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Posts Tagged ‘commercio’

Altro che liberalizzazioni! Le mani del governo nei contratti agroalimentari

28 gennaio 2012

Abbiamo più volte sottolineato, nei post del chicago blog dedicati al decreto legge “cresci Italia”, che questo sia solo in parte un provvedimento di liberalizzazioni, smentendo le aspettative iniziali e le formule correnti con cui viene chiamato.

Esso contiene, infatti, misure molto diverse tra loro, che vanno da una effettiva liberalizzazione a forme di vera e propria regolazione delle dinamiche contrattuali, che hanno sicuramente un verso opposto rispetto alla regola generale del diritto di libertà economica e di contratto.

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Mercato delle idee: Risponde Simona Bonfante

5 settembre 2011

Il 21 luglio Alberto Mingardi lanciava su Chicago-blog un ‘concorso di idee’ per diffondere meglio le idee di mercato in Italia. Dopo aver ospitato l’intervento di David Mazzerelli, riprendiamo a pubblicare alcuni delle proposte pervenute. Iniziamo con il progetto di Simona Bonfante.

Credo che per farle affermare, le idee liberali, le si debba liberare dal ‘brand’, ormai circondato da troppi equivoci e troppo negativamente connotato.

La strategia potrebbe consistere nel presentare evidenze liberali, farvi convergere il consenso razionale che inevitabilmente ne consegue, ma senza dire che sono appunto soluzioni liberali. Prosegui la lettura…

fisco, liberalizzazioni, liberismo, Libertà , , , , , ,

Disciplina del prezzo dei libri: chiusura della petizione al Presidente della Repubblica

7 agosto 2011

Apprendiamo dall’’aggiornamento dell’’agenda del Quirinale che il Presidente della Repubblica ha promulgato la legge disciplinante il prezzo dei libri. Chiudiamo quindi la sottoscrizione della petizione aperta all’’indomani
dell’’approvazione, benché in maniera costante si aggiungano ancora
tante firme.
Restiamo comunque convinti che la legge non farà del bene né ai lettori né al pluralismo culturale, per tutte le motivazioni che nelle ultime due settimane abbiamo ripetuto, grazie anche all’’eco data dalla stampa nazionale alla petizione.
Ringraziamo quanti hanno aderito alla nostra iniziativa, nella speranza che vi possa essere l’’occasione per riconsiderare la coerenza della disciplina del prezzo dei libri con le finalità dichiarate, ad esempio in occasione della relazione sugli effetti della legge che dovrà essere redatta tra un anno.
Ci auguriamo che la quantità di firme raccolte in pochi giorni e il dibattito accesosi a partire dalla petizione possano quindi essere presi in considerazione dal legislatore, quasi che rappresentino una sorta di audizione o indagine conoscitiva informale dei lettori, che sono a tutti gli effetti i definitivi destinatari della legge.

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Disciplina del prezzo dei libri: Petizione al Presidente della Repubblica

24 luglio 2011

Innanzi all’approvazione parlamentare della nuova legge sull’editoria, a coloro che credono sia necessario ed auspicabile che il mercato librario rimanga libero non resta che appellarsi all’autorità del Presidente della Repubblica.
Vi invitiamo a sottoscrivere e a diffondere quanto più possibile questa petizione.

Illustrissimo Sig. Presidente,

il 20 luglio u.s. il Senato ha approvato, in via definitiva, la legge che impone vincoli sugli sconti e le promozioni di vendita dei libri.

Se la legge dovesse entrare in vigore, dal primo settembre il mercato dei libri non sarà più libero: un rigido tetto agli sconti e alle campagne promozionali renderà infatti la fissazione del prezzo dei libri non più soggetta al pieno principio della libera concorrenza, ma sottoposta a vincoli legislativi quanto a tempi e soglie di sconto. Prosegui la lettura…

Diritti individuali, diritto, Libertà, mercato , , , , ,

Liberalizzazione del commercio: 8 italiani su 10 favorevoli

13 luglio 2011

Un interessante sondaggio di IPSOS su un campione di 1000 persone (margine di errore compreso fra +/- 0,6% e +/- 3,1) rivela che 8 italiani su 10 sono favorevoli alla liberalizzazione del commercio, di cui ci siamo occupati a più riprese.

Le persone sarebbero quindi liete di poter scegliere quando fare acquisti, di “negoziare” implicitamente con i commercianti le ore migliori della giornata in cui alzare le saracinesche e, se turisti, di poter avere un servizio aggiuntivo al loro svago, mentre, se residenti, di poter fare la spesa in orari più comodi. Prosegui la lettura…

Diritti individuali, liberalizzazioni, mercato , ,

Ripensando al Conte

17 marzo 2011

“I fautori dei dazi doganali vi dicono che il sacrificio che fanno i consumatori va a beneficio dell’industria, e che può considerarsi come un incoraggiamento dato all’industria. (Ma) la conseguenza del sistema protettore è di spingere i capitali e gli industriali nelle industrie protette, quella della libertà è… di spingerli invece nelle industrie naturali al paese” (Camillo Benso di Cavour, 1861)

“Ma che splendido avvenire avrebbe avuto l’Italia, se rimaneva fedele alle dottrine liberali del Conte di Cavour! Sarebbe diventata il porto franco dell’Europa, e il deposito delle merci che dall’Oriente transitano per il canale di Suez. Invece di imitare gli altri paesi che, come la Francia, si invescavano nel protezionismo, conveniva battere precisamente la via opposta a quella che tenevano. Appunto l’Inghilterra trova suo stile in ciò che gli altri paesi sono protezionisti, onde essa ha il monopolio del libero cambio. Può paragonarsi ad un industriale che avesse una macchina migliore di quella che adoperano i suoi concorrenti. Se da venti anni in qua, i nostri governanti, invece di fare leggi avessero badato a divertirsi e fossero andati a spasso, sarebbe stata somma avventura per l’Italia” (Vilfredo Pareto, 1897)

commercio mondiale, liberismo, mercato , , ,

Una buona proposta

18 febbraio 2011

Dichiara oggi  il ministro in carica per il turismo, Michela Vittoria Brambilla, di volersi fare portavoce di una proposta pubblicata ieri dal Foglio tanto semplice quanto efficace: la liberalizzazione degli orari delle attività commerciali, a partire dai giorni festivi.

Tra proposte di riforme costituzionali piene di principi e vuote di precetti immediati, una semplice disposizione che dica che nessuna amministrazione può imporre gli orari di apertura e di chiusura di un’attività commerciale al pubblico, come si legge appunto nel Foglio, sarebbe invece una regola concreta, efficace, a costo zero ed effettivamente capace di incoraggiare a “lavorare di più, lavorare tutti”, come ha scritto ieri Carlo Stagnaro sul Foglio. Proprio Stagnaro, e in precedenti occasioni sia l’Istituto Bruno Leoni che questo blog, hanno già dimostrato, con dati alla mano forniti da alcune ricerche condotte in questi anni, che nessuno dei vincoli imposti alla libertà del titolare di scegliere quando vendere porta vantaggio ad alcuno: né a costui, né ai concorrenti, né al consumatore e, dunque, all’economia.

Se finora gli orari non sono stati totalmente liberalizzati con una minimalistica regola come quella proposta dal Foglio, è quindi più il frutto del solito strascinamento dello status quo che di scelte ragionate (opinabili o meno).

Da anni ormai, praticamente da quando il settore commerciale è stato in parte liberalizzato, si discute se completare o meno questa liberalizzazione. A difendere la rigida conservazione dei vincoli sono più gli enti territoriali che non lo Stato, ma qualcuno oggi anche da quelle parti (v. Modena) ammette che forse non c’è nulla di male a lasciare gli esercenti liberi di scegliere quali siano gli orari migliori per vendere, e che anzi in questo modo si darebbe una mano alla ripresa economica, senza bisogno di ricorrere a strategie complesse, costose, e quindi solo annunciate.

Che il ministro del turismo voglia farsi carico di presentare questa semplicissima proposta al governo, dunque, è una buona notizia. Se così sarà, si potrebbe dare anche per questa via un segno tangibile a quella “scossa” all’economia che, come abbiamo detto anche qui, non può trovare giovamento (solo) da una riforma costituzionale, ma necessita di interventi di de-regolazione settore per settore.

Sarebbe la proponente giusta al momento giusto, il Ministro Brambilla, visto che in Italia i consumi turistici ammontano ogni anno a quasi 100 miliardi di euro tra italiani e stranieri, solo un terzo dei quali imputabile alle strutture alberghiere.

L’importante è che sia chiaro che la liberalizzazione degli orari di apertura non deve subire vincoli o limitazioni non solo da parte dello Stato centrale , ma anche da parte di tutte le altre amministrazioni pubbliche, a partire dagli enti locali territoriali, dove è parimenti forte la lusinga elettorale.

Città, liberalizzazioni

Tanto rumore per nulla

10 gennaio 2011

 Vogliamo tornare ancora una volta sulla questione della liberalizzazione dei saldi, su cui si è iniziato persino ad invocare l’intervento europeo.

Come abbiamo già detto, le istituzioni e la politica stanno cominciando ad interessarsi alla possibilità di rivedere la regolamentazione delle vendite di fine stagione. Purtroppo, però, ai proclami di interventi pro-concorrenziali non fa riscontro la sostanza delle proposte avanzate.

La notizia più curiosa non ha tuttavia natura sostanziale, ma puramente metodologica.

Lara Comi, europarlamentare del Pdl e vicepresidente della Commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori, annuncia che si farà promotrice di una proposta di legge da presentare entro la settimana prossima a livello europeo, come si legge nel Sole 24 Ore.

A prescindere dai contenuti della proposta, ciò che davvero dà un senso di noia è il trito appello all’Europa. Troppe volte abbiamo imparato che quando un politico chiama in causa l’Unione europea è perché desidera che le cose restino come sono, non ha la forza di ammetterlo e scarica il barile addosso a un’istituzione troppo lontana e troppo grande per essere seguita dai cittadini.

L’appello all’Europa, specie in questioni così poco “internazionali” e, sussidiariamente, così tanto risolvibili a livello locale, persino comunale, è in genere la maschera del nulla, il lancio di un amo troppo lontano perché qualcuno si ricordi di raccoglierlo o sappia dove può essere finito. Peraltro, l’iniziativa legislativa europea segue una procedura diversa e molto più complessa di quella nazionale: un aggravio che non ha alcun senso, essendo la soluzione della questione alla portata del legislatore statale e regionale.

I commercianti e i consumatori, con i loro comportamenti concludenti che abbiamo già descritto, hanno parlato chiaro.

Ma la politica preferisce, come sempre, spostare la responsabilità verso un soggetto estraneo e più lontano al cittadino, mostrarsi attiva nel fare poco o niente.

Insomma, tanto rumore per nulla. Anche per una piccola questione come la liberalizzazione dei saldi.

liberalizzazioni, Senza categoria, ue ,

Ancora sui saldi

7 gennaio 2011

Mentre i consumatori si scatenano negli acquisti di fine stagione, la politica torna a scatenare la propria fantasia su come, ancora una volta, regolamentare con più efficacia i saldi.
Ci siamo già espressi sulla convinzione che la regolamentazione dei saldi di fine stagione sia, quantomeno, miope. Prosegui la lettura…

Antitrust, diritto, liberalizzazioni, mercato , , , ,

I love (liberalized) shopping

4 gennaio 2011

Puntuali come il Natale, il Capodanno e l’Epifania, anche quest’anno i saldi sono tornati. Diversamente, però, dalle feste comandate, non hanno una data unica, ma iniziano con tempi diversi e nel giro all’incirca di una settimana le vetrine di tutta Italia si riempiono prima o poi delle réclame di sconto. Prosegui la lettura…

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