Parmalat, Generali, Telecom: sotto a chi tocca. Perché fra la lobby dei consiglieri indipendenti, il piccolo esercito dell’ Assogestioni targata Siniscalco e gli investitori stranieri si stanno aprendo nuovi varchi nella governance dei totem della finanza e dell’industria. Prosegui la lettura…
Camilla Conti Borsa, corporate governance, finanza, Parmalat assemblea, minoranza
A giudicare dall’intensità delle ricerche su Google, lo spot pubblicitario che ha ricevuto maggiore curiosità tra quelli mostrati durante il costosissimo spazio (nove milioni di dollari, aveva raccontato Sergio Marchionne) del Super Bowl è stato quello di Chrysler con Eminem come testimonial. Un racconto sulla forza e dell’orgoglio della città di Detroit travolta dalla crisi economica, trasformati in una capacità di ridefinire il “lusso” in un modo diverso da quello canonico. Ma non è questa la notizia che dà il titolo al post. Il libero mercato vince al Superbowl perché a riprendersi il trono della National Football League sono stati i Green Bay Packers che stanotte al Cowboys Stadium di Arlington, alle porte di Dallas, hanno stracciato i Pittsburgh Steelers per 31-25. Prosegui la lettura…
Camilla Conti calcio, liberismo, mercato calcio, mercato
Ci risiamo. Sono passati quasi cinque anni da quando Enrico Bondi è diventato amministratore delegato della Parmalat. Al tempo la guerra dei voti fu tra banche, hedge e distressed fund. Il copione si è poi ripetuto a ogni assemblea chiamata a rinnovare il board tirando in ballo anche la questione dei dividendi, che in base allo statuto di Collecchio devono essere pari al 50% degli utili, e quindi chiedendo cedole più sostanziose. A tre mesi dall’assemblea, che si terrà il 12, 13 e 14 aprile, anche quest’anno la storia si ripete.
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Camilla Conti finanza, mercato, Parmalat economia, nomine, parmalat
Come incidono il potere contrattuale delle compagnie e le discriminazioni tarrifarie praticate dai gestori sul mercato aeroportuale e sul consumatore finale? A questa domanda hanno cercato di rispondere empiricamente Jonathan Haskel, Alberto Iozzi and Tommaso Valletti del Ceis di Tor Vergata ricorrendo a due modelli standard di oligopolio applicate al settore: quello di Cournot e quello di Bertrand.
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Meglio tardi che mai. Dal ministero è finalmente arrivato un segnale di fumo sui Mengozzi bond. Secondo quanto riportato ieri da MF, unico quotidiano a occuparsi della vicenda negli ultimi mesi, il Tesoro avrebbe chiesto agli intermediari finanziari presso i quali sono depositate le vecchie azioni e le obbligazioni Alitalia di trasferire entro il prossimo 30 settembre su un conto del ministero dell’Economia (presso la Banca d’Italia) i titoli in loro possesso. Prosegui la lettura…
Camilla Conti finanza, mercato, trasporti Alitalia, Tremonti
Obbligazionisti Alitalia, marameo. Traditi, beffati, dimenticati. Non è solo la mancanza del presidente Consob, a testimoniare come il governo non si curi tanto della fiducia dei mercati. Non fa notizia purtroppo, ma di fronte al “bussate e non vi sarà aperto” del governo il popolo dei Mengozzi bond è rimasto a terra col cerino in mano. Prosegui la lettura…
Camilla Conti Borsa, finanza, trasporti Alitalia, Concorrenza, mercato
Nelle banche, la Germania è la pecora nera dell’Europa ma tutti fingono di accorgersene. Politici e regolatori degli altri membri dell’Ue tacciono, a riprova che l’Europa post crisi è a scettro solo tedesco, ad onta di ogni chuiacchiera. I tedeschi ringraziano – o meglio, non ringraziano, è andata così perchè l’han voluto loro, e basta – per la tutela usata dagli stress test per gli anemici attivi patrimoniali delle Landesbanken pubbliche. E ringraziano anche per la polvere messa sotto al tappeto da Basilea III che rimanda la pulizia vera al 2019. Soprattutto l’associazione delle banche Bdb che alla vigila dell’incontro di domenica aveva fatto circolare una stima secondo cui i primi 10 istituti del paese avranno bisogno di nuovi capitali per 105 miliardi di euro per adeguarsi ai nuovi requisiti. Senza dimenticare le «partecipazioni silenziose», capitale senza diritto di voto utilizzato soprattutto dalle banche pubbliche, l’anello debole del sistema, che non rientrerà più nella definizione del patrimonio. Prosegui la lettura…
Camilla Conti credito, finanza banche, germania, Merkel
Ha mai pensato di darsi alla politica? “No. Anche perché penso di avere un carattere non adeguato”. Era il 29 maggio 2008 e Unicredit era da poco inciampata sulla mina dei derivati. Ecco allora uscire sulle pagine de L’Espresso una lunga intervista sentimentale all’amministratore delegato, Alessandro Profumo.
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Cosa ci dicono i rendimenti dei bond sovrani? Che il mercato non crede più a chi ha fatto troppo debito e a chi persevera senza prima avere ingranato la ripresa. Come gli americani: il debito pubblico Usa al ritmo attuale supererà il 100% del GDP USA prima del 2015. Quello dell’euroarea sarà allora al 95%. E sopra il 90% sarà anche quello del Regno Unito, pur inglobando le misure correttive annunciate dal governo Cameron-Clegg. Ergo: bisogna tagliare ancora. Basta vedere la curva degli yields pubblici. Prosegui la lettura…
Camilla Conti finanza, spesa pubblica, Stati Uniti bond, debito, mercato
Ultima notizia dal libero mercato. Dopo l’acquisizione definitiva di International Power da parte di GdF-Suez, l’Inghilterra non ha più gestori di energia a controllo inglese. Il settore elettrico di Sua Maestà Britannica è ormai gestito da francesi, cinesi, tedeschi e spagnoli. Prosegui la lettura…
Camilla Conti energia, liberismo, mercato Enel, energia, libero mercato, terna