Il decreto liberalizzazioni approvato dal Consiglio dei Ministri consegna agli artisti interpreti ed esecutori per uscire dal quel luogo di detenzione che si chiama Siae. Il monopolio è scalfito, perde pezzi. I cosiddetti “diritti connessi”, ossia i diritti delle radio, delle televisioni o di chi canta, suona, interpreta, recita i brani, le canzoni, i testi e le commedie scritte da altri, potranno essere oggetto di tutela collettiva da parte di altri intermediari in concorrenza con la Siae. Questi artisti potranno rivolgersi quindi a una collecting society che garantisca una gestione più efficiente, che riesca a piazzare sul mercato più licenze trattenendo minori importi per i costi di amministrazione.
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Diego Menegon liberalizzazioni catricalà, decreto legge, diritto d'autore, governo Monti, liberalizzazioni
Il 18 ottobre scorso l’AGCM ha esaminato la segnalazione con cui ConfContribuenti denunciava lo spot dell’Agenzia delle entrate e del Ministero dell’economia e delle finanze contro l’evasione per pubblicità ingannevole. L’esito, notificato in questi giorni all’associazione denunciante, è tra i più desolanti.
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Diego Menegon debito pubblico, evasione, Senza categoria, spesa pubblica
Mentre le manovre si susseguono e i contribuenti capiscono che giorno dopo giorno i loro guadagni sono sempre più erosi dall’oppressione fiscale, l’Agenzia delle Entrate di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e la Presidenza del Consiglio prosegue una campagna martellante per convincerci che veniamo tassati per il nostro bene, che più diamo allo Stato, più ci verrà restituito, perché le tasse ripagano tutti, mentre se siamo sull’orlo del baratro non è colpa di un apparato pubblico insaziabile, che ha raddoppiato la pressione fiscale in 40 anni impoverendo la nostra economia, che divora metà delle ricchezze prodotte dal paese, bensì del vicino cattivo che non fa lo scontrino.
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Diego Menegon debito pubblico, democrazia, Diritti individuali, evasione, finanza, spesa pubblica, tv
La quotidianità di ciascuno di noi è segnata da abitudini più o meno d’obbligo concatenate nel tempo. Il ragionier Ugo Fantozzi era giunto a mettere la sveglia alle 7.51 per arrivare a lavoro alle 8,30. Tutto era calcolato al dettaglio: “cinque secondi per riprendere conoscenza, quattro secondi per superare il quotidiano impatto con la vista della moglie, sei per chiedersi cosa mai lo spinse un giorno a sposare quella specie di curioso animale domestico, tre secondi per bere il caffè”, un’altra manciata di minuti per le normali pratiche mattutine, “tre minuti per vestirsi e correre alla fermata del suo autobus che passa alle 8.01”.
Se anziché usare i mezzi pubblici il ragioniere avesse impiegato l’auto, se avesse avuto il vizio del fumo e se, infine, fosse stato un uomo dalla spiccata curiosità intellettuale, bramoso di leggere gli articoli di Giannino, Mingardi, Stagnaro e Lottieri Prosegui la lettura…
Diego Menegon Antitrust, auto, fisco, liberalizzazioni, liberismo, mercato
Con l’emanazione del decreto legge 40/10, il Governo ha deciso adottare misure di rilancio dell’economia con un pacchetto di incentivi a beneficio di specifici settori. Una linea d’azione opinabile, dato che lo strumento più adatto a far carburare un’intera economia non può che essere la riduzione della pressione fiscale. Dati alla mano, è dimostrato che la crescita in termini di consumi e produzione conseguente ad un taglio delle tasse porta ha un effetto più che compensativo in termini di contabilità pubblica.
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Diego Menegon credito, energia, finanza, fisco, liberismo, macroeconomia, mercato, Senza categoria
Con la campagna elettorale si conclude anche la raccolta di sottoscrizioni di Confcontribuenti, che ha raccolto nelle ultime settimane 24 firme da parte di candidati disposti ad impegnarsi, in caso di elezione, ad opporsi ad ogni proposta che comporti un aumento della pressione fiscale nella propria regione.
Un utile test per sondare le intenzioni dei candidati regionali all’alba dell’attuazione del federalismo fiscale e la priorità data alla questione (emergenza) tasse. Utile e controtendenza, in una campagna elettorale che ha completamente ignorato il merito dei programmi, esaminato e commentato da poche voci, tra le quali non manca quella di chicagoblog.
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Diego Menegon fisco, liberismo, macroeconomia
Oltre trent’anni di monopolio pubblico dell’energia ha consegnato all’Italia degli anni Novanta prezzi elevati, infrastrutture inadeguate e un significativo deficit energetico. Con la liberalizzazione dello scorso decennio e l’unbundling della rete, la potenza installa è cresciuta tanto da superare la domanda e gli investimenti per lo sviluppo di infrastrutture energetiche lineari sono quadruplicati.
Lungo questo cammino, però, si incontra l’infelice scelta del legislatore costituzionale di collocare l’energia tra le materie a competenza concorrente. L’attuazione dell’articolo 117 della costituzione pare coincidere con un’inversione di tendenza rispetto al decennio di liberalizzazioni trascorso. All’espansione della regolamentazione e della burocrazia verificatasi in tutta Italia, si aggiunge ora, in Sardegna, Regione a statuto speciale, il prepontente ritorno al capitalismo di stato, rectius, di regione.
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Diego Menegon ambiente, diritto, energia, liberismo, mercato, privatizzazioni, Senza categoria
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in via definitiva il decreto legislativo sul nucleare. Il testo finale è stato corretto per recepire alcune osservazioni rivolte dalle commissioni parlamentari competenti e dal Consiglio di Stato. Qualche miglioramento, nessuna rivoluzione. Nella strategia nucleare, il documento programmatico che il Governo adotterà entro tre mesi dall’entrata in vigore del decreto, sarà affrontato anche il tema dell’affidabilità dell’energia nucleare, in termini di sicurezza nucleare ambientale e degli impianti, di eventuale impatto sulla radioprotezione della popolazione e nei confronti dei rischi di proliferazione; questione che richiede l’approfondimento del legislatore e regole certe per garantire la tutela di interessi di alto rango quali l’ambiente e la salute. Prosegui la lettura…
Diego Menegon diritto, energia
Le Regioni si affrettano a dire no al nucleare a casa propria. Chi con legge; chi con un ordine del giorno; chi con i famigerati piani energetico-ambientali regionali. Prosegui la lettura…
Diego Menegon energia, liberismo, macroeconomia, mercato energia, IBL, nimby, nucleare, regioni
Poco ma subito. Questo è il senso che sembrano connotare le disposizioni sui tagli agli enti locali contenute nel maxiemendamento alla finanziaria presentato ieri in tarda serata dal relatore, l’on. Corsaro, in Commissione Bilancio.
Un primo tentativo era stato effettuato dal Governo, proponendo una riforma degli enti locali che prevedeva la riduzione dei componenti di giunte e consigli e la soppressione di alcune figure e soggetti (consorzi di funzioni, difensore civico comunale, circoscrizioni di decentramento amministrativo..). L’effetto finanziario dell’intervento, in termini di economie di spesa, era incontestabile, ma l’emendamento appariva nella sua formulazione di carattere prevalentemente ordinamentale e pertanto, non ammissibile all’esame della legge finanziaria.
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