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	<title>CHICAGO BLOG &#187; ENAC</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Voglie dirigiste aeroportuali</title>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 19:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Aeroporti]]></category>
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		<description><![CDATA[Contro qualunque piano degli aeroporti. Potrebbe essere uno slogan, ma è purtroppo un’affermazione necessaria da fare.
L’idea del piano che fu anche dell’ex Ministro dei Trasporti comunista Alessandro Bianchi e torna periodicamente di attualità. La necessità di pianificare può essere facilmente confutata dai numeri dello stesso Ente Nazionale dell’Aviazione Civile.

Sono usciti oggi i dati ENAC circa il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Contro qualunque piano degli aeroporti. Potrebbe essere uno slogan, ma è purtroppo un’affermazione necessaria da fare.</p>
<p style="text-align: justify;">L’idea del <a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5521">piano</a> che fu anche dell’ex Ministro dei Trasporti comunista Alessandro Bianchi e torna periodicamente di attualità. La necessità di pianificare può essere facilmente confutata dai numeri dello stesso Ente Nazionale dell’Aviazione Civile.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-8856"></span></p>
<p>Sono usciti oggi<a href="http://www.enac.gov.it/Home/Strillo_Primopiano/info1877880116.html"> i dati ENAC </a>circa il  traffico negli scali aeroportuali italiani, dove si evidenzia proprio  che anche senza un piano il mercato aereo continua ad espandersi. Dal  momento della liberalizzazione del trasporto aereo, nonostante la crisi  Alitalia, il traffico è più che raddoppiato soprattutto grazie alle  compagnie <em>low cost</em>, dal punto di vista dei vettori aerei, e degli  aeroporti secondari per quanto riguarda il “lato terra”.</p>
<p>Nell’ultimo  piano degli aeroporti si prendono inoltre ad esempio la Francia e  Germania, i due mercati che meno si sono sviluppati da quando vi è stata  la liberalizzazione aerea. Proprio la Francia che nel 2010 abbiamo  quasi raggiunto in termini di numero di passeggeri. In Italia, lo scorso  anno, il traffico aeroportuale è stato pari a 138,8 milioni contro  139,2 milioni di passeggeri francesi, quando storicamente la Francia ci  ha sempre distanziato di diverse decine di milioni di passeggeri.</p>
<p>Serve davvero un piano degli aeroporti?</p>
<p>Eclatante  è il caso di Bergamo Orio al Serio. Fino ad una decina di anni fa,  l’aeroporto praticamente aveva un traffico quasi nullo. L’arrivo di  Ryanair e delle compagnie <em>low cost</em> lo ha fatto diventare nel 2010 il  quarto aeroporto italiano, con oltre 7,6 milioni di passeggeri. Nel 2011  è possibile che lo scalo bergamasco salga ancora nella classifica,  arrivando ad essere il terzo scalo italiano, dietro a Roma Fiumicino e  Milano Malpensa.</p>
<p>Se ci  fosse stato un Piano, il decisore pubblico non avrebbe permesso la  crescita di tale scalo, perché Bergamo non era certo il “centro del  mondo” aeroportuale; ma il decisore pubblico, che non è certo uguale a  O’Leary (amministratore delegato di Ryanair) non aveva intuito che  l’utilizzo degli scali secondari è essenziale per Ryanair, poichè fa  limitare i costi relativi all’utilizzo delle infrastrutture  aeroportuali.</p>
<p>Questi  scali regionali sono anche più efficienti, in quanto più piccoli, e  permettono tempi di rotazione molto più rapidi. Un aereo che arriva a  Fiumicino non potrebbe mai atterrare, far scendere e salire i passeggeri  e ripartire in 30 minuti come succede negli scali regionali. Una minore  sosta permette un maggiore utilizzo degli aeromobili, aumentando la  competitività della compagnia aerea stessa.</p>
<p>E proprio sui costi di utilizzo degli aeroporti si dovrebbe avere a breve una decisione da parte del Governo.</p>
<p>L’Esecutivo  si accinge ad aumentare le tasse aeroportuali per remunerare gli  investimenti negli scali italiani e si è parlato di incrementare le  tasse aeroportuali di 7-8 euro a passeggero.</p>
<p>Le  tariffe aeroportuali sono certamente basse in Italia, ma bisogna avere  ben in mente cosa significa aumentare in maniera così significativa il  peso delle tasse.</p>
<p>Il  prezzo medio di un biglietto aereo Ryanair è di 34 euro, 44 euro  comprendendo anche i ricavi <em>ancillary</em>. Un tale incremento  significherebbe circa il 20 per cento che si ripercuoterebbe  immediatamente sul viaggiatore. Certo per compagnie non <em>low cost</em> un tale  aumento sarebbe meno significativo e potrebbe incidere per meno del 5  per cento del costo finale. Una tale misura quindi riduce la concorrenza  delle compagnie<em> low cost</em>.</p>
<p>Oltretutto  mancano i criteri alla base per i quali è deciso un aumento cosi  significativo. Fino allo scorso anno si parlava di tre euro di  incremento per gli aeroporti maggiori e di due e un euro per quelli meno  importanti.</p>
<p>Le  voglie dirigiste aeroportuali rischiano quindi di diminuire la  concorrenza in un settore che lasciato al mercato ha dimostrato di saper  crescere e svilupparsi.</p>
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		<title>Ryanair riprende il volo: sostanzialmente vincitrice</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/01/07/ryanair-riprende-il-volo-sostanzialmente-vincitrice/</link>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 15:40:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lottieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
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		<description><![CDATA[Come si evince da questa agenzia Reuters di un’ora fa, sembra proprio concludersi e nel migliore dei modi la “guerra” scoppiata tra Enac e Ryanair, con quest’ultima che sembra uscire dalla vicenda piuttosto soddisfatta. Dopo un incontro con i responsabili dell’Enac, Adrian Dunne &#8211; direttore delle operazioni di terra di Ryanair &#8211; ha dichiarato: “Riteniamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come si evince da <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE6060C920100107">questa agenzia Reuters di un’ora fa</a>, sembra proprio concludersi e nel migliore dei modi la “guerra” scoppiata tra Enac e Ryanair, con quest’ultima che sembra uscire dalla vicenda piuttosto soddisfatta. <span id="more-4629"></span>Dopo un incontro con i responsabili dell’Enac, Adrian Dunne &#8211; direttore delle operazioni di terra di Ryanair &#8211; ha dichiarato: “Riteniamo che la nuova ordinanza di Enac, che richiede a tutti i passeggeri sui voli nazionali italiani di esibire agli aeroporti un passaporto o una carta d&#8217;identità nazionale valida in Ue o nell&#8217;Area economica europea, rafforzi la sicurezza dei voli nazionali in Italia”. Insomma, anche per i parlamentari e i pescatori viene meno la possibilità di estrarre dal portafoglio un documento qualunque, che nulla abbia a che fare con quelli necessari a realizzare il check-in da casa (passaporto o carta d’identità), secondo il meccanismo studiato dalla compagnia irlandese.<br />
In sostanza, si può dire che Michael O’Leary esca vincitore, ed è certamente stata importante la grande mobilitazione popolare (più di 86 mila aderenti al solo gruppo di Facebook creato da Alessandro Caforio) e il sostegno che ha trovato anche sulla stampa più influente: basti pensare al <a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=8741">pezzo di Alberto Mingardi del 2 gennaio</a>.<br />
Resta ancora aperta la questione delle patenti di guida, che ora i responsabili di Ryanair si sono ripromessi di esaminare, ma se anche si dovesse aggiungere questo documento al novero di quelli autorizzati, resterebbe comunque esclusa la lunga di carte di ogni tipo che in un primo tempo si voleva considerare validi per il viaggio. Lo stesso ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, ha affermato che nei prossimi giorni il governo potrebbe esaminare la possibilità per intervenire sulla questione della differenza delle patenti.<br />
Ryanair ha difeso il suo modello di business, studiato per eliminare ogni costo aggiuntivo ed eliminare ogni <em>frill</em>. L’ha fatto per tutelare i propri interessi, ovviamente, ma in tal modo ha salvaguardato anche tutti noi. Non potremmo certo volare spendendo mediamente 30 euro, infatti, se ogni scelta aziendale (sul tipo di velivolo, sulle modalità di acquisto o di imbarco, sugli orari, sull’altezza delle hostess, e via dicendo) fosse ostacolata da leggi o agenzie di controllo.<br />
L’impresa <em>low-cost</em> sapeva di contare su un ampio consenso popolare ed era consapevole di poter giocare questa battaglia in difesa dei suoi e dei nostri interessi. L’ha giocata bene e ha vinto. I più sinceri complimenti.</p>
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		<title>Ryanair, l&#8217;Enac e il tesserino perduto</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/01/05/ryanair-lenac-e-il-tesserino-perduto/</link>
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		<pubDate>Mon, 04 Jan 2010 23:28:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Arrigo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non sembra accennare a placarsi la lotta all&#8217;ultimo tesserino tra l&#8217;eccentrico capo di Ryanair O&#8217;Leary e il Presidente di Enac Vito Riggio. Il 7 gennaio è previsto un incontro a Roma tra le parti al fine di chiarire la questione e chissà se nell&#8217;occasione l&#8217;Enac fornirà a O&#8217;Leary un campionario (necessariamente nutrito) di tutti i possibili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non sembra accennare a placarsi la lotta all&#8217;ultimo tesserino tra l&#8217;eccentrico capo di Ryanair O&#8217;Leary e il Presidente di Enac Vito Riggio. Il 7 gennaio è previsto un incontro a Roma tra le parti al fine di chiarire la questione e chissà se nell&#8217;occasione l&#8217;Enac fornirà a O&#8217;Leary un campionario (necessariamente nutrito) di tutti i possibili tesserini rilasciati dalle quasi infinite amministrazioni pubbliche italiane. Sembra che la befana abbia declinato l&#8217;incarico di anticipare la consegna a O&#8217;Leary il giorno precedente per eccesso di peso del corposo catalogo che le avrebbe fatto superare il suo peso massimo ammesso al decollo e violare la vigente normativa aeronautica italiana. <span id="more-4606"></span>Intanto si ha notizia dell&#8217;emergere di un nuova forma di collezionismo, con i tesserini di riconoscimento più rari che hanno ormai raggiunto quotazioni molto elevate. Il record è sinora detenuto dai patentini di abilitazione dei conduttori di caldaie dell&#8217;isola di Pantelleria, notoriamente poco numerosi a causa del clima favorevole dell&#8217;isola; inferiori invece alle previsioni le quotazioni dei loro omologhi della provincia autonoma di Bolzano, favoriti dal bilinguismo ma svantaggiati dalla numerosità. Sono invece improvvisamente crollate le quotazione da record del tesserino dell&#8217;unico conduttore di caldaie di Seborga, provincia di Imperia, quando è stato scoperto che era stato rilasciato dagli uffici del Principe del villaggio, i quali non rientrano (almeno per ora) nell&#8217;elenco delle pubbliche amministrazioni italiane. Seguono in ordine decrescente di quotazione i documenti di riconoscimento di: 1) Registro italiano dighe; 2) Agenzia per la promozione e l’educazione alla salute, la documentazione, l’informatica e la promozione culturale in ambito socio sanitario; 3) Federazione italiana pesistica e cultura fisica; 4) Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti ed il contrasto delle malattie della povertà; 5) Unione nazionale incremento razze equine; 6) Ente parco archeologico storico naturale delle chiese rupestri del materano. In notevole ascesa nelle ultime ore i tesserini del Museo degli usi e costumi della gente trentina, dell&#8217;Ente per le ville vesuviane e, in particolar modo, dell&#8217;Istituto nazionale agronomico per l&#8217;oltremare.</p>
<p>P.S.: Non creda il lettore che questo post sia interamente frutto di fantasia; le pubbliche amministrazioni citate non sono un&#8217;invenzione ma esistono davvero e dovrebbero rappresentare, almeno in  linea teorica, l&#8217;unica cosa &#8216;seria&#8217; dello scritto.</p>
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		<title>Dietro la burocrazia: il caso Ryanair ed Enac</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Dec 2009 13:39:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La burocrazia italiana ancora una volta è protagonista. Il bell’articolo di Ugo Arrigo dimostra come un semplice DPR possa di fatto bloccare la concorrenza di Ryanair nel mercato aereo italiano. Per questa motivazione è necessario un cambiamento, come auspicato stamattina nel programma di Oscar Giannino “Nove in punto, la versione di Oscar” della legge. Il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La burocrazia italiana ancora una volta è protagonista. Il <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/">bell’articolo di Ugo Arrigo </a>dimostra come un semplice DPR possa di fatto bloccare la concorrenza di Ryanair nel mercato aereo italiano. Per questa motivazione è necessario un cambiamento, come auspicato stamattina nel programma di Oscar Giannino “<a href="http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?articolo=ryanair-voli-cancellazione-lowcost-aerei-enac-documenti-riconoscimento">Nove in punto, la versione di Oscar</a>” della legge. Il parlamentare PDL, Benedetto Della Vedova, ha immediatamente fatto <a href="http://www.libertiamo.it/2009/12/29/interrogazione-parlamentare-sul-caso-ryanair-inviateci-le-vostre-opinioni/">un’interrogazione parlamentare</a>, cosi come Piercamillo Falasca, insieme ad Alessandro Caforio e altri hanno creato un <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=217790768550&amp;ref=nf">gruppo Facebook </a>per fare pressione  sulla questione Ryanair – Enac. L’identificazione del passeggero è solo l’ultima delle battaglie che la compagnia irlandese sta combattendo nel nostro paese. La guerra è in corso da diversi anni ed era nata addirittura quando c’era ancora il governo Prodi e come Ministro dei Trasporti, il comunista Alessandro Bianchi. L’ex Ministro della Repubblica, tra il 2006 e il 2007, aveva scritto un <a href="http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=5521">piano degli aeroporti</a> che aveva l’intenzione di scegliere senza alcun criterio economico quali aeroporti potessero svilupparsi o meno. Questo piano serviva a salvare un’Alitalia morente e ancora nelle mani della politica e dei sindacati. Proprio la debolezza di Alitalia era stata la fortuna di Ryanair e delle altre compagnie low cost, che avevano trovato in Italia un ottimo mercato da sviluppare.<span id="more-4566"></span><br />
La liberalizzazione del trasporto aereo europeo aveva permesso l’entrata dei vettori low cost e aveva “massificato” l’utilizzo dell’aereo. L’efficienza di questi vettori ha aiutato a sviluppare il mercato europeo ed italiano. Non è un caso che il mercato più monopolistico, quello francese, sia stato quello dove vi sia stato lo sviluppo più basso e al contempo la penetrazione più bassa delle compagnie a basso costo.<br />
La guerra vede un’altra tappa fondamentale: il salvataggio di Alitalia e la “salvaguardia” dell’italianità. La classe politica ha confuso troppo spesso l’interesse nazionale con l’interesse di tutti i cittadini italiani. Ai viaggiatori poco importa di quale nazione sia un vettore. La cosa importante è l’efficienza di un vettore. Dal momento in cui la politica ha deciso di salvare Alitalia, si è messa da parte la concorrenza. L’approvazione della legge 166 del 2008 ha segnato un punto di svolta. Con questa norma, detta “SalvaAlitalia”, si è permesso il monopolio della nuova compagnia su molte tratte nazionali, con l’impossibilità di intervento da parte dell’Antitrust. Il “Piano Fenice” prevedeva una forte concentrazione di Alitalia sul mercato domestico e la legge 166 non è certo una casualità.<br />
L’ultimo intervento della politica in ordine di tempo, ma non meno importante, riguarda l’aeroporto di Roma Ciampino. Ryanair è il principale operatore su questo scalo che la politica ha deciso di chiudere. L’ex presidente della Regione Lazio aveva addirittura dichiarato nel gennaio del 2009 “chiudiamo Ciampino per aiutare Alitalia”. In effetti il secondo scalo romano creava una concorrenza molto forte al vettore nazionale e la politica si era preoccupata di creare un nuovo aeroporto per Roma: a Viterbo (due ore di distanza dalla Capitale), tutto a spese del contribuente italiano (decine di milioni di euro).<br />
La battaglia tra Ryanair ed Enac può essere risolta con una semplice modifica normativa. La guerra difficilmente si risolverà in tempi brevi e il rischio più grande è che la concorrenza nel trasporto aereo italiano torni ai livelli pre-liberalizzazione.</p>
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		<title>L&#8217;identità nel paradiso della burocrazia</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/lidentita-nel-paradiso-della-burocrazia/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 17:34:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Arrigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[ENAC]]></category>
		<category><![CDATA[identità]]></category>
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		<description><![CDATA[Poichè le opinioni sono opinioni ma i fatti sono fatti, sono andato a cercarmi la norma sui documenti utilizzabili per attestare l&#8217;identità che è all&#8217;origine della controversia tra Enac e Ryanair di cui stiamo dibattendo. Se ho &#8216;pescato&#8217; giusto nel nostro mare normativo è la seguente:
Art. 35, comma 2, D.P.R. 445/2000 (Testo unico sulla documentazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Poichè le opinioni sono opinioni ma i fatti sono fatti, sono andato a cercarmi la norma sui documenti utilizzabili per attestare l&#8217;identità che è all&#8217;origine della controversia tra Enac e Ryanair di cui stiamo dibattendo. Se ho &#8216;pescato&#8217; giusto nel nostro mare normativo è la seguente:</p>
<blockquote><p>Art. 35, comma 2, D.P.R. 445/2000 (Testo unico sulla documentazione amministrativa)</p>
<div>Sono equipollenti alla carta di identità il passaporto, la patente di guida, la patente nautica, il libretto di pensione, il patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici, il porto d&#8217;armi, le tessere di riconoscimento, purché munite di fotografia e di timbro o di altra segnatura equivalente, rilasciate da un&#8217;amministrazione dello Stato. <span id="more-4520"></span></div>
</blockquote>
<div>Mi pare che non vi sia bisogno di molti commenti:</div>
<ol>
<li>si tratta di un elenco non chiuso dato che qualsiasi amministrazione dello Stato può rilasciare tessere di riconoscimento;</li>
<li>il vettore aereo che copre rotte italiane dovrebbe essere tenuto, se si applica questa norma, a conoscere tutte le tipologie di documenti indicati e ad accettarli per l&#8217;imbarco, consentendone inoltre l&#8217;inserimento on line dei relativi dati;</li>
<li> il vettore dovrebbe conoscere preliminarmente tutte le amministrazioni dello Stato e le caratteristiche di ogni possibile tesserino da esse emesso (quante cifre ha la tessera di riconoscimento di Palazzo Chigi? e quella della Corte dei Conti? e se un&#8217;amministrazione cambia il numero di cifre che facciamo?);</li>
<li>sorge inoltre un dubbio: la norma intende tutte le amministrazioni pubbliche dello Stato italiano (comprese quelle locali) oppure solo quelle statali in senso stretto? La seconda ipotesi, che è certamente incompatibile col processo federalista, ha l&#8217;effetto di rendere inutilizzabile il mio tesserino (dotato di foto) di dipendente di Ateneo pubblico così come quello dei miei studenti (d&#8217;altra parte non dispongo di &#8216;patentino di abilitazione alla conduzione di impianti termici&#8217; anche se potrebbe essermi molto utile in questo periodo di freddo intenso e di concomitanti bizze dell&#8217;impianto condominiale).</li>
<li>e se gli altri 26 paesi dell&#8217;Unione avessero una &#8216;semplificazione&#8217; amministrativa paragonabile alla nostra cosa dovrebbero fare i vettori: ringraziare il cielo che molti paesi sono talmente piccoli da non avere un trasporto aereo su rotte domestiche oppure trasferirsi al più presto negli Stati Uniti?</li>
</ol>
<div>Mi sembra ragionevole che O&#8217;Leary preferisca sospendere i voli piuttosto che trasformarsi in un Indiana Jones della burocrazia italiana e se qualche lettore di questo blog avesse ancora dei dubbi, lo invito a leggere questo interessante <a href="http://www.istat.it/strumenti/definizioni/elenco_amministrazioni_pubbliche/elencoS13.pdf">documento dell&#8217;Istat: è l&#8217;elenco della amministrazioni pubbliche italiane</a> (per essere più precisi: delle differenti tipologie di amministrazioni pubbliche, non delle loro specifiche denominazioni che credo nessun italiano sia in grado di conoscere).</div>
<div>Certo che il nostro è un paese ben strano: da un lato un provvedimento finalizzato alla semplificazione amministrativa  anzichè ridurre a 1 o 2 i documenti validi per l&#8217;identificazione e uniformarli allo standard europeo li moltiplica potenzialmente all&#8217;infinito, come le scope di Topolino apprendista stregone; dall&#8217;altro lato noi italiani ci salviamo da norme assurde semplicemente ignorandole e disapplicandole. Io non conoscevo questa norma &#8216;pluralista&#8217; e non l&#8217;ho mai applicata nell&#8217;identificare gli studenti agli appelli; fortunatamente non la conoscevano neanche loro (oppure sono dotati di maggiore razionalità del legislatore) e non si sono mai presentati muniti di licenza di pesca o porto d&#8217;armi (nel primo caso avrei pensato a una presa per i fondelli, nella seconda a una forma di pressione).</div>
<div>In attesa che il legislatore italiano rinsavisca e che ci decidiamo ad adeguarci finalmente all&#8217;Europa anzichè pretendere che sia l&#8217;Europa ad adeguarsi ai nostri bizantinismi, dobbiamo essere grati a O&#8217;Leary per averci dato questa ulteriore prova della nostra deriva burocratica.</div>
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		</item>
		<item>
		<title>Ryanair, ENAC e l’identità perduta</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/12/28/ryanair-enac-e-l%e2%80%99identita-perduta/</link>
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		<pubDate>Mon, 28 Dec 2009 13:09:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ryanair ed Enac continuano a litigare, mentre ad Easyjet è stata appena comminata una multa di 110 mila euro per disservizi. Il fronte della lotta tra le low cost ed ENAC diventa sempre più grande e l’unico perdente è il viaggiatore. Proprio di questi vettori, cresciuti dopo la liberalizzazione del trasporto aereo si sta molto discutendo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ryanair ed Enac continuano a litigare, mentre ad Easyjet è stata appena comminata una multa di 110 mila euro per disservizi. Il fronte della lotta tra le low cost ed ENAC diventa sempre più grande e l’unico perdente è il viaggiatore. Proprio di questi vettori, cresciuti dopo la liberalizzazione del trasporto aereo si sta molto discutendo. Mi è stata posta una domanda provocatoria: esistono prezzi fittizi effettuati da Ryanair?<br />
Ogni compagnia è libera di fare un prezzo sotto la curva del costo medio. La cosa importante è che questa compagnia non sia in perdita. Se la mia strategia è quella di vendere 10 biglietti a un euro, questo non significa avere un prezzo medio di 1 euro. I posti venduti su un Boeing 737-800 della compagnia irlandese sono 189 e il prezzo medio del biglietto supera i 40 euro. Ryanair è molto capace di fare yield management e questo le permette di fare tariffe ad un euro o anche meno. Rimane il fatto che il costo medio per 1000 km per un passeggero Ryanair è di circa 38 euro, molto inferiore a qualunque altra compagnia europea.<span id="more-4516"></span><br />
Se un cliente non è soddisfatto del servizio ottenuto è libero di cambiare compagnia aerea: questo è il vantaggio della libera concorrenza. Per  fare un paragone si può pensare al settore ferroviario: se non ci aggrada un servizio, possiamo cambiare operatore?<br />
Esiste comunque un problema di sussidi e una trattazione più completa la trovate <a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_153_Giuricin.pdf">nel focus scritto per l’Istituto Bruno Leoni</a>.<br />
Parlando di Ryanair non credo sia perfetta e non è da difendere a “spada tratta”. La low cost irlandese compie certamente degli errori. Nessuna azienda è perfetta, ma è responsabile degli errori commessi (tranne le case automobilistiche americane), approfitta degli errori della politica come nel caso dei sussidi regionali (l’errore è dei politici e non della compagnia che fa il suo business) ed è molto aggressiva.<br />
Nel caso in questione mi sembrava davvero che si trattasse di un&#8217;ennesima manovra di ENAC e della politica per favorire Alitalia.<br />
ENAC, come giustamente <a href="http://www.chicago-blog.it/2009/12/27/poste-e-ryanair-le-nuove-frontiere-del-protezionismo/">Ugo Arrigo in un intervento su Chicago Blog</a>, ha formalmente ragione.<br />
Dunque da una parte l&#8217;ENAC non ha torto (c&#8217;è una sentenza del TAR del 17 dicembre) a richiedere a Ryanair di accettare tutti i passeggeri. D&#8217;altra parte, la compagnia irlandese, nel momento dell&#8217;acquisto del biglietto, dice esplicitamente che accetta a bordo solamente i passeggeri che si presentano con carta d&#8217;identità o passaporto.<br />
Sul sito devo cliccare che accetto le loro condizioni, altrimenti non posso effettuare il check-in online e non posso volare.<br />
Stipulando un contratto con loro e avendo tutti i cittadini italiani la carta d&#8217;identità, credo che Ryanair possa avere ragione ad imbarcare i clienti che hanno liberamente accettato le clausole contrattuali. Se non sono d’accordo, sono libero di volare con altri vettori.<br />
Detto questo, credo che la questione possa risolversi in modo civile, ma Ryanair è abituata a colpi ad effetto. O&#8217;Leary, il CEO della low cost, voleva attirare l&#8217;attenzione (e in questo è maestro), perché in Italia, si sta andando verso una chiusura sempre maggiore del trasporto aereo (Legge 166/2008, chiusura Ciampino, piano aeroporti, incremento tasse aeroportuali).<br />
<a href="http://www.chicago-blog.it/2009/12/25/la-chiusura-di-ryanair-alitalia-e-l%e2%80%99enac-le-motivazioni-della-guerra-in-corso/">L&#8217;articolo scritto il 25 dicembre </a>scorso è volutamente molto provocatorio.<br />
L&#8217;ENAC compie un errore a strizzare l&#8217;occhio ad una sola compagnia (come commentava un lettore), perché dovrebbe strizzare l&#8217;occhio a tutti i viaggiatori italiani. Difendere gli interessi italiani, significa difendere la concorrenza nel mercato italiano. Non bisogna commettere lo stesso errore che è stato fatto <a href="http://www.brunoleoni.it/e-commerce.aspx?ID=7685&amp;level1=2220">nel processo di privatizzazione di Alitalia</a>.<br />
Ryanair ed Easyjet sono riuscite negli anni a favorire milioni di persone che domandavano solo una cosa: mobilità a prezzi competitivi.</p>
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		<title>La chiusura di Ryanair, Alitalia e l’Enac: le motivazioni della guerra in corso</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Dec 2009 10:06:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
				<category><![CDATA[mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[L’Ente Nazionale ha fatto un “bellissimo regalo” di Natale a milioni di viaggiatori italiani. A partire dal 23 Gennaio 2010 la prima compagnia aerea low cost in Italia e in Europa, Ryanair, che trasporta oltre 65 milioni di passeggeri l’anno chiuderà temporaneamente le rotte domestiche italiane. È bene precisare che le rotte europee non saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L’Ente Nazionale ha fatto un “<a href="http://www.chicago-blog.it/2009/12/24/per-un-2010-migliore-mobilitiamoci-a-difesa-di-ryanair/">bellissimo regalo</a>” di Natale a milioni di viaggiatori italiani. <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=217790768550&amp;ref=nf">A partire dal 23 Gennaio </a>2010 la prima compagnia aerea low cost in Italia e in Europa, Ryanair, che trasporta oltre 65 milioni di passeggeri l’anno chiuderà temporaneamente le rotte domestiche italiane. È bene precisare che le rotte europee non saranno chiuse.<br />
Questa decisione commerciale deriva dal fatto che la compagnia accetta sui propri voli i passeggeri che abbiano come documento d’identificazione solo la carta d’identità o il passaporto. <span id="more-4476"></span>Altri documenti, quale la patente o i permessi di caccia non sono accettati. Tutto questo è in contrasto con la decisione del TAR del 17 dicembre che afferma che i passeggeri sulle tratte domestiche possono viaggiare con qualunque documento permesso dalla legge e per questo l’ENAC vuole obbligare il vettore low cost ad accettare tutti i passeggeri.<br />
È chiaro che la decisione dell’ENAC si basa su una sentenza legislativa. Il problema della compagnia irlandese è che ha sviluppato un software per il check-in online nel quale è possibile inserire solo uno dei due documenti prima citati.<br />
Tuttavia un passeggero Ryanair nel momento in cui decide di viaggiare con questa compagnia accetta dichiaratamente di presentare solo i documenti richiesti dal vettore stesso. È il cliente che clicca per accettare queste condizioni nel momento del check-in online.<br />
Un viaggiatore è libero di viaggiare con una qualunque altra compagnia e comunque è sempre al corrente che Ryanair non accetta documenti diversi dalla carta d’identità e passaporti. L’ENAC vuole imporre una misura che sfavorisce Ryanair, ma è chiaro che la decisione della compagnia non inficia sulla libertà di viaggiare dei cittadini italiani. Questi dovrebbero essere tutti muniti di un documento d’identità e accettano di viaggiare a determinate condizioni su un volo del vettore.<br />
Il conflitto tra Enac e il vettore irlandese sull’identificazione del viaggiatore è di lunga data ed è solo l’ultimo in ordine di tempo.<br />
L’Enac negli ultimi anni non si è proprio comportato come regolatore indipendente. Il presidente dell’Ente ha più volte agito per cercare di limitare la concorrenza delle compagnie low cost per favorire il vettore nazionale, Alitalia. La chiusura di Ciampino è solo un esempio, ma anche il piano degli aeroporti, serve a regolare in modo che le low cost abbiano maggiori difficoltà ad entrare nel mercato italiano.<br />
Ma quale è il significato di questa ultima mossa dell’Enac e perché è tanto importante per Alitalia? Il vettore nazionale ha puntato su un modello di business completamente diverso da tutte le grandi compagnie internazionali con una focalizzazione sul mercato domestico.<br />
Ryanair ed Easyjet, grazie alla loro efficienza, stanno “rubando” sempre maggiori quote di mercato non solo sulle tratte europee, ma anche sul mercato interno italiano. E qui nascono le maggiori difficoltà di Alitalia, che per 2009 segnerà perdite operative (non nette, che saranno superiori) probabilmente sopra i 300 milioni di euro. La concorrenza sul mercato interno delle low cost non permette di attuare il piano di rilancio del vettore nazionale e non è un caso dunque che si stia facendo di tutto (politica ed Enac) per limitare la competizione.<br />
La domanda da porsi è questa: ma non è forse meglio favorire la concorrenza per il benessere di tutti i viaggiatori che favorire una sola compagnia con regolamenti, leggi e piani poco intelligenti?</p>
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		<title>Per un 2010 migliore, mobilitiamoci a difesa di Ryanair</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Dec 2009 12:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lottieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti individuali]]></category>
		<category><![CDATA[diritto]]></category>
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		<description><![CDATA[Il contrasto sorto tra l&#8217;Enac e Ryanair è questione rilevante in sé, ma anche perché l&#8217;esito di tale vicenda ci aiuterà a capire che ne sarà della libertà d&#8217;impresa e della concorrenza nel nostro disgraziato Paese. In sostanza, la compagnia low-cost irlandese ha reso noto che dal prossimo 23 gennaio sospenderà alcuni collegamenti “domestici” tra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il contrasto sorto tra l&#8217;Enac e Ryanair è questione rilevante in sé, ma anche perché l&#8217;esito di tale vicenda ci aiuterà a capire che ne sarà della libertà d&#8217;impresa e della concorrenza nel nostro disgraziato Paese. In sostanza, la compagnia low-cost irlandese <a href="http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2009/12/23/visualizza_new.html_1648983029.html">ha reso noto che dal prossimo 23 gennaio sospenderà alcuni collegamenti “domestici” tra le città italiane in segno di protesta con l’Enac.</a><span id="more-4452"></span><br />
Il conflitto fa seguito alla decisione dell’Enac di autorizzare ai viaggiatori l’utilizzo di una più ampia gamma di documenti di riconoscimento al momento del <em>check-in</em>: una scelta che creerebbe problemi organizzativi a Ryanair, che da qualche tempo ha trasferito on line l’operazione di <em>check-in</em> e quindi si trova a veder messa in discussione una propria (più che legittima) scelta manageriale.<br />
All’origine c’è la decisione del Tar del Lazio, che con ordinanza emessa nella Camera di Consiglio del 17 dicembre 2009 ha respinto la richiesta di sospensiva avanzata dalla compagnia Ryanair contro i provvedimenti dell’ENAC sulle disposizioni relative all&#8217;equipollenza dei documenti di riconoscimento che il vettore irlandese deve accettare ai fini della verifica dell’identità dei propri passeggeri.<br />
Ma Ryanair non vuole accettare, anche per ragioni di sicurezza, svariate e non sicure forme di identificazione per i passeggeri che viaggiano sulle rotte domestiche di Ryanair, non ammettendo che si possa utilizzare quali documenti di identità la patente di guida o la licenza di pesca.<br />
<a href=".http://www.ilgiornale.it/economia/ryanair_muso_duro_enac_tra_mese_stop_voli_italia/24-12-2009/articolo-id=409301-page=0-comments=1">Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, è furioso</a> per questo ennesimo contrasto con le autorità italiane e non ha usato mezze parole: «È del tutto scorretto da parte dell’Enac introdurre misure che riducono la sicurezza sui voli domestici italiani. La <em>policy</em> di Ryanair sui documenti di identità/passaporto è stata approvata da tutti gli altri Paesi dell’Unione Europea, incluso l’Enac, quattro anni fa. Ci appelleremo al Consiglio di Stato &#8211; aggiunge O’Leary &#8211; per queste ordinanze dell’Enac e ci auguriamo che il Consiglio di Stato respinga questo tentativo illegale dell’Enac di interferire nelle operazioni di Ryanair e di ridurre il livello di sicurezza di cui fruiscono tutti i passeggeri e i voli di Ryanair in Italia».<br />
E&#8217; davvero assurdo che l’Enac metta becco in decisioni che sono della compagnia irlandese. Se Ryanair intende adottare questa <em>policy</em> e nel formulario da compilare per fare il <em>check-in</em> su internet prevede solo lo spazio per il passaporto e la carta d’identità, si tratta di una scelta che non va messa in discussione. Se i passeggeri non saranno contenti della cosa, perché abituati ad usare anche altri documenti d’identità, vorrà dire che voleranno con EasyJet o con qualche altro vettore. Ma per quale motivo l&#8217;Enac si impiccia di tutto ciò?<br />
E&#8217; per giunto doveroso ricordare come questa sia solo l’ultima iniziativa con cui si mettono i bastoni nelle ruote alla società irlandese e, più in generale, alle compagnie low-cost. Invece che difendere la libertà d’impresa e i diritti dei consumatori, le istituzioni italiane continuano a schierarsi contro la concorrenza e a difesa di vecchi e nuovi monopolisti.<br />
Non resta che reagire: ad esempio scrivendo a giornale e uomini politici, e anche aderendo su Facebook al gruppo &#8220;Non chiudete Ryanair &#8211; Mobilitazione on-line&#8221;, lanciato da Alessandro Caforio e altri (tra cui il &#8220;nostro&#8221; Piercamillo Falasca). E&#8217; indispensabile che la si smetta di ostacolare una delle imprese che più in questi anni hanno concretamente operato a favore di una vera apertura del mercato, in Europa e in Italia, e che si obblighi ogni altra azienda &#8211; tricolorita oppune no &#8211; a servire davvero i clienti: offrendo servizi di qualità e a costo contenuto.<br />
<strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>I ritardi dell’ENAC a Fiumicino</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/08/31/i-ritardi-dell%e2%80%99enac-a-fiumicino/</link>
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		<pubDate>Mon, 31 Aug 2009 20:42:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[ADR]]></category>
		<category><![CDATA[Aeroporti]]></category>
		<category><![CDATA[Alitalia]]></category>
		<category><![CDATA[ENAC]]></category>
		<category><![CDATA[Matteoli]]></category>

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		<description><![CDATA[Le statistiche del mese di Agosto dei ritardi dell&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino non sono ancora disponibili, ma certamente, come hanno fatto notare diverse fonti d&#8217;informazione, il mese è stato molto difficile.
In particolare la riconsegna dei bagagli è stata alquanto difficoltosa e questo per un sistema non completamente automatizzato.
Ma perché ogni anno in Agosto si ripete [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Le statistiche del mese di Agosto dei ritardi dell&#8217;aeroporto di Roma Fiumicino non sono ancora disponibili, ma certamente, come hanno fatto notare diverse fonti d&#8217;informazione, il mese è stato molto difficile.</p>
<p style="text-align: justify;">In particolare la riconsegna dei bagagli è stata alquanto difficoltosa e questo per un sistema non completamente automatizzato.</p>
<p style="text-align: justify;">Ma perché ogni anno in Agosto si ripete lo stesso problema? Sono stati fatti dei miglioramenti nel sistema di smistamento bagagli nello scalo gestito da ADR, ma il ritardo accumulato negli anni è stato troppo grande e non è stato possibile fare i miracoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre il fatto che Alitalia abbia concentrato il proprio hub su Roma Fiumicino ha accresciuto i problemi, in quanto si è avuta una maggiore concentrazione di traffico nel picco estivo.</p>
<p style="text-align: justify;">Lo stesso problema dei bagagli si era riproposto anche nel 2007, tanto che l&#8217;ENAC, guidato dal Presidente Vito Riggio, aveva fatto nel luglio di quell&#8217;anno una riunione al fine di evitare problemi. Nonostante l&#8217;incontro quell&#8217;anno la situazione fu tragica con enormi cataste di bagagli sparse per l&#8217;aeroporto.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-2416"></span>In questi ultimi giorni proprio il presidente dell&#8217;ENAC ha minacciato di ritirare la licenza di handler ad alcune società, mentre il Ministro Altero Matteoli ha dichiarato che &#8220;Alitalia deve fare di più&#8221;. Certo la situazione della compagnia di bandiera è stata più difficoltosa di quella di altri vettori, ma la riconsegna bagagli in generale è estremamente difficile per tutte le compagnie operanti sullo scalo gestito da ADR.</p>
<p style="text-align: justify;">Vito Riggio ha comminato delle sanzioni di alcune migliaia di euro, ma nulla è stato fatto negli scorsi anni per mettere sotto pressione il concessionario dello scalo. Per lungo tempo, Aeroporti Di Roma ha avuto un tasso d&#8217;investimento molto inferiore rispetto a tutte le società di gestione aeroportuale italiane ed europee; infatti il tasso d&#8217;investimento annuo sui ricavi era pari all&#8217;12 per cento, contro il 25-30 per cento raggiunto dai concorrenti.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo era dovuto al fatto che per molti anni ADR ha avuto dei conflitti interni all&#8217;azionariato che di fatto ha bloccato la gestione aeroportuale.</p>
<p style="text-align: justify;">Ora è possibile dire che ci sono degli errori, ma troppo poco è stato fatto in passato.</p>
<p style="text-align: justify;">Inoltre l&#8217;approvazione di innalzare le tariffe aeroportuali negli scali di Milano e Roma va esattamente in senso opposto; si garantisce la possibilità di aumentare i ricavi, senza alcun parametro oggettivo di qualità da parte del concessionario. La decisione derivante dal decreto &#8220;anticrisi&#8221; del 2009, sembra prefigurarsi come un aumento dei costi per le compagnie aeree, senza un reale incremento della qualità dei servizi. I vettori inoltre non possono scegliere di cambiare gestore aeroportuale, perché nel bacino romano la gestione è in mano solamente ad ADR. Quindi le compagnie aeree, che oltretutto conoscono un periodo di crisi importante a causa della recessione in atto e una concorrenza fortissima per attrarre clienti, sono costrette a dover pagare questo incremento delle tariffe.</p>
<p style="text-align: justify;">In conclusione è facile fare certe affermazioni o infliggere sanzioni ora che l&#8217;attenzione dei media è forte sul settore, ma forse era meglio agire in precedenza con decisione.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;ENAC, che avrebbe dovuto essere imparziale nel processo di privatizzazione di Alitalia, senza riuscirci, sembra ora essere diventato un organo politico.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Liberalizzare gli slot? Non solo a Linate</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2009/05/23/liberalizzare-gli-slot-non-solo-a-linate/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 08:21:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Giuricin</dc:creator>
				<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[Antitrust]]></category>
		<category><![CDATA[ENAC]]></category>
		<category><![CDATA[Linate]]></category>
		<category><![CDATA[Malpensa]]></category>
		<category><![CDATA[slot]]></category>
		<category><![CDATA[trasporto aereo]]></category>

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		<description><![CDATA[Le dichiarazioni di Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato circa la “l’apertura” di Linate alla concorrenza con un incremento degli slot disponibili sono certamente condivisibili e l’invio di una segnalazione all’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile è un primo passo significativo.
Meno comprensibile, dal punto di vista della concorrenza è la visione di Vito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Le dichiarazioni di Antonio Catricalà, presidente dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato circa la “l’apertura” di Linate alla concorrenza con un incremento degli <em>slot</em> disponibili sono certamente condivisibili e l’invio di una segnalazione all’Ente Nazionale dell’Aviazione Civile è un primo passo significativo.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Meno comprensibile, dal punto di vista della concorrenza è la visione di Vito Riggio, presidente dell’ENAC, il quale ha dichiarato che per motivi “infrastrutturali ed ambientali” l’aumento degli <em>slot</em> è “difficilmente praticabile e sconsigliabile”.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Attualmente a Linate sono permessi 18 movimenti orari, nonostante l’aeroporto abbia una capacità di circa 32 movimenti orari. Il traffico passeggeri è stato di circa 9 milioni passeggeri nel 2008, mentre lo scalo potrebbe accogliere almeno 15/16 milioni di clienti l’anno.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Tale limitazione è stata introdotta col “Decreto Bersani bis” del gennaio del 2001, quando si pensava di fare di Malpensa un grande <em>hub</em> internazionale di Alitalia.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Si ricorda che un <em>hub</em> non è un aeroporto, come impropriamente viene detto, ma è la struttura di network di una compagnia aerea che fa di un aeroporto una propria base. In quest’ottica è comprensibile, ma non giustificabile la limitazione dell’epoca, poiché Alitalia faceva di Malpensa una propria base importante per le rotte intercontinentali.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Restare al 2001 sarebbe un grave per due motivazioni, la prima di carattere generale del trasporto aereo e la seconda specifica di Milano.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">In primo luogo il mercato aereo ha avuto un’evoluzione molto differente dal sistema <em>hub &amp; spoke</em>; infatti sempre più i collegamenti sono <em>point to point</em>, cioè diretti tra due destinazioni, grazie alla crescita delle compagnie low cost.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">In secondo luogo avendo Alitalia definitivamente cancellato nel marzo 2008 dai propri piani il posizionamento su Malpensa, non ha più alcun senso parlare di <em>hub</em> sullo scalo varesino.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Per queste due motivazioni economiche e di mercato non ha più alcun senso mantenere limitazioni di voli su Malpensa.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Aumentando anche a soli 25 movimenti orari la capacità di Linate si potrebbe aprire finalmente alla concorrenza, non solo la Linate – Roma Fiumicino, ma anche altre numerose rotte.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">La congestione aeroportuale è stata riconosciuta essere una delle principali barriere alla concorrenza nel settore aereo dalla stessa Commissione Europea e l’opportunità di avere spazio di sviluppo di aeroporto dovrebbe essere sfruttata per favorire il mercato stesso.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Nel mese di Aprile mentre Malpensa, che aveva <em>slot</em> disponibili, ha saputo catturare una timida ripresa del mercato aereo ed ha visto aumentare il numero di passeggeri transitati dell’8 per cento, Linate, con la sua chiusura, ha visto una diminuzione del traffico del 10 per cento.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">I limiti infrastrutturali e ambientali di Linate sono dunque fittizi, poiché la limitazione aveva un carattere politico e sicuramente non tecnico ed economico.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Un’altra argomentazione contro lo sviluppo di Linate è quella che Malpensa verrebbe cannibalizzata; andando a guardare i dati delle fughe, cioè i passeggeri che partono da Linate verso un <em>hub</em> europeo, risulta quasi del tutto inesistente questo problema.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Esiste semmai un altro problema, la mancata liberalizzazione dei voli intercontinentali.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Attualmente, per molte destinazioni, non è possibile alcun collegamento da Milano a causa della restrizione degli accordi bilaterali. Non solo si limitano le destinazioni, ma anche il numero delle compagnie operanti e il numero di frequenze settimanali. È urgente una liberalizzazione di tale mercato al fine di dare a Malpensa l’opportunità di trovare le compagnie che possano servire tali mercati.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Vengono riportati due semplici esempi; il primo riguarda Taiwan, importante economia del sud est asiatico, con un PIL procapite superiore a 15mila dollari che non è possibile collegare da Milano a causa della restrizione dell’accordo bilaterale. Il secondo riguarda un paese partner economico più importante, la Russia. Verso tale Stato la frequenza settimanale è limitata a 70 voli dall’Italia e i voli diretti possono essere effettuati solamente da due compagnie. Non è un caso, che da un’analisi di prezzo effettuata a marzo, risultava che era più caro andare direttamente a Mosca che raggiungere gli Stati Uniti, che invece vedono un mercato liberalizzato e che dista 2 volte e mezzo la destinazione Russa.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">La questione di Malpensa e Linate, non può essere analizzata senza affrontare il tema degli <em>slot</em> in generale; attualmente essi sono assegnati secondo il criterio del <em>grandfathering</em>, cioè le compagnie che hanno un tale diritto lo mantengono gratuitamente se lo utilizzano almeno per l’80 per cento del tempo nella stagione precedente.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Questo criterio, come giustamente ricorda Vito Riggio, fa si che comunque non esista un mercato degli <em>slot</em>.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">In definitiva è necessario liberalizzare gli <em>slot</em> su Linate, ma è altrettanto importante introdurre un mercato secondario degli <em>slot</em> in Italia, come è stato richiesto anche dall’Unione Europea.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Introdurre un <em>secondary trading</em> degli <em>slot</em>, come succede già nell’area londinese, farebbe aumentare l’efficienza e in parte aiuterebbe a risolvere i problemi di congestionamento degli aeroporti.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt; line-height: 150%; text-align: justify;">Il Governo dovrebbe agire urgentemente per creare un mercato degli <em>slot</em>; questa sarebbe una riforma essenziale per lo sviluppo del trasporto aereo, senza alcun costo per le casse dello Stato e potrebbe essere fatta molto velocemente.</p>
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