CHICAGO BLOG » Andrea Giuricin


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L’austerity non esiste in Italia

9 maggio 2013

L’austerity è un concetto che è proprio fuori moda. Praticamente nessun Governo europeo sostiene questa politica di controllo del proprio deficit.

Bisogna partire tuttavia da un punto fermo: negli ultimi anni, anche a causa della crisi, il deficit sul Prodotto Interno Lordo di quasi tutti i Paesi è esploso.

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Il bivio italo-spagnolo

27 aprile 2013

La crisi spagnola è ancora ben lontana dal trovare una via d’uscita. Il Governo ha certificato ieri che il paese iberico non uscirà dalla recessione prima del 2014 e che la domanda interna rimarrà negativa fino a tutto il 2015.

I dati più preoccupanti arrivano tuttavia dalla parte dei conti pubblici. Con il prodotto interno lordo che cade, le entrate fiscali si fanno sempre più esigue mentre esplode la spesa per il pagamento dei sussidi di disoccupazione. È la ragione per cui nei giorni scorsi è trapelata sulla stampa iberica un’idea governativa di riduzione da 24 a 18 mesi per il sussidio di disoccupazione. Prosegui la lettura…

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La “sindrome spagnola” e altri pericoli per l’Italia

28 novembre 2012

Lo spread migliora e i Governi europei tirano un sospiro di sollievo.

L’accordo sul debito greco ha dimostrato la volontà dell’Eurogruppo di puntare sull’Euro, mentre la Spagna arriva finalmente a richiedere l’aiuto e il salvataggio europeo per le proprie casse di risparmio.

I trentasette miliardi di euro che arriveranno direttamente dall’Europa nelle casse di Bankia, Caixa Catalunya e le altre due casse di risparmio regionali nazionalizzate dal Governo spagnolo aiuteranno ad alleggerire la posizione finanziaria di questi istituti bancari che navigavano a vista.

Era prevedibile che il leader spagnolo Mariano Rajoy arrivasse a richiedere ufficialmente l’aiuto europeo dopo le elezioni catalane. Si voleva infatti eliminare il pericolo di utilizzare il “fallimento spagnolo” in ottica nazionalista catalana. Tre giorni dopo l’esito che ridimensiona il partito nazionalista CIU al Governo della Catalogna, è arrivato dunque puntuale l’aiuto europeo. Prosegui la lettura…

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La “sindrome spagnola” arriva in Italia?

24 novembre 2012

Questo fine settimana la Catalogna, uno dei motori economici della Spagna, che vale circa il 20 per cento del PIL nazionale, va alle elezioni. Le spinte indipendentiste sempre più forti creano un ulteriore problema per il Governo centrale di Madrid guidato da Mariano Rajoy.

Artur Mas, leader del partito nazionalista catalano, il CIU, dovrebbe vincere in agilità le elezioni senza tuttavia arrivare alla maggioranza assoluta. Sarà difficile trovare l’appoggio dell’estrema sinistra catalana, ma sul tema di effettuare un referendum per l’indipendenza della Catalogna, non sarà impossibile trovare un accordo.

Le elezioni spagnole arrivano forse nel momento peggiore per l’economia spagnola. Le ultime statistiche dimostrano che il mercato immobiliare continua a retrocedere, con i prezzi in caduta di oltre il 35 per cento dall’inizio dello scoppio della bolla.

L’obiettivo di deficit non sarà rispettato neanche questo anno, mentre l’economia non dovrebbe crescere fino al 2014. Prosegui la lettura…

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Windjet: la manovra elettorale siciliana fa precipitare la compagnia.

1 ottobre 2012

Siamo alle solite. Windjet sembra fatta resuscitare con mano pubblica e politica grazie alla NewCO creata dalla Regione Sicilia insieme a Pulvirenti, l’imprenditore che ha portato all’atterraggio di emergenza del vettore siciliano.

Questo è quanto sembra trapelare dalle ultime notizie anche se l’ENAC ha affermato prontamente che non è stata effettuata nessuna richiesta di avvio da parte della nuova società. La comunicazione della data di partenza della nuova avventura aerea sembra volere affrettare la nascita del nuovo vettore con la cloche pubblica.

Siamo al teatro dell’assurdo, dove la politica non capisce e non vuole ricordare gli errori recenti. Solo quattro anni fa è fallita Alitalia per la divergenza tra gli interessi politico-sindacali con la normale gestione di una compagnia aerea e gli interessi dei contribuenti che hanno perso almeno quattro miliardi di euro. Prosegui la lettura…

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La Spagna sull’orlo del baratro

26 settembre 2012

La Spagna è sull’orlo di una crisi di nervi o meglio sull’orlo di un baratro. Non sono solo i duri scontri che si sono avuti ieri 25-S davanti al Parlamento a preoccupare, ma vi sono almeno altre quattro punti critici cruciali che il paese iberico non sembra in grado di trovare una via d’uscita. Prosegui la lettura…

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L’Italia porterà i “libri in tribunale”?

30 agosto 2012

I mercati hanno paura del ritorno della politica o hanno semplicemente paura della classe politica che ha portato l’Italia sull’orlo del baratro? Ne parlavo ieri su Raitre  e sembra davvero che questa classe politica non abbia compreso la gravità della situazione.

Vi sono alcuni dati chiari che non permettono di restare tranquilli.

In primo luogo la forte recessione in cui l’Italia è caduta; tutte le stime parlano di una contrazione dell’economia di oltre 2 punti percentuali nel 2012 e una recessione che continuerà anche nel prossimo anno.

Il secondo dato che non fa dormire sonni tranquilli i mercati, ma che non dovrebbe fare dormire sonni tranquilli a tutti gli italiani è il debito pubblico. Siamo arrivati al 123 per cento del prodotto interno lordo, vale a dire circa 30 mila euro a testa per ogni italiano (bambini e anziani compresi). Un livello mai raggiunto prima, nemmeno negli anni ’90.

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Il fallimento spagnolo e i rischi per l’Europa.

20 luglio 2012

La Spagna è in rivolta. La protesta contro i tagli del Governo guidato da Mariano Rajoy è esplosa nella giornata di ieri nelle principali piazze delle maggiori città iberiche. E proprio nella giornata di ieri si sono avute maggiori informazioni circa il salvataggio spagnolo da parte dell’Unione Europea.

Non è un salvataggio del solo sistema bancario, ma di tutto lo Stato. Lo stesso ministro dell’Economia spagnolo Montoro ha ammesso davanti al Parlamento che la Spagna, senza l’intervento europeo, non avrebbe avuto i soldi per pagare gli stipendi.

È davvero così grave la situazione spagnola o il Ministro ha esagerato le proprie affermazioni per giustificare i tagli davanti all’opinione pubblica?

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Spending review a tempo scaduto?

9 luglio 2012

Se una famiglia tagliasse di 15 euro il suo budget mensile di 1500 euro, sarebbe un “macelleria sociale” o una “riforma epocale” dello Stato?

Quando parliamo della spending review è bene comprendere quale sia il livello di spesa raggiunto e di quanto siano i tagli. Infatti la spending review vede una diminuzione reale di circa l’1 per cento della spesa pubblica. Ancora troppo poco, visti i circa 800 miliardi di euro che lo Stato si trova a spendere ogni anno.

Non è questione di populismo o meno, ma è necessario guardare i dati. Tra il 1995 e il 2010 l’Italia ha accumulato oltre 650 miliardi di deficit e il rapporto debito su prodotto interno lordo ha ormai superato il 120 per cento.

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La sentenza “Pomigliano” e la cecità della politica e della Fiom

1 luglio 2012

La Fiat è un’azienda sempre più globale e l’Italia rischia di diventare per l’azienda torinese una “palla al piede”. Questa considerazione, molto dura ma reale, è ancor più vera dopo la sentenza del giudice di Roma che obbliga il gruppo guidato da Sergio Marchionne ad assumere 145 operai perché iscritti alla FIOM.

La sentenza avviene in seguito alla “battaglia” di Pomigliano, dove l’azienda in cambio di maggiore flessibilità e produttività, aumentava i salari degli operai. C’era una maggiore responsabilizzazione da parte degli operai, ma questa veniva ripagata con premi.

Si è creato a “Pomigliano” un contratto di secondo livello, che aveva addirittura portato fuori da Confindustria l’azienda torinese. Un contratto che è tipico nel mondo teutonico, dove ormai più del 40 per cento dei contratti è siglato in questo modo.

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