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Posts Tagged ‘cdu’

Ma allora il tetto ai debiti in Costituzione funziona?

20 gennaio 2011

Qualche settimana fa, dalle colonne di Libertiamo manifestavo scetticismo sull’operazione, pur razionale e ammirevole, di mettere un cap all’indebitamento direttamente in Costituzione.

Il sospetto è che, tra una tassa sulle compagnie aeree e un balzello sulle società energetiche, il governo stia facendo puro maquillage e sia pronto a passare la patata bollente del debito al governo successivo, che, viste le indagini demoscopiche più recenti, sarà probabilmente di colore opposto. Non per nulla il Ministro dell’Economia Brüderle ha parlato di un indebitamento zero tra il 2014 e il 2015, quando ormai la legislatura sarà scaduta da un pezzo. Ma se fossimo nel ticket rosso-verde non ci preoccuperemmo troppo. Pur credendo, come Oscar Giannino, che il freno ai debiti sia un pungolo necessario per una classe politica ovunque spendacciona, c’è da essere assai realisti in merito ai suoi effetti sostanziali. Qui, come altrove, vale quanto scriveva Anthony De Jasay, ossia che «una Costituzione è come una cintura di castità di cui il legislatore ha la chiave». E in effetti basta leggere il nuovo comma 2 dell’articolo 115 della Legge fondamentale per comprendere come esso ammetta margini di interpretazione davvero generosi ovvero non inibisca affatto politiche economiche anticicliche. In caso di “catastrofi naturali” o “situazioni di emergenza” è sufficiente una risoluzione della maggioranza dei componenti del Bundestag per derogare alla norma costituzionale.

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Il declino (annunciato) dei liberali tedeschi

2 ottobre 2010

Quando, esattamente due mesi fa, abbiamo pubblicato questo post sul futuro dei democristiani tedeschi, la bolla in casa FDP non era ancora esplosa. E sì perché, nel partito liberale, dopo il grandioso risultato di un anno fa, tira oggi una brutta aria. In meno di dodici mesi i Freidemokraten hanno letteralmente polverizzato il consenso, che aveva permesso loro di tornare sui banchi dell’esecutivo dopo 11 anni di opposizione: dal 14,6% giù in picchiata fino al 4-5%, ormai quasi fuori dal Bundestag. Non passa giorno senza che la leadership di Westerwelle venga criticata o messa in discussione, tanto che egli stesso pare abbia già pensato alle dimissioni da presidente dell’FDP. Ma anche la carica di Ministro degli Esteri e Vice-Cancelliere gli sta molto stretta. A differenza del suo predecessore, il socialdemocratico Steinmeier, Westerwelle non ha infatti tratto alcun giovamento dal ricoprire una posizione di alto profilo. Nella mente dei tedeschi c’è sempre il Guido delle campagne elettorali un po’ esuberanti e patetiche o il Guido che strilla contro i sindacati. Le elezioni del settembre 2009 non sono state altro che un’illusione ottica per chi- come noi- credeva che Westerwelle si sarebbe finalmente scrollato di dosso  gli strascichi di una carriera fino ad allora magra e deludente. Prosegui la lettura…

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Germania, per qualche atomo in più…

6 settembre 2010

A quasi un anno dalla storica vittoria elettorale del 27 settembre, CDU/CSU ed FDP sono finalmente giunte ad un accordo per prolungare la vita dei diciassette reattori nucleari della Repubblica federale. Basterà il voto del Bundestag; il Bundesrat, in cui l’esecutivo non ha più la maggioranza, verrà comodamente aggirato.* In una lunga riunione, tenutasi ieri in una Cancelleria assediata dai manifestanti ecologisti, gli esponenti del governo hanno stilato le linee guida di questo “phase-out dal phase-out”, come è stato ribattezzato in questi mesi dalla stampa. Prosegui la lettura…

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Se (anche) in Germania la CDU è pronta alla scissione

1 agosto 2010

In queste ore in cui il centrodestra italiano sprofonda nella crisi e, checché se ne dica, le possibilità di vedere una formazione politica liberale apparire all’orizzonte si affievoliscono di minuto in minuto, qui in Germania i quotidiani discutono di un nuovo partito che potrebbe presto nascere alla destra della CDU. Come è noto, la presenza di Angela Merkel alla Cancelleria ha ormai sbilanciato i cristianodemocratici verso sinistra, inibendo ogni prospettiva di un connubio genuinamente liberalconservatore. Prosegui la lettura…

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Roland Koch Berlusconi?

24 novembre 2009

C’è qualcosa che non quadra nell’ultima polemica politicamente corretta, messa in scena dalla stampa tedesca e da un manipolo di professori di diritto pubblico. Ora, la questione è questa: l’emittente televisiva ZDF, nata negli anni ’60 dietro la spinta di alcuni Länder per reagire al dominio informativo targato ARD (il primo canale televisivo tedesco), tendenzialmente posizionato su una linea sozialdemokrat, ha un bel consiglio di amministrazione. Prosegui la lettura…

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Domande scomode, Frau Merkel.

31 ottobre 2009

Per un attimo ho creduto di trovarmi a Palazzo Chigi. E invece no. Come potete vedere dal video qui linkato, siamo a Berlino. Conferenza stampa dei leader del nuovo governo. “Signora Merkel, perché ha deciso di riporre la sua fiducia per il Ministero delle Finanze in una persona che non ricorda di aver ricevuto 100.000 DM dal lobbista Schreiber nel famoso caso delle mazzette alla CDU alla fine degli anni ’90?” Gelo in sala. Prosegui la lettura…

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Germania: altri quattro anni di incertezza con un sistema in cambiamento

28 settembre 2009

Mi voglio ricollegare a quanto scritto da Oscar Giannino sulle elezioni in Germania per fare due ulteriori brevi considerazioni. Prosegui la lettura…

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Niente di nuovo lassù in Germania

18 settembre 2009

A dieci giorni dalle elezioni in Germania, pubblichiamo qui di seguito la traduzione del contributo inviatoci dall’amico Dirk Friedrich, giovane giurista e blogger, redattore della rivista di cultura politica Eigentümlich Frei (EF-Magazin) e membro della corrente libertaria dell’FDP  (Libertäre Plattform).

Il prossimo 27 settembre si terranno le elezioni politiche per eleggere il Bundestag numero diciassette nella storia della Repubblica Federale. Ai nuovi deputati toccherà confrontarsi con una mole infinita di vecchi problemi, che anziché essere stati affrontati, sono stati letteralmente rinviati dall’attuale governo di Angela Merkel. A livello di politica interna in agenda c’è da anni il problema del finanziamento delle casse sociali. La critica al contributo assicurativo unico e all’idea stessa del fondo sanitario (Gesundheitsfonds), istituito dal governo è più forte che mai. Medici e pazienti si lamentano di continuo dei bassi salari e degli altissimi costi. L’impronta estremamente anticoncorrenziale della riforma conduce a ciò che è del tutto inevitabile in un sistema socialista, ossia la corruzione. I primi scandali di mazzette non fanno che confermarlo. Prosegui la lettura…

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Ancora sul salario minimo tedesco

14 settembre 2009

Nell’opaco duello televisivo di ieri sera tra la signora Merkel e il suo sfidante socialdemocratico Frank-Walter Steinmeier si è discusso animatamente anche di salario minimo, del quale ci siamo già occupati qui. Sul tema andrebbe fatta ancora qualche breve osservazione. Prosegui la lettura…

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