Archivio

Archivio autore

E’ difficile decidere

15 aprile 2010

Secondo l’economista Richard Koo, il Giappone non è entrato in depressione negli anni Novanta, ma ha soltanto sperimentato una crescita nulla, perché aveva capito dov’era il problema. Possiamo, con linguaggio colorito, chiamare il problema lo «sciopero del debitore». In altre parole, nessuno in Giappone voleva del credito, qualunque fosse il tasso d’interesse praticato, perché doveva rendere il troppo debito che aveva cumulato.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras Senza categoria

Anglosassoni e Levantini / II

2 marzo 2010

Accade che dei paesi con gli stessi problemi – con ciò intendendo con la stessa dinamica fuori controllo del debito pubblico – siano giudicati in maniera diversa, a seconda della storia e della struttura politica. Quelli con un passato virtuoso sono – almeno temporaneamente – meno penalizzati. Stiamo parlando della Gran Bretagna e della Grecia.

Giorgio Arfaras finanza

Ancora sulla crisi greca / II

17 febbraio 2010

Un greco – ci tiene a dirlo subito, mentre si mantiene anonimo – che sembrava lavorasse nientemeno che per la Goldman Sachs, ma poi è sembrato per una grande banca inglese, comunque ancora non si sa per chi – offre in un documento non proprio riservato, ma certamente non ufficiale, una visione appassionata della vicenda. Traduco l’essenziale del suo lungo lavoro. Nella vicenda greca nessuno è “buono” e nessuno è “cattivo”. Tutti sono entrambe le cose.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras finanza, fisco

Ancora sulla crisi greca

16 febbraio 2010

Se la Grecia non fosse salvata dagli altri paesi europei, ossia se il suo debito pubblico – per 2/3 detenuto dall’estero – fosse completamente lasciato nelle mani della sua politica fiscale – si metterebbe alla prova – oltre alla tenuta di molte istituzioni finanziarie europee – il mercato dei Credit Default Swap – in sigla CDS. Questi sono dei contratti – diventati famosi ai tempi del salvataggio della AIG – che assicurano le obbligazioni in caso di insolvenza dell’emittente.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras finanza

Lo spirito ribassista

5 febbraio 2010

Lo scorso anno c’era modo di guadagnare molto comprando le azioni e le obbligazioni private. Lo scorso anno si poteva guadagnare – dopo marzo – prendendo delle posizioni “lunghe”. La gran parte degli operatori non ha venduto le azioni ed ha comprato le obbligazioni pubbliche e private. Quest’anno sta prendendo corpo un comportamento opposto.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras finanza, macroeconomia

Dibbbbattere o investire

28 gennaio 2010

E’ ormai diffusa la convinzione che la Cina “sì che sta crescendo”. Che cosa sappiamo della Cina? Sappiamo quanti titoli di stato possiede negli Stati Uniti, sappiamo quanto esporta. Questi dati sono però forniti dalla Federal Reserve e dalle dogana della California. Che cosa sappiamo da fonte cinese? In Cina si hanno delle statistiche incongruenti. Per esempio il PIL sale, ma la produzione di energia elettrica scende, la vendita di automobili sale a dismisura, ma la vendita di benzina alle pompe sale appena. L’incongruenza delle statistiche non è – a ben pensarci – nuova.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras credito, finanza, macroeconomia

Le azioni si confessano

22 gennaio 2010

Obama ha dichiarato che vuole riformare il sistema finanziario. Subito dopo, i corsi delle banche che sono esposte alla finanza sono flessi, mentre quelli delle banche che non sono esposte alla finanza non sono flessi. Comportandosi in questo modo, i corsi danno ragione ad Obama.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras Stati Uniti, finanza, liberismo

Anglosassoni e levantini

20 gennaio 2010
La dinamica dei debiti pubblici non è sotto controllo. Se non emergerĂ  una forte crescita economica, si dovranno prendere delle decisioni politiche difficili – una combinazione di tagli delle spese e di maggiori entrate fiscali. Vediamo come i mercati giudicano il punto. Prendiamo come riferimento i famigerati CDS – i Credit Default Swap, dei contratti che assicurano le obbligazioni in caso di insolvenza dell’emittente. I premi sono maggiori per i paesi “emersi” con una storia di modesta virtĂą fiscale e per quelli “emergenti”. I premi sono minori per i paesi “emersi” con una conclamata virtĂą fiscale. Il mercato dei CDS ha ragione, oppure ha torto?

Giorgio Arfaras finanza

Obama tassa le banche

14 gennaio 2010

L’Amministrazione Obama sembra che voglia tassare le banche per punirle per le responsabilità che hanno avuto nella crisi (“financial crisis responsability fee”). E’ tassato l’attivo al netto dei depositi assicurati e del patrimonio. Ergo le banche che ricorrono ai depositi per finanziare i crediti e che hanno un patrimonio cospicuo pagheranno poco, quelle che ricorrono al debito ed hanno poco patrimonio pagheranno di più. L’idea retrostante è quella di far vedere all’”uomo della strada” che “anche i ricchi piangono”. Fatti in fretta due conti sul bilancio del 2008 di Goldman Sachs – il cattivo, la piovra, il grande fratello, ecc – ne viene fuori una somma pari ad un decimo dei bonus. La politica spettacolo verrebbe da dire.

Giorgio Arfaras Stati Uniti, finanza, fisco

La trave e la pagliuzza

29 dicembre 2009

Si sostiene da molte parti che gli Stati Uniti stiano declinando, che l’Europa sia ormai diventata un attore secondario e che la Cina sia la potenza emergente. L’efficacia della politica economica cinese suscita ammirazione. Di seguo propongo un mio scritto che esplora la vicenda cinese in chiave volutamente critica. In altre parole, l’esercizio è “ci si sforzi di trovare la trave nell’occhio dei cinesi, piuttosto che la pagliuzza nel nostro”.

Prosegui la lettura…

Giorgio Arfaras commercio mondiale, credito, macroeconomia, welfare