CHICAGO BLOG » Oscar Giannino


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L’eurobradipo e il parallelo Monti-Schumpeter

16 maggio 2012

Attenti a credere che la Germania paghi tutto, per una volta rileggiamo Keynes. E attento Monti a non fare come Schumpeter, ministro “tecnico” delle Finanze nell’Austria del 1919 gravata dal debito pubblico: propose tasse e patrimoniale, e finì travolto lui col suo Paese. Tra le pistolettate. Prosegui la lettura…

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Quattro scenari ital-europei, e un libretto da regalare a Monti!

15 maggio 2012

Quattro scenari per Italia ed euro. Viva Herbert  Spencer, e il suo aureo libretto da regalare a Monti! Prosegui la lettura…

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Chi difende lo Stato-ladro avvelena anche te!

15 maggio 2012

Come  e perché si debba resistere all’ariaccia filostatalista che soffia in Italia e in Europa. Prosegui la lettura…

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Grecia out? Ebbene sì. Ma anche la Merkel non se la passa tanto bene

10 maggio 2012

Alle prime proiezioni sul disastroso esito delle elezioni greche, Citigroup ha innalzato la sua stima di probabilità di uscita di Atene dall’euro a un range tra il 50 e il 75% nei prossimi 12-18 mesi.  In effetti è comprensibile, tenendo conto che  conservatori e socialisti pro Europa sono senza maggioranza in parlamento, e costretti a cercare in tre soli tentativi un partito aggiuntivo di maggioranza prima di un nuovo scioglimento che sarebbe l’anticamera dell’uscita dall’euro. Il primo tentativo affidato ai conservatori si è esaurito in poche ore, affossato  da Sinistra democratica, il più piccolo dei partiti di sinistra e in teoria il più filoeuropeo. Il secondo è toccato a Syriza, la sinistra radicale contraria alla terza tranche di aiuti in cambio di altri 11 miliardi di rigore. Il terzo al Pasok, che dicendo no nella seconda mano alla sinistra radicale se lo vedrà restituire, e ha una chanche solo se a quel punto contraddice la campagna elettorale  – e convince anche i conservatori a farlo – dicendo sì alla ricontrattazione del pacchetto europeo chiesto dai 21 eletti della Sinistra democratica. Con una maggioranza che sarebbe comunque assai debole. Risultato: par proprio che si rivada a votare, Syriza è convinta di aumentare il suo vantaggio alle urne e di poter guidare una coalizione di sinistra estesa contro l’Europa per rinegoziare tutto. Parola d’ordine “no all’austerità”. In altre parole, Grecia fuori dall’euro. E da ieri con le dichiarazioni di Guido Westervelle è ufficiale l’altolà ad Atene: dunque l’ipotesi di breakup della moneta comune  è sul tavolo. Per me, andava esaminata due anni e mezzo fa, all’esplosione della crisi greca. Le condizioni di quel Paese, a così bassa manifattura ed export e debolissimo tranne che per il turismo, aggravate da una pachidermica estensioen della mano pubbluica praticata dai partiti, hanno visto negli anni dell’euro praticare un enorme azzardo morale: il reddito procapite reale è di un terzo almeno superiore alle ragioni di scambio. Poiché è impensabile tagliare di un terzo e metà i redditi alla gente nella stessa moneta, la via è quella di tornare alla dracma lasciando che svalutazione e inflazione rilivellino in termini reali le ragioni discambio rispetto ai livelli di costo e produttività.  Conseguenze per l’Europa e l’Italia? E come se la passa, la Merkel? Prosegui la lettura…

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L’economia in ginocchio, la fan-ta-sti-ca sberla dalle urne

8 maggio 2012

Il primo turno delle amministrative italiane mi ha reso assolutamente felice. Ripeto as-so-lu-ta-men-te. Anche se i numeri economici da cui nasce mi rendono preoccupato e triste. Non capire che cosa esprimano quei numeri, e dunque restare stupiti dalle urne, è ilsegno che i vecchi partiti sono dei cadaveri. Prosegui la lettura…

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Monti su imprenditori suicidi: in-com-men-ta-bi-le!

8 maggio 2012

Mi risulta incommentabile, il giudizio odierno espresso dal premier Monti sui suicidi ormai quotidiani, e più che quotidiani, tra piccoli imprenditori, commercianti, artigiani e partite IVA.  Incommentabile perché su casi così dolorosi non voglio pronunciare parole aspre, come quelle che mi sono venute d’istinto dal profondo del cuore. Da due settimane animo su radio24 una campagna d’informazione sul tema, abbiamo aperto un indirizzo disperatimai@radio24.it, abbiamo ricevuto e riceviamo migliaia di lettere disperate per davvero, che descrivono non incalliti evasori, ma imprenditori travolti da pretesa fiscale in aumento verticale, banche che chiedono di rientrare sui fidi, Stato che non paga i suoi debiti e non compensa i crediti fiscali dopo aver preteso l’anticipo su Iva e Ires quando fatturi ma non incassi.  E’ un quadro terribile, quello della frattura di continuità in atto nel capitalismo molecolare italiano.  Mi e ci è sembrato giusto dare voce e orecchio a questo grido di dolore che resta senza risposta. E sono andato letteralmente fuori dai gangheri vedendo che non una sola parola dai vertici istituzionali del Paese è venuta venerdì, una parola di comprensione e sostegno al corteo silenzioso delle vedove e dei parenti dei suicidi, a Bologna. Ora Monti afferma che ai suicidi deve pensare chi non ha risanato il Paese. E’ pura polemica politica, da incallito uomo di livorosa fazione politica, non mi pare degna di un premier tecnico chiamato a risolvere l’emergenza. Berlusconi e il centrodestra hanno sicuramente tutta la pesantissima responsabilità di non aver fatto quel che si doveva, come destra e sinistra hanno condiviso la crescita verticale di spesa e tasse.  Ma è chi rappresenta le istituzioni oggi, a non pronunciare una sola parola di solidarietà, e a non capire che i 100 miliardi di debito commerciale e di compensazioni fiscali che lo Stato deve alle imprese – 100 miliardi! – si possono saldare con titoli pubblici e anticipi bancari ricorrendo in garanzia prosoluto a CDP, che non fa deficit e debito pubblico aggiuntivo secondo i criteri europei. Questo è quanto occorrerebbe: su-bi-to!. Io ci aggiungerei anche un’idea simbolica, un memoriale italiano dedicato insimee agli impenditori suicidi, come a tutti i dipendenti che fanno la stessa cosa trovatisi senza lavoro, come a tutte le vittime da incidenti sul lavoro. Non capire che in gioco sono la solidarietà umana e la coesione sociale e nazionale, e limitarsi a dire che la colpa è di Berlusconi, è qualcosa che non mi sarei aspettato neanche dal più incattivito partitante in servizio permanente effettivo.

Monti

Bloomberg batte Fornero due a zero

4 maggio 2012

Sono testuali parole pronunciate dal sindaco di New York Michael Bloomberg, il 24 aprile scorso. Per annunciare il veto alle due delibere assunte dal City Council di New York, in materia di salari minimi e aumenti contributivi per migliorar e il mercato del lavoro. Quando le ho lette, ho pensato immediatamente di dedicarle a Elsa Fornero, il ministro del Lavoro. Perché la batteria di pesantissimi aggravi disposti dalla sua riforma per praticamente tutti i canali di ingresso nel mercato del lavoro diversi dall’assunzione a tempo indeterminato, quegli aggravi sono esattamente la stessa cosa e hanno gli stessi effetti di quelli disposti dal Comune di New York a cui giustamente il sindaco Bloomberg si è opposto. Nascono dalla fervida fantasia di politici che pensano di affermare miglior vita e più generosi diritti per i lavoratori, obbligando le imprese ad aggravare il costo e le condizioni d’impiego del lavoro. Per di più, i fervidi idealisti dello statalismo occupazionale di solito si scatenano nei loro interventi aggrava costi esattamente quando le crisi alzano il numero di disoccupati. Con il bell’effetto di accrescerne ulteriormente il numero, distogliendo le imprese a impiegare coloro il cui costo si è alzato per volontà della politica e dello Stato. Ma abbeveriamoci di Bloomberg, per consolarci. Prosegui la lettura…

Mercato del lavoro

Domenica Armageddon antiMerkel, e noi risaliamo verso 500 di spread

4 maggio 2012

Non abbiamo simpatia per i tassa e spendi, per gli apparati pubblici obesi nella spesa e tossicodipendenti di tasse, cioè “tassicodipendenti” . Non possiamo essere confusi con gli assatanati difensori dello Stato anche quando è pessimo proprietario, pessimo regolatore e peggio che pessimo spenditore e tassatore. Come in Italia. Ma detto che in Italia le cose vanno da farci star male, visto che neanche il governo tecnico ha impresso la svolta che secondo noi serve, temo sia venuto il momento di tirare un bilancio anche fuori da casa nostra. Sulla guida europea di questi anni di crisi. Cioè sulla leadership europea di Angela Merkel. Noi che vorremmo un’Italia capace di tagliare spesa e tasse e di rilanciare produttività nelle aziende come fecero i tedeschi tra il 2002 e il 2007, non abbiamo pregiudizi ostili. Ma va detto: la leadership della Merkel presenta un bilancio pessimo. La colpa non è solo sua. I guai sono quelli dei Paesi eurodeboli, Italia in primis purtroppo ben compresa. Ma la storia a un certo punto compie delle accelerazioni. Che equivalgono a giudizi sui leader. Senza appello. Ecco allora le dieci ragioni più gravi della requisitoria che la storia sta pronunciando su una leadership fallimentare. Quella tedesca, appunto. Prosegui la lettura…

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Tagli di spesa, peggio ancora

30 aprile 2012

E’ ‘ peggio di quel che immaginassi. Non soloper i tagli alle spese  c’è il commissario tecnico – al quale faccio gli auguri di cuore, per Bondi inteso come Enrico lavorerei gratis a vita e l’unica cosa giusta è che l’Italia pubblica è fallita con disonore per via della politica come la Parmalat cui si occupò fallì spogliiata da e depredata dai Tanzi -  al governo dei tecnici che così affermano la propria incompetenza o impotenza: come la vecchia Dc,  i ministri tecnici conferiscono a commissari e commissisoni esterne le responsabilità che non vogliono esercitare.  Non solo si conferiscono incarichi esterni a Giavazzi – così la pianta di criticare, ma ben vengano i tagli ai trasferimenti  a fondo perduto alle imprese, su questoi la penso come lui – e Amato – voglio vedere che cosa taglierà ail finanziamento dei partiti, il coraggiosissimo commissario del Psi craxiano che fece finta poi di  non conoscerlo.  Soprattutto, Monti  aggiunge indispettito che l’IMU si può al massimo sostituire con una patrimoniale sulle ricchezze, mica con tagli alle spese, così gli statalisti son contenti e Lerner già inneggia. Da oggi, per chi vuole seguire ls atrada di meno tasse meno spese ogni velo è caduto. Questo governo è politico, e ha deciso di sposare e difendere  lo Stato ladro. E’ un giudizio aspro, me ne rendo conto. Ma la depredazione d’Italia lo è ancora di più. Se Bondi e Giavazzi sono coerenti come spero, pur non avendo responsabilità politiche dirette e dovendo fungere da scudi e parafulmine a difesa di una insospettabile mancanza di decisione, mi auguro facciano proposte toste senza tener conto del premier stizzito e inconigliato a difesa di una spesa e di un fisco indifendibili.

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Tagli, che farsa…

30 aprile 2012

Non voglio credere a nessuna delle indiscrezioni che circolano sul Consiglio dei ministri. Se dopo cinque mesi il governo dei tecnici chiama un altro tecnico come Enrico Biondi a occuparsene come commissario straordinario, è una commedia perché Bondi è un tagliatore aziendale eccezionale e io lo stimo e conosco da decenni come uomo integerrimo alieno da interessi impropri pubblici e privati, ma fatto sta che di bilancio pubblico ne sa nulla e dunque per l’ennesima volta si comincia daccapo. Se poi si nomina una commissione, allora è ben noto che in Italia si fa così per rinviare le decisioni. E se poi tutto questo è per 4-5 miliardi e senza restituzione fiscale, passiamo dalla commedia alla farsa e vuol dire che il governo tecnico ha proprio perso il senso della misura, rispetto alle sue esose pretese fiscali che atterrano l’Italia. Per questo dico: no, non ci voglio credere! E aspetto di capire. Ma prima vi avviso. Perché alle farse malriuscite si risponde coi pomodori  tirati sul palco!

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