Ha perfettamente ragione il Foglio di oggi. Nessuno in Italia ha mostrato di accorgersi di una delle novità più clamorose della riforma del mercato del lavoro appena varata dal governo Rajoy. Non si è solo ridotta l’indennità economica per i licenziamenti economici non sottoposti al vaglio del giudice – già prima il mercato del lavoro spagnolo come flòessibiolitùà in uscita era assai meglio del nostro attuale – abbassandola di un quarto a 33 giorni di salario l’anno e per un massimo dell’equivalente di due anni di stipendio invece dei 42 mesi precedenti. La grande novità è che si è introdotta la possibilità di licenziamento economico dietro versamento di eguale indennizzo e senza filtro giudiziale anche per i dipendenti pubblici! O meglio, per più di un quinto dei dipendenti pubblici, 685mila su 3,1 milioni totali, quelli che hanno un contratti di lavoro equiparato al privato non essendo coperti dalla qualifica di funzionario pubblico. Il criterio è che se un’amministrazione pubblica è in deficit per più di 9 mesi, chi la guida può praticare licenziamenti. Nove mesi! Che ne direste di una misura simile da parte del governo Monti? Perché nessuna misura di energuica ridefinizione del perimetro pubblico è stata sin qui indicata dal governo dei professori? perchè sono tali e quali ai politici di destra e di sinistra? O ci vogliono e ci possono ancora stupire? Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Mercato del lavoro, Monti Italia, Spagna
Da Panorama Economy
Licenziamenti, ristrutturazioni d’impresa e CIG, lavoro nero, indennità di disoccupazione. Su questo quattro punti, a tavolo aperto da parte di Monti e Fornero, l’esempio tedesco dovrebbe parlare all’Italia. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino Mercato del lavoro, sindacato germania, Italia, Monti
Dal prossimo Panorama
“Se credete di chiamarci a discutere solo per parlare di licenziamenti, levatevelo dalla testa e tra noi allora è guerra”. Chi l’ha detto a quattr’occhi e a muso duro a Monti, Grilli e Fornero? Susanna Camusso? No, sbagliato. Rispondere alla domanda equivale per molti versi a dire chi sia in condizioni migliori, per aggiudicarsi la partita in onda a gennaio sullo schermo del governo tecnico. La riforma del mercato del lavoro. Mettiamola così. Il governo è partito bene per un verso, male per l’altro. Il Pdl fino a questo momento ha giocato ancora di rimessa. Ma se l’azzecca ha buone possibilità di guadagnare credito e peso. Ho detto “se”, e sotto spiego perché. Il Pd ha un problema serio. La novità, rispetto al governo Berlusconi, è in campo sindacale. E’ Raffaele Bonanni, infatti, ad aver pronunciato con tono sdegnato la frase da cui siamo partiti. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino confindustria, Mercato del lavoro, sindacato governo Monti
Della c.d. “Manovra Monti”, il capitolo sulle pensioni rappresenta senza ombra di dubbio la misura più importante e consistente, che influenzerà la vita degli italiani nel lungo periodo.
Finalmente varrà per tutti il principio secondo cui ciascuno è responsabile rispetto al proprio futuro, poiché è esclusivamente dal lavoro che deve derivare il proprio sostentamento nella fase di inattività della propria vita. Il nuovo regime contributivo, introdotto dalla Riforma Dini e ora esteso a tutti i futuri pensionati, persegue infatti una correlazione fra le contribuzioni versate e le prestazioni percepite dai singoli lavoratori. Prosegui la lettura…
Fabiana Alias Mercato del lavoro, previdenza manovramonti
Sergio Marchionne non smette mai di stupire. Parlando negli Stati Uniti circa la situazione italiana, non ha escluso che se l’Euro dovesse “cadere”, Fiat probabilmente potrebbe bloccare gli investimenti italiani.
Quegli investimenti che stanno arrivando in Italia condizionati da un rinnovamento delle condizioni contrattuali.
È noto da tempo che il mercato del lavoro italiano è troppo bloccato, oltre ad essere dualistico, con un’elevata flessibilità in entrata e praticamente nulla in uscita (tranne per i contratti cosiddetti flessibili).
Prosegui la lettura…
Andrea Giuricin auto, Mercato del lavoro
La norma che faciliterà i licenziamenti non è ancora stata scritta, ma solo annunciata. Non si sa quindi come sarà tradotta in legge ed è prematuro qualsiasi commento; si tratterebbe di un puro processo alle intenzioni. Tuttavia, sembrano condivisili le paure che tale misura, se concepita come facilità di licenziare nelle sole situazioni di crisi, si tradurrebbe nel breve termine in un aumento della disoccupazione e non in una maggiore propensione degli imprenditori all’assunzione (Non si può negare l’utilità di questa misura, ma rispetto a finalità altre dalla creazione di nuovi posti di lavoro. Piuttosto, sarebbe utile ad evitare quei fallimenti causati anche dall’obbligo di versare l’Irap, poiché questo permane anche nei momenti di sofferenza dell’impresa. Nel calcolo della base imponibile dell’Irap rientra parzialmente anche il costo del lavoro e, pertanto, maggiore è il numero dei lavoratori e più alto sarà il valore dell’imposta da versare; consentendo all’impresa di ridurre il numero dei lavoratori durante la crisi, ne conseguirà una diminuzione dell’imposta dovuta). Prosegui la lettura…
Fabiana Alias Mercato del lavoro articolo 18 SL, licenziamenti
L’uscita della Fiat da Confindustria era da tempo annunciata, ciò malgrado non era scontata. Farà molto rumore, ed è inevitabile perché stiamo parlando – malgrado i suoi problemi, che sono seri anche nel perfezionamento dell’operazione Chrysler – della più grande multinazionale manifatturiera privata del nostro Paese, con oltre cent’anni di storia e un ruolo che per lunghi decenni è stato pesantissimo in Confindustria. Farà ancor più rumore perché Marchionne ha accompagnato stamane il motivo “tecnico” – espresso nella lettera a Emma Marcegaglia – con una dichiarazione personale molto tranchant: “il nostro interesse per Confindustria-politica è zero”. Cioè con una netta presa di distanza verso il manifesto delle imprese presentato venerdì scorso, e con il concomitante appello “basta, politici!” pubblicato a pagamento sui media da Diego Della Valle. In molti, domattina scriveranno sui giornali che, come la politica è sfrangiata e dilaniata, anche le forze dell’impresa sono divise e litigiose. Cerchiamo di distinguere tre ambiti diversi, della decisione Fiat: quello di merito tecnico, quello per Confindustria, quello politico-sindacale. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino auto, confindustria, Mercato del lavoro auto, Fiat, Marcegaglia, Marchionne
Riceviamo e volentieri pubblichiamo da Vito Kahlun.
Brevissima premessa: spesso gli economisti utilizzano un linguaggio complicato per spiegare e dimostrare le proprie proposte. E spesso i “comuni mortali” non ci capiscono nulla. La proposta che segue è formulata in maniera semplificata, anche perché chi la propone non è un economista. Prosegui la lettura…
Guest fisco, Mercato del lavoro occupazione, sviluppo
Un centrodestra coerente alle sue promesse mai mantenute in 17 anni ha avuto l’ultima occasione, di fronte alla clamorosa autosmentita cui era costretto. Io dico: l’ha persa. Per ungoverno di centrodestra, “essere costretto” ad affondare la lama nella spesa pubblica dovrebbe costituire una festa, tanto più se ce lo impone l’Europa. Invece tagli come frattaglie, nessuna visione sui grandi aggregati di spesa da ridurre, e più tasse. Prosegui la lettura…
Oscar Giannino debito pubblico, Draghi, liberalizzazioni, Mercato del lavoro, previdenza, privatizzazioni, sindacato, spesa pubblica Berlusconi, crisi finanziaria, Fiat, germania, Italia, tasse, Tremonti
Nella manovra finanziaria entrata in vigore il 6 luglio scorso, all’art. 29, è inserita una norma che interviene sulla disciplina del collocamento nel mercato del lavoro, sul fronte dei soggetti autorizzati a svolgere funzioni di intermediazione. Prosegui la lettura…
Fabiana Alias Mercato del lavoro