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	<title>CHICAGO BLOG &#187; Obamacare</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>E se i vescovi fermassero Obama?</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Dec 2009 21:37:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Annicchino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A leggere l’analisi di Aldo Rustichini su Noisefromamerika la riforma sanitaria di Obama è da bocciare, senza appello. “Una riforma voluta dai politici per i politici”.
Certo, è vero, alla fine il Senatore Nelson, ultimo voto utile per raggiungere i 60 senatori e bloccare il filibuster, ne ha ricavato una mega esenzione da  milioni di dollari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A leggere <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Gli_Stati_Uniti_diventano_una_social-democrazia_europea#body">l’analisi di Aldo Rustichini</a> su <em>Noisefromamerika </em>la riforma sanitaria di Obama è da bocciare, senza appello. “Una riforma voluta dai politici per i politici”.<br />
Certo, è vero, alla fine il Senatore Nelson, ultimo voto utile per raggiungere i 60 senatori e <a href="http://balkin.blogspot.com/2009/12/obamas-constitutional-moment-part-two.html">bloccare il <em>filibuster</em></a><em>,</em> ne ha ricavato una mega esenzione da  milioni di dollari per il Nebraska. E Michael Gerson, senza mezze parole, lo ha chiamato “<a href="http://www.washingtonpost.com/wp-dyn/content/article/2009/12/22/AR2009122202664.html?hpid=opinionsbox1">venduto”.</a><span id="more-4442"></span><br />
D’altronde la <em>Chicago-Politics</em> è fatta così. Sano realismo e mano al portafogli, se c’è da pagare si paga. Ed Obama si è formato a Chicago. Ma guai a fermarsi. A Chicago, se hai frequentato i posti giusti, ti insegnano che quello che conta è il risultato, non l’uomo che hai appena fatto saltare sul carro. E così per Obama non è finita.<br />
Restano <a href="http://online.wsj.com/article/SB126157705050302853.html?mod=WSJ_hpp_MIDDLENexttoWhatsNewsSecond">molti dettagli di procedura da colmare</a>. E non sono roba da poco. Il testo approvato al Congresso non è identico a quello approvato al Senato. Si rende per questo necessaria un’opera di limatura in apparenza semplice, ma che in realtà potrebbe far esplodere numerose contraddizioni.<br />
La questione più <em>hot</em> è quella della copertura per le spese che riguardano l’aborto. Se la versione approvata al Congresso è assolutamente restrittiva e ne vieta la copertura, la bozza del Senato appare invece non così chiara.<br />
Ed è proprio su questo argomento che <a href="http://www.usnews.com/blogs/god-and-country/2009/12/22/explaining-the-catholic-bishops-influence.html">rientrano prepotentemente in gioco</a> gli interessi e le richieste dei vescovi cattolici americani così  <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/11/08/obamacare-lattivismo-cattolico/"> decisivi per il passaggio della riforma al Congresso.</a><br />
Gli uomini di Obama hanno provato in tutti i modi a garantirsi il supporto per la decisiva battaglia in Senato. Il <em>Centre For American Progress</em> ha addirittura cercato di dimostrare che la riforma sanitaria <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/12/08/i-teologi-di-obama/">recepisce tutti gli insegnamenti del magistero cattolico</a>, ma la Conferenza Episcopale U.S.A. non molla.<br />
<a href="http://www.usnews.com/topics/author/gilgoff_dan">Dan Gilgoff</a> ha <a href="http://www.usnews.com/articles/news/religion/2009/12/17/abortion-debate-shows-the-catholic-bishops-growing-influence.html">spiegato in modo molto analitico</a> il perché di tutta questa influenza dei vescovi americani. Con dei fedeli che sono realmente tali, una macchina organizzativa oliata come poche, la naturale inclinazione a formare coalizioni bipartisan, il peso della conferenza episcopale U.S.A. è notevole.<br />
Le dichiarazioni delle ultime ore cadono così giù come un macigno. I vescovi chiedono “<em>essential changes</em>”. Niente telefonate o chiamata di politici a rapporto. <a href="http://www.usccb.org/healthcare/letter-to-senate-20091222.pdf">Lo mettono nero su bianco su una lettera pubblica.</a><br />
L’ultimo voto utile potrebbe esser quello previsto per oggi (24 diembre) alle 7 di sera ora di Washington. Fino ad allora come ha detto, John McCain i Repubblicani:“<em>Will fight the good fight. We will fight until the last vote</em>&#8220;.<br />
I vescovi osserveranno dall’alto. Probabilmente verrà fuori un compromesso, ma chissà, la <em>Chicago-politics</em> potrebbe non bastare.<code></code><code></p>
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		<title>Sanità USA: ora è tutto politica. Di Grace-Marie Turner</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 03:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Guest</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il dibattito sulla riforma del sistema sanitario non è più di natura politica; ora è tutto politica. E i toni alle due estremità di Pennsylvania Avenue si fanno sempre più esasperati.
Sono due importanti corrispondenti politici ad offrire la miglior descrizione di quanto sta accadendo:
Mike Allen, capo corrispondente politico del Politico, cita il direttore della comunicazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il dibattito sulla riforma del sistema sanitario non è più di natura politica; ora è tutto politica. E i toni alle due estremità di Pennsylvania Avenue si fanno sempre più esasperati.</p>
<p><span id="more-4323"></span>Sono due importanti corrispondenti politici ad offrire la miglior descrizione di quanto sta accadendo:</p>
<p>Mike Allen, capo corrispondente politico del <em>Politico</em>, cita il direttore della comunicazione della Casa bianca Dan Pfeiffer in un’anticipazione di quello che probabilmente si sentiranno dire i democratici nel corso del loro incontro con il presidente Obama. Secondo Pfeiffer il presidente farò capire a chiare lettere la posta in gioco in un crescendo di retorica apocalittica, spiegando che questa è l’ultima occasione per la riforma. «Se il presidente Obama non riesce a far passare la riforma del sistema sanitario, è duro immaginare che un altro presidente si farà mai carico di tale erculea fatica» ha dichiarato Pfeiffer. «Per coloro il cui lavoro di tutta una vita è riformare l’assistenza sanitaria, questo potrebbe essere l’ultimo treno in partenza».</p>
<p>Scrive Allen:</p>
<blockquote><p>Se Obama non fa passare la riforma in questo clima favorevole – con 60 senatori e ua larga maggioranza alla Camera – non ci sarà mai alcun presidente disposto a provarci una seconda volta. Questa è l’ultima occasione di riformare globalmente il sistema vigente. Ci sono esponenti del centro e della sinistra che passano il loro tempo a sottilizzare su questo aspetto, apparentemente convinti che se il disegno di legge venisse essere bocciato, ci sarà comunque una seconda chance. Non ci sarà. L’anno prossimo il Congresso non tornerà a occuparsi di sanità: l’unico tema in agenda sarà l’occupazione. Il prossimo presidente non metterà a rischio il proprio capitale politico su questo argomento. Se Obama e la  Clinton falliranno, nessun altro ci proverà.</p></blockquote>
<p>Byron York, capo corrispondente politico del Washington Examiner, spiega oggi «perché i democratici premono sul tema della sanità, anche se questo li distruggerà»:</p>
<blockquote><p>A conti fatti, forse la spiegazione più convincente per il comportamento dei democratici è semplicemente che essi sono andati troppo oltre per poter pensare a qualsiasi via di uscita. “Una volta che si è arrivati fin qui, qual è il prezzo del fallimento? Si domanda lo stratega democratico (che ha chiesto di rimanere anonimo).</p>
<p>A quel punto – i repubblicani andranno in solluchero – l’anonimo stratega ha paragonato i congressisti repubblicani con i ladri che abbiano passato il punto di non ritorno rispetto alla loro intenzione di rapinare una banca. In qualsiasi modo agiscano, saranno comunque colpevoli di qualche reato. “Loro (i democratici) sono dentro la banca ad armi spianate. Possono dunque darsi alla fuga rinunciando al bottino oppure tener duro, ingaggiare unos contro a fuoco e fuggire con il denaro”.</p>
<p>Ecco. I democratici sono <em>all in</em>. Scelgono di andare fino in fondo, anche a rischio di rimanerci.</p></blockquote>
<p>Infine, Ezra Klein, spiega dalle colonne del Washington Post la tempistica per realizzare ciò, senza né un voto né un’ora di più.</p>
<blockquote><p>L’amministrazione Obama intende trasformare lo Stato dell’Unione in una svolta. La riforma della sanità sarebbe la fulgida realizzazione del suo primo anno di lavoro, i grado di permettere al Presidente di iniziare l’anno elettorale imperniato su posti di lavoro, economia e deficit. Ma se si vuole far passare la riforma per gli inizi del nuovo anno, sarà necessario superare lo scoglio del Senato prima della fine di quello ancora in corso.Questo significa che Reid deve chiudere la stesura del suo disegno di legge entro la fine della settimana prossima. Il passaggio al <em>manager’s amendment</em> – quello dell’“accordo”, come si può definire – necessiterà di qualche giorno. Così come votare per sostituire il testo in esame con l’emendamento. E a quel punto qualche altro giorno ancora sarà necessario per il voto sul testo così modificato. Ciascuno di questi passi è ritardato dal giorno o giù di lì necessario perché “maturi” il voto di chiusura del dibattito, oltre che delle 30 ore dedicate alla discussione successiva alla fine del confronto parlamentare.</p>
<p>Così un programma dei lavori accelerato provvederebbe la chiamata del primo voto di chiusura per giovedì e il voto per passare al <em>manager’s amendment</em> due giorni dopo. A quel punto domenica verrebbe dichiarata la chiusura del dibattito per votare realmente sull’emendamento che verrebbe approvato il martedì successivo, 22 dicembre. La chiusura della discussione sull’effettivo disegno di legge sarebbe il mercoledì 23, con il voto finale non prima di venerdì 25 dicembre: il giorno di Natale.</p></blockquote>
<p>Potrebbero anche farcela. Ma con i senatori più vulnerabili ai quali nelle loro case verrà ricordato quanto questo disegno di legge sia in realtà impopolare, non è ancora detta l’ultima parola. Al di là che contenga una opzione pubblica o una espansione del programma Medicare, in esso c’è qualcosa di ancora peggiore. Il controllo centralizzato si assembla nella fabbrica della legislazione. Il popolo americano lo capisce, ed è questa la ragione per cui la sua impopolarità cresce di giorno in giorno.</p>
<p>Originariamente pubblicato su <span style="line-height: 19px;"><em>National Review Online </em></span>il 15 dicembre 2009.</p>
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		<title>That&#8217;s right!!</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 23:15:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Annicchino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come si segnalava su Chicagoblog : &#8220;Catholic Church emerges as Key Player in Legislative Battle&#8220;  (Wall Street Journal)
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si segnalava su <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/11/08/obamacare-lattivismo-cattolico/">Chicagoblog </a>: &#8220;<em>Catholic Church emerges as Key Player in Legislative Battle</em>&#8220;  (<a href="http://online.wsj.com/article/SB125781425786840005.html?mod=rss_Today's_Most_Popular">Wall Street Journal)</a></p>
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		<title>Obamacare. L&#8217;attivismo cattolico</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 18:05:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Annicchino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A quello che ha scritto Oscar Giannino mi permetto solo di aggiungere una piccola considerazione. A costo di sembrare ripetitivo.  Il fattore “religione” è stato decisivo anche in questo caso. Come scrive il Christian Science Monitor fino all’ultimo momento erano ben 40 i voti contesi. Soltanto la decisione di inserire  una clausola che vieta l’utilizzo di fondi federali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify">A quello che <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/11/08/sanita-in-senato-con-questa-luna-obama-non-passa/">ha scritto Oscar Giannino</a> mi permetto solo di aggiungere una piccola considerazione. A costo di sembrare ripetitivo.  Il fattore “religione” è stato decisivo anche in questo caso. Come scrive il <a href="http://features.csmonitor.com/politics/2009/11/07/on-healthcare-reform-house-lawmakers-get-past-the-abortion-hurdle/">Christian Science Monitor</a> fino all’ultimo momento erano ben 40 i voti contesi. Soltanto la decisione di inserire  una clausola che vieta l’utilizzo di fondi federali per finanziare l’aborto (salvo alcune eccezioni) ha permesso a molti  <em>pro-life Democrats</em> indecisi di varcare il Rubicone. Il CSM racconta dell’attivismo dei lobbisti della <em>Catholic Bishop’s Conference</em> nelle stanze di Nancy Pelosi. Per carità, tutto legittimo e trasparente soprattutto in America.  Avendo conseguito questo risultato, non è da escludere che i vescovi riescano a persuadere qualche Repubblicano per il voto in Senato.  D’altronde <a href="http://blogs.cbn.com/thebrodyfile/archive/2009/11/07/read-u.s.-conference-of-catholic-bishops-letters-of-support-for.aspx">la lettera del 7 novembre</a> parla chiaro:</p>
<blockquote><p><em>For the Catholic Church, health care is a basic human right and providing health care is an essential ministry. We pick up the pieces of this failing system in our emergency rooms, clinics, parishes and communities. This is why we strongly support Congressional action on health care reform which protects human life and dignity and serves the poor and vulnerable as a moral imperative and an urgent national priority.</em></p></blockquote>
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		<title>Il popolo della liberta&#8217;</title>
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		<pubDate>Sun, 13 Sep 2009 20:03:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Alberto Mingardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sulla scarsa attenzione della stampa italiana per il rally anti-Obamacare a Washington ha gia’ scritto Oscar. Credo si tratti di un momento davvero straordinario. Un po’ perche’ le manifestazioni di piazza in America sono cosa rara: venire a Washington da San Francisco non e’ come da Bologna andare a Roma. Farlo a spese proprie puo’ [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla scarsa attenzione della stampa italiana per il rally anti-Obamacare a Washington ha gia’ scritto Oscar. Credo si tratti di un momento davvero straordinario. Un po’ perche’ le manifestazioni di piazza in America sono cosa rara: venire a Washington da San Francisco non e’ come da Bologna andare a Roma. Farlo a spese proprie puo’ essere molto oneroso, e in questo caso non c’era una Cgil a offrire bibite, panini, e biglietti del treno. E un po’ perche’ organizzare una manifestazione del genere, senza una leadership politica, e’ inusuale a dir poco. Tant’e’ che ora il problema sara’ capitalizzare questo consenso. Le persone che hanno partecipato ai tanti town hall meeting e che ieri hanno invaso Washington sono di orientamento conservatore-libertario, ma con scarsa fiducia nel partito repubblicano (si vedano le osservazioni-lampo di Matt Welch su <a href="http://www.reason.com/blog/#136041">Reason</a>). Pero’ la loro voce rischia di perdersi, se l’opposizione parlamentare non comincia a fare il suo lavoro. Nota bene: i giornali italiani scrivono 100.000 persone, 75 mila erano i partecipanti pre-registrati da Freedom Works. Ma se guardate le foto sembrano molti di piu’, tant’e’ che il britannico Daily Mail, non proprio il Wall Street Journal, spara la cifra di 2 milioni di persone. In piazza, ricordiamocelo, contro l’aumento della spesa pubblica. Con tutti i suoi difetti, che grande Paese.</p>
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		<title>Sì, quindi no</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 05:52:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Spettacolare sputtanamento dell&#8217;Obamacare e di Barack Obama, sul <em>Wall Street Journal </em>di oggi. <a href="http://online.wsj.com/article/SB40001424052970203550604574360541357223298.html#mod=todays_europe_opinion">Parola di Presidente</a>.</p>
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		<title>Obamacare. The other side of the cathedral</title>
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		<pubDate>Fri, 21 Aug 2009 00:54:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Pasquale Annicchino</dc:creator>
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		<description><![CDATA[In molti hanno analizzato costi e benefici della riforma sanitaria di Obama. In questa sede mi preme invece segnalare due ulteriori prospettive.
-La prima: esiste una profonda divergenza fra religious left e religious right sulla riforma. Dato il peso politico dei gruppi religiosi nel contesto politico americano non è cosa da poco. Il dibattito ovviamente si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.chicago-blog.it/index.php/2009/08/obamacare-qualche-lettura/">In molti</a> hanno analizzato costi e benefici della riforma sanitaria di Obama. In questa sede mi preme invece segnalare due ulteriori prospettive.</p>
<p>-La prima: esiste una profonda divergenza fra <em><a href="http://blogs.reuters.com/faithworld/tag/jim-wallis/">religious left</a></em> e <a href="http://www.theird.org/Page.aspx?pid=1125"><em>religious right</em> </a>sulla riforma. Dato il peso politico dei gruppi religiosi nel contesto politico americano non è cosa da poco. Il dibattito ovviamente si focalizza sul ruolo del governo centrale.</p>
<blockquote><p>Why do religious Left activists always workship the altar of Big Government?</p></blockquote>
<p>Questa è la domanda che si pone Mark Tooley.</p>
<p>Sempre a tal proposito è opportuno segnalare che la conferenza episcopale statunitense ha lanciato un proprio <a href="http://www.usccb.org/healthcare/">sito web</a> sull&#8217;argomento. Lo stesso hanno fatto i <a href="http://www.jewsforhealthcarereform.org/">Jews for Healthcare Reform.</a></p>
<p>-La seconda: nessuno, almeno in Italia, ci ha fatto notare la debacle dell&#8217;amministrazione Obama sulla &#8220;<a href="http://www.whitehouse.gov/blog/Facts-Are-Stubborn-Things/">flagging operation&#8221;. </a>In buona sostanza tramite il sito internet della <em>White House</em> era stato diffuso un annuncio mediante il quale si invitavano i cittadini a segnalare coloro i quali facessero opera di &#8220;disinformazione&#8221;  sulla riforma voluta dal presidente</p>
<blockquote><p>Since we can&#8217;t keep track of all of them at the White House, we&#8217;re asking for your help. If you get an email or see something on the web about health insurance reform that seems fishy send it to <a href="mailto:flag@whitehouse.gov">flag@whitehouse.gov</a>.</p></blockquote>
<p>APRITICIELO. <a href="http://www.aclj.org/media/pdf/ACLJ_LettertoPresidentObama_080609.pdf">Si sono subito scatenate le accuse</a>: violazione della libertà di parola, volontà di controllare i cittadini. Con il primo emendamento non si scherza.  Così dopo numerose proteste il programma governativo è stato cancellato.</p>
<p>Anche se Obama sostiene di essere &#8220;<a href="http://hotair.com/archives/2009/08/19/obama-to-rabbis-on-health-care-we-are-gods-partners-in-matters-of-life-and-death/">partner di Dio nelle questioni di vita e di morte</a>&#8220;, questa riforma sta creando un casino infernale.</p>
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