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Posts Tagged ‘autorità di regolazione’

Proposta shock per l’Autorità energia: tiratelo fuori

6 dicembre 2010

A meno di dieci giorni dalla scadenza formale dell’attuale collegio, le nomine della nuova Autorità per l’energia sono in alto mare. Il naufragio è frutto della superficialità dei principali attori di questo teatrino: il Pdl, il Pd e la Lega (o, se preferite nomi e cognomi, di Gianni Letta e Paolo Romani, Pierluigi Bersani e Roberto Calderoli). Capire perché le cose sono andate male è necessario a esprimere una diagnosi del fallimento. La risposta, dati i tempi e l’apparent cul de sac in cui la politica si è cacciata (compreso il voto di sfiducia del 14 dicembre), non può che essere una terapia shock: tiratelo fuori.

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Autorità indipendenti: perché continuiamo a raccontarci favole?

28 novembre 2010

Della situazione paradossale che si è creata con la lettera di “indisponibilità” di Antonio Catricalà, ha già scritto Carlo Stagnaro. Da parte via, vorrei solo aggiungere qualche considerazione.

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Fondo unico autorità. Quando la pezza è (quasi) peggio del buco

4 dicembre 2009

Da due giorni c’è subbuglio tra le autorità indipendenti, minacciate da un emendamento alla finanziaria che ne metterebbe seriamente a rischio l’indipendenza riconducendone le redini finanziarie in mano al Tesoro. Di questo ci siamo già occupati. Dopo un lungo tira e molla con la presidenza del Consiglio (ieri Gianni Letta ha ricevuto i segretari generali degli enti coinvolti), il governo avrebbe avanzato una controproposta, di cui Chicago-blog è in grado di anticipare i contenuti. Anche questa controproposta, però, suscita delle perplessità.

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Fondo unico authority. Chi vince, chi perde, chi viene messo al guinzaglio

3 dicembre 2009

Puntuale come la morte e le tasse, anche questo mese è arrivato il consueto emendamento anti-autorità indipendenti. A differenza del passato, quando oggetto degli interventi (finora scampati) era questo o quel collegio, o le relative modalità di nomina, questa volta la strategia è del tutto diversa. Nel mirino entrano, infatti, le modalità di finanziamento delle authorities. Un emendamento alla finanziaria firmato dai deputati del Pdl Antonio Pepe, Maurizio Leo, Silvano Moffa e Donato Lamorte propone di creare, presso il Tesoro, un “fondo unico perequativo” dove dovrebbero confluire tutte le entrate proprie di Consob, Antitrust, Agcom, Autorità per l’Energia, Covip, Garante della Privacy, Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, Isvap e Commissione di garanzia per gli scioperi.

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A Londra i regolatori rispondono agli incazzati. Da noi?

22 agosto 2009

Certo, in Italia in questa crisi non abbiamo registrato fallimenti bancari. Ma non sarebbe male, immaginare che Bankitalia e Consob rispondessero direttamente a domande e querimonie di risparmiatori e azionisti incazzati. A Londra succede. Hector Sants, ceo della FSA che nell’ordinamento britannico assorbe le competenze che da noi sono ripartite tra Bankitalia – stabilità finanziaria micro e macro – e Consob - obblighi di trasparenza al mercato – sistematicamente si alterna dalle colonne di quotidiani come il Telegraph e il Times, e risponde direttamente ai lettori, vedi per esempio qui.  Non sono risposte diplomatiche. Agli arrabbiati contro la prassi degli alti bonus bancari, che non cessa anche in istituti salvati o sorretti dal denaro del contribuente, Sants replica che non è il regolatore a dormire ma la politica a negargli sinora il potere d’intervento, al di là di tante chiacchiere. Idem dicasi sul problema Too Big To Fail: dipendesse da me, dice Sants, adotterei requisiti di capitale variabili per tipo e dimensione di asset patrimoniali, con finanziamento del fondo tutela depositi inversamente proporzionale alla taglia delle banche, ma finché non si decide nulla nei tanti fori di cooperazione internazionale che se ne stanno occupando, non prendetevela con me. Pensate a come sarebbe divertente, chiedere a Draghi perché Bankitalia per oltre un anno non ha fatto niente su Delta a San Marino, alla Consob come la pensa sulla continuità aziendale dei conti di Risanamento negata dalla Procura di Milano,  o all’Antitrust perché su Intesa-Agricole-Generali si debba aspettare fino a babbo morto…

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Abolire i regolatori – di David Potter

22 luglio 2009

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questa lettera, inviata da David Potter (già Chairman e CEO di Guinness Mahon &Co Ltd) a Financial World.

E’ il momento di ripensare completamente la regolazione.
Non c’è dubbio che negli ultimi venticinque anni le attività di regolazione siano cresciute sostanzialmente nel Regno Unito e in tutti gli altri maggiori centri finanziari.
La prima domanda è: a cosa è servito? Provate a chiedere a un regolatore la lista dei suoi successi. La lista sarà breve e poco eccitante: qualche trader multato, qualche sanzione a banche o compagnie d’assicurazione per errori amministrativi di relativamente poca importanza, eccetera.
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Autorità di regolazione: la politica attacca, da noi e negli States

20 luglio 2009

Il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, nel girare al Parlamento la relazione annuale del presidente Consob Lamberto Cardia, ha sottolineato con una propria nota la necessità  di interventi improcrastinabili «sull’attuale assetto istituzionale italiano che, rispetto agli altri Paesi membri dell’Unione europea, si caratterizza per un numero elevato di autorità indipendenti, tra cui sono ripartite le funzioni regolamentari di vigilanza». Secondo Tremonti il dibattito che è «di importanza cruciale». Il sistema basato sulla frammentazione delle autorità nazionali è ormai «irrealistico» perchè gli intermediari sono «sempre più internazionali» e i mercati «sempre più integrati». Abbiamo deciso di chiedervi con un sondaggio come la pensate. Io sono dell’idea che occorra stare oggi più che mai molto attenti. L’aria di “rivincita” da parte della politica non mi persuade per niente, e più volte ho già scritto come la penso intorno alle cattive prove offerte recentemente da vertici di Autorità di regolazione indipendenti, dalla Consob all’Antitrust, che mi appaiono troppo pronti a compiacere la politica invece di tutelare l’indipendenza delle decisioni del proprio collegio. È un dibattito che ferve in tutto il mondo, sotto la morsa della crisi la politica mostra crescente insofferenza verso Authorities che, tante volte, non hanno dato buona prova di sé, mostrandosi spesso “prigioniere” dei soggetti regolati. Negli States, soprattutto, il confronto è molto più alla luce del sole che da noi.  Perché lì accademici e intellettuali reagiscono e dibattono. Da noi, tutto tace e i media o restano muti, o plaudono alle… ”cardiate”.

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