L’Università di Siena è un’Università Statale con sede a Siena e distaccamenti ad Arezzo e Grosseto.
Il Consiglio di Amministrazione è composto, oltre che dal Rettore e dai rappresentanti degli organi interni all’Università , anche da:
_un rappresentante rispettivamente della Regione Toscana, della Provincia di Siena, del Comune di Siena;
_un rappresentante del Governo nominato dal Ministero dell’Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica ed un rappresentante delle categorie economiche designato dalla Camera di Commercio;
_un rappresentante per ciascun soggetto pubblico o privato che si impegni a contribuire, per la durata e nella misura indicata dal Consiglio di Amministrazione, al bilancio dell’Università con l’erogazione di fondi non finalizzati.
L’Università di Siena riceve, come tutte le Università statali, contributi attraverso il Fondo per il Finanziamento Ordinario delle Università, che ne costituisce la principale fonte di entrata. Prosegui la lettura…
Wikispesa beni culturali, Diritti individuali, università
Ieri la Federal Trade Commission americana ha chiuso la sua indagine contro Google, assolvendola dalle accuse di violazione del diritto della concorrenza.
Si è concluso così uno capitolo della saga che vede schierate contro Google le Autorità per la Concorrenza di numerosi paesi, capitanate dall’Unione Europea. Il più famoso (possiamo dire migliore, visto che è quello liberamente scelto dalla maggior parte degli utenti?) motore di ricerca della rete è accusato da più parti di integrare all’interno dei suoi risultati i link ai propri servizi come google maps, spostando in basso i cosidetti risultati organici, ovvero dieci link blu a pagine prodotte da altri.
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Rosamaria Bitetti Antitrust, internet, telecomunicazioni, ue Antitrust, Concorrenza, ftc, Google, innovazione, internet, ue
Il dibattito politico, le primarie delPd e l’autodafé del Pdl e Berlusconi oscurano sui media ogni attenzione sui temi dell’eurocrisi. E’ un errore. L’Italia si compiace del suo corridoio basso di spread. Come fosse acquisito per sempre. Come il debito pubblico non stesse ancora salendo, per effetto del mix sbagliato di politiche fiscali seguite da centrodestra e tecnici, in totale continuità e con cosneguente maggior perdita di Pil e reddito. L’Italia dovrebbe chiedere essa per prima gli aiuti europei secondo lo schema OMT varato da Draghi: sono totalmente d’accordo con l’analisi e la proposta di Luigi Zingales. E non mi persuade affatto il no di Monti alla proposta tedesca, avanzata al Consiglio europeo del 18 ottobre scorso. Il veto europeo ai bilanci nazionali è concetto che andrebbe appoggiato, non respinto. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, Draghi, euro, Monti, ue
Questo articolo è stato originariamente pubblicato sul quotidiano “Il Foglio” del 22 novembre 2012.
Moody’s ha declassato la Francia da AAA a Aa1, mantenendo un “outlook negativo” sul paese, a causa delle “sfide strutturali” di Parigi – perdita di competitività, mercato del lavoro rigido, squilibri fiscali – e della sua esposizione alla crisi europea attraverso i meccanismi di salvataggio comunitari e i suoi istituti di credito.
Quella presa dall’agenzia di rating potrebbe sembrare una decisione che genera confusione. C’è infatti chi aveva pensato che nelle ultime due settimane il presidente della Repubblica, François Hollande, avesse impresso una svolta di 180 gradi rispetto alle politiche annunciate in campagna elettorale. Per Moody’s però queste recenti misure “è difficile che siano di portata sufficientemente vasta per rilanciare la competitività”.
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Guest debito pubblico, ue agenzie di rating, Francia, Hollande, rating, spesa pubblica
Vàclav Klaus, Integrazione europea senza illusioni, Prefazione di Sergio Romano, Università Bocconi Editore, Pag 114, € 15,00
Ci sono gli euroscettici per ragioni economiche: ritengono che l’eurozona non sia un’area monetaria ottimale, che imponga politiche che alcuni trovano troppo severe e altri troppo permissive, che non possa esistere una moneta senza stato. E ci sono gli euroscettici per ragioni istituzionali, preoccupati dei rapporti tra stati nazionali e superstato europeo. Vaclav Klaus è di questi, e per più di una ragione: perché istituzionale è la carica che ricopre, presidente della repubblica Ceca per il secondo mandato; e perché il suo paese fa parte dell’Unione Europea, ma non ha adottato l’euro.
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Guest euro, ue democrazia, Europa, governo, libertà, vaclav klaus
Oggi è stato approvato il disegno di legge sulle quote rosa negli enti locali e consigli regionali, mentre a livello europeo è stata formalmente adottata la proposta di direttiva sulle quote rosa nei consigli di amministrazione delle società quotate, dove dovrebbero esserci almeno il 40% di donne entro il 2020. Prosegui la lettura…
Lucia Quaglino quote rosa, ue, uguaglianza occupazione
Lo abbiamo già sostenuto: le quote rosa in ambito privato sono una violazione della libertà di iniziativa economica, un’alterazione ingiustificata delle scelte imprenditoriali e un sacrificio della libertà di iniziativa economica che ha tutte le caratteristiche di una violazione della nostra Costituzione e dei principi europei in materia di libertà economiche.
Per quanto si possano comprendere e condividere le preoccupazioni relative alla scarsa presenza femminile nei luoghi strategici di lavoro e dell’economia, per quanto si possano conoscere – anche direttamente – le difficoltà di una donna ad essere riconosciuta come valida e credibile nel contesto professionale, restano troppo deboli le motivazioni per introdurre coercitivamente misure di “riequilibrio” di genere. Prosegui la lettura…
Serena Sileoni democrazia, diritto, quote rosa, ue, uguaglianza
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Franco Debenedetti.
La decisione della BCE di acquistare in quantità “illimitata” titoli con maturità inferiore a 3 anni degli stati che ne fanno richiesta, può forse ridurre il costo del servizio del debito, ma non elimina il problema vero, il debito. Per questo le alternative sono solo o inflazione o ristrutturazione. Delle due, quest’ultima è di gran lunga preferibile: purché venga fatta in tempo.
E’ quanto sostengono Harald Hau e Ulrich Hege, due economisti tedeschi, entrambi dottorato a Princeton, cattedre in America e in Inghilterra, in un articolato saggio sulla Frankfurter Allgemeine Zeitung del 14 Settembre, che qui si sintetizza. Prosegui la lettura…
admin BCE, debito pubblico, finanza, ue
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Davide Grignani.
Joaquin Almunia, durante il seminario a Cernobbio della European House-Ambrosetti, ha detto “sì, è vero, i contribuenti europei hanno sofferto per pagare più tasse usate per la ristrutturazione finanziaria del sistema bancario in pericolo, ma ora si ritrovano con banche più solide a cui si potrà chiedere di sostenere e finanziare i nuovi progetti ed i nuovi investimenti europei…”.
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Guest Senza categoria, ue banche, crescita, euro, tasse
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Massimo Famularo (@massimofamularo).
Discutere in modo obbiettivo delle condizioni attuali e delle possibili aree di miglioramento del nostro sistema universitario è un’operazione particolarmente complicata. Il numero chiuso è un filtro di efficienza oppure una barriera all’entrata nelle mani degli incumbent? Occorre destinare più fondi e/o utilizzare meglio quelli esistenti? Quali indicazioni dovremmo trarre dal numero elevato dei fuori corso?
Di seguito provo a suggerire un miglioramento che, pur incrementando l’efficienza del sistema, non dovrebbe incontrare resistenze di tipo ideologico o strategico.
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Guest università formazione, sviluppo, università