﻿<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>CHICAGO BLOG &#187; Carlo Stagnaro</title>
	<atom:link href="http://www.chicago-blog.it/author/carlo-stagnaro/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.chicago-blog.it</link>
	<description>diretto da Oscar Giannino</description>
	<lastBuildDate>Mon, 22 Mar 2010 11:42:15 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.1</generator>
	<language>it</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>L&#8217;Europa e la tartaruga</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/03/17/leuropa-e-la-tartaruga/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/03/17/leuropa-e-la-tartaruga/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 17 Mar 2010 13:42:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[20-20-20]]></category>
		<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>
		<category><![CDATA[lauzi]]></category>
		<category><![CDATA[tartaruga]]></category>
		<category><![CDATA[ue]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5419</guid>
		<description><![CDATA[I ministri europei dell&#8217;Ambiente si sono divisi, durante il meeting di lunedì, sull&#8217;opportunità di alzare unilateralmente, dal 20 al 30 per cento, il target di riduzione delle emissioni entro il 2020. Il pacchetto &#8220;energia e clima&#8221; che affonda le radici nel blitz di Angela Merkel alla riunione del Consiglio europeo della primavera 2007, infatti, consente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I ministri europei dell&#8217;Ambiente <a href="http://www.euractiv.com/en/climate-environment/climate-target-divides-environment-ministers-news-333547">si sono divisi</a>, durante il meeting di lunedì, sull&#8217;opportunità di alzare unilateralmente, dal 20 al 30 per cento, il target di riduzione delle emissioni entro il 2020. Il pacchetto &#8220;energia e clima&#8221; che affonda le radici nel blitz di Angela Merkel alla riunione del Consiglio europeo della primavera 2007, infatti, consente di inasprire l&#8217;obiettivo. Le successive negoziazioni &#8211; grazie anche all&#8217;apporto cruciale dell&#8217;Italia &#8211; hanno condizionato tale passo al raggiungimento di un&#8217;intesa globale che, a Copenhagen, non c&#8217;è stata; e che, con ogni probabilità, non ci sarà quest&#8217;anno a Cancun. Allora si sono innescate tutte le forze centrifughe che covavano sotto la cappa politicamente corretta imposta da Bruxelles.</p>
<p><span id="more-5419"></span></p>
<p>Si sono mossi, pesantemente, i Verdi: una lobby che nella capitale belga è assai più influente di quanto non lasci intendere il suo peso elettorale. Secondo uno studio <a href="http://www.euractiv.com/en/climate-environment/greens-warn-eu-emissions-target-compromises-green-jobs-news-344580">diffuso ieri</a>, il target del 20 per cento non è sufficiente a garantire il &#8220;doppio dividendo&#8221; alla politica ambientale, ossia non è sufficiente ad allineare gli obiettivi di crescita economica e soprattutto di creazione di posti di lavoro a quelli di riduzione delle emissioni. E&#8217; una tesi piuttosto bizzarra ma, nelle prossime settimane, avremo modo di tornarci. Di certo è una tesi originale, visto che, fino a poco tempo fa, si diceva che col 20 per cento avremmo raggiunto mari e monti: viene il sospetto che sia un modo per mettere le mani avanti. Contemporaneamente, stanno scendendo in campo con tutto il loro peso politico nazioni che credono di potersi avvantaggiare dalle politiche kyotiste &#8211; come il Regno Unito (che aspira a capitalizzare sulle transazioni finanziarie dell&#8217;Emissions Trading Scheme), la Danimarca (grande produttore di impianti rinnovabili), la Svezia e i Paesi Bassi.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, però, si sta facendo più vocale l&#8217;opposizione dei paesi dell&#8217;Est &#8211; che, avendo prospettive di medio termine di tornare a una vigorosa crescita economica, sarebbero penalizzati da un ulteriore giro di vite ambientale &#8211; ma anche l&#8217;Italia e &#8211; nuovo iscritto al club &#8211; la Finlandia. In questo contesto, si è notato il silenzio di Francia e Germania, tradizionalmente schierate sul fronte degli &#8220;ambiziosi&#8221;. Forse, Parigi e Berlino hanno capito che con la retorica verde non si esce dalla crisi; e, anzi, contrariamente a quanto dicono i Verdi, con la retorica verde la crisi si aggrava, perché per quanto un paese riesca a posizionarsi industrialmente sulle energie verdi, c&#8217;è un limite alla loro capacità di penetrazione. Limite fisico e tecnologico, naturalmente, ma soprattutto limite economico, perché man mano che la diffusione delle fonti &#8220;pulite&#8221; aumenta, crescono i costi dell&#8217;energia, e dunque lo stimolo all&#8217;industria verde è controbilanciato da uno svantaggio competitivo per tutti gli altri, e in particolare per le industrie energivore (che in Germania non sono di secondaria importanza).</p>
<p>E&#8217; probabile, dunque, che l&#8217;Europa dovrà accontentarsi del 20 per cento &#8211; che è e resta un target troppo ambizioso, ma senza dubbio è meno peggio del 30 per cento. La sensazione è che anche i più entusiasti, comunque, abbiano avviato un serio ripensamento, perché si sono trovati come la <a href="http://www.filastrocche.it/leggi.asp?id=1619">tartaruga</a> di Bruno Lauzi:</p>
<div><em>la tartaruga<br />
un tempo fu<br />
un animale<br />
che correva<br />
a testa in giù<br />
come un siluro<br />
filava via<br />
che ti sembrava<br />
un treno<br />
sulla ferrovia<br />
ma avvenne<br />
un incidente<br />
un muro la fermò<br />
si ruppe<br />
qualche dente<br />
e allora rallentò.</p>
<p><object width="480" height="385"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/iw_4CQhZbmU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/iw_4CQhZbmU&#038;hl=it_IT&#038;fs=1&#038;" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="385"></embed></object></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/03/17/leuropa-e-la-tartaruga/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/03/17/leuropa-e-la-tartaruga/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Due gasdotti al prezzo di uno</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/03/13/due-gasdotti-al-prezzo-di-uno/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/03/13/due-gasdotti-al-prezzo-di-uno/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 13 Mar 2010 10:00:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[gas]]></category>
		<category><![CDATA[nabucco]]></category>
		<category><![CDATA[south stream]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5379</guid>
		<description><![CDATA[Cosa c&#8217;è dietro la proposta di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell&#8217;Eni, di &#8220;fondere&#8221; Nabucco e South Stream, i due progetti concorrenti di gasdotti che dovrebbero portare gas dalla Russia e dal Caspio verso il Sud Europa? Apparentemente, l&#8217;idea sta in piedi: costruire un tratto comune ai due gasdotti consentirebbe di conseguire rilevanti economie di scala, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cosa c&#8217;è dietro la <a href="http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2010031115176394-1">proposta</a> di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell&#8217;Eni, di &#8220;fondere&#8221; <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nabucco_(gasdotto)">Nabucco</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/South_Stream">South Stream</a>, i due progetti concorrenti di gasdotti che dovrebbero portare gas dalla Russia e dal Caspio verso il Sud Europa? Apparentemente, l&#8217;idea sta in piedi: costruire un tratto comune ai due gasdotti consentirebbe di conseguire rilevanti economie di scala, sia sotto il profilo dei costi di realizzazione sia sotto quello dei costi di negoziazione coi paesi di transito. In più, sebbene i russi non sembrino entusiasti (<em>et pour cause</em>), gli americani per la prima volta mostrano aperta simpatia per un&#8217;iniziativa di Piazzale Mattei. L&#8217;inviato di Washington per l&#8217;energia, Richard Morningstar, ha <a href="http://www.quotidianoenergia.it/n.php?id=41567">parlato</a> di &#8220;<em>un&#8217;idea interessante che merita ulteriori discussioni e approfondimenti</em>&#8220;. Dietro il fumo politico, però, non sembra esserci dell&#8217;arrosto.</p>
<p><span id="more-5379"></span></p>
<p>Anzitutto, non si capisce quanto l&#8217;uscita di Scaroni sia concreta, e quanto sia punzecchiatura a Mosca. Trovata una quadra sui contratti (come ha <a href="http://www.legambiente.eu/associazione/rassegnaStampa/articolo.php?id=12621">raccontato</a> un paio di giorni fa Stefano Agnoli, e sostanzialmente secondo le linee che Chicago-blog <a href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/09/eni-gazprom-pace-fatta/">aveva anticipato</a>) il confronto si è spostato su questioni più strategiche &#8211; secondo un complesso quadro che è ben descritto sul <em>Foglio </em>di oggi (al momento non lo trovo online). Per esempio, San Donato non avrebbe apprezzato le aperture dei russi ai francesi di Edf, nel consorzio South Stream; e i russi non avrebbero apprezzato lo scetticismo del Cane a sei zampe. L&#8217;appoggio americano, da questo punto di vista, non è detto che rafforzi le posizioni dell&#8217;Eni. Poi ci sono le rogne finanziarie e la riorganizzazione del gruppo, la cui urgenza è resa evidente dalla <a href="http://finanza.lastampa.it/Notizie/0,384486/Eni_arretra_su_riduzione_stime_crescita_nel_nuovo.aspx">rielaborazione</a> della strategia del gruppo, con la riduzione degli obiettivi della produzione, la difesa del dividendo, le <a href="http://notizie.virgilio.it/notizie/economia/2010/3_marzo/12/eni_knight_vinke_separazione_snam_e_solo_questione_di_tempo,23366675.html">pressioni</a> di Knight-Vinke (<a href="http://www.chicago-blog.it/2010/03/02/piu-forte-scaroni/#more-5291">qui</a> un riassunto dei fronti aperti), l&#8217;inevitabile <a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/foreignNews/idITLDE62B0EN20100312">tonfo</a> in borsa.</p>
<p>Sotto il profilo industriale, però, la fusione dei due gasdotti non convince. Non convince per la semplice ragione che, per quanto cresca la domanda europea di gas, difficilmente crescerà a tal punto da assorbire l&#8217;offerta addizionale di addirittura due tubi. In questo senso, il Cremlino ha ragione: nessuno investirebbe in una infrastruttura tale da determinare un eccesso di offerta sul mercato di vale e, dunque, minare la sua possibilità di ripagarsi. In questo senso, allora, è forte il sospetto che sia tutto un gioco politico. Come politico è, del resto, il gioco delle parti tra San Donato, Mosca, Roma e Washington. Tanto più che, nelle attuali condizioni di mercato, in presenza di una bolla (seppure transitoria) determinata dalla crisi, tutti i progetti sono rimandati di almeno 5-10 anni. Insomma: siamo al gioco di posizionamento, il momento in cui si tratterà di stringere è ancora lontano.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/03/13/due-gasdotti-al-prezzo-di-uno/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/03/13/due-gasdotti-al-prezzo-di-uno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Nucleare: Bersa-nì</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/03/06/nucleare-bersa-ni/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/03/06/nucleare-bersa-ni/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 14:18:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[Bersani]]></category>
		<category><![CDATA[nucleare]]></category>
		<category><![CDATA[pd]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5313</guid>
		<description><![CDATA[Il Pd è favorevole o contrario al nucleare? O, meglio, è favorevole o contrario alla possibilità per le imprese elettriche operanti nel paese di tornare a investire in questa tecnologia? E, quindi, rispetto alla strategia governativa conduce una opposizione senza se e senza ma, oppure la sua è una critica costruttiva per correggere le eventuali [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Pd è favorevole o contrario al nucleare? O, meglio, è favorevole o contrario alla possibilità per le imprese elettriche operanti nel paese di tornare a investire in questa tecnologia? E, quindi, rispetto alla strategia governativa conduce una opposizione senza se e senza ma, oppure la sua è una critica costruttiva per correggere le eventuali storture? Apparentemente &#8211; se almeno si giudica dagli atti parlamentari &#8211; il Pd non è contrario a priori. Se invece si giudica in base alla percezione pubblica delle posizioni del principale partito d&#8217;opposizione è vero il contrario. Finalmente, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, <a href="http://www.agienergia.it/NewsML.aspx?idd=63016&amp;id=65&amp;ante=0">intervistato sul <em>Secolo XIX</em> da Luigi Leone</a>, esprime in modo chiaro la posizione del Pd. Forse. Più o meno. Grosso modo.</p>
<p><span id="more-5313"></span></p>
<p>La domanda è chiarissima: &#8220;<em>E il nucleare?</em>&#8221; (prima di leggere la risposta, bisogna tener conto del fatto che a Genova hanno sede Ansaldo Energia e Ansaldo Nucleare, eredi di quel che resta delle competenze tecniche del nostro paese, e che il capoluogo ligure si è candidato - per voce della sindaco democratica, Marta Vincenzi &#8211; a ospitare l&#8217;Agenzia di sicurezza nucleare). Ecco, testualmente, le parole di Bersani:</p>
<p><span style="font-family: ChronicleTextO3-Roman; font-size: x-small;"><span style="font-family: ChronicleTextO3-Roman; font-size: x-small;"></p>
<blockquote><p>Un’azienda come l’Ansaldo avrebbe solo da guadagnare se facessimo le cose che dobbiamo, come il &#8220;decommissioning&#8221; (lo smantellamento delle vecchie centrali, ndr). Invece questo percorso è stato abbandonato, con un piano portato avanti dal ministro Claudio Scajola che è velleitario e irrealizzabile. Tanto per dire: si può parlare di nucleare senza aver previsto siti di superficie per le scorie e con procedure che escludono sostanzialmente le responsabilità dei territori? Noi siamo disponibili a ragionare, ma su cose concrete.</p></blockquote>
<p>Ora, cosa ha detto Bersani? Assolutamente nulla. Ha pacchianamente sviato la questione. Per certi versi ha ragione: senza un percorso chiaro per lo smaltimento delle scorie, nessuno si sogna di rischiare. L&#8217;iter autorizzativo delineato nel decreto del Mse è discutibile. Tutte queste cose, e altre, le spiega benissimo Diego Menegon <a href="http://brunoleonimedia.servingfreedom.net/BP/IBL_BP_82_Nucleare.pdf">in questo Focus</a> dell&#8217;IBL. Ma tutto ciò c&#8217;entra solo marginalmente con l&#8217;oggetto della discussione parlamentare di oggi, che <em>non riguarda la realizzazione di centrali nucleari &#8211; e dunque l&#8217;effettivo ritorno all&#8217;atomo &#8211; ma la costruzione della cornice di norme e regole che rendano possibile tale sviluppo &#8211; e dunque stiamo parlando di uno dei tanti tasselli relativi al ritorno potenziale all&#8217;atomo</em>.</p>
<p>Un partito serio &#8211; come senza dubbio aspira a essere il Pd &#8211; non può permettersi ambiguità su questi temi. Deve saper dire se è favorevole o contrario all&#8217;opzione nucleare (che è cosa enormemente diversa dall&#8217;essere favorevoli o contrari al decreto del governo, o favorevoli o contrari a uno specifico progetto). Dalla risposta che si fornisce a questa domanda, discende poi logicamente il tipo di approccio, sia nella comunicazione sia nell&#8217;azione parlamentare e nell&#8217;elaborazione di progetti di legge, verso la maggioranza e i suoi tentativi. Voglio essere chiaro: si può benissimo essere favorevoli all&#8217;opzione nucleare e contrari al modo in cui il governo sta tentando di declinarla. O si può essere serenamente contrari. Ma non si può nascondersi dietro questioni specifiche per evitare il cuore del problema, perché da un lato è un tema troppo importante e di troppo ampia dimensione per essere dribblato, dall&#8217;altro perché un &#8220;nì&#8221; equivale, agli effetti pratici, a un &#8220;no&#8221;. Una centrale costa troppi soldi e troppo tempo perché qualcuno investa in presenza della percezione di un forte rischio politico. Il <em>niet </em>del principale partito d&#8217;opposizione sortisce esattamente questo fatto. Quindi, nicchiare è un modo ipocrita di essere contrari.</p>
<p>Bersani, che ha le palle, le mostri e prenda una decisione. Farebbe un favore a sé, al suo partito, al mercato e a tutti i cittadini che prendono il nucleare sul serio (favorevoli o contrari che siano).</p>
<p></span></span></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/03/06/nucleare-bersa-ni/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/03/06/nucleare-bersa-ni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>9</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Più forte Scaroni</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/03/02/piu-forte-scaroni/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/03/02/piu-forte-scaroni/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 09:38:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[mercato]]></category>
		<category><![CDATA[autorità per l'energia]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>
		<category><![CDATA[Eni]]></category>
		<category><![CDATA[knight-vinke]]></category>
		<category><![CDATA[Scaroni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5291</guid>
		<description><![CDATA[La prima scossa si è avvertita sabato in Via Solferino, a Milano. Sul Corriere della sera un breve articolo di Gabriele Dossena spiegava che &#8220;sembrano stringersi i tempi per una progressiva uscita dell&#8217;Eni dal controllo di Snam Rete Gas&#8220;. Ieri una nuova scossa, dalle colonne romane della Staffetta Quotidiana, che ha confermato le indiscrezioni parlando di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La prima scossa si è avvertita sabato in Via Solferino, a Milano. Sul <em>Corriere della sera</em> un breve articolo di Gabriele Dossena spiegava che &#8220;<em>sembrano stringersi i tempi per una progressiva uscita dell&#8217;Eni dal controllo di Snam Rete Gas</em>&#8220;. Ieri una nuova scossa, dalle colonne romane della <em>Staffetta Quotidiana</em>, che ha <a href="http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=80198">confermato le indiscrezioni</a> parlando di un obiettivo di riduzione del pacchetto azionario detenuto direttamente da Piazzale Mattei al di sotto del 20-30 per cento. Inoltre, <em>Corriere </em>e <em>Staffetta </em>alimentano la voce sull&#8217;intenzione di Snam di dismettere alcuni campi di stoccaggio &#8211; probabilmente quelli più prossimi alla scadenza delle concessioni &#8211; anche se quest&#8217;ultima notizia è stata smentita da una nota dell&#8217;azienda. Che sta succedendo?</p>
<p><span id="more-5291"></span></p>
<p>Sta succedendo che Eni si trova, oggi, a pagare il conto di una troppo lunga resistenza contro la corrente della storia e del mercato. Sicché, in questo inizio di 2010, nel mezzo della recessione, grandina sul gruppo italiano e grandina sul valore del titolo, sceso dai circa 18,5 euro di inizio anno ai 16,50 di lunedì, e risalito a 17 proprio sulla scorta delle indiscrezioni su Snam. Lo stesso titolo di Snam si è impennato al diffondersi della notizia, salendo da 3,45 euro &#8211; valore attorno al quale oscillava da un po&#8217; &#8211; fino ai 3,5 di adesso.</p>
<p>Grandina sulle partecipazioni ai gasdotti internazionali, messi nel mirino dalla Commissione europea a causa dei presunti comportamenti anticompetitivi. La soluzione individuata &#8211; la cessione al mercato dei gasdotti dal Nordeuropa, la vendita a un ente &#8220;amico&#8221; come la Cassa depositi e prestiti del Tag, il mantenimento degli attuali diritti di transito &#8211; <a href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/05/e-ora-snam/">non è del tutto soddisfacente</a>, ma di certo innesca un movimento centrifugo che porta, fatalmente, il <em>core business</em> dell&#8217;azienda più lontano dalla gestione delle infrastrutture (a chi, contro questo argomento, cala la carta South Stream rivolgo una domanda: dal punto di vista dell&#8217;Eni, il <em>business </em>di South Stream sta nell&#8217;esercizio del gasdotto, o nella sua realizzazione? Cioè, il protagonista dell&#8217;eventuale operazione sarà Eni nel senso della <em>oil company</em>, Eni nel senso <em>della utility</em>, Eni nel senso del gestore di infrastrutture, o Eni nel senso di Saipem?). Grandina, analogamente e con insistenza maggiore, sul fronte regolatorio italiano, dove l&#8217;Autorità per l&#8217;energia <a href="http://www.autorita.energia.it/allegati/relaz_ann/09/pres_09.pdf">non perde occasione </a>per ricordare la propria posizione a favore dell&#8217;<em>unbundling </em>proprietario.</p>
<p>Grandina, infine, dagli azionisti, insoddisfatti <em>dalla performance</em> finanziaria del gruppo. Su tutti, il fondo attivista Knight-Vinke, che con le sue <a href="http://www.knightvinke.com/includes/documents/2010/k/kv_eni_letter_italian_150110.pdf">lettere</a> ha sollevato un vespaio di polemiche e ha spinto il <em>management </em>dell&#8217;Eni a prendere posizione difensiva, salvo poi aggiustare progressivamente la posizione. Dal <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2009/10/01/knight-vinke-in-pressing-sull-eni-scaroni.html"><em>niet </em>iniziale</a>, senza se e senza ma, Paolo Scaroni è passato a riconoscere che l&#8217;integrazione verticale &#8220;<a href="http://finanza.repubblica.it/News_Dettaglio.aspx?del=20100125&amp;fonte=TLB&amp;codnews=632">non è un dogma</a>&#8221; (<a href="http://www.portalecnel.it/PORTALE%5Crassegnastampaweb.nsf/0/C12575C30045F725C12576C4002C42AC/$FILE/094-PSRC4.pdf">qui</a> la risposta soddisfatta di Eric Knight) fino, appunto, alle indiscrezioni odierne.</p>
<p>Se il piano illustrato da <em>Corriere</em> e <em>Staffetta</em> sarà confermato, di fatto si tratterà di un significativo passo verso le richieste del fondo americano. Mentre, infatti, sulla stampa si alternavano letture più o meno complottiste dell&#8217;operazione Knight, presentato ora come uno <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Finanza%20e%20Mercati/2010/01/eni-knight_vinke-colitti.shtml?uuid=34f46096-0d0b-11df-a8e3-e5834f89f27d">speculatore fesso</a> (che avrebbe deliberatamente agito per distruggere il valore della sua partecipazione in Eni), ora come un <a href="http://www.eurasia-rivista.org/2748/l%E2%80%99attacco-degli-usa-all%E2%80%99eni-e-alla-politica-estera-italiana">agente dello Stato Imperialista delle Multinazionali</a>, Scaroni e i suoi facevano i propri conti. Conti molto semplici che, secondo la maggior parte degli analisti, rispecchiano grosso modo l&#8217;analisi di Knight Vinke: la struttura anomala dell&#8217;Eni nasconde un valore che potrebbe emergere con una più razionale distinzione delle attività e allocazione del debito (che andrebbe messo sulle spalle della GasCo., cioè la parte <em>utility</em> dell&#8217;Eni, e della NetCo., cioè il gestore delle reti, e tolto dai piedi della OilCo., la compagnia petrolifera tradizionale che è il cuore pulsante dell&#8217;azienda). In questo modo, secondo Knight, potrebbero emergere fino a 50 miliardi di valore, con soddisfazione di tutti.</p>
<p>Con soddisfazione, in primis, di Knight, che ha in mano direttamente l&#8217;1 per cento dell&#8217;Eni, parla esplicitamente a nome di un altro 1 per cento in pancia al fondo Calpers, e <a href="http://www.staffettaonline.com/Allegato.aspx?doc=20100208122002_79497a.pdf">dice di rappresentare</a> una fetta di azionisti che complessivamente possiede un quarto del capitale sociale del gruppo. Facciamogli pure la tara e diciamo che, in realtà, solo la metà, ossia il 12,5 per cento, è d&#8217;accordo: questo ne farebbe comunque il secondo azionista, subito dopo il Tesoro che controlla direttamente il 20 per cento dell&#8217;Eni, e attraverso la Cdp un altro 10 per cento. Insomma: quella di Knight è una voce che non si può ignorare e alla quale i fatti e le decisioni di Scaroni sembrano, contro ogni aspettativa, dare ragione.</p>
<p><a href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/05/e-ora-snam/">L&#8217;ho scritto</a> e lo ripeto: l&#8217;anno prossimo scade il mandato di Scaroni. La sua poltrona <a href="http://rassegna.camera.it/chiosco_new/pagweb/immagineFrame.asp?comeFrom=search&amp;currentArticle=Q76W3">appare solida</a> ma, forse, non lo è così tanto, e forse lui stesso mira a un cambiamento. In ogni caso, sia che l&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Eni voglia restare, sia che voglia andarsene, chiudere la gestione con un colpo di teatro gli darà <em>fiche </em>migliori che non passare per l&#8217;uomo della conservazione. Lasciare il controllo di Snam, se la cessione andrà a favore del mercato e non degli <a href="http://www.cassaddpp.it/">amici</a> di <a href="http://www.tesoro.it">amici</a>, potrebbe essere la mossa con cui Scaroni rimescola le carte e crea valore. Per gli azionisti dell&#8217;Eni e per il suo stesso futuro.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/03/02/piu-forte-scaroni/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/03/02/piu-forte-scaroni/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ordinaria follia amministrativa</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/20/ordinaria-follia-amministrativa/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/20/ordinaria-follia-amministrativa/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 20 Feb 2010 08:17:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[diritto]]></category>
		<category><![CDATA[noise From Amerika]]></category>
		<category><![CDATA[pubblica amministrazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5231</guid>
		<description><![CDATA[Se non fosse normale, sarebbe incredibile.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non fosse normale, sarebbe <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Non_permettere_alla_lingua_di_oltrepassare_il_pensiero">incredibile</a>.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/20/ordinaria-follia-amministrativa/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/20/ordinaria-follia-amministrativa/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Protezione civile. Oggi stiamo con gli Ecodem</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/16/protezione-civile-oggi-stiamo-con-gli-ecodem/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/16/protezione-civile-oggi-stiamo-con-gli-ecodem/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Feb 2010 09:01:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[appalti]]></category>
		<category><![CDATA[bertolaso]]></category>
		<category><![CDATA[corruzione]]></category>
		<category><![CDATA[protezione civile]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5184</guid>
		<description><![CDATA[Questo articolo di Francesco Ferrante e Roberto Della Seta sull&#8217;affaire protezione civile dice tutto quello che va detto, niente più di quello che va detto, e nel modo in cui va detto.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.francescoferrante.it/?p=662">Questo articolo</a> di Francesco Ferrante e Roberto Della Seta sull&#8217;<em>affaire</em> protezione civile dice tutto quello che va detto, niente più di quello che va detto, e nel modo in cui va detto.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/16/protezione-civile-oggi-stiamo-con-gli-ecodem/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/16/protezione-civile-oggi-stiamo-con-gli-ecodem/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scherzavano</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/scherzavano/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/scherzavano/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:50:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[informazione]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[clima]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5182</guid>
		<description><![CDATA[Imbarazzanti ammissioni di Phil Jones. Suppongo non sia necessario commentarle. Mi farebbe piacere leggere che ne pensano quelli che &#8220;the science is settled&#8221;.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.dailymail.co.uk/news/article-1250872/Climategate-U-turn-Astonishment-scientist-centre-global-warming-email-row-admits-data-organised.html">Imbarazzanti ammissioni di Phil Jones</a>. Suppongo non sia necessario commentarle. Mi farebbe piacere leggere che ne pensano quelli che &#8220;the science is settled&#8221;.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/scherzavano/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/scherzavano/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>5</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Luci sempre più accese</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/luci-sempre-piu-accese/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/luci-sempre-piu-accese/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 15:26:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[ambientalismo]]></category>
		<category><![CDATA[m'illumino di meno]]></category>
		<category><![CDATA[noise From Amerika]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5179</guid>
		<description><![CDATA[Questo post vuole essere una risposta. I miei due interventi precedenti sull’iniziativa “M’illumino di meno” (qui e qui) hanno suscitato numerosi commenti, in buona parte critici, oltre che una vivace e sincera polemica di Michele Boldrin, anch’essa con lungo codazzo di commenti. Visto che il post di Michele, e la sua successiva risposta a un mio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo post vuole essere una risposta. I miei due interventi precedenti sull’iniziativa “M’illumino di meno” (<a href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/ci-siamo-illuminati-di-piu/">qui</a> e <a href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/accendete-le-luci/">qui</a>) hanno suscitato numerosi commenti, in buona parte critici, oltre che una vivace e sincera polemica di Michele Boldrin, anch’essa con lungo codazzo di commenti. Visto che il <a href="http://www.noisefromamerika.org/index.php/articles/Illuminarsi_di_pi%C3%B9%3F#body">post</a> di Michele, e la sua successiva risposta a un mio commento, mi sembra sostanzialmente raccogliere la maggior parte delle critiche rivolte anche da altri, e lo fa in modo più organico, cerco di argomentare meglio e più diffusamente il mio punto di vista a partire da quello.</p>
<p><span id="more-5179"></span></p>
<p>Una cosa mi pare che sia sfuggita ai più (e sicuramente è colpa mia): il tono dei miei post era ironico. Pensavo fosse chiaro dal linguaggio e dai paragoni (suvvia: le Forze dell’Oscurità, i sith, la messa nera&#8230;). Se non lo si è percepito, e se qualcuno si è sentito offeso quando l’ho reclutato tra i lealisti dell’Impero Galattico, mi dispiace: non era mia intenzione.</p>
<p>Nel merito, Michele solleva una serie di questioni.</p>
<p>La prima è politica: perché – si chiede – la maggior parte dei critici della manifestazione di Caterpillar sono “di destra”? La risposta breve è: non lo so, e non mi interessa. Forse perché Caterpillar è percepita come una trasmissione “di sinistra”, e questo genere un bias negativo nel campo avverso. Comunque, è irrilevante.</p>
<p>Più rilevanti sono invece le obiezioni di sostanza. Cerco di riassumerle, replicando brevemente. In realtà, le prendo in prestito dalla risposta di Michele al mio commento, perché mi sembra più calibrata su di esse e meno sugli aspetti politici.</p>
<p>Anzitutto, Michele dice che</p>
<blockquote><p>non mi pare che quello &#8220;dirigista&#8221; sia l&#8217;approccio di Caterpillar e di questa loro iniziativa</p></blockquote>
<p>Di per sé, è abbastanza vero. “M’illumino di meno” è un’iniziativa che pone l’enfasi sui comportamenti individuali, più che sulle politiche, come è evidente dal “<a href="http://milluminodimeno.blog.rai.it/decalogo/">decalogo</a>” e dal <a href="http://milluminodimeno.blog.rai.it/files/2009/11/millumino-2010_rai.pdf">comunicato stampa</a>. Tuttavia, mi pare evidente che il messaggio va ben oltre: se tutto si riducesse alla richiesta di spegnere il led rosso della televisione – e così non è – la mia critica sarebbe meno forte (ma non inesistente, come sarà chiaro tra poco). Purtroppo, la mia sensazione è che dietro, a fianco e davanti a questo vi sia la richiesta di politiche pubbliche che favoriscano il risparmio (che, ripeto, è cosa diversa dall’efficienza). Ciò è evidente, per esempio, dall’insistenza sulle fonti rinnovabili: a meno che gli autori non stiano invocando l’autarchia di ogni casa e ogni impresa, alle quali verrebbe in questo caso richiesto di scollegarsi dalla rete elettrica tradizionale per rifornirsi da sé con pannelli solari e mulini a vento, chiedere più rinnovabili significa invocare una più pesante intermediazione dello Stato, con obblighi e sussidi. Questa logica la combatto per ragioni che non è difficile comprendere.</p>
<p>Oltre a questo,</p>
<blockquote><p>I 50 pedalanti che accendono la lampadina come modello sociale e non come gag dadaista per attirare l&#8217;attenzione? Dai, Carlo, you know better than that!</p></blockquote>
<p>Qui entriamo su un terreno più complesso. E’ ovvio (o, almeno, spero che lo sia) che nessuno propone la pedalata come fonte energetica del futuro. Però trovo criticabile e preoccupante che qualuno possa pensare, in quel modo, di trasmettere un’idea positiva e progressista del futuro (ok, non è obbligatorio essere favorevoli al progresso, ma come si è liberi di essere contrari, io rivendico la mia libertà di cantare le lodi del progresso tecnico, economico, e sociale). Mi sembra, in questa scelta, peraltro compiuta col patrocinio e l’assistenza del Comune di Roma (la qual cosa sembra contraddire lo schema destra vs. Sinistra) dia un messaggio chiaro sul tipo di mondo, di stili di vita, di organizzazione della società che si propone e che si ha in mente. Liberi loro di avanzare questo modello: libero io di dire che, se è una cosa seria, mi fa orrore (se non è una cosa seria, stiamo tutti perdendo il nostro tempo, fair enough).</p>
<p>Ancora:</p>
<blockquote><p>Le esternalità: non so come tu faccia ad esser così certo di averle pagate tutte&#8230; Non guardare poi solo l&#8217;Italia, guarda questo paese dove le imposte sulla benzina sono molto inferiori.</p></blockquote>
<p>Tutte le stime che conosco sui costi esterni di qualunque genere si collocano ben al di sotto dell’attuale livello di tassazione sui carburanti, e sull’energia in generale, in Italia. Per darti un’idea, e per stare solo sulla CO2, l’attuale tassazione sul gasolio equivale grosso modo, al prezzo medio della prima settimana di febbraio (1,136 euro / litro), a 260 euro per tonnellata di CO2, contro stime sul costo sociale che viaggiano sotto i 10 dollari. Mettici pure l’inquinamento propriamente detto, le congestioni, la manutenzione stradale, quello che ti passa per la testa: dubito che, sommando tutto, si possa arrivare anche solo vicino all’attuale livello di tassazione. Tu dici: negli Usa la tassazione è più bassa e forse non internalizza tutto. Vero. Ma questo riguarda quelli che organizzano “I illuminate myself less”&#8230; [(c) Babelfish], e non vale più se stiamo parlando – come stiamo parlando – di un’iniziativa che riguarda il paese do Sole.</p>
<p>Poi Michele si sposta su un terreno ancora diverso: in sostanza, dice, che</p>
<blockquote><p>la tua incondizionata fiducia nelle magnifiche sorti, e progressive mi sembra sia ingenua che non corroborata dai fatti.</p></blockquote>
<p>Questo in merito all’esaurimento delle risorse energetiche e le conseguenze della loro finitudine. Qui ho buon gioco a citare un <a href="http://librotremonti.noisefromamerika.org/">libro straordinario</a> (p.33):</p>
<blockquote><p>Ha apparentemente più senso la preoccupazione relativa alle riserve minerarie ed energetiche. Almeno in prima approssimazione, si può dire, queste risorse sono effettivamente non riproducibili (a differenza di quelle agricole). Ma a ben pensarci anche in questo caso il problema è assai meno grave di quello che può apparire in prima istanza. Ci sono tanti modi di produrre energia. Molti di questi sono al momento antieconomici perché bruciare carbone o petrolio risulta meno caro. Se il prezzo dei carburanti continuerà a crescere, si passerà ad altri metodi di produzione dell’energia.</p></blockquote>
<p>Sono d’accordo, invece, su un punto: che i cambiamenti nelle preferenze individuali (cioè dal lato della domanda) giocano un ruolo almeno altrettanto importante che qualunque cosa si possa fare dal lato dell’offerta. E mi sta benissimo che qualcuno voglia tentare a convincermi che guidare un Suv è uno “spreco” di risorse (che poi io delle mie risorse ci faccio quel che mi pare e piace). Mi sta meno bene che da qui si passi, o si tenti di far passare, un’etica pubblica secondo cui è virtuoso chi spegne le luci e figlio di buona donna chi non lo fa. Il mio punto è, in fondo, banalissimo: il risparmio energetico, l’idea che “illuminarsi di meno” (as opposed to illuminarsi tanto uguale, o di più, consumando e spendendo meno, per unità di illuminazione) sia bello, eccetera mi sembrano manifestazioni molto discutibile di un pensiero fondamentalmente anti-industriale e anti-crescita economica, e dunque, implicitamente, anti-liberale.</p>
<p>Al di là delle richieste politiche esplicite, ma per stare alle impostazioni politiche, io – figlio di una modesta famiglia di provincia – la prendo molto sul personale, quando qualcuno coi suoi atti e le sue parole, coi simboli che sceglie e le idee che propugna, cerca di contrabbandare l’idea che la civiltà industriale da cui siamo benedetti sia in fin dei conti qualcosa da rifiutare perché foriero di disastri, ecologici e di altro genere. La prendo male perché penso che, senza questa benedetta civiltà industriale, oggi io, e tanti altri come me, vivrei molto peggio (e quindi sono egoista); e ancora peggio vivrebbero quei poveracci che finalmente, e dico con grande felicità fi-nal-men-te, possono permettersi la cucina a gas, il frigorifero e magari anche la lavatrice e la lavastoviglie e il condizionatore e tutto l’altro ben di Dio (qualcuno, anche nei commenti su nFA, commentava “dio non voglia” che questo trend continui, e mi pare la migliore conferma sul fatto che la mia preoccupazione non è infondata).</p>
<p>Ce n’è abbastanza, al di là del fatto specifico, per avviare una discussione su ecologia e libertarismo? Sì, ce n’è abbastanza e sarebbe utile e bello (una cosa del genere la organizza a fine mese Libertiamo, e magari quest’estate a Firenze facciamo una sessione, se si faranno ancora le giornate nFA?). Ma vorrei che almeno ci ritrovassimo sui principi primi. Che la libertà individuale (se ci collochiamo in un orizzonte libertario, beninteso) non può essere messa in discussione, inclusa la libertà di chi, pagandone il costo, “spreca”. Che non è compito dello Stato, della radio dello Stato, o del comune di Roma dire e incentivare quali siano i comportamenti virtuosi e quelli viziosi. Che lo spazio per l’intervento politico deve essere ridotto al minimo necessario, che spesso è molto prossimo allo zero, e non devono partire dalla presunzione contraria. Che, insomma, a dir tremontate c’è già Tremonti (il quale è di destra, per inciso) e non serve che gli diamo corda anche noi.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/luci-sempre-piu-accese/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/15/luci-sempre-piu-accese/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>6</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Ci siamo illuminati di più</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/ci-siamo-illuminati-di-piu/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/ci-siamo-illuminati-di-piu/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 21:58:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti individuali]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[caterpillar]]></category>
		<category><![CDATA[diritti]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[m'illumino di meno]]></category>
		<category><![CDATA[progresso]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5159</guid>
		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno la Luce ha vinto contro l&#8217;Oscurità. Qui sotto il grafico del fabbisogno elettrico (linea rossa) rispetto alla domanda prevista (linea verde). Alle 17, quando i sith dell&#8217;ecologismo hanno invocato le tenebre, la domanda eccedeva la previsione di quasi 1.000 MW. Anche quest&#8217;anno la gente, col suo quotidiano plebiscito, ha scelto il progresso.

]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche quest&#8217;anno la Luce ha vinto contro l&#8217;Oscurità. Qui sotto il grafico del fabbisogno elettrico (linea rossa) rispetto alla domanda prevista (linea verde). Alle 17, quando i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sith">sith</a> dell&#8217;ecologismo hanno <a href="http://milluminodimeno.blog.rai.it/files/2009/12/millumino-2010-locandina.jpg">invocato le tenebre</a>, la domanda eccedeva la previsione di quasi 1.000 MW. Anche quest&#8217;anno la gente, col suo quotidiano plebiscito, ha scelto il progresso.</p>
<p><a href="http://www.chicago-blog.it/wp-content/uploads/2010/02/12-2-2010.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-5160" title="12-2-2010" src="http://www.chicago-blog.it/wp-content/uploads/2010/02/12-2-2010-300x135.jpg" alt="" width="300" height="135" /></a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/ci-siamo-illuminati-di-piu/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/ci-siamo-illuminati-di-piu/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>19</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Accendete le luci</title>
		<link>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/accendete-le-luci/</link>
		<comments>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/accendete-le-luci/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 10:35:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Carlo Stagnaro</dc:creator>
				<category><![CDATA[Diritti individuali]]></category>
		<category><![CDATA[energia]]></category>
		<category><![CDATA[liberismo]]></category>
		<category><![CDATA[caterpillar]]></category>
		<category><![CDATA[luce]]></category>
		<category><![CDATA[m'illumino di meno]]></category>
		<category><![CDATA[progresso]]></category>
		<category><![CDATA[Rai]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.chicago-blog.it/?p=5154</guid>
		<description><![CDATA[Come ogni anno, le Forze dell&#8217;Oscurità oggi celebrano la loro messa nera, fanno violenza al poeta:  &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221;. Come ogni anno, il Caterpillar della Rai chiede di spegnere le luci nel nome del risparmio energetico. Come ogni anno, rispondiamo alla corazzata dell&#8217;informazione pubblica, dell&#8217;ambientalismo ideologico e di Stato, del vivere meno e peggio e più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ogni anno, le Forze dell&#8217;Oscurità oggi celebrano la loro <a href="http://milluminodimeno.blog.rai.it/files/2009/12/millumino-2010-locandina.jpg">messa nera</a>, fanno violenza al poeta:  &#8220;M&#8217;illumino di meno&#8221;. Come ogni anno, il Caterpillar della Rai chiede di spegnere le luci nel nome del risparmio energetico. Come ogni anno, rispondiamo alla corazzata dell&#8217;informazione pubblica, dell&#8217;ambientalismo ideologico e di Stato, del vivere meno e peggio e più poveri, con la nostra piccola lampadina a incadescenza. C&#8217;è un&#8217;ironia di fondo, nella pretesa di offuscare la luce, luce fisica e luce intellettuale, luce del progresso e luce della libertà. E&#8217; l&#8217;ironia di chiunque cerchi di nuotare ostinatamente contro quella corrente indomabile che è la natura umana. La nostra storia, come genere umano, è una continua tensione verso la luce, l&#8217;energia, il superamento delle barriere che la natura e l&#8217;ambiente ci oppongono. La nostra storia, è soprattutto la storia di una lotta contro la natura e l&#8217;ambiente, i loro vincoli, il buio. E&#8217; una continua scoperta del fuoco, la sua moltiplicazione, la sempre maggiore intensità delle fiamme. La nostra avventura su questa terra è un&#8217;esplosione di luce. Non è per noi, predicare le tenebre. Quest&#8217;anno, poi, la campagna accoglie una novità. La notte viene arginata con la &#8220;luce sostenibile&#8221;. Ecco di cosa si tratta:</p>
<blockquote><p>Protagonista dell’evento sarà una enorme sfera, forse la più grande lampadina illuminata da energie rinnovabili, che risplenderà nel cielo di Roma, grazie all’energia di cinquanta eroici ciclisti, coinvolti in una travolgente pedalata collettiva.</p></blockquote>
<p>Come criceti, sulla ruota nella gabbia dell&#8217;ideologia.</p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/accendete-le-luci/" /></p>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.chicago-blog.it/2010/02/12/accendete-le-luci/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>13</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>
