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Posts Tagged ‘prezzi’

Liberalizzazioni? Si, grazie!

20 dicembre 2011

Liberalizzazioni? Si, grazie. Esattamente il contrario di quando dice uno studio della CGIA di Mestre. I risultati presentati dall’inchiesta dell’Associazioni di Artigiani e Piccole Imprese Veneta sono a dir poco sconcertanti. Nell’analisi si dimostra che i prezzi, laddove vi siano state le liberalizzazioni siano addirittura aumentati più dell’inflazione.

Ma è veramente cosi? E soprattutto, questo indica qualcosa?

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Stiamo lavorando per voi. Ministri uniti contro i rincari

24 gennaio 2011

In genere gli incontri dei ministri dell’agricoltura non conquistano la ribalta o le prime pagine dei giornali, e questo non ha fatto eccezione. Ma la notizia che mi ha segnalato Giovanni Boggero un minimo di attenzione la merita.

Il Deutsche Welle racconta di un incontro nel quale si è affrontato il tema del rialzo dei prezzi delle commodities agricole, alla luce delle recenti rivolte del Nordafrica. In particolare i ministri francese (Bruno le Maire) e tedesco (Ilse Aigner) si sono detti convinti che non è accettabile vedere paesi come l’Algeria e la Tunisia subire rincari così repentini dei beni alimentari, e che quindi è necessario agire contro la volatilità dei prezzi e contro la speculazione.

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Pane e brioches: quando i poveri devono pagare il pranzo dei ricchi

5 gennaio 2011

A giudicare dalle solite statistiche post natalizie (qui e qui un paio di esempi), anche quest’anno gli italiani (fatta salva un po’ di cautela, dati i tempi) non hanno rinunciato a mangiar bene e, dove possibile, avrebbero orientato le loro scelte verso prodotti alimentari tipici e biologici. I prodotti tipici, soprattutto quando derivano da agricoltura biologica, sono prodotti di nicchia, tendenzialmente orientati a consumatori abbienti e (forse) consapevoli. Per questa ragione non stupisce affatto che in molti abbiano pensato bene di portare in tavola tipico e bio per cenoni e pranzi di Natale e San Silvestro, quando ci si concede il lusso di spendere qualcosa in più rispetto al resto dell’anno.

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Di avidi petrolieri, giornali disinformati, e consumatori fessi

7 aprile 2010

La consueta polemica pasquale tra le associazioni dei consumatori e le compagnie petrolifere segna, oggi, un deciso scarto rispetto al comune svolgimento. La stizzita risposta che il direttore del Corriere della sera, Ferruccio De Bortoli, dà a una lettera (per ora non resa pubblica) ricevuta dal presidente dell’Unione petrolifera, Pasquale De Vita, è una brutta pagina di giornalismo. Infatti, due piani sembrano sovrapporsi, a detrimento della trasparenza e della correttezza dell’informazione.

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Benzina tedesca

31 marzo 2010

Ogni anno la stessa storia. Sui prezzi della benzina si dice tutto e il contrario di tutto e il populismo delle associazioni dei consumatori pare non ammettere freni. Ciò vale tanto per il nostro paese, quanto per la Germania. Nei giorni scorsi è stato addirittura il Ministro dell’economia, il liberale (sic) Rainer Bruederle, a scagliarsi contro le compagnie petrolifere, minacciando il ricorso all’Antitrust (che si palesa così anche in questo caso come uno squisito mezzo politico di intervento pubblico), se le società del settore dovessero aumentare i prezzi in occasione delle feste pasquali. Per il blog della Friedrich Naumann Stiftung, Steffen Hentrich, che si occupa di energia e ambiente, fa il bilancio di questa odiosa e reiterata campagna, che mette in luce l’analfabetismo economico (o forse la malafede?) di buona parte della classe politica. In questo senso non possiamo che accogliere l’invito di Mario Seminerio per l’insegnamento fin dalle elementari delle curve di domanda e offerta.

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Carburanti. Bye Bye Mr Prezzi

19 gennaio 2010

Non c’è dubbio: questo è il caso in cui ti si nota di più se non ci sei. Dopo la tonante intervista di domenica sul Sole 24 Ore, il Garante dei prezzi, Roberto Sambuco, oggi non ha “potuto” partecipare all’incontro presso il ministero dello Sviluppo economico con le compagnie petrolifere e le associazioni dei consumatori. Presenti il sottosegretario con delega all’energia, Stefano Saglia, il capo del dipartimento per l’impresa, Giuseppe Tripoli, e il capo del dipartimento per l’energia, Guido Bortoni. Al di là delle solite posizioni sbracalate dei consumatori, Saglia ha colto l’occasione per porre – correttamente – la questione del differenziale dei prezzi nell’ottica della concorrenza.

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Prezzi in discesa

17 gennaio 2010

Non potevamo fare a meno di linkarvelo. Ve lo dobbiamo. L’articolo dice una cosa molto chiara: tutto è sempre più a buon mercato in Germania. Nel solo 2009 le grandi catene di supermercati tedeschi hanno promosso ben dodici tornate di ribassi sui prezzi dei generi alimentari. E ciononostante si trovano pure in forte difficoltà. Altro che “extraprofitti”. Per dirla come Tonino: ma allora, le inchieste dell’Antitrust che c’azzeccano?

P.S.: costano meno? Male! Ecco qui la risposta dei verdi: “Cibo che costa poco danneggia l’ambiente”.

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Paese che vai, Antitrust che resta

15 gennaio 2010

Prima le case dolciarie, poi i produttori di caffè, dopodiché quelli di carne e di birra, infine oggi le grandi catene di supermercati. Pare che l’Antitrust tedesco non sia affatto da meno rispetto a quello italiano e che apra inchieste, nella presunzione di conoscere quale sia il prezzo giusto di una tavoletta di cioccolato o di una busta di espresso. Prosegui la lettura…

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Carburanti. La politica dei Sopranos

17 novembre 2009

Negli ultimi giorni si sono intensificate le voci sull’ennesimo assalto alla diligenza. Il governo avrebbe in animo di introdurre, tramite un emendamento alla finanziaria da far presentare alla Camera, l’ennesima imposta ad personam: stando a quanto riferisce Quotidiano energia (subs. required) si tratterebbe di un incremento dell’1,5 per cento, che scatterebbe dopo nove giorni di ritardo nell’adeguamento dei prezzi alle variazioni dei mercati internazionali. Durissima, comprensibilmente, la reazione dell’Unione petrolifera, che parla di “una misura punitiva… tecnicamente ingestibile e impraticabile a meno di non tornare a un regime di prezzi controllati”. Il settore petrolifero è già gravato da una pressione fiscale discriminatorio, visto che, con l’introduzione della Robin Tax (di cui con Piercamillo Falasca abbiamo detto tutto il male possibile), l’aliquota Ires era stata incrementata di 5,5 punti percentuali (a cui un ulteriore punto di inasprimento si è aggiunto durante il passaggio parlamentare).

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Il picco del picco

6 ottobre 2009

Il contestuale crollo dei prezzi e della domanda di petrolio sembra aver messo il silenziatore alla teoria del picco. Ha ragione il mio amico-nemico Ugo Bardi quando si lamenta di questo fatto. Se infatti è vero che il greggio disponibile è limitato, se è vero che dopo aver raggiunto la metà delle riserve disponibili comincia l’abisso, e se è vero che siamo prossimi o abbiamo superato il picco, allora bisogna correre ai ripari, con o senza il momentaneo sollievo (si fa per dire) della crisi. Fortunatamente, alla base del picco ci sono molti fraintendimenti o esagerate semplificazioni, concettuali e pratici, a causa dei quali Mike Lynch è arrivato a malignare che il peak oil è “uno spreco di energia” (qui l’altra campana). Un interessante contributo, che aggiunge evidenza e chiarezza, viene dal bell’articolo di Leonardo Maugeri ospitato dalle pagine di Scientific American, “Squeezing more oil from the ground“.

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