Il 28 e 29 febbraio 2012 la Fondazione Noisefromamerika, in collaborazione con: Centro Studi Economia Reale, Associazione Libertà Eguale, Istituto Bruno Leoni, e Kuva comunicazione ha organizzato a Roma il convegno “Non importa se il gatto è bianco o nero. Politiche per la crescita”.
Oscar Giannino ha partecipato nella prima giornata dei lavori. Per l’Istituto Bruno Leoni era presente Carlo Stagnaro.
I video degli interventi e i materiali del convegno sono disponibili sul sito di NoiseFromAmerika:
Prima giornata
Seconda giornata
Redazione liberalizzazioni crescita, liberalizzazioni, sviluppo, tasse
Il tempo è denaro. Così diceva un detto, ma in Europa può essere benissimo capovolto: il denaro è tempo.
L’azione di Mario Draghi che nel giro di due mesi ha dato liquidità illimitata alle banche europee non è nient’altro che tempo.
Molti politici credono invece che l’azione di Draghi possa essere sostenibile nel lungo periodo, ma non è cosi come ci ricorda Oscar Giannino.
Anche la manovra odierna, vale a dire l’immissione di liquidità pari a 530 miliardi di euro immessa nel sistema bancario al tasso irrisorio dell’1 per cento per 36 mesi non è nient’altro che tempo. Non tanto tempo per le banche, quanto per i Governi.
Spieghiamo il perché. Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin BCE, Draghi Draghi, fallimento, Italia, liberalizzazioni, liquidità, Monti, privatizzazioni, riforme, sistema bancario, Spagna
Il Parlamento Italiano sembra non essersi accorto che la crisi non è finita, bensì all’inizio. Gli ultimi rumors circa le modifiche in negativo del decreto “liberalizzazioni” da parte di ampi settori della maggioranza (PDL e PD in primis) mostrano che i Parlamentari non hanno capito quanto ancora sia grave la situazione economica.
L’Italia a fine 2011 è caduta in recessione (-0,5 per cento nell’ultimo trimestre), ma la caduta del PIL sarà ancora più duro nel 2012. Secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale si annuncia un calo del 2,2 per cento, che di fatto obbligherà il Governo Monti a nuovi “sacrifici”.
Da dove arriva allora tutto questo ottimismo dei Parlamentari che pensano che l’ottima reputazione che possiede Mario Monti di fronte ai mercati e ai partner stranieri possa annacquare una serie di misure già abbastanza deboli? Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin liberalizzazioni BCE, Concorrenza, Crisi, germania, governo Monti, liberalizzazioni, liquidità, mario draghi, parlamento, spread
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Francesco Chiucchiurlotto.
La riforma Letta del 2000, per la la distribuzione del gas metano, venne presentata come liberalizzazione del settore, e come impulso ad un nuovo protagonismo dei Comuni, titolari del servizio ed in alcuni casi, proprietari delle reti.
Ma i successivi decreti attuativi hanno distorto il raggiungimento di tali obiettivi, sino a raggiungere un assetto monopolistico delle grandi e note holding del gas, le uniche che avranno la possibilità di partecipare alle 177 gare indicibili per ambiti tanto grandi ( le attuali Province) da richiedere capitali ingenti ed esclusivi.
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Guest energia distribuzione, gas naturale, legislazione, liberalizzazioni, regolamentazione
Oggi è scomparso Giuliano Zuccoli, stroncato da una lunga e dolorosa malattia. La morte arriva appena tre giorni dopo le dimissioni, “per motivi personali“, dalla presidenza del consiglio di gestione di A2a. Sarebbe facile ricondurre all’indebolimento fisico l’abbandono della trincea dove Zuccoli è rimasto asserragliato dal 1997, anno in cui ha assunto la guida della municipalizzata milanese dell’energia, Aem. Sarebbe facile e c’è ovviamente una importante quota della verità, ma sarebbe ingiusto dipingere la sua sconfitta – perché di sconfitta si tratta – come la mera vittoria della natura o dell’età. Le dimissioni e poi la morte sono il punto di caduta della parabola di un uomo che ha rappresentato, nella sua onestà e caparbietà ma anche nella sua spregiudicatezza e, in fondo, inadeguatezza culturale il meglio della prima repubblica.
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Carlo Stagnaro energia A2A, edison, energia, liberalizzazioni, mercato, municipalizzate, politica, prima repubblica, privatizzazioni, tabacci, zuccoli
Abbiamo più volte sottolineato, nei post del chicago blog dedicati al decreto legge “cresci Italia”, che questo sia solo in parte un provvedimento di liberalizzazioni, smentendo le aspettative iniziali e le formule correnti con cui viene chiamato.
Esso contiene, infatti, misure molto diverse tra loro, che vanno da una effettiva liberalizzazione a forme di vera e propria regolazione delle dinamiche contrattuali, che hanno sicuramente un verso opposto rispetto alla regola generale del diritto di libertà economica e di contratto.
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Serena Sileoni liberalizzazioni agricoltura, commercio, diritto, liberalizzazioni
La protesta dei TIR sta creando gravi problemi in Italia. I blocchi si stanno estendendo e anche la benzina inizia a scarseggiare. Una protesta che nasce non tanto dal pacchetto liberalizzazioni, quanto dal malcontento per il prezzo troppo elevato del carburante.
Sul prezzo troppo elevato alla “pompa” non si può discutere molto. Se si prende a confronto uno stesso camion che opera in Spagna (non un Paese dell’Est Europa) i costi legati al rifornimento in Italia sono superiori di circa il 35 per cento. In un’economia sempre più integrata come quella europea, questo svantaggio competitivo è pagato a caro prezzo.
Come risolvere il problema sollevato dai camionisti? Semplice: l’abbassamento delle accise è necessario e la liberalizzazione deve essere più forte e stringente al fine di migliorare il sistema distributivo dei benzinai italiani.
Ma non è tutto qua. La protesta che è degenerata in un blocco della mobilità è un chiaro non rispetto della libertà di movimento dei cittadini. Così facendo c’è il rischio di limitare uno dei diritti di ogni cittadino che è quello di potersi muovere liberamente.
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Andrea Giuricin carburanti, trasporti autotrasporto, blocco, carburanti, decreto Monti, liberalizzazioni, TIR, trasporti
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Antonio Masala.
Pochi dubbi che, per chi nel mercato ci crede davvero, queste liberalizzazioni sono un debole palliativo. A essere onesti tuttavia ci si deve anche chiedere cosa era lecito aspettarsi da un governo come questo. Al di là della cultura economica (notoriamente incline ad esaltare il ruolo delle “buone regolamentazioni” statali) dei suoi principali esponenti, non si deve dimenticare che si tratta di un governo che non è nato da un consenso popolare a favore di grandi cambiamenti liberali, ma che esiste e opera solo perché la “crisi” ce lo impone.
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Guest liberalizzazioni catricalà, Concorrenza, decreto legge, governo Monti, liberalizzazioni
I commenti di chi mi ha preceduto nell’analizzare su Chicago Blog il decreto immaginificamente battezzato “Cresci Italia” – più che un invito, un’implorazione – hanno messo in luce la forte tensione tra la relazione al provvedimento e la sua caratterizzazione – per così dire – ideologica, da un lato, e molte delle sue previsioni concrete, dall’altro; in altre parole, la contraddizione tra vere e false liberalizzazioni. Le misure in materia bancaria, concentrate negli articoli 28 e 29, non sembrano sfuggire a questa ambiguità.
L’articolo 28 interviene sulla disciplina dei sistemi elettronici di pagamento (nonché, en passant, sui conti correnti). Si prevede un meccanismo di concertazione a supervisione pubblica al fine di «assicurare una riduzione delle commissioni interbancarie a carico degli esercenti in relazione alle transazioni effettuate mediante carte di pagamento». Non vi è chi non colga la relazione causale tra questo intervento e i sempre più stringenti limiti alla diffusione del contante. L’Esecutivo ha, cioè, imposto una misura (la proibizione all’utilizzo del cash per pagamenti oltre i 1000 euro) senza valutarne attentamente le controindicazioni non tanto qui in tema di libertà personale, bensì quanto allo sbilanciamento della relazione contrattuale tra esercenti ed intermediari finanziari; e tenta così di ovviare con un’ulteriore vulnerazione della libertà economica, secondo lo schema classico dello statalismo circolare. L’archiviazione del tetto esplicito alle commissioni praticabili – affermato dal decreto “Salva Italia” nella misura dell’1,5% – è un miglioramento marginale che non altera la valutazione sulla misura.
L’articolo 29 prescrive, per le banche e gli intermediari finanziari che condizionino la concessione di un mutuo alla contestuale conclusione di un contratto di assicurazione, l’obbligo di presentare al cliente non meno di due preventivi, provenienti da due gruppi diversi. Si tratta di un onere che ricalca quello a carico delle imprese di assicurazione, alla cui analisi si può rimandare. Aggiungo qui un paio di considerazioni. In primo luogo, la norma appare ancor più invasiva perché interviene principalmente non su una relazione di agenzia, ma su rapporti organici di dipendenza: e cioè non solo mira a modificare i modelli commerciali del settore, ma effettivamente costringerebbe un soggetto a promuovere prodotti di aziende concorrenti. Inoltre, la portata pro-concorrenziale del divieto in discorso – che, peraltro, l’Antitrust avrebbe potuto imporre puntualmente in presenza di abusi conclamati – appare discutibile allorché si ragioni su un suo prevedibile effetto: quello di incentivare tra i gruppi bancari e assicurativi forme di collaborazione speculare e reciproca orientate al rispetto della mera lettera della norma.
Massimiliano Trovato banche, liberalizzazioni banche, liberalizzazioni, mario monti, mutui, pagamenti elettronici
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Raimondo Cubeddu.
In coerenza con la cultura economico-politica di tanti degli esponenti di questo governo, le tanto attese ed enfatizzate liberalizzazioni si sono in realtà rivelate come un insieme di nuove ed ulteriori norme di provenienza politica che dovrebbero ‘regolare’ alcune professioni, alcune attività economiche private e, solo marginalmente, alcune attività gestite più o meno direttamente dallo stesso stato.
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Guest liberalizzazioni catricalà, decreto legge, governo Monti, liberalizzazioni, monopolio, Stato