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Posts Tagged ‘euro’

L’Europa allo sbando

24 novembre 2011

Le elezioni spagnole, tenutesi lo scorso weekend hanno stabilizzato la situazione spagnola. La vittoria di Mariano Rajoy, con una schiacciante maggioranza assoluta, era prevista e prevedibile, dopo i grandi problemi economici irrisolti dal Governo Zapatero. Nonostante questo lo spread spagnolo rimane molto elevato nelle ultime settimane.

E non solo dalla Spagna arrivano grandi preoccupazioni. Il contagio della crisi del debito sovrano è ormai una questione europea. Il Belgio e la Francia hanno visto il loro spread esplodere nella scorsa settimana in un clima di sfiducia totale nei confronti dell’Euro e dell’Europa.

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Eutanasia – di Gerardo Coco

11 ottobre 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Gerardo Coco.

In una situazione così incerta come l’attuale e’ difficile fare delle previsioni nei prossimi mesi sull’esito della crisi europea anche perché essa è intrecciata con la crisi americana che l’amplifica. Alcune brevi premesse. Gli Stati Uniti, fra poco, per contrastare le forze deflazionistiche che premono l’economia, opteranno per un ulteriore espansione monetaria e l’Europa, per salvare l’eurozona attuerà una politica analoga attraverso l’European Financial Stability Facility (EFSF) una specie di fondo di mutua assistenza predisposto per combattere il debito.

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Il triste derby tra Spagna e Italia

5 ottobre 2011

La Spagna è più solida dell’Italia. Questo è quanto sembra emergere dai dati del differenziale tra i buoni decennali italiani, quelli spagnoli e i bund tedeschi. Sono ormai due mesi che l’Italia paga maggiormente il proprio debito rispetto allo Stato iberico, dopo che per diverso tempo il rischio paese italiano era stato inferiore a quello spagnolo. Prosegui la lettura…

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Un piano B per l’euro? di D. Valiante

27 luglio 2011

Riceviamo da Diego Valiante e volentieri pubblichiamo.

Il crollo dei titoli bancari e l’elevata volatilità che spinge in questi giorni le borse europee in un ciclo ininterrotto di cadute e rimbalzi mette in evidenza lo stato d’incertezza che guida gli scambi nei giorni in cui la crisi dei debiti sovrani dell’area Euro s’intensifica. La manovra finanziaria di questi giorni, con gli emendamenti last minute, è certamente un effetto e non la causa di questa incertezza. I mercati scontano già da molto tempo la mancanza di riforme strutturali in Italia e i problemi di un’economia sull’orlo del declino.

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Cosa succede se il rendimento dei BTP va al 6%, cosa guadagna e cosa rischia il nostro primo creditore:la Francia

7 gennaio 2011

Grandi titoli stamane sulle parole di Giulio Tremonti ieri a Parigi, sulla crisi finanziaria che non è finita e la solita parabola dei nuovi mostri che appaiono sul videogame appena ne hai eliminato uno e tiri un sospsiro di sollievo. Non entro nelle simaptie – poche – e antipatie – soverchianti – che Tremonti suscita e catalizza. Anche perché io sono tra quelli che criticano i tagli lineari pur apprezzando il contenimentod el deficit pubblico che rocciosamente il ministro difende, perché i tagli lineari finiscono per perpetuare perimetro e allocazioni di un spesa publica diluviale che io sono invece per abbattere energeicamente e riallocare laddove serva davvero, per aprire spazioi – parecchi punti di Pil – a meno tasse, interventi pro concorrenza per mla crescita, e dismisisoni di patrimonio pubblico e municipalizzate a oltranza. Vediamo invece un po’ di numeri che gioustificano l’allarme sulla crisi non terminata, numeri che i media stentano – non so perché – a fare. Prosegui la lettura…

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Tremonti rilancia gli eurobond. Sarà dura, perché..

6 dicembre 2010

All’Eurogruppo di stasera e all’Ecofin di domani Tremonti e il presidente dell’Eurogruppo Juncker riproporrano gli eurobond europei, questa volta non per rilanciare gli investimenti pubblici ma anche e sprattutto per swappare titoli dei Paesi a rischio nell’eurozona. Ho dei fortissimi dubbi che per i tedeschi la proposta sia accettabile.  E una controproposta, dovessi essere io al tavolo. Prosegui la lettura…

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Fossi irlandese: viva la sterlina!

22 novembre 2010

Mi spiace andare controcorrente, ma se io fossi irlandese avrei del tutto condiviso l’atteggiamento tenuto dal governo in queste ultime settimane. Avrei cioè detto fino alla fine che di aiuti non c’era bisogno, perché il debito pubblico era coperto per un anno:così da far “strizzare” le altre capitali dell’euroare.  E avrei anche opposto fiera resistenza alla condizione numero uno per gli aiuti posta dai tedeschi e dai francesi. Anzi, avrei anche aggiunto sul tavolo un’altro argomento polemico, che al contrario l’Irlanda non ha ritenuto opportuno usare. Prosegui la lettura…

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Cinesi di Bocca Buona

13 luglio 2010

Riceviamo da Leonardo Baggiani (IHC) e volentieri pubblichiamo

Era ancora metà giugno, e circolavano “voci” di un interesse della Cina all’acquisto dei titoli greci. Ora che ci approssimiamo alla metà di luglio, esce la notizia che la Cina ha acquistato un miliardo di euro di bond spagnoli. La Spagna non è (ancora) la Grecia, ma fa sempre parte della famiglia dei PIGS (o PIIGS), i “porcellini europei”… Insomma, la Cina è attratta dai suini nostrani. Prosegui la lettura…

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I sogni di monete globali, il $ e il suo nemico

13 luglio 2010

Ma quanto conta davvero, il fattore cambio tra le valute delle tre macroaree mondiali, ai fini dell’exit strategy? Se diamo un’occhiata alle tante proposte del post Lehman, c’è da perdere la testa. Mi faccio aiutare da una guida, elaborata in proposito da Kati Suominen del German Marshall Fund a Washington. La conclusione? Il dollaro ha un solo nemico al momento, checché dicano in tanti. Un nemico interno, però. Prosegui la lettura…

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L’aiuto italiano alla Grecia….

7 giugno 2010

D’accordo, nella community dei trader e relativi blogger Tyler Durden e il suo Zerohedge ha fama di spararle un po’ grosse. Ma vale la pena di leggere il suo post appena scritto sulle nuove emissioni di debito pubblico italiane a copertura degli oltre 5 miliardi di euro in cui consiste il nostro contributo all’eurosalvagente deciso il 9 maggio scorso.. Quando parla di “idiozia europea” Durden esagera, e oltretutto le emisisoni a copertura del fondo europeo non accrescono il debito per Eurostat. Ma ha ragione nel dire che si tratta naturalmente di un artificio, perché chi cura i debiti con più debiti comunque non convince i mercati, e il suo spread sul Bund è dunue destinato a salire. Infatti quello italiano è salito da quota 90 a quota 173 punti in sole 7 giornate borsistiche…. e nel frattempo il colloquio chiarificatore tra Sarkozy e Merkel che doveva tenersi oggi è stato aggiornato al 14 giugno, tanto per ribadire quanta convergenza reale vi sia tra le due maggiori capitali dell’euroarea, in materia di come comportarsi di fronte alla sfiducia dei mercati.

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