Archivio

Archivio autore

Due citazioni valgono più di mille parole

3 settembre 2010

Breve appendice ai post sulla Scuola austriaca. Una differenza di mentalità di cui non ho parlato viene fuori da due semplici citazioni.

Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Una fenice viennese? – 5

31 agosto 2010

Concludo con tre dibattiti che non ci furono mai, e le cui conseguenze negli anni ‘50 dividevano radicalmente, e ancora oggi distinguono, gli austriaci dal mainstream: quello sul positivismo, quello sulla formalizzazione, e quello sull’uso di costrutti ideali. Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Una fenice viennese? – 4

30 agosto 2010

“Vienna vs Keynes”

Veniamo all’ultimo dibattito degli anni ‘30 tra austriaci e il resto del mondo: quello sulla macroeconomia. Nella General Theory di Keynes c’è il grossolano errore di storia del pensiero economico per cui i classici non avevano alcuna teoria del ciclo economico, quando in realtà di cicli se ne parlava già a metà ‘800 in Inghilterra, tra currency school e banking school, e ne aveva parlato ancor prima Ricardo. Questo errore – o forse menzogna – divenne però parte dell’ortodossia, tant’è che ancora oggi c’è chi lo ripete. Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Una fenice viennese? – 3

28 agosto 2010

“Vienna vs Lange”

Il secondo dibattito degli anni ‘30 da cui la Scuola austriaca uscì sconfitta fu quello sul socialismo. L’Unione Sovietica è ormai morta da un pezzo, ma non si è ancora d’accordo sul perché: c’è chi usa l’argomento di Mises, e chi parla di problemi di incentivi (i due argomenti credo siano collegati). Il problema è che dal dibattito sul calcolo economico è nata la teoria del processo di mercato, cioè la visione microeconomica della Scuola austriaca: il tema del calcolo economico è quindi quello più pregno di conseguenze per le differenze nel modo di vedere l’economia.

Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Una fenice viennese? – 2

27 agosto 2010

“Vienna vs Knight” Frank Knight, economista di Chicago noto soprattutto per il libro “Risk, uncertainty and profits”, riteneva che la produzione capitalistica fosse istantanea e il capitale uno stock omogeneo; per gli austriaci, al contrario, la produzione richiedeva tempo e il capitale aveva una struttura complessa ed eterogenea. Credo che Knight argomentasse che in regime stazionario ricavi e costi sono uguali e si riproducono nel tempo in sincronia, e intendesse il capitale come grandezza contabile, quindi omogenea nel senso di misurabile in moneta. La questione da discutere allora, e lo è ancora oggi, era: la struttura del capitale e il tempo di produzione sono fenomeni macroeconomicamente rilevanti, o possono essere trascurati? Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Una fenice viennese? – 1

26 agosto 2010

Nella prima della metà degli anni ‘30, Hayek era una rockstar (come dice il Prof. Boettke), Boehm-Bawerk era citato da tutti, e le teorie di Mises erano conosciute e dibattute. Alla metà degli anni ‘40, cambiò tutto, e tutti si dimenticarono degli austriaci, salvo citare occasionalmente Hayek. Poi negli anni ‘70 si ricominciò a parlare degli austriaci, ma ancora oggi la Scuola austriaca è una nicchia della teoria economica scarsamente integrata con il resto.  Come si passò dal successo al dimenticatoio in solo un decennio? L’ho scoperto quest’anno all’Advanced Austrian Economics Seminar della Foundation for Economics Education, mettendo assieme vari pezzi di un complesso e affascinante puzzle.

Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Tax cuts

24 luglio 2010

Questo breve articolo sulla crisi finanziaria di Deepak Lal sul Cato Journal mi ha fatto riflettere su una cosa. Che differenza c’è tra tagliare le tasse e aumentare la spesa?

Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

Miti e leggende nordiche

21 luglio 2010

A Paul Krugman capita spesso di usare argomenti molto forzati, criticare uomini di paglia e impiegare in maniera un po’ troppo creativa i dati, mischiando il tutto con qualche dichiarazione ad effetto per stimolare le risposte emotive ed irrazionali dei lettori.

Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria

The American paper dream

16 luglio 2010

I prestiti per l’acquisto di macchine alle persone dell’ultima classe di credit worthiness, che erano circa il 15% del totale nel 2007, prima della crisi, per poi scendere a circa il 6% nel 2008, stanno di nuovo in salita, e ora stanno all’8%, secondo il WSJ.

Lo squilibrio commerciale USA, che aveva raggiunto quasi i 900 miliardi di dollari l’anno nel 2006, per poi scendere a 350 miliardi nel 2009, è di nuovo in salita, ora a 440 miliardi di dollari annuali (FRED).

Il tasso di risparmio personale (FRED), che era sceso fino all’1% nel 2008, e aveva dato segni di tornare a livelli sensati, ma si è stabilizzato al 4%.

Insomma, dal sogno americano al sogno cartaceo: le brutte abitudini alla base del collasso finanziario del 2007-2009 stanno riprendendo vigore.

Pietro Monsurrò Senza categoria

Fatti reali e miti keynesiani – 2

4 luglio 2010

Arrivati al 1929 (o al 2007, a seconda dei gusti) ci si accorse che l’economia sta rallentando, e addirittura (dopo qualche mese di difficoltà economiche) ci fu un crollo delle Borse.

Qui le strade della Grande Depressione e del Great Deleveraging odierno divergono radicalmente: parleremo quindi solo della prima.
Prosegui la lettura…

Pietro Monsurrò Senza categoria