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Posts Tagged ‘petrolio’

Obama a picco nel Golfo del Messico, due numeri

13 giugno 2010

Negli States e in UK Obama sta letteralmente perdendo la faccia nei sondaggi, dopo che il 28 maggio si era dichiarato generale in capo dell’operazione “stop the oil bleeding ‘nd make BP pay for it each single dime”. Da noi, la faccenda scalda per nulla le cronache, al di là delle trombe dei soliti sostenitori della decrescita…. è utile questa infografica, sui consumi energetici mondiali e loro andamento nel tempo, in un solo colpo d’occhio.

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Navarro falls

9 giugno 2010

Sull’Occidentale, Gengis – tra l’altro fedele lettore di Chicago-blog – fa il pelo a Mario Tozzi e il contropelo a Joaquìn Navarro-Valls. Da non perdere.

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Shit happens

4 giugno 2010

Nove scienziati della Commissione grandi rischi sono indagati dalla procura dell’Aquila per omicidio colposo, in quanto avrebbero sottovalutato il rischio sismico nei giorni precedenti il disastroso terremoto del 6 aprile 2009. Pochi giorni fa, il presidente americano, Barack “tappate quel maledetto buco” Obama, ha licenziato Elizabeth Birnbaum, capo del Minerals Management Service, e annunciato una moratoria sull’offshore drilling nel Golfo del Messico. Un comune denominatore unisce queste due notizie, e tante altre simili che riguardano incidenti meno tragici. E’ la presunzione che per tutto si possa trovare sempre un responsabile, una testa da far rotolare, una soluzione. E’ la consolante illusione che tutto possa andare bene sempre, se abbiamo le leggi giuste. Purtroppo ho una brutta notizia: l’ultima volta che ho controllato, l’uomo era stato scacciato dal giardino dell’Eden e non gli era più stato permesso di farvi ritorno.

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Quello che Deepwater Horizon insegna agli ambientalisti (e agli altri)

21 maggio 2010

Il disastro della Deepwater Horizon, la piattaforma della compagnia eco-petrolifera Bp che dal 20 aprile ha iniziato a disperdere greggio nel mare, insegna molte cose. Ma ne insegna una in particolare, che gli ambientalisti – anziché baloccarsi col cattivo tempo tra cent’anni – dovrebbero prendere sul serio. Insegna che i sussidi creano sempre distorsioni, e che le distorsioni hanno sempre conseguenze (anche ambientali) negative, nel lungo termine. Insegna, quindi, che una buona battaglia è quella per l’abolizione dei sussidi di vario tipo alle compagnie petrolifere (oltre che alle fonti rinnovabili).

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Il presidente perforatore

1 aprile 2010

L’inattesa apertura del presidente americano, Barack Obama, alla ricerca petrolifera e di gas al largo delle coste atlantiche e dell’Alaska ha spiazzato molti tra i suoi sostenitori e avversari. La sinistra ecologista denuncia il tradimento della battaglia no-triv; la destra petrolifera rilancia perché la Casa Bianca non ha fatto abbastanza. In realtà, gli uni e gli altri rischiano di sottovalutare la portata di questa mossa (le cui implicazioni sono invece colte con attenzione in prima pagina sul Foglio).

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Per chi investe su oil&commodities

3 marzo 2010

Non so quanti tra i nostri lettori “traffichino” come trader sui mercati di oil e commodities. Io lo faccio, e non solo su quelli. Non sono di quelli che pensano che i mercati si conoscano solo con teoria e dottrina, senza frequentarli. Anche se, per partecipare, bisogna essere in pool a meno di essere molto ma molto ricchi. In ogni caso, ecco qui un paper per voi che “sistematizza” una regola ben nota a chi gioca sul prezzo del barile, e di conseguenza sui sottoindici delle società quotate di settore. Esiste una relazione bidirezionale tra prezzo del barile e indici delle Borse dei paesi del Golfo, in particolare dell’Arabia Saudita, e i due economisti dell’università di Orleans e di Paris X Nanterre ne danno una lettura “storica” molto utile.  In parole semplici: barile e indici locali sono elementi anticipatori l’uno dell’altro, a seconda dei diversi cicli economici.

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Il prezzo del barile: l’Iran pesa più del CO2

28 dicembre 2009

Il 2009 si chiude con un barile del petrolio in ripresa verso gli 80 dollari, cioè segnando un 100% in più rispetto a inizio anno, ma pur sempre stellarmente lontano da quei 147 dollari che nel 2008 ne segnarono l’apogeo. La produzione mondiale OPEC, al risalire del prezzo, è cresciuta anch’essa dopo i forti tagli del 2008, sfiorando i 30 milioni di barili giorno, rispetto agli oltre 32 del momento di picco nel 2008, e ai poco più di 28 dei primi mesi 2009. Il prezzo è sostenuto, più che dal dollaro debole, dalla domanda mondiale sopra le previsioni, poiché negli ultimi sette mesi l’IEA li ha rivisti consecutivamente al rialzo, con un più 1,8 milioni di barili giorno. Ma niente fa pensare che si debbano ritoccare i 100 dollari, sempre che il regolatore USA sui mercati delle opzioni finanziarie tenga gli occhi aperti (su questo punto, mantengo un’opinione dubitativamente diversa dal nostro ottimo Carlo Stagnaro). L’Iran , però, è la vera grande incognita: più della svolta verde falita a Copemhagen, più dei catastrofisti che vedono naturalmente dietro l’angolo la fine del petrolio.  Prosegui la lettura…

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Energia. 10 libri per Natale

21 dicembre 2009

Cosa bisogna leggere per documentarsi sui temi energetici? Su Foreign Affairs, Ed Morse – blasonato analista energetico, oggi in quota Louis Capital Management e già capoeconomista sull’energia per Lehman Brothers – dà una serie di interessanti consigli (*). Lo scopo di questo post è appunto segnalare una decina di testi che meritano di essere comprati, o regalati, o entrambe le cose. La maggior parte sono stati pubblicati nel 2009, ma non tutti: ci sono alcuni evergreen che l’età non rende meno attuali, semmai di più.

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Perché le materie prime sono sempre più una riserva di valore

16 novembre 2009

Su Econbrowser, Jim Hamilton discute un recente paper che mostra come i prezzi delle materie prime negli ultimi anni hanno mostrato una crescente tendenza a muoversi assieme. Tra le possibili cause, l’andamento del dollaro spiega solo una parte del movimento complessivo. E’ possibile ipotizzare, come fonti di domanda, la crescita delle maggiori economie emergenti, ma soprattutto il crescente utilizzo delle materie prime come classe d’investimento.

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Il petrolio: vittima o carnefice?

9 novembre 2009

Quando un giorno, tra tanti anni, avremo una visione chiara di quello che è accaduto in questi anni, una domanda a cui qualcuno dovrà rispondere è: che ruolo ha avuto il petrolio? In quasi tutte le crisi passate, e non solo in quelle che non a caso chiamiamo petrolifere del ’73 e ’79, i prezzi del greggio sono stati una delle cause evidenti del rovescio economico. Nel 2007-2009 le cose sono andate diversamente. Secondo quanto anticipato da Kate Mackenzie, l’Agenzia internazionale dell’energia, che domani presenterà il World Energy Outlook 2009, esprime una prima sentenza: di colpevolezza.

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