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Quattro lezioni del “socialista” Kristol

20 settembre 2009

Di Irving Kristol hanno già parlato Oscar Giannino e Pasquale Annichino, e a quanto da loro scritto vorrei limitarmi ad aggiungere poche cose. Sono del partito che ritiene che la cosa migliore di Kristol fosse la moglie, Gertrude Himmelfarb, grandissima storica. Penso anche (come LucaF nei suoi diversi commenti) che l’influenza di Kristol sul movimento conservatore americano sia stata, dal punto di vista delle idee, almeno in parte deleteria: basti ricordare il suo celeberrimo articolo a favore di un “conservative welfare state” (che incorniciava idealmente il “big government conservatism”, su cui non si raccomanderà mai sufficientemente questo bel libro di Michael Tanner). Tuttavia, le cose non sono così semplici. Prosegui la lettura…

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Le idee hanno delle conseguenze. Una nota su Irving.

19 settembre 2009

Ci sarebbe molto da scrivere in merito al lascito intellettuale e politico di Irving Kristol. Non è questa la sede opportuna, Oscar Giannino ci ha già dato un contributo sostanziale.

Quello che i lettori di questo blog possono trovare interessante è il rapporto dei neoconservatori con i principi del libertarismo.  Molte analisi di Kristol e dei neoconservatori, sebbene critiche nei confronti del welfare state, non arrivano mai a negarne la necessità.  Certo c’è modo e modo. Quello che i neocon cercano è una riforma radicale e non una negazione di principio.

Non è una cosa da poco.

Dal punto di vista delle politiche interne l’analisi neocon ha influito molto nell’elaborazione delle politiche dell’amministrazione Bush. Esempio primario ne è stata la Faith Based and Community Initiative voluta dal Presidente Bush.

Quello che è incontestabile, utilizzando una distinzione cara a Lon Fuller, è che per molti neocon le istituzioni pubbliche siano responsabili per la promozione di una “morality of aspiration“. Questo si è tradotto nell’ambito delle policies pubbliche in una devoluzione di numerose competenze, prima affidate allo Stato centrale, ai gruppi intermedi della società civile. In primis i gruppi religiosi.

Se infatti le strutture statali sono viste come un ostacolo rispetto al processo di responsabilizzazione personale, i gruppi religiosi sono visti come fondamentali rispetto a questo fine ed a quello di “moralizzazione della società”.  Era infatti il nichilismo uno dei nemici fondamentali che Kristol vedeva prefigurarsi per il capitalismo in Occidente

The enemy of liberal capitalism today is not so much socialism as nihilism.

Ma le idee  di Kristol hanno fatto proseliti.

What rules the world is idea, because ideas define the way reality is perceived

Lew Daly (ora fellow a Demos, NY)  era stato molto critico delle iniziative di Bush (God and the Welfare State, MIT Press) (qui una mia breve recensione), ma la sua prossima pubblicazione, (God’s Economy, Chicago University Press) in uscita a dicembre 2009, sembra essere molto meno critica della svolta inaugurata da Bush e continuata con alcune modifiche da Obama.

Irriducibili rispetto ad ogni schematismo le idee di Kristol continuano ad influenzare la politica e le politiche. Difficile giudicare se siano giuste o sbagliate, ma hanno avuto le loro … conseguenze.

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