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Posts Tagged ‘Fastweb’

Bernabè, l’IPtv e il sospetto che s’avvera

9 marzo 2010

Qualche giorno fa ha fatto discutere, il post su Fastweb, Telecom Italia e l’inchiesta bomba. A tutti faccio notare che intanto è venuto un primo segnale che a mio giudizio conferma i sospetti avanzati. Il convegno in cui l’amministratore delegato di TI si è rivolto a Rai, Mediaset e Sky per la compartecipazione in una società per la banda ultralarga e l’lptv ha registrato per la prima volta da anni un’iniziativa che l’incumbent offre alle imprese tv broadcaster, digitali e satellitari. Inutile dire che Fastweb, semplicemente, non è più presente neanche nel novero degli interlocutori. Quando dovrebbe essere un protagonista.

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Telecom Italia, Fastweb e l’indagine bomba

4 marzo 2010

L’indagine che ha investito Telecom Italia attrraverso la sua controllata Sparkle e Fastweb ha avuto l’effetto di una bomba dirompente. Su di essa, dopo giorni di riflessione ho maturato un pensiero strutturato. Diverso da quello che si limita all’indignazione. Molto diverso. Non so quanti saranno d’accordo con me, ma questo blog è per discutere apertamente. Si colpisce duramente il concorrente dell’incumbent, rispetto alle attenzioni riservate a quest’ultimo. Si azzera l’agenda che era sul tavolo d amesi. Si aiuta il manager di TI rispetto alle richieste dei suoi soci, e alla mancanza di strategia che sin qui ha contraddistinto la sua gestione. Voi direte: nulla di ciò deve interessare ai magistrati. Siete sicuri, che nulla di ciò interessi davvero? Io no. Proprio no. Prosegui la lettura…

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Anghingò, ma che Alice è Calabrò

8 luglio 2009

Anno dopo anno, il contributo di Corrado Calabrò alla forma espressiva delle Autorità indipendenti di settore è diventato veramente degno di nota. La presentazione del presidente dell’Autorità per le garanzie nella comunicazione è diventata sempre più lieve nei toni, filosofica nelle descrizioni, breve negli sviluppi, diplomatica nelle allusioni, aerea nei dati, smussata nei richiami. La riforma della Rai è “scetticamente inevasa”; da telefoni bianchi il titoletto “avanti c’è posto” al nuovo piano frequenze digitale;  sospeso tra Pirandello e Mozart   ”…e quella che vorrebbe e non vorrebbe…”, il paragrafo dedicato alla critica in punta di piedi dei tg: con perle tipo “un telegiornale è il mondo che si parla” o “la tv è una finestra aperta sul pianeta”.  Però. 

Vado al dunque, l’unico della relazione. La proposta di una società veicolo mista pubblico-privata per le reti di Nuova Generazione. Ha almeno due gravi difetti, a mio modo di vedere. Il modello olandese da noi non funziona: perché in Olanda la tv via cavo c’era da anni, come complementare alla rete fissa telefonica, nonché alla tv analogica, nonché alle successiva iniziative wifi e banda larga locali. Secondo: da noi c’è solo Fastweb, per altro la rete in fibra più estesa in Europa, come attore di NGN. E allora, per costituire una società veicolo mista, l’Autorità dovrebbe volgere le tariffe sulle quali essa decide a premiare l’incentivo alla realizzazione di NGN, invece di continuare a premiare l’ex incumbent TI, con un occhio comprensivo ai suoi debiti e ai suoi azionisti bancari, e di escludere Fastweb dalla riallocazione per gara delle ex frequenze Ipse. Ma di questo, ovviamente, Alice-Calabrò tace. Anghingò, tre Corradi sul comò…

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