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Posts Tagged ‘Banca d’Italia’

Monitoraggio Debito Pubblico – agosto 2011

30 agosto 2011

Altro mese, altro triste record: a giugno 2011 il debito pubblico ha toccato quota 1.901 mld, in crescita del 4,3% rispetto l’anno scorso e dello 0,23% rispetto a maggio. Per fine settembre stimiamo un debito a quota 1.907 mld, al ritmo di +2.256 euro al secondo, mentre la BCE annuncia che la coperta si fa sempre più corta.

Good night, and good luck

Bankitalia, BCE, debito pubblico, Draghi ,

Monitoraggio Debito Pubblico – aprile 2011

1 luglio 2011

Anche questo mese, pubblichiamo il nostro monitoraggio del debito pubblico, usando i dati di fonte  Banca d’Italia.

A fine aprile 2011 il debito ha ripreso a crescere toccando soglia 1.890 mld, il valore più alto nella storia della Repubblica. Il dato è in crescita del 1,2 per cento rispetto al mese precedente (contro una media degli ultimi 14 anni pari a + 0,54 per cento) e + 4,1 per cento rispetto ad un anno fa.

La situazione non è rosea e occhio al futuro (hat tip Aldo Lanfranconi, Michele Boldrin e Mario Seminerio): l’effetto dei tagli del refi della BCE non compenserà ancora a lungo l’aumento degli spread e gli effetti delle manovre sono inutili se non si fa ripartire la crescita e non si taglia la spesa.

Good night and good luck

Bankitalia, debito pubblico, Draghi, spesa pubblica , , ,

Peggio di quel che credete

13 novembre 2010

I lettori più attenti noteranno che oggi il valore del debito pubblico stimato dal nostro orologio ha fatto un “salto” di circa 4 miliardi di euro: da circa 1853 miliardi di euro a circa 1857 miliardi.

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Due dubbi su Bankitalia, forse “inopportuni” ma tant’è

20 agosto 2010

Diranno molti tra voi: ma come, con questo spettacolino che ci propone la politica, ti metti  criticare la Banca d’Italia? Avete ragione, infatti ci ho pensato molto e moltissimo, prima di prendere la penna e scrivre quanto segue. Però è anche vro che se uno fa il rompiscatole nel merito lo deve fare tutte le volte che ha un dubbio, senza mettersi a far scale comparative di oppurtnità. Quel metodo, del tutto legittimo, lo lascio ai politici e all’informazione “orientata”, cioè dominante. E alloa, pensandola così, devi dirvi che sul caso del Credito Cooperativo Fiorentino, e della Banca Popolare del Meridione, qualche mal di pancia mi è venuto e tanto vale dirlo, in modo da vedere com la pensate e con amplissima facoltà di dirmi che sono un cretino. Basta che non mi si dica che i miei dubbi sono appunto “politici”: perché non lo sono per niente. Prosegui la lettura…

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Dell’incredibile Popolare per il Meridione, di Totò e della Consob

11 agosto 2010

La truffa è arte pura e assoluta, quando tocca vette di maestria nel raggiro della buona fede di centinaia e centinaia di persone. L’articolo 640 del codice penale, per chi è cultore della materia e conosca la giurisprudenza accumulata in decenni di vita italiana, si applica sovente nel nostro Paese a dei maestri sommi della dissmulazione, che non avrebbero sfigurato in scena ai tempi della Commedia dell’arte, che avrebbero benissimo potuto campare quali spalle d’eccezione nei film di Totò, Peppino e Nino Taranto. Uno di questi è con ogni probabilità Lello Cacciapuoti, sedicente principe di Montebello tanto per non farsi mancare nulla sul biglietto da visita, l’ideatore e e realizzatore nella realtà del vecchio detto caro a chi brechtianamente diffida per definizione di banche e banchieri: e cioè che c’è solo una cosa moralmente più grave che rapinare una banca, fondarla appunto. Prosegui la lettura…

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Zopa a ottobre ripartirà: ovvero, le “liberalizzazioni” alla prova dei fatti

7 luglio 2010

Esattamente un anno fa, Zopa Italia srl. (l’impresa che ha introdotto in Italia il “social lending”, ossia la possibilità di scambiarsi denaro direttamente tra privati, senza banche e finanziarie di mezzo) era stata bloccata dalle autorità incaricate di vigilare sul mercato. Prosegui la lettura…

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Finanza, siamo ancora all’anno zero? di Davide Grignani

15 marzo 2010

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo contributo alla discussione da Davide Grignani

Il sistema economico e finanziario rischia oggi una seconda crisi provocata dalla nuova bolla di statalismo e “over-regulation” innescata dalla scossa dell’estate del 2007. Sinora il complesso sistema di interazioni tra regolatori e norme ha dimostrato di non tener conto né della ciclicità degli impatti da essi provocate, né delle specificità di funzionamento dell’istituzioni finanziarie, siano esse banche, assicurazioni o non-banche (società finanziarie specializzate) operanti nelle diverse realtà geografiche, macro e microeconomiche.

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Draghi alla BCE, pochi giorni e si decide

21 gennaio 2010

Entro tre settimane, i Paesi dell’euro sono chiamati a una scelta importante. Per l’Europa, e per il peso dell’Italia in Europa. Mario Draghi ha delle buone chanches per diventare presidente della BCE, l’anno prossimo. Ma la partita è nei prossimi 10 giorni. Se l’Italia non si muove subito e con accortezza, i tedeschi ci fregano. Prosegui la lettura…

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Liberalizzare: 5 punti di Pil in 3 anni

16 ottobre 2009

L’output potenziale in Italia è calato incessantemente dall’inizio degli anni Settanta. All’epoca era sul 4% annuo, e di gradino in gradino era giunto all’1,2% nel 2008, prima della crisi in corso che l’ha azzerato.  Per Francia e Germania, pur conoscendo un trend analogo, il prodotto potenziale è sempre rimasto di quattro-cinque decimi di punto superiore al nostro. Il grande problema, come abbiamo ripetuto spesso, è la bassa produttività del terziario. “ Liberalizziamo per crescere di più” è la ricetta qui scontata. Meno scontato saper quantificare gli effetti di maggior crescita  di decise liberalizzazioni. Per questo è utilissimo che lo facciano studiosi di Bankitalia. Sono  Lorenzo Forni, Andrea Gerali e Massimilano Pisani, in questo paper. Vado alle conclusioni, il modello seguito nella simulazione è macro e non micro. Diminuendo il market power delle imprese di settore, che le induce a fare più markups scaricati sui costi rispetto all’eurozona – che pure non è certo l’Eden liberalizzato -  ci sono 11 punti di Pil di maggior crescita italiana da liberare, di cui 5 conseguibili in un triennio.  Non è solo il caso di dire: i politici non lo sanno o non ci credono. La notizia è che la crescita potenziale aggiuntiva supera di gran lunga il fuoco di sbarramento inevitabile, posto in essere su politica e media  dal market power esistente. Quindi “si può fare”. Per politici che ci credessero.

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Draghi sul welfare: come sprecare buoni consigli

13 ottobre 2009

La lezione tenuta oggi dal governatore della Banca d’Italia Mario Draghi al Collegio Carlo Alberto di Moncalieri – solida istituzione di gloriosi tempi che furono – è un bell’esempio di spiegazione a studenti non versati nella questione dei princìpi di fondo, dei fini e degli strumenti attuativi dell’assicurazione sociale pubblica in tutte le sue forme, sostanzialmente per la garanzia contro i rischi da perdita di lavoro, e per il sostegno alla vecchiaia. È un intervento che riprende talvolta alla lettera le riflessioni e le proposte che, con decenni di anticipo, alla materia furon dedicati da quel grande attuarialista che era Onorato Castellino, maestro di Elsa Fornero. Non contiene solo analisi, ma anche indicazioni di punti critici irrisolti, e di eventuali proposte per affrontarli. La politica si è divisa in due: alcuni nella maggioranza, come Urso e Della Vedova, hanno apprezzato e condiviso. Il ministro Sacconi ha mostrato di non gradire.  Chi ha ragione, e perché? È nel merito, che non piacciono a taluni le indicazioni del governatore? O piuttosto è una questione di metodo? Per quanto mi riguarda, le proposte sono sagge. Il governo poteva e può non dico farle proprie integralmente, ma opportunamente farne uso per procedere sulla via del dialogo sociale e delle riforme. Infine, se la questione non è di merito ma di metodo, forse è il caso di approfittarne per chiarirsi le idee: su che cosa debba o non debba dire e fare, un governatore della Banca d’Italia. Prosegui la lettura…

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