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	<title>CHICAGO BLOG &#187; brunetta</title>
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	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
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		<title>Brunetta, il burocrate e il prodotto negativo</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Dec 2009 18:13:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Arrigo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[efficienza]]></category>
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		<description><![CDATA[Grazie alla cura Brunetta è calato l&#8217;assenteismo nella pubblica amministrazione e i burocrati pubblici, passando più tempo in ufficio, è  probabile che producano di più. Siamo tuttavia certi che la loro maggior produzione aumenti il benessere collettivo?

La risposta è si a condizione che  il loro prodotto, espresso in valore, abbia segno positivo. Quindi in realtà è no: purtroppo, non trovandoci in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie alla cura Brunetta è <a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/Focus/IBL_Focus_149_Scoppa-DePaola.pdf">calato l&#8217;assenteismo nella pubblica amministrazione </a>e i burocrati pubblici, passando più tempo in ufficio, è  probabile che producano di più. Siamo tuttavia certi che la loro maggior produzione aumenti il benessere collettivo?</p>
<p><span id="more-4161"></span></p>
<p>La risposta è si a condizione che  il loro prodotto, espresso in valore, abbia segno positivo. Quindi in realtà è no: purtroppo, non trovandoci in un contesto di transazioni volontarie (mercato) non siamo per nulla certi che abbia valore positivo. Che cosa garantisce, invece, che l&#8217;output di una produzione privata non abbia valore negativo? La domanda dei consumatori, la loro disponibilità a pagare, che si manifesta per i beni economici e scompare di fronte ai &#8216;mali&#8217; (beni di segno negativo). Nel caso delle produzioni pubbliche la &#8216;disponibilità&#8217; a pagare non è volontaria ma obbligata: paghiamo le tasse e utilizziamo &#8216;gratuitamente&#8217; le specifiche prestazioni pubbliche. Ma le avremmo egualmente richieste se fossimo stati liberi di scegliere? Vi sono, in sostanza, due rischi:</p>
<ol>
<li>Il primo è che il valore delle prestazioni pubbliche ricevute sia inferiore al valore delle tasse pagate e non solo per i cittadini più ricchi ma anche per quelli più poveri.</li>
<li>Il secondo rischio è che i burocrati che (finalmente) lavorano lo facciano non per essere più efficaci nell&#8217;accrescere il nostro benessere ma per essere più efficaci nel diminuirlo (paradosso del prodotto pubblico di segno negativo).</li>
</ol>
<p>Dato che questi rischi sono reali e consistenti, l&#8217;obiettivo n°  1 dovrebbe essere quello di contenere e minimizzare le burocrazie pubbliche e (solo) il n° 2 quello di rendere efficienti le burocrazie pubbliche che risultassero proprio inevitabili. In sostanza la P.A., più che riformata, andrebbe proprio abolita!</p>
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		<title>Potenza della burocrazia!</title>
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		<pubDate>Tue, 27 Oct 2009 12:51:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ugo Arrigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Burocrazia]]></category>
		<category><![CDATA[Malpensa]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; noto agli addetti ai lavori che l&#8217;aeroporto italiano con più traffico cargo è quello di &#8230; Francoforte. Non è invece noto perchè non lo sia uno più vicino al cuore delle attività economiche del nostro paese come Malpensa. Ieri a un convegno sul trasporto aereo che si è tenuto presso l&#8217;Università Statale di Milano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; noto agli addetti ai lavori che l&#8217;aeroporto italiano con più traffico cargo è quello di &#8230; Francoforte. Non è invece noto perchè non lo sia uno più vicino al cuore delle attività economiche del nostro paese come Malpensa. Ieri a un convegno sul trasporto aereo che si è tenuto presso l&#8217;Università Statale di Milano il rappresentante di Anama, l&#8217;associazione degli spedizionieri di merci aeree, ha svelato l&#8217;arcano: signori, è la burocrazia!<br />
Riporto integralmente il suo esempio. Immaginiamo che una merce destinata a Pavia arrivi per via area a Malpensa in un certo orario: considerando che la burocrazia doganale rilascia quella merce 24 ore dopo, essa arriverà a Pavia 26-27 ore dopo lo sbarco. Immaginiamo che una merce sempre destinata a Pavia arrivi invece a Francoforte nello stesso identico orario: qui i tempi della burocrazia sono di sole quattro ore; aggiungendo quindici ore di viaggio (tempo standard) per la meta finale, essa arriverà a Pavia dopo circa 20 ore, battendo nettamente la sua consimile atterrata a Malpensa.<br />
Potenza della burocrazia italiana! Riesce persino a rendere competitivo l&#8217;aeroporto di Francoforte, 650 km più a nord di Malpensa. Il ministro Brunetta è consapevole di questa performance, degna del guinness dei primati?</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Exor-Fideuram, lettura autentica del Corriere</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 16:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Oscar Giannino</dc:creator>
				<category><![CDATA[credito]]></category>
		<category><![CDATA[finanza]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[Passera]]></category>
		<category><![CDATA[poteri forti]]></category>
		<category><![CDATA[Tremonti]]></category>

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		<description><![CDATA[Chapeau al Corriere della sera di De Bortoli, che oggi in prima pagina pubblica un bel pezzo di Massimo Mucchetti critico dell&#8217;annunciata acquisizione di Banca Fideuram da parte dei torinesi di Exor. L&#8217;Italia dei poteri banco-industriali stamattina si è scambiata sul filo del telefono una caterva di interpretazioni autentiche dell&#8217;affondo del Corriere. Non è solo giornalismo a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chapeau al Corriere della sera di De Bortoli, che oggi in prima pagina pubblica un bel pezzo di Massimo Mucchetti critico dell&#8217;annunciata acquisizione di Banca Fideuram da parte dei torinesi di Exor. L&#8217;Italia dei poteri banco-industriali stamattina si è scambiata sul filo del telefono una caterva di interpretazioni autentiche dell&#8217;affondo del Corriere. Non è solo giornalismo a schiena dritta, non troppo diffuso di questi tempi. De Bortoli, come sempre, è anche un abile tattico, capace di lanciare più messaggi con la stessa bottiglia. Di conseguenza, quella che per forma e sostanza è una critica ai torinesi di Exor e un richiamo agli irrisolti problemi dell&#8217;auto che invoca aiuti di Stato minacciando altrimenti il disastro, per metafora e sillogismo si può anche leggere diversamente. È l&#8217;annuncio indiretto che è Passera, più che John Elkann, a registrare segni d&#8217;impasse. Il 29 settembre il comitato esecutivo di Banca Intesa non deciderà la cessione di Fideuram ai torinesi, perché la Banca d&#8217;Italia si è messa di mezzo e ha ricordato che una banca non si compra a debito, tanto meno di questi tempi. In più, alla fine Banca Intesa sottoscriverà i Tremonti bonds, dopo dieci mesi di polemica ininterrotta da parte di Passera. Così dicono alcuni autorevoli lettori del Corriere. Se è così è ancora più interessante, visto che nel frattempo in parecchi si aspettano che Passera svolga un ruolo non esattamente di secondo piano, in quell&#8217;ipotesi di &#8221;colpo di Stato delle élite finanziarie ed editoriali irresponsabili&#8221; di cui ha tuonato oggi Brunetta da Cortina, con l&#8217;occhio rivolto alla pronunzia della Corte costituzionale sul lodo Alfano.</p>
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		<title>Ma a che cazzo serve la marca da bollo?</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Sep 2009 09:24:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[brunetta]]></category>
		<category><![CDATA[contrassegno telematico]]></category>
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		<category><![CDATA[passaporto]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo post non intende svolgere un argomento o sostenere un&#8217;idea. Questo post intende porre una semplice domanda ai lettori di Chicago-blog, ai loro conoscenti e ai conoscenti dei loro conoscenti: a che cazzo serve, nell&#8217;anno del Signore 2009, la marca da bollo?

Mi spiego. Ieri mi è toccata l&#8217;infame trafila burocratica per il rinnovo del passaporto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post non intende svolgere un argomento o sostenere un&#8217;idea. Questo post intende porre una semplice domanda ai lettori di Chicago-blog, ai loro conoscenti e ai conoscenti dei loro conoscenti: a che cazzo serve, nell&#8217;anno del Signore 2009, la marca da bollo?</p>
<p><span id="more-2577"></span></p>
<p>Mi spiego. Ieri mi è toccata l&#8217;infame trafila burocratica per il rinnovo del passaporto (in realtà per fare un nuovo passaporto, visto che quello vecchio era già stato rinnovato una volta). Dunque, <a href="http://poliziadistato.it/articolo/10301-Il_Rilascio">come è ben spiegato</a> sul sito della Polizia di Stato, oltre a un po&#8217; di cose burocratiche per avviare l&#8217;iter occorre &#8220;<em>la ricevuta di pagamento di euro 44,66 per il libretto a 32 pagine e di euro 45,62 per quello a 48 pagine</em>&#8220;; e serve &#8220;<em>1 contrassegno telematico di euro 40,29 per passaporto</em>&#8220;. Il contrassegno telematico <a href="http://www.agenziaentrate.it/ilwwcm/resources/file/eb86e10cde6cf24/com1407.pdf">ha sostituito</a>, dal 1 settembre 2007, la vecchia <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marca_da_bollo">marca da bollo</a>, ma sempre di quello si tratta: tu paghi 40,29 euro e ricevi un quadratino di carta appiccicosa che certifica che hai pagato euroquarantavirgolaventinove.</p>
<p>Ora, la mia domanda è semplice: perché, per pagare una novantina di euro scarsi, devo utilizzare due mezzi diversi e incompatibili? Perché devo andare prima in posta (e perder tempo in coda) e poi dal tabacchino (e infilarmi odiosi spiccioli nel portafoglio)?  Ho parlato della cosa con qualche amico, e mi hanno dato essenzialmente quattro tipi di risposta.</p>
<p><em>Risposta numero 1</em>. I flussi attivati dal versamento e dalla marca da bollo vanno a diversi soggetti, quindi devono essere mantenuti separati. Obiezione: benissimo, ma perché non posso fare due versamenti, oppure comprare due marche da bollo, o ancora due bonifici bancari, o scegliere tra una combinazione di questi mezzi?</p>
<p><em>Risposta numero 2</em>. La marca da bollo (pardòn, contrassegno telematico) è più economica, per lo Stato, perché garantisce un flusso più voluminoso, mentre il versamento impone singole scritture contabili di piccola entità. Benissimo, ma allora perché non chiedere due marche da bollo?</p>
<p><em>Risposta numero 3</em>. La marca da bollo garantisce un&#8217;entrata sicura ai tabacchini. Di per sé è del tutto inutile, ma anche loro tengono famiglia.</p>
<p><em>Risposta numero 4</em>. Non rompere i coglioni.</p>
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