CHICAGO BLOG » privatizzazioni


Archivio

Posts Tagged ‘privatizzazioni’

Addio a Zuccoli, campione della causa sbagliata

11 febbraio 2012

Oggi è scomparso Giuliano Zuccoli, stroncato da una lunga e dolorosa malattia. La morte arriva appena tre giorni dopo le dimissioni, “per motivi personali“, dalla presidenza del consiglio di gestione di A2a. Sarebbe facile ricondurre all’indebolimento fisico l’abbandono della trincea dove Zuccoli è rimasto asserragliato dal 1997, anno in cui ha assunto la guida della municipalizzata milanese dell’energia, Aem. Sarebbe facile e c’è ovviamente una importante quota della verità, ma sarebbe ingiusto dipingere la sua sconfitta – perché di sconfitta si tratta – come la mera vittoria della natura o dell’età. Le dimissioni e poi la morte sono il punto di caduta della parabola di un uomo che ha rappresentato, nella sua onestà e caparbietà ma anche nella sua spregiudicatezza e, in fondo, inadeguatezza culturale il meglio della prima repubblica.

Prosegui la lettura…

energia , , , , , , , , , ,

Quello che ‘The Iron Lady’ non dice – di Antonio Masala

31 gennaio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Masala.

“The Iron lady” non è un brutto film. Non c’è solo l’ottima interpretazione di Meryl Streep, c’è anche una regia accorta, colonna sonora e fotografia ben realizzate, una storia scorre che, a parte qualche momento di fiacca.

Ma nonostante non sia brutto si tratta purtroppo di un film “sbagliato”, di un’occasione persa.

Il film è incentrato sulla vita privata, o meglio sulla triste malattia, di un grande personaggio politico, e lascia intravedere qualcosa delle sue idee, delle sue “fissazioni”, della sua vicenda alla guida della Gran Bretagna. Ma Margaret Thatcher non è stata solo il primo premier britannico donna, e la sua vicenda politica non è stata solo la più lunga premiership della politica britannica contemporanea. Margaret Thatcher non è stata un politico importante, è stata molto più.

Che sia amata o disprezzata (solo gli indifferenti non sono ammessi), la sua è stata innanzitutto un’esperienza filosofica straordinaria, una rivoluzione culturale prima che economica. La Thatcher ha cambiato il corso della storia britannica perché ha saputo trasformare le idee in realtà, sino alle loro estreme conseguenze. È stata non la fantasia al potere (se qualcuno capisce cosa voglia dire questa suggestiva ma vuota locuzione) ma il potere delle idee, la trasformazione delle idee in realtà e dunque la trasformazione della realtà stessa.

La sua convinzione profonda era che l’economia andasse male come conseguenza del fatto che qualcosa era andato male dal punto di vista filosofico e spirituale. E la sua intera vicenda politica e umana è stata una battaglia ininterrotta sui principi, un esempio quotidiano di ciò che doveva essere fatto per cambiare lo spirito del paese. Tanto che tutte le sue scelte politiche ed economiche più importanti possono essere lette in virtù dei principi che voleva portare avanti, e mai della convenienza elettorale.

Questo è stato il “thatcherismo”, e non a caso la Thatcher è l’unico politico britannico contemporaneo ad avere un “ismo” che segue il suo cognome, quasi si volesse fare riferimento a una ideologia politica. Questo è ciò che ha reso straordinaria la vicenda della Thatcher, ed è ciò che le si deve riconoscere, anche qualora si ritengano del tutto sbagliate le trasformazioni che seppe operare in undici anni e mezzo di governo. Le grandi rivoluzioni, anche quelle fatte senza armi, rappresentano da sempre un filone importante del cinema mondiale, e anche in questo caso il materiale per un film era più che abbondante – anche a voler lasciare perdere le migliaia di stuzzicanti aneddoti e curiosità che hanno accompagnato la sua storia e la sua personalità. Ma nel film cosa sia stato il thatcherismo affiora appena (si pensi che a ciò che avviene tra la fine della guerra delle Falkland e l’inizio della crisi della sua leadership vengono dedicati si e no un paio di minuti).

Forse si è deciso che non era il caso di affrontare una pagina cruda e controversa, e ancora aperta, della storia britannica recente. O semplicemente, cosa più che lecita, si è voluto fare un film sulla vicenda umana di una donna che è stata straordinaria, ma che come tutti gli esseri umani invecchia, si ammala e soffre. Che questo accada anche ai grandi uomini (e donne non lo aggiungiamo, perché la Thatcher non lo avrebbe voluto) lo sapevamo, e un film per raccontarcelo non era indispensabile. Ma che quella della Thatcher sia stata prima di tutto una grande rivoluzione culturale e filosofica (senza nascondere il carico di incomprensioni e sofferenze che essa si portò dietro) non tutti lo sanno. Se la regista lo avesse raccontato meglio ne sarebbe venuto fuori qualcosa di molto di più di un film ben fatto.

Diritti individuali, liberismo, Libertà , , , , , , ,

Fanno i dirigisti e le chiamano liberalizzazioni

30 gennaio 2012

Qualunque individuo, se vuole tagliare il debito, deve rinunciare a una parte dei suoi attivi patrimoniali. Chi riduce la propria esposizione debitoria deve ritrovarsi patrimonialmente più povero. Con un’eccezione: lo Stato italiano, che sembra intenzionato a scendere nelle classifiche dei paesi più indebitati attraverso i giochi di prestigio. Il trucco consiste nella cessione delle partecipazioni del Tesoro alla Cassa depositi e prestiti (che è del Tesoro al 70 per cento). Il progetto è stato rivelato alcuni giorni fa da Massimo Mucchetti, che oggi torna sul tema rispondendo anche, indirettamente, ad alcune mie critiche.

Prosegui la lettura…

privatizzazioni , , ,

Il Fmi ha parlato, lo Stato non faccia l’indiano a spese nostre: venda!

24 gennaio 2012

Da Tempi

Oggi dal Fmi è venuta una frasetta che spiega perché contuinuo a tenere da settimane come primo post quello del suo arrivo in Italia. Da Washington hanno poi corretto, ma come certo sapete il direttore degli Affari Fiscali del Fondo, Carlo Cottarelli, aveva testualmente detto una grande verità: “l’Italia non può farcela da sola”. Partiamo da qui. Per spiegare che un modo ci sarebbe. Se qualcuno desse retta. Diversi lettori reagiscono alla proposta qui avanzata  – bisogna abbattere il debito pubblico lavorando sugli stock e non sui flussi, perché gli avanzi primari a spesa pubblica pressoché intatta nella sua crescita inerziale non fanno altro che ammazzare il paese con pressione fiscale sempre più record – chiedendomi di documentare meglio le basi documentali sulle quali insisterebbe la proposta. Giusta osservazione. A maggior ragione visto che lunedì il Corriere della sera ci ha rivelato che sarebbe allo studio una proposta che dell’attivo pubblico farebbe tutt’altro utilizzo. Oggi per fortuna liquidata dal ministro Corrado Passera.
Partiamo dai numeri, dunque. Prosegui la lettura…

debito pubblico, fisco, privatizzazioni , ,

Privatizzazioni à la (tre) carte

24 gennaio 2012

Anche i tecnici si danno alla finanza creativa. Ieri un pezzo molto informato di Massimo Mucchetti delineava la strategia del governo per procedere alla privatizzazione delle aziende controllate dal Tesoro. In sostanza, venderle a se stesso.

Prosegui la lettura…

privatizzazioni , , ,

Go, Monti go!

16 gennaio 2012

Liberalizzare è necessario. L’Italia è in recessione e la manovra più semplice e a costo zero per rilanciare l’economia è senza dubbio quella di aprire alla concorrenza.

Liberalizzare tutto e velocemente, senza tappe intermedie. È obbligatorio, altrimenti si rimane in un limbo dove tutte le categorie si mettono di traverso per evitare di perdere una rendita da posizione dominante.   Prosegui la lettura…

liberalizzazioni, privatizzazioni , , , , , , ,

L’Europa affonda, l’Italia pure

14 gennaio 2012

L’Europa affonda. Questo è quanto si puó comprendere dalla bocciatura da parte di Standard & Poor’s che ha abbassato il rating sul debito di ben nove Paesi dell’Unione Europea. Una strage di bocciature che non colpisce solo il Sud dell’Europa, ma è arrivata fino all’Austria. Alcuni Paesi che potevano pensare di restare tranquilli, evidentemente non potranno continuare a beneficiare dell’”effetto Germania”.

Il caso piú forte, mediaticamente parlando, è certamente la perdita della tripla A da parte della Repubblica Francese. A dire il vero, tale bocciatura era ampiamente aspettata dal mercato, poichè erano mesi che si sussurrava di questo downgrading.

Prosegui la lettura…

euro, liberalizzazioni, ue , , , , , , ,

In favore delle liberalizzazioni e privatizzazioni

11 gennaio 2012

La fase del Governo è pronta a partire. Questo venerdì, il famoso pacchetto liberalizzazioni dovrebbe passare in Consiglio dei Ministri.

In questi giorni si sente spesso confondere il concetto di liberalizzazione e privatizzazione. A nostro parere sono necessarie entrambe, ma sono due concetti molto differenti.

Prosegui la lettura…

liberalizzazioni , , , , ,

Dietro ogni aumento c’è una politica sbagliata. Con un buon anno ai nostri politici

31 dicembre 2011

In questi ultimi giorni dell’anno, gli italiani sono stati bombardati da notizie piuttosto preoccupanti sugli aumenti che sono arrivati o arriveranno. Per esempio, la Cgia di Mestre ha notato che i prezzi della maggior parte dei servizi pubblici sono cresciuti assai più rapidamente del costo della vita, Lorenzo Salvia sul Corriere ha parlato dell’evergreen dei rincari, i carburanti, e Stefano Agnoli, sul suo blog, si è occupato di elettricità e gas. Sebbene stiamo parlando di cose molto diverse tra di loro, c’è un elemento unificante: in tutti questi casi, gli aumenti sono figli di scelte politiche. Quindi, si tratta di aumenti che sono stati intenzionalmente e deliberatamente voluti dai governi che si sono avvicendati negli ultimi anni alla guida del paese (escludo l’ipotesi che essi abbiano preso certe determinazioni senza rendersi conto che avrebbero inevitabilmente portato a un’ondata di rincari, perché pensare altrimenti implicherebbe che siamo stati governati da una banda di cialtroni incompetenti – e questo non è possibile, vero?).

Prosegui la lettura…

mercato , , , , , , , ,

La manovra Monti fa paura ai mercati

15 dicembre 2011

Non ci voleva certo un “governo di professori” per fare questa manovra finanziaria. Questo e’ il commento più comune che si possa sentire nell’ultimo periodo in giro per l’Italia.
Certo un commento molto semplicistico, ma che evidentemente e’ condiviso anche dai mercati, guardando un po’ l’andamento dello spread italiano.

Prosegui la lettura…

Monti, Senza categoria , , , , ,