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Inflazione o deflazione?

3 ottobre 2011

Da quando è scoppiata la crisi si è parlato o di inflazione o di deflazione, e non solo le analisi degli economisti ma anche i livelli dei prezzi non sono riusciti ad accordarsi su quale fosse l’evoluzione più probabile della situazione dei mercati. Ci sono motivi teorici dietro questa confusione? Sì, e soprattutto ci sono cattive spiegazioni da eliminare per fare un po’ di chiarezza. Prosegui la lettura…

banche, BCE

Spesa e crescita economica

16 luglio 2011
Sta per arrivare una stangata fiscale, grazie al Governo che aveva promesso di non mettere le mani nelle tasche degli italiani, senza a quanto pare alcun tentativo serio di diminuire la spesa pubblica, o perlomeno fare cassa con una nuova stagione di privatizzazioni. Quali saranno gli effetti di una tale manovra sulla salute, già pessima, dell’economia italiana?

debito pubblico, fisco, Senza categoria , ,

La public choice del cospirazionismo

25 giugno 2011

Ora che Draghi andrà a Francoforte, prevedo un rafforzamento delle teorie cospiratorie sul signoraggio, di quelle così palesemente fideistiche che viene da ridere anche solo a pensare che si possa professare una religione del genere.

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Le lobby saranno pure democrazia, ma non sono libertà

21 giugno 2011

L’articolo di Annalisa Chirico sul ruolo delle “lobby” in democrazia propone di rendere più trasparenti le attività lobbystiche in modo da avvicinare il sistema politico italiano, opaco e discrezionale, ai sistemi politici anglosassoni, dove le lobbies agiscono alla luce del sole. Non entro nel merito delle proposte, che mi sembrano condivisibili. Vorrei però discutere l’idea implicita che la concorrenza politica sia tanto positiva quanto quella economica, e porre l’attenzione sul vero problema, che non dipende dalla trasparenza o meno delle attività lobbystiche, ma dall’enorme potere di creare privilegi di cui dispongono i parlamenti.

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Public choice, cultura e psicologia di massa

9 giugno 2011

La politica si può vedere da molti punti di vista: l’analisi economica della politica fatta dalla public choice, l’analisi delle idee e del pensiero filosofico, e l’analisi della psicologia dei movimenti politici (o più correttamente, per non commettere peccato contro l’individualismo metodologico, la psicologia dei “movimentati” politici).

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Tobin Tax in Europa, un Pesce d’Aprile?

9 marzo 2011
Questo articolo non è serio: la speranza è che non lo sia neanche l’Europarlamento.

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“Non è un crimine essere ignoranti di economia”, ma…

17 febbraio 2011

Su Libertiamo è uscito un articolo dove si mostra l’ignoranza economica degli italiani, sia tra gli elettori che tra i giornalisti, e si argomenta che questo limita la qualità della vita politica del Paese. L’economia riguarda gran parte delle politiche, e l’ignoranza economica è dunque incompatibile con una democrazia funzionante. L’economia inoltre è parte integrante della cultura: chi non capisce i giochi a somma positiva, non è in grado di valutare i vantaggi della cooperazione sociale, e di fatto non capisce nulla del mondo in cui vive.

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Scacchi e politica

14 febbraio 2011

L’Italia è un Paese in perenne crisi e quindi essere concreti significa spesso semplicemente occuparsi dei due-tre problemi più pressanti e proporre soluzioni. Però non bisogna cadere nell’errore di cercare soluzioni “piecewise”, per usare un termine Popperiano: spesso le soluzioni sono possibili solo se nel lungo termine si stabiliscono regole precise.

In questo articolo descrivo la distinzione tra policy (le politiche messe in pratica) e polity (la struttura istituzionale della comunità politica). I problemi di policy nascono perché le regole della polity sono disastrose, dunque per essere concreti bisogna dare importanza ad argomenti astratti come le regole, e bisogna essere lungimiranti. La miopia porta al socialismo.

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Le cause della crisi finanziaria

7 febbraio 2011

Si sente spesso dire che la crisi finanziaria è colpa del “libero mercato”, in quanto si ritiene che l’eccesso di liberalizzazioni abbia liberato gli “animal spirits” fino a portare alla crisi subprime nel 2007 e allo sfacelo che ne è seguito. Questa ricostruzione è erronea: la crisi è la naturale ed inevitabile conseguenza di anni e anni di interventi pubblici sul mercato.

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La grande finzione

25 gennaio 2011

“Lo Stato è la grande finzione attraverso la quale ognuno cerca di vivere a spese di tutti gli altri”: tutti conoscono la frase di Bastiat, non tutti ne capiscono la straordinaria importanza come intuizione teorica. Grazie a questo articolo di Claudia Biancotti mi è tornata in mente una delle conseguenze nefaste della politicizzazione della vita sociale.

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