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Archivio per la categoria ‘partiti’

Due mosse per il Pil a picco

8 agosto 2012

La recessione italiana si fa più dura, accelera in velocità e colpisce dove fa più male. Non è solo il dato del secondo trimestre in quanto tale a preoccupare, con una caduta del Pil dello 0,7 per cento congiunturale e del 2,5 per cento su base tendenziale, cioè proiettata sull’anno. Il fatto più preoccupante è che a giugno la caduta si fa più intensa nella produzione industriale, che registra un -7 per cento cumulato su base semestrale 2011 e un -8,2 su base annuale 2012. Per un mercato come quello italiano, che realizza gran parte della sua crescita potenziale dall’ export manifatturiero dopo più di un decennio di asfissia del mercato domestico che pure vale il 75 per cento del Pil, la caduta dei volumi manifatturieri implica fatica crescente anche sui mercati Esteri, dove i valori realizzati dalle imprese italiane erano superiori al 2007 malgrado ormai 30 punti di volumi industriali in meno. Prosegui la lettura…

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Le ridiscese in campo di Berlusconi e le sfide di Renzi – di Enrico Zanetti

25 giugno 2012

Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Enrico Zanetti.

Qual è la cosa più sorprendente di un Silvio Berlusconi che parla a una platea di giovani di possibili ridiscese in campo e uscite dall’Euro? Senza alcun dubbio il fatto che ci sia una platea di giovani che sta ancora lì ad ascoltarlo.

Berlusconi ha 76 anni, ma soprattutto cinque tornate elettorali alle spalle in cui ha corso da premier, di cui due perse e tre vinte, per complessivi nove anni di  Palazzo Chigi.

Ha saputo affascinare e convincere milioni di italiani, non ultimo, ripetutamente fino al 2001, chi scrive.

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Professione politico

11 giugno 2012

di Niccolò Cusumano e Antonio Sileo

Le recenti nomine dei vertici dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e del Garante per la protezione dei dati personali, in particolare quelli dei parlamentari, come si già scritto su questa pagina, sono state di vecchio, vecchissimo stampo e davvero hanno provocato tanto sconforto.

Il problema è così – brutalmente – sintetizzabile: la vicinanza o peggio, molto peggio, l’appartenenza alla politica, appaiono inversamente proporzionali alla competenza specifica – e specificamente prevista per legge oltre che raccomandata dal buon senso – richiesta per l’incarico che si andrà a ricoprire. Per inciso, naturalmente, proprio in ragione dell’alto profilo, dell’elevatissima professionalità e dell’indipendenza richiesta i compensi sono piuttosto elevati.
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Finanziamento ai partiti. Quale democrazia?

20 aprile 2012

Cancellare del tutto i finanziamenti pubblici destinati ai partiti – già drasticamente tagliati dalle manovre finanziarie del 2010-2011- sarebbe un errore drammatico che punirebbe tutti allo stesso modo (compresi coloro che in questi anni hanno rispettato scrupolosamente le regole)[…], ma quali regole e quali scrupoli? È disarmante la retorica della relazione allegata alla proposta di legge 5123 sul controllo dei bilanci dei partiti firmata A, B e C che ancora dichiarano: […]e metterebbe (l’eliminazione del finanziamento pubblico) la politica completamente nelle mani delle lobbies, centri di potere e di interesse particolare.

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Finanziamento pubblico ai partiti: serviva decreto, tagli e altra visione

13 aprile 2012

Mi pare singolare e stupefacente, che il trio A-B-C Alfano Bersani Casini possa davvero pensare di uscire come si è letto dalla crisi verticale di credibilità del finanziamento pubblico ai partiti dopo l’uno-due Lusi-Belsito. Far restare i contributi intatti per almeno qualche anno, certificazione esterna dei bilanci, e barocca commisisone fatta da presidenti di Corte dei Conti, Cassazione e altri pennacchi di Stato con sanzioni affidate però ai presidenti delle Camere cioè a uomini politici, è a mia modestissiam opinione ri-di-co-lo. Io, al posto di Monti, sarei intervenuto per decreto legge tagliando i contributi, e senza ledere le prerogative dei partiti. Aggiungo due considerazioni su come dovrebbe funzionare un “altro” sistema, rispetto allo schifo di questi anni, avvenuto in pieno disprezzo del referendum e del voto degli italiani in materia, nel 1993. Prosegui la lettura…

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