La tracciabilità è una misura illiberale, ha ragione Maria Giovanna Maglie a denunciarne su Libero tutti i rischi, ed è giusto ribellarsi. Di buono c’è forse che proprio da questa invasione della privacy e negazione di libertà individuale può trarre linfa un movimento politico legato alle esigenze dei cittadini. Il Tea Party, nato in Italia sull’esempio dell’organizzazione americana, che ormai ha travolto le vecchie regole della politica, conta proprio sull’odiosità delle decisioni, annunciate dai tecnocrati del governo, per suscitare una reazione organizzata dei cittadini vessati, che dicano finalmente NO a un fisco strozzino, che col pretesto di combattere l’evasione ci priva dei nostri diritti elementari.
La tentazione nel nostro Paese è ricorrente, nel dna di governi di sinistra e di destra. Abbiamo sfiorato l’ipotesi della pubblicazione urbi et orbi dei redditi degli italiani con quest’ultimo governo, che copiava un’iniziativa del ministro Visco sventata dal Garante per la privacy. L’idea di aumentare l’Irpef, invece di abbatterla drasticamente, o di tassare il lusso, come se non fosse parte della nostra produzione, è ricorrente, e la Grande Inquisizione Tributaria è sempre pronta a batter cassa spacciandola per lotta all’evasione, per coprire l’incapacità e la non volontà di condurre sul serio quella lotta. Prosegui la lettura…
Annalisa Chirico banche, Diritti individuali, fisco, Libertà manovramonti, privacy, tracciabilità
Riceviamo e volentieri publichiamo da Annalisa Chirico.
Zero misure per la crescita, occhio a chi tocca le pensioni. In compenso eccovi servito il progetto per la Grande Inquisizione Tributaria .
Era il 2008 quando il Ministro Visco (governo Prodi) ebbe la magnifica idea di suggellare il suo mandato (e passare alla storia) pubblicando sul sito dell’Agenzia delle Entrate i redditi dei contribuenti italiani del 2005. Il blitz poliziesco fu presto bloccato dal Garante per la Privacy perché, in una parola, “illegittimo”. Prosegui la lettura…
Guest Diritti individuali, evasione, fisco, informazione, Libertà, spesa pubblica carcere, privacy, Visco
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Maurizio Bovi, dirigente di ricerca ISAE.
Nei rapporti tra cittadini e pubblica amministrazione (PA) non è raro sentir parlare di situazioni da Far West. Da ciò l’idea di offrirne una lettura nell’ottica del western spaghetti. Il Bureau, ovvero la PA, è il “Brutto” – nel senso di oversized e impacciato – della nostra storia. D’altronde, è lo stesso Bureau ad autodefinirsi così.
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Guest Diritti individuali, fisco amministrazione, Burocrazia, privacy, statalismo, tasse
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Sileo:
Con l’approssimarsi della fine dell’anno arrivano puntuali, tra le altre, le pubblicità che ricordano di pagare il canone per la gloriosa Radiotelevisione italiana. Con queste, regolarmente, divampano commenti pro e contro e non mancano le proposte per risolvere la non poca “evasione”.
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Guest Diritti individuali, fisco, telecomunicazioni, tv accise, canone, esazione, privacy, rai tv
Sul tema Street-View, di cui abbiamo discusso di recente, mi piace segnalare due contributi di notevole interesse, entrambi pubblicati sulla rivista libertaria “Eigentümlich Frei”, quest’anno al secondo lustro di attività (auguri!). Il primo riecheggia sostanzialmente il nostro modo di vedere le cose ed è stato scritto da Gérard Bökenkamp, vincitore nel 2009 del premio per l’articolo liberale dell’anno istituito dalla Friedrich Naumann Stiftung, fondazione vicina all’FDP. Il secondo, invece, a firma dell’amico Dirk Friedrich, è estremamente originale e distingue tra la soluzione del problema nell’ambito di una società di proprietari e la soluzione in un quadro giuridico, dove esiste la proprietà pubblica (nella fattispecie quella delle strade). Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato Dirk Friedrich, Google, liberalismo, privacy, proprietà privata, Street-View
La scorsa settimana ho dovuto avventurarmi tra le vie di Hannover per raggiungere una conferenza stampa. Google Maps è come noto un Tuttocittà mondiale di straordinaria efficacia. A parte l’ira suscitata tempo fa in qualche cartografo, il programma non è ancora finito nel tritacarne politico anti-Google.
Si dà il caso, però, che la visione aerea delle vie non mi aiutasse un granché nel rintracciare effettivamente la destinazione. Nella mia città, Torino, ogni qual volta abbia bisogno di verificare dove si trovi quel determinato numero civico o che aspetto abbia il palazzo presso il quale devo recarmi, Google mi offre anche il servizio “Street-View”. Qui in Germania Street-View ha incontrato molti ostacoli e sta provocando ormai da qualche settimana un’ondata di polemiche, a mio avviso del tutto ingiustificate. Nell’ordine il ministro della Giustizia, la liberale (sic) Sabine Leutheusser-Schnarrenberger e la cristianosociale Ilse Aigner hanno frontalmente attaccato la società di Mountain View per la natura lesiva del programma in termini di diritto alla riservatezza: “Il privato viene trascinato in pubblico, senza alcuna possibilità di difendersi e senza che nessuno possa controllare lo sviluppo di un tale sistema”, ha commentato indignata la signora Aigner. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero liberismo, mercato germania, Google, privacy, Street-View
Nel dibattito sul clima una cosa è certo: i buoni sono loro, i cattivi noi. I buoni sono scienziati disinteressati pronti al sacrificio umano e personale per salvare il mondo, i cattivi sono le industrie e i loro tirapiedi o utili idioti, che negano l’evidenza. I buoni sono onesti ricercatori, i cattivi parte di un complotto. Le informazi0ni trapelate con la diffusione di una banca dati immensa, zeppa di scambi privati di email tra superstar del clima politicamente corretto, cambia tutto. Qui la ricostruzione di Andy Revkin. Qui Julie Walsh per la Cooler Heads Coalition. Qui Claudio Gravina e Guido Guidi, e qui Guidi, su Climate Monitor. Qui Piero Vietti sul Foglio.
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Carlo Stagnaro energia clima, disonestà, privacy, scienza, trasparenza