È la novità degli ultimi giorni ed ancora una volta è una parola inglese: spending review. Dopo la parola spread che è entrata nei vocabolari di tutti gli italiani in pochi mesi, ora è il turno di un altro termine di origine anglosassone.
Lo spread ha angosciato gli italiani e messo sotto pressione un’intera classe politica, mentre il nuovo termine dovrebbe essere un sollievo per i contribuenti.
Ma è davvero così? Come ci ricorda Oscar Giannino non è tanto il fatto che i tecnici siano commissariati dai tecnici a stupire, quanto il fatto che il Governo Monti ricorda che i tagli non serviranno a ridurre le tasse.
Si parla di meno di 5 miliardi di tagli, su una spesa pubblica che supera il 60 per cento del PIL e che in termini reali sta per abbattere gli 800 miliardi di euro: quisquiglie dunque.
Una cifra irrisoria nei confronti degli italiani che ormai pagano la benzina più cara d’Europa e che molto probabilmente subiranno l’aumento dell’IVA a partire da settembre fino a toccare il 23 per cento. Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin spesa pubblica debito, governo Monti, liberalizzazioni, province, riforme, Spending review, spesa pubblica, Svezia
Non abbiamo simpatia per i tassa e spendi, per gli apparati pubblici obesi nella spesa e tossicodipendenti di tasse, cioè “tassicodipendenti” . Non possiamo essere confusi con gli assatanati difensori dello Stato anche quando è pessimo proprietario, pessimo regolatore e peggio che pessimo spenditore e tassatore. Come in Italia. Ma detto che in Italia le cose vanno da farci star male, visto che neanche il governo tecnico ha impresso la svolta che secondo noi serve, temo sia venuto il momento di tirare un bilancio anche fuori da casa nostra. Sulla guida europea di questi anni di crisi. Cioè sulla leadership europea di Angela Merkel. Noi che vorremmo un’Italia capace di tagliare spesa e tasse e di rilanciare produttività nelle aziende come fecero i tedeschi tra il 2002 e il 2007, non abbiamo pregiudizi ostili. Ma va detto: la leadership della Merkel presenta un bilancio pessimo. La colpa non è solo sua. I guai sono quelli dei Paesi eurodeboli, Italia in primis purtroppo ben compresa. Ma la storia a un certo punto compie delle accelerazioni. Che equivalgono a giudizi sui leader. Senza appello. Ecco allora le dieci ragioni più gravi della requisitoria che la storia sta pronunciando su una leadership fallimentare. Quella tedesca, appunto. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, euro, spesa pubblica, ue
E’ ‘ peggio di quel che immaginassi. Non soloper i tagli alle spese c’è il commissario tecnico – al quale faccio gli auguri di cuore, per Bondi inteso come Enrico lavorerei gratis a vita e l’unica cosa giusta è che l’Italia pubblica è fallita con disonore per via della politica come la Parmalat cui si occupò fallì spogliiata da e depredata dai Tanzi - al governo dei tecnici che così affermano la propria incompetenza o impotenza: come la vecchia Dc, i ministri tecnici conferiscono a commissari e commissisoni esterne le responsabilità che non vogliono esercitare. Non solo si conferiscono incarichi esterni a Giavazzi – così la pianta di criticare, ma ben vengano i tagli ai trasferimenti a fondo perduto alle imprese, su questoi la penso come lui – e Amato – voglio vedere che cosa taglierà ail finanziamento dei partiti, il coraggiosissimo commissario del Psi craxiano che fece finta poi di non conoscerlo. Soprattutto, Monti aggiunge indispettito che l’IMU si può al massimo sostituire con una patrimoniale sulle ricchezze, mica con tagli alle spese, così gli statalisti son contenti e Lerner già inneggia. Da oggi, per chi vuole seguire ls atrada di meno tasse meno spese ogni velo è caduto. Questo governo è politico, e ha deciso di sposare e difendere lo Stato ladro. E’ un giudizio aspro, me ne rendo conto. Ma la depredazione d’Italia lo è ancora di più. Se Bondi e Giavazzi sono coerenti come spero, pur non avendo responsabilità politiche dirette e dovendo fungere da scudi e parafulmine a difesa di una insospettabile mancanza di decisione, mi auguro facciano proposte toste senza tener conto del premier stizzito e inconigliato a difesa di una spesa e di un fisco indifendibili.
Oscar Giannino fisco, spesa pubblica Italia, Monti
Non voglio credere a nessuna delle indiscrezioni che circolano sul Consiglio dei ministri. Se dopo cinque mesi il governo dei tecnici chiama un altro tecnico come Enrico Biondi a occuparsene come commissario straordinario, è una commedia perché Bondi è un tagliatore aziendale eccezionale e io lo stimo e conosco da decenni come uomo integerrimo alieno da interessi impropri pubblici e privati, ma fatto sta che di bilancio pubblico ne sa nulla e dunque per l’ennesima volta si comincia daccapo. Se poi si nomina una commissione, allora è ben noto che in Italia si fa così per rinviare le decisioni. E se poi tutto questo è per 4-5 miliardi e senza restituzione fiscale, passiamo dalla commedia alla farsa e vuol dire che il governo tecnico ha proprio perso il senso della misura, rispetto alle sue esose pretese fiscali che atterrano l’Italia. Per questo dico: no, non ci voglio credere! E aspetto di capire. Ma prima vi avviso. Perché alle farse malriuscite si risponde coi pomodori tirati sul palco!
Oscar Giannino fisco, Senza categoria, spesa pubblica Monti
La risoluzione con cui Pd, Pd e Terzo Polo hanno accompagnato ieri l’approvazione del Documento Economico-Finanziario del governo è apprezzabile, e insieme è una solenne presa in giro. Così funzionava l’Italia della destra e della sinistra. Allo stesso modo, purtroppo, quella dei tecnici. E una presa in giro è tanto più abominevolmente sanguinosa, quanto più incide una ferita aperta. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Draghi, fisco, Monti, spesa pubblica germania, Italia, spesa pubblica, statalismo, ue
Quanto sono liberi gli italiani oggi? Se si ammette che la libertà economica è una parte importante della libertà individuale (si vedano, ad esempio, le definizioni di libertà economica dell’Economic Freedom of the World 2011 del Fraser Institute: «l’assenza di ogni tipo di coercizione o vincolo alla produzione, alla distribuzione o al consumo di beni e servizi al di là dei limiti necessari agli individui per preservare la libertà stessa»; oppure quella dell’Index of Economic Freedom dell’Heritage Foundation; “la libertà economica è una condizione o stato di essere in cui gli individui possono agire in autonomia mentre cercano sostentamento”), allora lo sono poco. L’Index of Economic Freedom non lascia dubbi in proposito e da un punteggio pari al 58,8% alla libertà economica nel nostro paese: per capirci, siamo al 92esimo posto su 184 nella classifica mondiale e al 36esimo su 43 in quella europea. Prosegui la lettura…
Lucia Quaglino liberalizzazioni, Libertà, spesa pubblica burocrazia pubblica, crescita economica, imprenditori, libertà economica, pressione fiscale, salari
Che cosa non funziona, nella linea del governo Monti sulla spesa pubblica? Semplificando, tre cose. Un equivoco sull’obiettivo. Non puntare su una discontinuità profonda. Una grave sottovalutazione delle conseguenze fiscali. Attenti perché per noi ne discendono conseguenze as-so-lu-ta-men-te divisive non solo nel giudizio su Monti. Ma per l’offerta politica attuale. E soprattutto per quella da costruire nei prossimi pochi mesi.
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Oscar Giannino debito pubblico, fisco, privatizzazioni, spesa pubblica centro, Italia, liberismo, Monti, pdl, sinistra
Il titolo di questo articolo è volutamente provocatorio e riprende una pubblicazione di Oscar Giannino di pochi giorni fa proprio su queste colonne. È dunque facile rispondere a questo quesito, ma per molti potrebbe essere anche una sorpresa.
È l’Italia il “Paese della spesa pubblica” e tale livello è molto superiore sia a quello svedese che a quello spagnolo. Come ricorda giustamente e tristemente il prof. Ugo Arrigo la spesa pubblica italiana ha raggiunto il 50 per cento del prodotto interno lordo, ma quest’ultima variabile tiene conto anche dell’economia sommersa. Al netto dell’economia sommersa, circa il 20 per cento del totale, la spesa pubblica italiana ormai supera abbondantemente il 60 per cento.
Un triste primato, perché la Svezia, che per lungo tempo è stata presa come “scusa” o testimonianza ha ormai un livello di spesa molto inferiore a quella italiana. Siamo ormai nell’ordine di 10 punti percentuali di differenza, ma il livello dei servizi è totalmente di un altro “pianeta”.
Cosa si è fatto a metà anni novanta nel paese scandinavo per raggiungere tale obiettivo? Semplice, si è andato verso una riforma della pubblica amministrazione e si è spinto sull’acceleratore delle liberalizzazioni. Ad esempio si decise per una separazione della rete ferroviaria dall’incumbent, ma si introdusse anche il principio della licenziabilità dei dipendenti pubblici. Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin Fornero, sanità, spesa pubblica Camusso, Fornero, giannino, Monti, Rajoy, sanità, Spagna, spesa pubblica, stipendi pubblici, Svezia
Dal prossimo Panorama Economy
Al governo Monti farebbe molto bene adottare un modello che per decenni sinistra e keynesiani italiani additavano fino alla noia: quello della Svezia. E’ un Paese che ha effettivamente molto da insegnarci, sugli effetti dell’incauto connubio tra alta spesa pubblica e alte tasse. Per tantissimo tempo, gli statalisti italiani la indicavano come modello perché la somma di quei due temibili fattori si rivelava invece più che positiva, i termini di crescita economica e di elevata coesione sociale, e per di più anche con bassa evasione fiscale, a smentita di coloro che indicano l’alta evasione italiana prodotto correlato alle enormemente accresciute pretese fiscali: in una sola generazione 20 punti percentuali in più in termini reali da chi le imposte le paga. Eppure, è proprio alla Svezia che Monti avrebbe dovuto e dovrebbe ancora ispirarsi. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco, spesa pubblica Italia, Monti, statalismo, Svezia, tasse
Lo Stato è drogato. Drogato di entrate in crecita, per sostenere spesa in crescita. Come tutti i drogati, concepisce e persegue solo l’aumento delle dosi. Invece, bisognerebbe farlo smettere. Ho sperato che il governo tecnico fosse per lo Stato l’equivalente di San Patrignano, o della comunità di recupero che voi preferite. Invece no. Il governo asseconda il tossicodipendente, invece di contrastarlo e curarlo. Riprova: la delega fiscale approvata ieri. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino fisco, spesa pubblica Italia, Monti, spesa pubblica, statalismo, tasse