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	<title>CHICAGO BLOG &#187; conservative</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Se Cameron riscopre la centralità del lavoro</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 12:25:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Lottieri</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà che ora le elezioni, da “già vinte” che erano, nelle ultime settimane si sono fatte assai incerte e c’è perfino chi scommette su un Regno Unito senza maggioranza. Sarà che magari c’è stato un soprassalto di serietà, dopo un’orgia di retorica a buon mercato e uno spaventoso vuoto di idee. Sarà che alla fine qualcuno si è convinto che taluni principi anche elementari (che il lavoro è importante, che la responsabilità è cruciale, che l’imprenditoria è il motore dell’economia) sono piuttosto radicate in larga parte della società, a Londra come altrove. Sarà per questo o per altro ancora, ma è comunque doveroso registrare  che nel “<a href="http://www.conservatives.com/News/News_stories/2010/04/Ending_the_free_ride_for_those_who_fail_to_take_responsibility.aspx" target="_blank">Welfare  Contract</a>” proposto da David Cameron agli inglesi con lo scopo di  riformulare – in caso di vittoria dei conservatori – le relazioni  sociali e soprattutto la rete di protezione, alcune idee buone ci sono.</p>
<p><span id="more-5740"></span>In primo luogo, è evidente la volontà di condizionare i sostegni per i disoccupati ad un comportamento attivo e in sostanza alla disponibilità reale a trovare un altro impiego. Questo è il punto più cruciale delle politiche riformistiche in tema di lavoro (elaborate soprattutto nelle società scandinave) ed è importante che i conservatori l’abbiano fatto proprio.<br />
Oltre a ciò, si intende favorire l’intraprendenza e stimolare una retorica nuova, che valorizzi la voglia di fare, costruire, immaginare e realizzare imprese. Si vogliono proporre spazi e istituti che favoriscano ua nuova imprenditoriale, nella convinzione che non ci si deve occupare solo di intervenire sui fallimenti, ma si devono anche favorire o comunque non ostacolare nuove storie di successo.<br />
L’idea è che si debba agire non soltanto a favore di quanti sono senza lavoro, ma anche e soprattutto per mutare l’atteggiamento di chi non ha un lavoro e neppure lo cerca. (A pagina 5 del testo, tra l’altro, compare una tabella su questi “non lavoratori”, persone che hanno abbandonato anche la speranza di trovare un impiego, e l’Italia purtroppo si rivela al primo posto in Europa in questa speciale classifica.)<br />
Sia chiaro: quello presentato da Cameron è un programma elettorale, e quindi non mancano elementi demagogici, proposte discutibili o peggio, insieme a una certa pretesa di “governare” questo settore del mercato.<br />
Però è importante che ora i conservatori si concentrino sulla creazione di lavoro: non da intendersi soltanto come una crescita degli impieghi, ma anche e soprattutto come una maggiore mobilitazione della società e come l’opportunità per un crescente dinamismo. Non sarebbe male se anche alle nostre latitudini si prestasse attenzione a questi sviluppi.</p>
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		<title>Sanità, in Senato con questa luna Obama non passa</title>
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		<pubDate>Sun, 08 Nov 2009 17:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Giannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
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		<description><![CDATA[Il voto alla Camera dei Rappresentanti sulla sanità è un successo solo per modo di dire, per l&#8217;amministrazione Obama. Il sì per soli 5 voti di maggioranza contro 215 voti negativi si deve al fatto che un solo repubblicano ha votato per l&#8217;Healthcare Bill, mentre la bellezza di 39 democratici hanno votato contro. Su moltissimi siti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il voto alla Camera dei Rappresentanti sulla sanità è un successo solo per modo di dire, per l&#8217;amministrazione Obama. Il sì per soli 5 voti di maggioranza contro 215 voti negativi si deve al fatto che un solo repubblicano ha votato per l&#8217;Healthcare Bill, mentre la bellezza di 39 democratici hanno votato contro. Su moltissimi siti USA potete leggere in queste ore analisi a iosa, sul fatto che ben 31 su 39 appartengono a distretti dove i repubblicani erano andati bene alle presidenziali o sono tradizionalmente forti, su come molti di essi appartengano  agli old blue dogs che sono tradizionalmente i più centristi e i meno liberal, e via proseguendo. Ma se questo è stato il risicato esito alla Camera, dove la maggioranza democratica è schiacciante, una cosa appare non dico sicura ma molto probabile: al Senato questo testo NON passa. E quando inizieranno a cambiarlo, vedremo se non sarà l&#8217;inizio dello stillicidio di una presidenza che comincia avere molta ma molta condensa sul suo parabrezza, e molta ma molta meno sicumera di aver messo al bando i conservative per chissà quanti decenni.</p>
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