<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CHICAGO BLOG &#187; Mr. Pesc</title>
	<atom:link href="http://www.chicago-blog.it/tag/mr-pesc/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chicago-blog.it</link>
	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 16:37:52 +0000</lastBuildDate>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=</generator>
		<item>
		<title>Mr Pesc, 7mila inutili eurocrati in più</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/17/mr-pesc-7mila-inutili-eurocrati-in-piu/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2009/11/17/mr-pesc-7mila-inutili-eurocrati-in-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 17 Nov 2009 19:46:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Giannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[ue]]></category>
		<category><![CDATA[eurocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Mr. Pesc]]></category>
		<category><![CDATA[unione europea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=3797</guid>
		<description><![CDATA[Sarà una lunghissima cena, quella che dopodomani aspetta i rappresentanti dei 27 membri dell’Unione europea. La presidenza svedese di turno, infatti, guidata dal primo ministro Frederik Reinfeldt, non è riuscita in alcun modo a dipanare le divergenze in ordine a chi nominare per i due nuovi incarichi apicali introdotti dal Trattato di Lisbona, cioè il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà una lunghissima cena, quella che dopodomani aspetta i rappresentanti dei 27 membri dell’Unione europea. La presidenza svedese di turno, infatti, guidata dal primo ministro Frederik Reinfeldt, non è riuscita in alcun modo a dipanare le divergenze in ordine a chi nominare per i due nuovi incarichi apicali introdotti dal Trattato di Lisbona, cioè il presidente permanente del Consiglio europeo e l’alto rappresentante per la politica estera e di sicurezza. Mi sono occupato in una puntata della versione di Oscar delle chanches di Massimo D’Alema come Mister Pesc, e non ci torno sopra. Qui richiamo solo l’attenzione su un aspetto non esattamente secondario. Che descrive da solo perché questa Europa non ci piace.<span id="more-3797"></span> Chiunque sia il designato, sarà il primo nella storia dell’Unione a sedere insieme nella Commissione europea, come commissario agli Esteri, e nel Consiglio europeo, ereditando la segreteria generale di Javier Solana. Ma il prezzo di tutto questo è che guiderà una struttura permanente – l’European External Action Service che no, non è un servizio segreto anche se lo sembra di nome &#8211; che rischia di espandersi fino a 6-7mila persone. Senza che per questo le 27 diplomazie dei diversi Paesi membri si privino di uno solo dei loro attuali addetti. Due o tre centinaia di funzionari di Mr Pesc verranno dal Consiglio europeo, fino a 3 mila dai ranghi dell’attuale Commissione, più di 2 mila verranno assunti con provenienza dai Paesi membri (ma ancora non è stabilito come, ci sarà da ridere in proposito), in maniera da garantire un’equa rappresentanza con pesi nazionali proporzionati. Settemila funzionari per una figura che non avrà nessun potere! Perché secondo le dieci fittissime cartelle che definiscono in ogni minimo particolare le competenze di Mr Pesc, approvate allo scorso Consiglio europeo di ottobre, quando l’Unione tratta coi capi degli Stati Uniti, Russia o Cina, a farlo sono comunque i presidenti del Consiglio e della Commissione, Mr Pesc deve limitarsi a un ruolo definito di “supporto tecnico”. Idem dicasi per tutti i maggiori dossier, come quelli che riguardano l’allargamento alla Turchia, il negoziato sulle risorse cofinanziate e gli aiuti strutturali, e chi più ne ha più ne metta. Se si tiene conto che l’Ue oltre alla sua burocrazia centralizzata tra Bruxelles, Strasburgo e Corte attualmente già mantiene oltre 5 mila suoi funzionari dispersi come servizio di rappresentanza in oltre 130 Paesi del mondo – sono ben 35 alle isole Fiji, lo sapevate? – non si sbaglia a pensare che Mr Pesc guiderà l’ennesimo carrozzone inutilmente dispendioso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2009/11/17/mr-pesc-7mila-inutili-eurocrati-in-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I miei dubbi su Mr. Pesc</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/11/12/i-miei-dubbi-su-mr-pesc/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2009/11/12/i-miei-dubbi-su-mr-pesc/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 23:07:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Arrigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[cattivi governi]]></category>
		<category><![CDATA[D'Alema]]></category>
		<category><![CDATA[monopolio postale]]></category>
		<category><![CDATA[Mr. Pesc]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=3731</guid>
		<description><![CDATA[Quali meriti giustificano la candidatura di Massimo D’Alema a Mr. Pesc, l’Alto rappresentante dell&#8217;Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza? Non è po’ curioso che nel candidarlo e nel sostenerlo non si citino (da nessuna parte) ragioni curricolari? Certo, appartenendo alla famiglia socialista europea è ovvio che abbia il consenso della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quali meriti giustificano la candidatura di Massimo D’Alema a Mr. Pesc, l’Alto rappresentante dell&#8217;Unione Europea per gli affari esteri e la politica di sicurezza? Non è po’ curioso che nel candidarlo e nel sostenerlo non si citino (da nessuna parte) ragioni curricolari? Certo, appartenendo alla famiglia socialista europea è ovvio che abbia il consenso della medesima; inoltre è un politico italiano (di lungo corso) e attorno al suo nome sembra esservi il consenso dei due maggiori partiti. Ma non è un po’ poco che sia socialista europeo, che sia italiano e che riscuota il consenso di PD e PdL? Non si dovrebbe cercare qualche ragione in più?<br />
Sono solo domande, ovviamente, non ho le risposte. Tuttavia sono stupito, scorrendo le notizie sul web, che nessuno citi una qualsiasi ragione esterna alla semplice appartenenza. Probabilmente, se sarà nominato, sarà anche un ottimo Mr. Pesc, tuttavia non si può dimenticare il mediocre governo da lui guidato alla fine dello scorso decennio, prematuramente caduto a seguito della sonora sconfitta elettorale delle elezioni amministrative del 2000. Che cosa si ricorda di quella esperienza oltre alla fondamentale riforma consistente nell’introduzione  anche in Italia delle sale bingo (con decisione del 17 febbraio 1999), alla ‘merchant bank’ di Palazzo Chigi e al sostegno alla cordata patriottica, allora con sfumature rosso-rosa e non ancora azzurre, guidata da Colaninno nella scalata alla Telecom?<br />
Da economista all’epoca a Palazzo Chigi (lasciato in eredità come esperto, ma solo per pochi mesi, dal precedente governo) ricordo molto bene il recepimento della prima direttiva comunitaria sui servizi postali. Era un provvedimento finalizzato a introdurre una prima debole tappa di liberalizzazione del mercato ma l’Italia fu l’unico paese dell’Unione a utilizzarla … per aumentare il monopolio (e porlo al servizio dell’azienda pubblica che aveva direttamente dettato al governo il provvedimento di recepimento). In quell’occasione le piccole aziende postali che erano titolari di concessione a livello municipale nelle maggiori città (molte addirittura dalla prima guerra mondiale) si videro private delle medesime e furono costrette a chiudere i battenti o a divenire prestatori di servizi (evidentemente non in concorrenza) per Poste Italiane. Le conseguenze di questo pasticcio perdurano tuttora e creeranno non pochi ostacoli al momento della completa apertura del mercato postale che la terza direttiva europea ha fissato per il primo gennaio 2011.</p>
<p>P.S.: Sembra superfluo ricordare che anche il Bingo è stato un sostanziale fallimento (anche se ha permesso di riconvertire talune case del popolo in crisi di domanda&#8230;)</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2009/11/12/i-miei-dubbi-su-mr-pesc/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>10</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

