CHICAGO BLOG » Piercamillo Falasca


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Esagerando, una profezione di von Mises sulla Postecrazia

28 dicembre 2009

Leggendo l’ultimo post di Ugo Arrigo (“Poste e Ryanair: le ultime frontiere del protezionismo“) e osservando l’ardore con cui Poste Italiane SpA viene protetta dall’infida concorrenza e la passione con la quale si progettano per l’azienda sempre nuove funzioni (sarà banca, sarà istituto caritatevole, che sarà?), mi è tornata alla mente una frase di Ludwig von Mises:

They promise the blessings of the Garden of Eden, but they plan to transform the world into a gigantic post office” (Bureaucracy, 1944)

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Caro Marchionne, veniamo a chiederti di restituirci il favore

23 dicembre 2009

Figurarsi se su questo sito poniamo in discussione la legittimità delle scelte di un’azienda rispetto ai propri investimenti. Ma nel caso della Fiat e dello stabilimento di Termini Imerese la forza di gravità del mercato è in qualche modo sospesa: lo ricordava Oscar Giannino, la presenza degli incentivi pubblici alla rottamazione, di cui la Fiat è somma beneficiaria, autorizza la politica ed i sindacati ad avanzare richieste e a pretendere risposte dal Lingotto. L’aiuto pubblico è un patto col diavolo per chi lo accetta, nel bene e soprattutto nel male.

E allora, se fossi il ministro dello Sviluppo economico, non mi trincererei dietro nobili e ‘liberali’ astensioni dalla questione, banalmente perché la vicenda di Termini Imerese non si svolge in un contesto di mercato, ma in un ambiente pesantemente inquinato di statalismo. Prosegui la lettura…

auto, liberismo, mercato , , ,

Authority: la frittata è fatta, ma non trasformiamola in un menù fisso

14 dicembre 2009

La frittata è ormai fatta, ma sarebbe meglio non trasformarla in un menù fisso. Il nuovo sistema à la Robin Hood di finanziamento delle Authority – si ruba ai ricchi per dare ai poveri – ha probabilmente risolto i problemi quotidiani di quelle amministrazioni in endemica difficoltà finanziaria (come la Commissione per gli scioperi, l’Antitrust e il Garante per la Privacy), ma non ha certo risolto la questione strutturale: come rendere finanziariamente indipendenti tutte le autorità indipendenti, come peraltro richiesto dalle direttive europee, oltre che dal buonsenso? Prosegui la lettura…

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Da Greg Mankiw un po’ di studi sul perché del taglio delle tasse

13 dicembre 2009

Bell’editoriale di Greg Mankiw sul New York Times. “Tax cuts might accomplish what Spending hasn’t”, dice il professore di Harvard. La critica è allo staff di economisti della Casa Bianca, che a gennaio accompagnarono e favorirono la decisione di Obama di dar vita al pacchetto di stimolo fiscale – tutta spesa pubblica pubblica in più – con un rapporto di matrice autenticamente keynesiana: per ogni dollaro di spesa, così scrissero nel rapporto, ci sarebbe stata una crescita del Pil di 1.57 dollari, mentre tagliare le tasse di un dollaro avrebbe fatto crescere il Pil di appena 99 centesimi. Guarda un po’, appena un centesimo in meno.

Ma lasciamo al bando ogni dietrologia e veniamo agli studi che Mankiw cita per sostenere – dati storici alla mano – che l’unico stimolo davvero efficace è la riduzione del carico fiscale. Per chi ne ha voglia e gusto, una lettura di questi studi non fa un soldo di danno. Prosegui la lettura…

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Ostacoli fiscali alla concorrenza dei privati nei servizi pubblici: il caso degli interessi passivi

10 dicembre 2009

Antica questione intra-liberismo quella dei loophole, i “buchi” del sistema fiscale che permettono ad un settore o ad una categoria di contribuenti di pagare meno tasse grazie a deduzioni, detrazioni e sconti vari: c’è chi li vede come una legittima forma di difesa dal fisco e chi li considera una sorta di “spesa pubblica fiscale” e di distorsione della concorrenza. Nel mondo reale (e nella realissima Italia, per quanto ci riguarda) la questione è spesso di lana caprina: la difesa dell’attività economica dalla rapacità del fisco e la tutela dell’ambiente competitivo passano a volte dall’eliminazione di un loophole, altre volte dall’inserimento o dall’ampliamento di una di queste eccezioni. Prosegui la lettura…

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Gli yak in Italia c’erano anche prima di Zaia. Della Vedova testimone

2 dicembre 2009

In pompa magna, il ministro delle Politiche Agricole ha liberato 25 esemplari di yak – quegli enormi bovini tibetani – a Chies d’Alpago, nelle Dolomiti bellunesi, dove si crede che possano contribuire alla pulizie del sottobosco, mangiando piante ed arbusti che le mucche e le capre nostrane non gradiscono. Il Ministro si è forse reso conto che anche nel regno animale vi sono lavori che gli italiani rifiutano e che solo gli immigrati sono disposti a svolgere? Prosegui la lettura…

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In quarant’anni le bollette e la casa si son mangiate i soldi per la spesa

25 novembre 2009

Secondo una rielaborazione di dati Istat da parte dell’ufficio studi di Confcommercio, negli ultimi decenni le famiglie italiane hanno sperimentato un sostanzialmente incremento delle risorse assorbite dalle spese definite “obbligatorie”, a scapito delle spese cosiddette “commercializzabili” (alimenti, altri beni di consumo e servizi): se nel 1970 l’insieme di affitto o mutuo, gas, energia, acqua, servizi bancari ed assicurazioni obbligatorie era pari al 23 per cento del totale della spesa, nel 1990 era il 30 per cento, nel 2008 quasi il 39. Di contro, le spese commercializzabili si sono ridotte dal 77 al 70 e poi al 61 per cento, con un forte calo della spesa per beni ed alimenti ed un aumento solo per la spesa per servizi. In più, l’indice dei prezzi delle spese obbligate in quasi 40 anni è cresciuto di circa 27 volte, quello dei commercializzabili di 16 volte (poco più della metà, quindi). Prosegui la lettura…

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Contrari, essendo favorevoli, alle proposte anti-crisi de Lavoce.info

16 novembre 2009

La redazione de lavoce.info ha lanciato una nuova iniziativa: ogni giorno vengono offerte ai lettori (ed ai politici) pillole di idee per uscire dalla crisi. Tra le prime idee pubblicate, c’è quella di Maria Cecilia Guerra.

Sul fronte delle aziende, per Guerra la priorità è lo sblocco dei debiti delle pubbliche amministrazioni. Sul fronte delle famiglie, l’economista propone l’estensione degli ammortizzatori sociali ai lavoratori precari ed una riduzione del carico Irpef sui redditi medio-bassi, attraverso una detrazione sul reddito da lavoro. Prosegui la lettura…

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Verde padano sempre verde è: Zaia blocca la ricerca ogm

6 novembre 2009

Il verde padano avrà pure una tonalità molto diversa dal verde ambientalista, ma gli effetti sul Ministero dell’Agricoltura sono gli stessi.
Nel 2001, prima del crollo delle Torri Gemelle e prima che Berlusconi vincesse le elezioni, l’allora ministro Pecoraro Scanio chiuse i rubinetti della ricerca pubblica sugli ogm ed invitò i biotecnologi ad occuparsi di altro nella vita. “Si mettano a fare farmaci – disse Pecoraro – almeno salveranno qualche vita”. All’epoca il prof. Francesco Sala dirigeva un’equipe di dodici giovani ricercatori, sette italiani, due cinesi, due indiani ed un inglese, venuti in Italia proprio a far ricerca sul campo. “Fino al 2000-2001 – racconta  rattristato il biotecnologo – l’Italia era all’avanguardia nella ricerca biotecnologica, soprattutto quella pubblica, fatta su prodotti tipici della nostra agricoltura, che non interessavano, né interessano le multinazionali. Erano in corso oltre 250 sperimentazioni, di altissima qualità”. Oggi undici di quei dodici ricercatori sono all’estero, a fare ciò che avrebbero volentieri fatto in Italia. Prosegui la lettura…

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Santo packaging, salvaci dalle frattaglie

30 ottobre 2009

Il fine settimana incombe, ed ecco un regalino per quanti sfrutteranno il sabato o la domenica per la consueta maxi-spesa familiare al centro commerciale.

Leggendo alcuni estratti di un paper americano dal titolo “Eight great myths of Recycling” (di Daniel K. Benjamin – PDF), si scopre che va sfatato un mito sul tanto vituperato packaging, uno dei capri espiatori preferiti dagli ambientalisti.

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