Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Vito Kahlun
Texas Hold’em, scommesse sportive, poker, gratta e vinci, lotto, superenalotto, win for life, roulette e blackjack: in Italia 30 milioni di persone – un italiano su due – giocano d’azzardo. Di questi 500 mila sono affetti da ludopatia ovvero gioco d’azzardo patologico. Il dato non è nuovo, cosi come non è nuovo il fatto che le recenti misure riguardanti il gioco online porteranno maggiori introiti alle casse dello Stato. Fin qui niente da eccepire: si tratta di una scelta di politica economica legittima. Prosegui la lettura…
Guest Diritti individuali, Libertà fisco, gioco d'azzardo, moralismo, statalismo
Se il settore dell’energia è davvero così “strategico”, perché continuano a tassarlo a morte?
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Carlo Stagnaro energia carburanti, elettricità, energia, fisco, gas naturale, reti, rinnovabili, robin hood, tasse, Tremonti
Questo è un breve aneddoto autobiografico, una testimonianza molto attuale sul livello di trasparenza della nostra amministrazione finanziaria. Tra il 2008 e il 2009, il sottoscritto ha accumulato un reddito molto modesto da collaborazioni occasionali, lavoro autonomo, cessioni di diritto d’autore ecc.. Com’è noto, in questi casi, il prelievo fiscale avviene alla fonte, con una ritenuta d’acconto del 20%. Nel mio caso, però, quelle ritenute d’acconto non erano dovute. Quando non si supera una certa soglia d’imponibile, lo Stato generosamente concede al cittadino contribuente di chiedere il rimborso delle imposte previamente pagate all’Agenzia delle Entrate. Ed è qui che il contribuente da cittadino diventa suddito. Prosegui la lettura…
Giovanni Boggero Senza categoria agenzia delle entrate, contribuenti, credito d'imposta, fisco, rimborso, tasse
In questo blog abbiamo spesso modo di riflettere sugli effetti negativi di un regime fiscale sfacciatamente oppressivo insediatosi, passo dopo passo, sotto la copertura di norme e sentenze che apoditticamente vedono in ogni soggetto d’imposta un sicuro evasore, a meno di contraria dimostrazione da parte del contribuente, fatta comunque salva l’odiosa ed iniqua disposizione del solve et repete che a breve entrerà in vigore. Nella lotta all’evasione, lo Stato ricorre anche all’arma del ricatto psicologico. Da qualche giorno, infatti, la RAI ospita gli spot dell’Agenzia delle entrate, del Ministero dell’economia e del Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, i quali tendono a identificare indistintamente come parassiti gli evasori, accostandoli a poco attraenti specie di vari invertebrati. Sorprende negativamente la circostanza che l’oligarchia di burocrati, politici e governanti i quali proprio attraverso la tassazione vivono a carico dei contribuenti, con un incredibile capovolgimento di posizioni abbia l’insolenza di dare del parassita a chi passa loro gli alimenti. Lo Stato, infatti, non è un ente astratto ed incorporeo, ma è un elefantiaco complesso di persone e strutture il quale, tramite il prelievo fiscale, rappresenta, a rigore, il parassita per eccellenza della società. Prosegui la lettura…
Serena Sileoni debito pubblico, Senza categoria evasione, fisco, parassita, spesa pubblica, spot, tasse
In relazione al rapporto locatizio o sub-locatizio o co-locatizio che ha coinvolto il Ministro Giulio Tremonti all’On. Marco Milanese (il primo corrispondeva al secondo, settimanalmente pare, l’importo di € 1.000,00 in contanti senza che ciò potesse giustificare il sospetto di pagamenti in nero o di altre pratiche non lecite, nel merito delle quali si soprassiede perché sono solo fatti Loro), sorprendono non poco le spiegazioni pubbliche: il Ministro guadagna talmente tanto con la Sua attività che non ha bisogno di sottrarre risorse al Fisco ed ha così tanti problemi da affrontare nella complessa situazione italiana che non poteva preoccuparsi anche di gestire diversamente il rapporto con l’On. Milanese.
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Manuel Seri fisco contanti, diritti, eguaglianza, elusione, evasione, fisco, tasse
Tra le norme in discussione nella manovra finanziaria, il Sole24Ore rivela anche la modifica del famigerato art. 32 sugli accertamenti bancari, di cui ci siamo già occupati. Confidiamo dunque che gli organi di governo riacquistino, su questo punto, quel minimo di raziocinio necessario a constatare l’irragionevolezza dell’articolo e a eliminare il sistema delle presunzioni dei prelevamenti da conto corrente che informa in maniera illogica e vessatoria le indagini finanziarie.
Capita dunque a proposito, in speranzosa attesa di un esito positivo della modifica, una nuova lettera di Aldo Canovari, direttore editoriale della Liberilibri che già aveva inviato al Chicago blog le sue amare considerazioni sul sistema fiscale italiano. Prosegui la lettura…
Serena Sileoni diritto, Senza categoria diritti, fisco, uguaglianza
Sul numero in uscita di Panorama Economy, il mio commento alle ipotesi di interventi fiscali in materia finanziaria
Devo ammetterlo. Tra tutte le diverse ipotesi di intervento, riforma e razionalizzazione del sistema fiscale, il capitolo che mi lascia assolutamente più freddo riguarda quello dedicato alla finanza. Si compone di due distinte parti. Io farei decisamente a meno di entrambe, per più ragioni. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco fisco, Italia, Tremonti
Stamane ho perso la pazienza, contro un funzionario dell’Agenzia delle Entrate. Mi scuso pubblicamente, ma per il tono che ho usato, non per il merito. E’ ccaduto alla trasmisisone su Radio24 che precede la mia, quella alle 8,20 condotta da Alessandro Milan. L’argomento eranop le lettere che l’Agenzia delle Entrate sta mandando a migliaia di italiani. Lettere nelle quali, nuovo redditometro alla mano, si comunica al ontribuente che qualche suo acquisto o spesa o impiego di capitali nel 2009 non sarebbe in linea con il reddito dichiarato. Tutto èandato bene nel pacato confronto con il professor Emiliano Brancaccio, dal quale mi dividono molte convinzioni economiche ma che stimo e rispetto con amicizia vera. Ha difeso l’iniziativa, io l’ho criticata, spiegando che ancora una volta lo Stato ha fatto il furbo, visto che l’atto esplicativo dei criteri in base ai quali queste lettere vengono inviate – atto che era previsto esplicitamente nella norma di legge che ha istituito il “nuovo redditometro” nel 200, naturalmente non èmai stato emanato dall’amministrazione tributaria, col bel risultato che i criteri in base ai quali essa opera ci sono opachi e dunque sono diiscrezionali. Ma a un certo punto ha telefonato un funbzionario dell’Agenzia delle Entrate, e io ho perso la pazienza. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco, Libertà fisco, statalismo
L’emergenza fiscale di cui da anni l’Italia soffre non è solo una questione di aliquote, ma deriva anche da un rapporto completamente sbilanciato tra amministrazione fiscale e contribuente, a danno del quale il fisco si comporta come un monarca assoluto, esercitando un diritto di vita o morte (economica) in spregio dei basilari principi di uno Stato di diritto.
Questo problema spesso non è avvertito in tutta la sua gravità, o perché il buon cittadino è portato ad aver fiducia nello Stato, o perché è pressato da impegni quotidiani che non tollerano distrazioni e pertanto è poco disposto a pensare criticamente al diritto tributario e ad attrezzarsi adeguatamente per fronteggiare la macchina del fisco, la quale avanza in un labirinto di regole complicate e difficilmente abbordabili “a mani nude”. La difficoltà di comprensione di queste regole non può che ostacolarne l’approccio lasciando così ampio spazio al radicamento di una condotta fiscale pervasiva ed oppressiva. Prosegui la lettura…
Serena Sileoni Diritti individuali, diritto costituzione, fisco, legislazione, libertà, regolamentazione, stato di diritto