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Posts Tagged ‘farmacie’

Alle farmacie sarebbe convenuta la fascia C invece delle misure approvate? – di Fabrizio Gianfrate

30 gennaio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Fabrizio Gianfrate.

Rispetto a quanto approvato, alle farmacie è convenuto di più quanto approvato nel decreto sulle liberalizzazioni o, come originariamente previsto e da esse fortemente osteggiato e rifiutato, l’allargamento della distribuzione a GDO e parafarmacie anche dei farmaci di fascia C con obbligo di ricetta?

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Decreto liberalizzazioni: Quale spinta per l’economia dall’aggiunta di 5000 farmacie? – di Fabrizio Gianfrate

22 gennaio 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Fabrizio Gianfrate.

Come si realizza il risparmio per il cittadino e su quale classe di farmaci, aumentando di 5000 unità il numero delle farmacie? Non certo su quelli a carico del Ssn, avendo questi i prezzi fissati per legge dallo Stato e quindi devono restano gli stessi. Costituiscono la metà del mercato della farmacia.

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Decreto liberalizzazioni: Farmacie, passi troppo piccoli e contraddizioni

20 gennaio 2012

Di Nicola C. Salerno – CeRM – Roma.

Si attendeva un maggior cambiamento, alla luce sia della situazione di urgenza sia, soprattutto, dei tanti snodi di sovra-regolazione presenti nel settore.

L’articolo 14 della bozza di decreto sulle liberalizzazione contiene solo piccoli passi per quanto riguarda le farmacie, e anche alcune contraddizioni.

Si allenta la pianta organica, sino a una farmacia ogni 3mila abitanti. Nelle Regioni in cui, entro il 1° Marzo 2013, non si metta in atto almeno l’80% dell’ampliamento, i farmaci di fascia “C-Op” (non rimborsabili ma con obbligo di ricetta) diventerebbero commercializzabili (con alcune eccezioni) anche nelle parafarmacie e nei corner della Gdo. Prosegui la lettura…

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Manovra Monti: Liberalizzazione della vendita dei farmaci: contrordine compagni!

8 dicembre 2011

È veramente fastidioso notare come le norme in materia di decreto-legge siano sistematicamente violate: nello specifico, un testo approvato dal Consiglio dei Ministri subisca ampie e svariate mutazioni dopo il voto del Consiglio dei Ministri e prima di ottenere l’agognata firma del Presidente della Repubblica. Ma non si potrebbe!
Andiamo al caso concreto. Prosegui la lettura…

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Manovra Monti: Farmacie: liberalizzazioni col freno a mano

6 dicembre 2011

La tanto sospirata liberalizzazione della vendita dei farmaci di “fascia c” c’è, anzi non del tutto: in questo modo si potrebbe riassumere il senso dell’intervento del Decreto Monti in materia di liberalizzazioni nel campo delle farmacie.
In estrema sintesi, il sistema della distribuzione dei farmaci in Italia è quanto di più corporativo possa esistere: le farmacie sono soggette ad un rigidissimo regime di numero chiuso e un giovane, perfettamente abilitato all’esercizio della professione di farmacista, può diventare titolare di farmacia solo se ha la fortuna di avere a disposizione un buon milione di euro (ma spesso molto di più) per rilevare l’autorizzazione da un collega: altrimenti gavetta e lavoro dipendente coattivo. Il sistema del numero chiuso delle farmacie è detto “pianta organica”.
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Liberalizzazioni: bene il Pd, se sa quel che dice

16 giugno 2010

Finalmente il Partito democratico batte un colpo, e che colpo. Le sei proposte di liberalizzazione presentate oggi da Pierluigi Bersani rappresentano, finalmente, un tentativo di dare sostanza all’opposizione, evitando sia la tentazione controproducente dell’antiberlusconismo, sia il massimalismo della Fiom. Non tutto è perfetto, ma c’è molto di buono.

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Parafarmacie, RIP?

28 luglio 2009

Come riportato da Sara Todaro sul Sole 24 Ore, oggi all’esame del preconsiglio dei ministri vi e’ un decreto che porterebbe all’abolizione della denominazione “parafarmacie”, per evitare “confusione” con le farmacie non-para. La croce verde parimenti dovra’ essere d’ora in poi un attributo esclusivo dei farmacisti proprietari.
Cosa pensiamo, sul tema, l’abbiamo gia’ detto tante volte. Ma cerchiamo un secondo di fissare di nuovo l’attenzione sulla questione, prendendo sul serio il punto di vista degli aspiranti assassini delle parafarmacie (qui invece trovate una petizione a loro difesa).
Perche’ il governo ce l’ha con le parafarmacie? Perche’ difende i farmacisti proprietari? Prosegui la lettura…

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Una tranquilla giornata, in un Paese “liberalizzato a meta’”

25 giugno 2009

Ieri mattina mi sono trovato ad avere bisogno, fortunamente: per la prima volta nella vita, di un farmaco serio. Ricetta alla mano, ho cominciato a cercarlo nelle farmacie del centro di Milano. Uno degli argomenti piu’ tosti contro la piena liberalizzazione del settore, ma anche contro la concorrenza delle parafarmacie, si fonda sull’idea che le farmacie sarebbero un “presidio del servizio sanitario nazionale”. La limitazione dell’offerta, e i privilegi di cui godono i farmacisti, sarebbero dunque legati al loro svolgere un servizio pubblico.
Ma la farmacia e’ un’attivita’ che deve stare sul mercato, e obbedisce a talune, comprensibilissime, necessita’: avere sugli scaffali abbondanza di prodotti che si vendono (anche se si tratta di shampoo e profumi!), limitare il magazzino per quanto riguarda prodotti che si vendono meno, e per giunta possono scadere. Cosi’, ho girato per undici diverse farmacie, piu’ le due delle stazioni (Garibaldi e Centrale), a detta degli altri farmacisti le piu’ fornite, senza trovare la medicina che mi serviva.
Avrei potuto ordinarla, e mi sarebbe stata consegnata il giorno dopo. Il farmacista si sarebbe guadagnato il suo venticinque e rotti per cento del prezzo al dettaglio tendendo in casa il mio antidolorifico un paio d’ore. Non ho potuto fare l’ordine, perche’ dovevo “scendere” a Roma (dove, per inciso, il farmaco l’ho poi trovato, alla fornitissima farmacia del senato: si vede che i politici sono buoni consumatori!).
Gia’, scendere a Roma. Ho preso un Eurostar alta velocita’. Di norma, e’ molto comodo: piu’ comodo dell’aereo, per chi fa centro-centro. Se non fosse che lunedi’ mattina c’e’ stato un incidente a Firenze, e da allora continuano i rallentamenti sulla linea. Arrivato in stazione centrale, scopro che il mio treno era stato cancellato. Il biglietto si puo’ ricevere via mail o sms: informazioni (dettagli?) di trascurabile importanza come questo, evidentemente no. Riesco a saltare sul treno prima. Che accumula mezz’ora di ritardo: le tre ore e mezza previste, diventano quattro.
Arrivato a Roma, cerco un taxi. Alla stazione Termini, c’e’ una coda che non finisce piu’, nonostante le norme veltroniane che dovrebbero coartare i tassisti a stare stabilmente, e in forze, innanzi alla stazione (“piuttosto che liberalizzare, meglio costringere”). In compenso, l’offerta “parallela” e’ abbondante, ma a prezzi  francamente proibitivi. Faccio un po’ di moto, e vado in albergo a piedi.
Entrato in hotel, prendo la chiave e vado in camera. Dieci minuti dopo, sorpresina: non c’e’ elettricita’ e la fornitura continua ad essere a singhiozzo, dalle due alle sette di sera. La batteria del mio laptop e’ a secco e di aria condizionata ci sarebbe bisogno. Sento discorsi concitati fra il personale dell’albergo e il servizio clienti della municipalizzata romana che dovrebbe illuminarlo.
Perche’ continuiamo, con sprezzo del ridicolo, a rompere l’anima a chi ha la bonta’ di ascoltarci, sulle liberalizzazioni? La risposta e’ molto semplice. Perche’ ce n’e’ bisogno.

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