamento che la Spagna, senza l’intervento europeo, non avrebbe avuto i soldi per pagare gli stipendi.

È davvero così grave la situazione spagnola o il Ministro ha esagerato le proprie affermazioni per giustificare i tagli davanti all’opinione pubblica?

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Spending review a tempo scaduto?

9 luglio 2012

Se una famiglia tagliasse di 15 euro il suo budget mensile di 1500 euro, sarebbe un “macelleria sociale” o una “riforma epocale” dello Stato?

Quando parliamo della spending review è bene comprendere quale sia il livello di spesa raggiunto e di quanto siano i tagli. Infatti la spending review vede una diminuzione reale di circa l’1 per cento della spesa pubblica. Ancora troppo poco, visti i circa 800 miliardi di euro che lo Stato si trova a spendere ogni anno.

Non è questione di populismo o meno, ma è necessario guardare i dati. Tra il 1995 e il 2010 l’Italia ha accumulato oltre 650 miliardi di deficit e il rapporto debito su prodotto interno lordo ha ormai superato il 120 per cento.

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Il Titanic Italia affonda e i politici ballano

11 aprile 2012

Sono passati cento anni dalla tragedia del Titanic e l’Italia si trova più o meno nella stessa situazione. Certo, forse la metafora è un po’ forte, ma permette di rendere bene l’idea di quanto la situazione economica sia complicata.

Lo spread italiano è tornato ai livelli di guardia ed ha superato i 400 punti rispetto al bund tedesco. La Spagna si ritrova nella stessa situazione, con il differenziale che ha raggiunto ieri i 430 punti.

Tutta colpa degli hedge fund o come molti giornalisti amano definirli in senso spregiativo dei “fondi locusta”? Tutta colpa delle della riapertura delle vendite allo scoperto? O forse la colpa ricade sulla Spagna, come il premier Monti ha fatto intendere?

No, tutta colpa dello Stato e della sua pesantezza. Proprio ieri, il Ministro Giarda su “La Stampa” affermava che non erano necessari tagli alla spesa pubblica. Ma è davvero così? È possibile che in Gran Bretagna il premier Cameron stia effettuando duri tagli per cercare di superare la crisi? Prosegui la lettura…

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Una manovra ragionieristica per sviluppare povertà e sudditanza

18 dicembre 2011

Come un perfetto contabile il nuovo Governo ha fatto due conti: quant’è il debito, quanto serve, quante sono le risorse aggredibili e come avere tutto sotto controllo; dopodiché, con l’avallo di una politica ormai auto-esautoratasi per conclamata incapacità e de-responsabilizzata dalla inevitabilità di un esecutivo tecnico variamente giustificata (secondo il centro-sinistra, necessaria per tentare di rimediare ai danni del centro-destra; per il centro-destra, necessaria per assecondare le richieste dell’Europa) ha organizzato una raccolta forzosa nelle tasche degli Italiani (di “tutti” gli Italiani) proclamando “rigore, equità e sviluppo”, illudendo che sarebbero stati coinvolti solo i più abbienti, enfatizzando l’alibi della lotta agli evasori e completando la costruzione di un sistema poliziesco e repressivo senza precedenti che travolgerà inevitabilmente tutti i Cittadini. Prosegui la lettura…

Diritti individuali, evasione, fisco, Monti, spesa pubblica , , , , ,

Quanto costa la patrimoniale?

5 marzo 2011

Nello (scarno) dibattito sull’introduzione di una imposta patrimoniale per ridurre lo stock del debito pubblico, molti aspetti sono rimasti in ombra. Per esempio, si è riflettuto poco sul fatto che un intervento dal lato delle entrate, senza un corrispettivo (e duro) intervento dal lato della spesa, avrebbe sì ridotto il rapporto tra debito e prodotto interno lordo, ma solo per vederlo ricrescere in funzione della naturale tendenza allo “sbilancio” dei nostri conti pubblici. Un altro fattore che è stato incredibilmente trascurato è il dogma dell’immacolata concezione della patrimoniale: come se fosse possibile sottrarre 560 miliardi di euro al settore privato, senza produrre alcuna reazione da parte degli attori economici.

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Che culo, c’è la recessione

13 ottobre 2010

L’Italia è uno dei tre paesi dell’Ue15 – assieme ad Austria e Danimarca – che devono rimboccarsi le maniche per raggiungere l’obiettivo di riduzione delle loro emissioni. Per il resto, l’Unione europea brinda oggi alla luce del più recente rapporto dell’Agenzia europea per l’ambiente. Infatti, Kyoto è vicino, anzi,

large drop in emissions seen in 2008 and 2009 gives EU-15 a head start to reach and even overachieve its 8 % reduction target under the Kyoto Protocol.

Infatti, l’Ue ha potuto contare sul sostegno di un grande alleato: la recessione.

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Non fidatevi degli economisti

28 gennaio 2010

Il Cato Institute ha pubblicato un grafico che confronta la realtà economica con le previsioni degli economisti.

Parrebbe che gli economisti sono in grado di fare previsioni solo quando non succede nulla di interessante, cioè quando anche il mio trisavolo ci sarebbe riuscito senza computer e senza database. Quello che il Cato non nota è che gli errori crescono a dismisura durante le recessioni, e cheg li economisti tendono in questi frangenti a sminuire la gravità della crisi: nel 1990, nel 2000 e nel 2007 gli economisti sono stati colti sistematicamente di sorpresa, e pur senza grafici si può dire che lo stesso sia accaduto negli anni ’70 e con la crisi del ’29.

Il problema è capire perché.

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La lezione di Ryanair sulla crisi

9 dicembre 2009

Intervistato oggi dal Wall Street Journal, Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair impartisce una lezione su come funzionano i mercati a colleghi, politici ed economisti “di professione”. Le recessioni sono occasioni d’oro, dice, quando le si sa affrontare con strumenti di mercato. È vero, il WSJ non gli chiede se anche la sua Ryanair goda di sussidi da parte di governi locali e società portuali per attirare traffico negli scali, come ringhiano i vettori nazionali tradizionali. Però la sua filosofia è da manuale.

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