Archivi autore: Pietro Monsurrò

Perché tagliare la spesa pubblica

Quanto sto per dire non è né di destra né di sinistra: parlerò infatti del futuro del Paese, di ciò che serve per prevenire la crisi delle finanze pubbliche, riuscire finalmente a rispettare i parametri di Maastricht, permettere alle nuove generazioni di pagarsi pensioni dignitose e recuperare competitività e dunque margini di crescita economica.

L’enormità degli [...]

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Liberalismo, reale e immaginario

Quante volte avete sentito dire che “il liberalismo è atomismo e rinnega la società”, fallacia che parte dal presupposto che la società esiste solo come società politica e non come scambio, cooperazione, corpi intermedi?

Quante volte avete sentito dire che “il liberalismo è individualista e inneggia all’egoismo”, come se i processi decisionali politici implicassero un cambiamento [...]

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Assegni di disoccupazione vs disoccupazione strutturale

E’ noto che pagare la gente per non lavorare fa passare la voglia di lavorare. Si chiama azzardo morale: le persone dovrebbero essere responsabili delle proprie azioni, altrimenti finiscono a comportarsi come le banche e i politici. D’altra parte, non tutta la disoccupazione è volontaria: alcuni non è che non lavorano perché “se ne approfittano”, [...]

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ABS: frenare senza slittare?

Gli ABS a cui mi riferisco non sono i sistemi di frenata anti-slittamento delle automobili, ma le Asset Backed Securities: uno strano nome, suggeritomi da un’amica, per indicare il modello proposto pochi giorni fa – e parrebbe oggi prevedibilmente bocciato dai tedeschi – dai ministri lussemburghese e italiano Juncker e Tremonti sulle pagine del Financial [...]

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L’azzardo morale non è un problema morale

Un commento al mio precedente articolo mi ha fatto riflettere su un punto molto importante: è possibile risolvere i problemi creati dall’interventismo statale a difesa dei mercati finanziari (il cosiddetto “moral hazard”, o azzardo morale) promuovendo un più forte senso etico tra i banchieri? In altre parole, la crisi è un problema morale? La mia [...]

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Una nota austriaca sulle regolamentazioni

I liberali tendono a considerare la regolamentazione come un male in sé, e in genere con ottime ragioni. Esistono però mercati per cui ci sono ottimi motivi per fare eccezione, e uno di questi è la finanza: le banche sono infatti sistematicamente protette dalle conseguenze delle proprie azioni, e in queste condizioni non è pensabile [...]

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Teoria austriaca del ciclo

Sul sito NoisefromAmerika ho scritto un lungo articolo che riassume la teoria austriaca del ciclo economico, scendendo nei dettagli della struttura della produzione, dei suoi cambiamenti durante boom e recessioni, e dei motivi per cui la moneta è non-neutrale. Quest’ultimo problema è trattato estensivamente, anche perché è secondo me ancora da fondare correttamente sul piano [...]

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Due citazioni valgono più di mille parole

Breve appendice ai post sulla Scuola austriaca. Una differenza di mentalità di cui non ho parlato viene fuori da due semplici citazioni.

Dice Peter Boettke sul suo blog: “in una conversazione che ebbi con Thomas Sargent … ascoltai per la prima volta il termine ‘scholar’ (studioso) in senso denigratorio. Sargent insisteva che non avevamo bisogno di [...]

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Una fenice viennese? – 5

Concludo con tre dibattiti che non ci furono mai, e le cui conseguenze negli anni ’50 dividevano radicalmente, e ancora oggi distinguono, gli austriaci dal mainstream: quello sul positivismo, quello sulla formalizzazione, e quello sull’uso di costrutti ideali.
“Vienna vs Friedman”
Il quarto dibattito, che ci sarebbe stato se ci fossero stati austriaci attivi, è quello sul [...]

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Una fenice viennese? – 4

“Vienna vs Keynes”
Veniamo all’ultimo dibattito degli anni ’30 tra austriaci e il resto del mondo: quello sulla macroeconomia. Nella General Theory di Keynes c’è il grossolano errore di storia del pensiero economico per cui i classici non avevano alcuna teoria del ciclo economico, quando in realtà di cicli se ne parlava già a metà ’800 [...]

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